Othello

A Novel

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Publisher: Scholastic Trade

4.3
(3754)

Language: English | Number of Pages: 151 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French , Polish , Finnish , Dutch , Indian (Hindi) , Russian

Isbn-10: 0590419676 | Isbn-13: 9780590419673 | Publish date: 

Julius Lester

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Others , Unbound , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Book Description
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  • 4

    Credo non ci sia bisogno di troppe presentazioni. Le tragedie Shakespeariane sono precedute dalla loro fama e giustamente.
    Mi limito ad abbozzare la trama per poi addentrarmi nel commento di quest'ope ...continue

    Credo non ci sia bisogno di troppe presentazioni. Le tragedie Shakespeariane sono precedute dalla loro fama e giustamente.
    Mi limito ad abbozzare la trama per poi addentrarmi nel commento di quest'opera...
    Otello, il moro, è un generale al servizio della Repubblica Veneta, al quale è affidato il comando dell'esercito veneziano contro la rivolta turca nell'isola di Cipro.
    E' a Venezia che conosce e si innamora, ricambiato, dalla bella Desdemona, figlia di Brabanzio, senatore.
    I due, colmi d'amore l'uno per l'altra, si uniscono in matrimonio in gran segreto, generando, da principio, l'ira del padre di lei...
    Ma non sarà Brabanzio a scatenare la tragedia, bensì lo scaltro Iago, alfiere di Otello, che spinto dalla brama di potere, non esiterà a vendicarsi su Otello, mirando proprio a demolire ciò che questi ha di più caro: il suo amore per Desdemona...
    Preferisco non svelare il finale, nel caso chi non conoscesse la tragedia potrà gustarla maggiormente.
    Ho apprezzato tanto quest'opera, forse più del famoso Amleto. Qua vanno in scena le passioni, l'amore, l'invidia, la rabbia e ultima ma protagonista, la gelosia... il mostro dagli occhi verdi capace di accecare la ragione ed anche il sentimento e far esplodere di cieca furia anche gli animi più retti.
    E' un'opera che si fa sentire molto durante la lettura. Si avvertono i personaggi e non si può fare a meno di provare repulsione e rabbia verso l'infido Iago, compassione per il povero Otello e la sua dolce, votata, Desdemona.
    Spererei tanto di poterla vedere a teatro un giorno e invito tutti a farlo, anche senza aver letto l'opera!

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  • 4

    Otello, gelosia canaglia

    Otello è una tragedia di Shakespeare scritta intorno al 1603 e potremmo sottotitolarla con Gelosia canaglia. Non è un caso se la sindrome psicotica che prevede la morbosa ed ossessiva convinzione che ...continue

    Otello è una tragedia di Shakespeare scritta intorno al 1603 e potremmo sottotitolarla con Gelosia canaglia. Non è un caso se la sindrome psicotica che prevede la morbosa ed ossessiva convinzione che il proprio partner sia infedele, spesso accompagnata da comportamenti violenti, venga chiamata "Sindrome di Otello".

    Otello è un personaggio con tratti particolari, opposti ai classici canoni dell'eroe: è nero, vecchio, non più quello che si considera "un avvenente uomo" e dalla storia travagliata e combattuta. Desdemona, una meravigliosa fanciulla proveniente da un'aristocratica famiglia, si innamora di lui attraverso i suoi racconti e, in gran segreto, si sposano. Il loro amore è tuttavia minacciato da Iago, alfiere di Otello. Egli è un personaggio a mio avviso straordinario: ha un'ironia sprezzante, una dialettica tagliente, è diabolico nella progettazione del suo piano di vendetta e detiene il seme del male: sarà proprio lui a far germogliare nell'animo di Otello la morbosa gelosia che caratterizzerà poi le vicende degli ultimi tre atti della tragedia.

    Iago: "Guardatevi dalla gelosia, mio signore! È un mostro dagli occhi verdi che si diletta Col cibo di cui si nutre." - Atto III, Scena III

    Iago è dunque considerato il cattivo per antonomasia, tuttavia ritengo che analizzando la tragedia su un altro piano di lettura, sebbene la crudeltà di Iago sia esplicita, la feroce gelosia di Otello non sia giustificata né dalle azioni della povera Desdemona né dalle parole dello stesso Iago: Otello ha infatti insita nella sua natura un'insicurezza ed una fragilità che gli impediscono di opporsi alle allusioni del suo alfiere. I dubbi che Iago cerca di insinuare nella sua mente sono già presenti, il terreno su cui Iago semina è un terreno fertile.

    Curioso è anche il modo con cui Desdemona accetta ed affronta la morte, come se si stesse preparando ad una notte d'amore, totalmente coinvolta dalla personalità di per sé violenta e cupa del marito, la medesima personalità che l'aveva fatta innamorare. L'associazione con le vicende di femminicidio che riempiono ad oggi le pagine di cronaca è immediata.
    Questa tragedia offre spunti di riflessione su diversi argomenti: sull'accettazione dell'altro come "altro da me" e dunque indipendente dal mio solo volere, totalmente assente nei casi di violenza di genere; sull'origine e sullo sviluppo della gelosia e della vendetta (spesso strettamente correlate), sul "dove è davvero insito il male?" Nella calunnia Iago? Nella debolezza di Otello? Nella passiva accettazione di Desdemona?

    Otello: Io ti ho baciato prima di ucciderti; ora che mi sono dato la morte non posso che morire, in un tuo bacio. - Atto V, Scena II.

    Onestamente la Tragedia di Otello mi è piaciuta da morire (giusto per restare in tema): il ritmo incalzante ed al repentino susseguisi di eventi facilitano la lettura, la caratterizzazione dei personaggi è notevole, la trama è quella tipica della tragedia Shakespeariana e no, non può non piacere.

    Iago: "Virtù un cavolo! Sta solo in noi essere così o cos'altro. Il nostro corpo è un orto e l'ortolano è il nostro volere. Sia che vogliamo piantare ortiche o seminare lattughe; metter l'issopo o sradicare il timo; coltivarlo a una sola o a infinite specie d'erbaggi; lasciarlo andare a scento per pigrizia o concimarlo e farlo fruttare a dovere: la potestà e il magistero di tutto questo sta nel nostro arbitrio." - Atto I, Scena III

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  • 4

    Tra tutte le opere di Shakespeare quella di Otello è quelle in cui ho ritrovato molta umanità nel personaggio, il disagio di Otello non nasce solo dalla gelosia verso la moglie Desdemona ( adoro quest ...continue

    Tra tutte le opere di Shakespeare quella di Otello è quelle in cui ho ritrovato molta umanità nel personaggio, il disagio di Otello non nasce solo dalla gelosia verso la moglie Desdemona ( adoro questo nome) ma dalla sfiducia che Otello ha nei confronti degli uomini in generale. In 5 atti l ‘autore lo fa capire bene e tra intrighi, tradimenti ( veri o presunti tali) si assiste alla distruzione di un amore. Infatti Otello viene accusato di aver fatto innamorare Desdemona attraverso le arti magiche e il padre di Desdemona, Brabanzio, non può assolutamente credere e accettare una cosa del genere ( ricordo che Otello è di colore e straniero) saranno solo le parole della figlia a far cadere le accuse contro Otello. La coppia parte alla volta di Cipro perché Otello deve combattere contro i turchi e Iago fedele alfiere dello stesso gli fa credere che Cassio ha una tresca con la moglie. Otello passa dall’essere un uomo pacato ragionevole e onesto nei giudizi a un uomo pauroso, privo di senno e brutale. Iago è un abile manipolatore che usa le parole a suo vantaggio. Desdemona invece anche se può sembrare debole e che si fa sommergere da eventi più grandi di lei in realtà è una donna forte e coraggiosa si batte per Otello di fronte al padre e critica Otello per la sua brutalità in battaglia. Il linguaggio è ricco di metafore e immagini, che servono ad approfondire i significati e a rinforzare le tematiche principali. Ci sono molti riferimenti alla natura e la gelosia, base su cui viene costruito il dramma di Otello viene definita come Mostro dagli occhi verdi.

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  • 5

    Scrive Auden nelle sue "Lezioni su Shakespeare", analizzando l'Otello che i personaggi tragici di Shakespeare, a differenza degli eroi delle tragedie greche, soffrono per il morso del peccato cristian ...continue

    Scrive Auden nelle sue "Lezioni su Shakespeare", analizzando l'Otello che i personaggi tragici di Shakespeare, a differenza degli eroi delle tragedie greche, soffrono per il morso del peccato cristiano dell'orgoglio: pur sapendo di non essere Dio, cercano di diventare Dio - una tentazione dalla quale nessuno di noi è immune. (...) I grandi protagonisti delle tragedie shakespeariane non imparano nulla ed è questa l'estrema tragedia delle tragedie di Shakespeare.
    Auden opera un confronto tra i drammi greci e quelli shakespeariani: nei primi gli eroi devono essere grandi uomini vittime di un fato tragico, nei secondi non sono eroi ma uomini dotati di un'arrogante fiducia in se stessi, di una tracotante sicurezza (hybris) che si sbriciola a seguito dell'unico difetto che verrà amplificato durante l'azione della trama.
    Per Otello il difetto è la gelosia.
    Ma il vero protagonista di questo dramma è Iago, colui che "non è ciò che sembra". Leggendo Auden ho capito il valore di questa tragedia, che non contiene i meravigliosi monologhi di Amleto, né la tensione di Macbeth o la drammaticità di Romeo e Giulietta, ha un'accelerazione repentina tra il secondo e il terzo atto, ma Iago è uno dei personaggi migliori che siano usciti dalla penna di Shakespeare, il prototipo del "brav'uomo " di cui tutti si fidano mentre in realtà, come un serpe, agisce nell'ombra in maniera malvagia e talvolta del tutto gratuita.

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  • 5

    è sempre stata definita semplicemente la tragedia della gelosia di Otello verso Desdemona
    ma è soprattutto la tragedia della "parola" uccisa da Iago nella sua ultima battuta :"Non chiedetemi nulla. S ...continue

    è sempre stata definita semplicemente la tragedia della gelosia di Otello verso Desdemona
    ma è soprattutto la tragedia della "parola" uccisa da Iago nella sua ultima battuta :"Non chiedetemi nulla. Sapete quel che sapete, d'ora in poi non aprirò più bocca"...
    Iago, per invidia e gelosia, si vendica di Otello e lo uccide col suo stesso amore egocentrico per Desdemona usando la "parola" per creare una dimensione malefica della realtà nella quale trascina Otello vittima e carnefice.
    Sì, le parole possono creare realtà e possono renderla mortale e malefica...

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  • 4

    Un piccolo tesoro

    Un dramma interessante, che tiene incollati alle pagine con maestria e con una buona dose di intrigo. Ricco di ragionamenti su cui riflettere è un piccolo tesoro della letteratura.

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  • 0

    Tutti quanti possediamo,nel nostro animo, una lavagna con tracciata una riga bianca verticale al centro: da un lato i buoni e dall'altro i cattivi.
    Leggendo Otello, mi è facilissimo collocare Iago fra ...continue

    Tutti quanti possediamo,nel nostro animo, una lavagna con tracciata una riga bianca verticale al centro: da un lato i buoni e dall'altro i cattivi.
    Leggendo Otello, mi è facilissimo collocare Iago fra i cattivi e Desdemona fra i buoni. Otello aleggia. Lo definirei ingenuo. Lui, grande combattente, non sa annientare il proprio nemico peggiore. Non sa andare oltre il proprio dolore. E' stato, per lui, più logico accettare ciecamente tutto ciò che Iago ha archittettato. Ha creduto e visto tutto attraverso le parole di Iago. Anche senza la dimostrazione del fazzoletto "perso" da Desdemona, Otello avrebbe creduto al tradimento. Lui si sentiva tradito. Più che altro non ha saputo riconoscere che il proprio dolore, la propria gelosia non era scaturita da un fatto reale, ma semplicemente dalla paura che potesse succedere. Si è trovato in quella dimensione che ci fa' obnubilare la mente e non ci permette di ragionare e così diamo tutto per dato di fatto. Tutto per scontato. E' anche più facile. Non siamo più abituati a pensare, a combattere il dubbio. Approfondire potrebbe significare scoprire altre verità che ci farebbero ancor più male. Così ci "accontentiamo". La bugia è liquida, si intrufola dappertutto e non si fa' riconoscere. E' faticoso vivisezionare una idea, un pensiero, un racconto. Ci costringerebbe a ragionare. Non ne abbiamo tempo. Abbiamo troppe cose da fare. Ragioniamo poco. Accettiamo le bugie degli altri, esattamente come pretendiamo che gli altri accettino le nostre false verità.

    Desdemona e la sua domestica, Emilia (moglie di Iago) sanno che non è vero ciò che Otello pensa. Desdemona perché ne è la protagonista. Emilia perché è a conoscenza della verità. Emilia conosce la dinamica del ritrovamento del fazzoletto, ma tace. Desdemona, pur nella sua consapevolezza di innocenza, ha il dubbio di aver sbagliato, di aver veramente tradito il marito per certi suoi inconsapevoli atteggiamenti. Addirittura si colpevolizza, si domanda se veramente lei non abbia tradito (con sorrisi-con gentilezze). Forse ha ragione Otello: sono una donna facile (sensi di colpa femminili).

    Emilia ha da subito stabilito da che parte mettere il proprio marito. Collocazione molto facile. Chi non scriverebbe il nome di Iago fra i cattivi?

    Shakespeare non crea eroi in questo Otello.

    Figure maschili meschine o timorose.

    Figure femminili che tacciono e soggiacciono per paura della violenza maschile.

    D'altronde chi mai avrebbe visto o letto un'opera teatrale dove una donna vince il male senza andare al rogo?

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