Out

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Publisher: Kodansha International

4.0
(2366)

Language: English | Number of Pages: 360 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Japanese , French , Dutch , Portuguese , Czech , Swedish

Isbn-10: 4770029055 | Isbn-13: 9784770029058 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Stephen Snyder

Also available as: Paperback , Audio CD , Audio Cassette

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
OUT was awarded the Grand Prix of the Mystery Writers of Japan in 1997-the Asian equivalent of an Edgar.
It is a dynamic example of the work of a new breed of Asian women writers excelling in the smart, hard-nosed, well-written, and realistically plotted mystery novel. Kirino' crime story can stand comparison with the work of other top-notch Western women writers in this genre, like Sarah Paretsky and
Ruth Rendell.
The story-though a bare summary makes it seem merely brutal and bloodthirsty, when it is much more than that-focuses on four women who work together in a lunch-box factory in the suburbs of Tokyo. One of them suffers from spouse abuse and, unable to take it any longer, murders her husband and
appeals to her co-workers to help her dispose of the corpse. One of these friends---the brain behind the coverup-after cutting up the body in the bathroom of her house, has the other two dump it as garbage. The money from the man's life insurance is then divided among them. But this is only the
beginning. The successful, unpremeditated crime and the rewards it brings are the seed of other, premeditated schemes, escalating from one localized use of violence to a rash of similar deeds, with unpredictable outcomes for the women behind them.
As a study in the psychology of domestic repression and the dynamics of violent crime, OUT works on several levels, gripping the reader from its smoldering beginning to the fireburst of its finale.
In hardcover in its original language it sold over 300,000 copies, and a movie version will have its premiere in Tokyo at the end of 2002, with international distribution under discussion.
Sorting by
  • 4

    Interessante questo noir giapponese. Lo consiglierei.
    Come, e forse con troppa presunzione, consiglierei all'autrice di modificare il finale.
    Ma questo non si può più fare!

    said on 

  • 4

    Poteva avere 5 stelline, ma quel finale del cazzo ha rovinato tutto.
    I giapponesi non gliela fanno a scrivere un romanzo con una fine che sia coerente con la realtà.
    Per il resto tutto molto bello. ...continue

    Poteva avere 5 stelline, ma quel finale del cazzo ha rovinato tutto.
    I giapponesi non gliela fanno a scrivere un romanzo con una fine che sia coerente con la realtà.
    Per il resto tutto molto bello.

    said on 

  • 5

    Nel primo romanzo edito in Italia, la Kirino colpisce direttamente il lettore, con un romanzo che ha dentro tantissime sfaccettature dall'atmosfera del noir - al pulp - al grottesco - all'erotico. Un ...continue

    Nel primo romanzo edito in Italia, la Kirino colpisce direttamente il lettore, con un romanzo che ha dentro tantissime sfaccettature dall'atmosfera del noir - al pulp - al grottesco - all'erotico. Un libro imperdibile, un taglio. Bellissimo.

    said on 

  • 5

    Quando il vaso di Pandora si apre, ne esce fuori soprattutto oscurità.

    Yayoi, Yoshie, Kuniko e Masako lavorano in una fabbrica di colazioni preconfezionate, dove svolgono insieme il turno di notte. Sono diverse, non amiche ma colleghe, e legate da un filo comune: sono in ...continue

    Yayoi, Yoshie, Kuniko e Masako lavorano in una fabbrica di colazioni preconfezionate, dove svolgono insieme il turno di notte. Sono diverse, non amiche ma colleghe, e legate da un filo comune: sono infelici.
    Chi inconsciamente come Masako e Yayoi, chi caparbiamente come Kuniko, tutte cercano di sfuggire ad un presente opprimente e soffocante, per raggiungere qualcosa che è appena al di là.
    Se ne rendono conto durante gli eventi che Natsuo Kirino racconta in maniera magistrale, alternando uno stile da romanzo familiare a quello thriller. In questo modo la storia scorre liscia per tutte le sue (più di) 600 pagine, e si conclude con un finale che non lascia l'amaro in bocca.
    Nulla è scontato, ogni dettaglio curato, a partire dai personaggi: il lavoro che l'autrice ha fatto nel delineare i caratteri è immenso e per questo le quattro casalinghe di Tokyo è considerato dalla critica (giustamente) un capolavoro da leggere.

    said on 

  • 4

    Casalinghe una cippa.

    Il miglior noir che abbia letto da una vita a questa parte, torbido, privo di speranza e pieno di perversioni sentimentali. Purtroppo il ritmo latita, ma forse è una questione culturale.
    Ma forse sono ...continue

    Il miglior noir che abbia letto da una vita a questa parte, torbido, privo di speranza e pieno di perversioni sentimentali. Purtroppo il ritmo latita, ma forse è una questione culturale.
    Ma forse sono anche le 600 e oltre pagine.
    Scorrono abbastanza veloci, ma una sforbiciatina qua e là non avrebbe fatto male a questa monumentale opera in cui uno dei pochi personaggi "buoni" è Anna, una ragazza che vende il suo tempo in un night club ma ha ancora l'ingenuità di innamorarsi il che la destina alla rovina. Bello vero? L'amore ti porta alla rovina. Com'è romantico, in fondo.
    Quello che colpisce di più allo stomaco è che per questi personaggi, soprattutto tra le protagoniste, non esiste solidarietà; anche quando la dimostrano è più un caso che una scelta morale, se di moralità si può parlare in questo libro. Forse esiste l'onore tra i ladri, ma non tra le casalinghe a quanto pare. Che poi casalinghe non sono, lavorano tutte fuori casa! Perchè casalinghe, titolista italiano?
    Impossibilità relazionali, omicidi commessi con noncuranza, azioni spregevoli eseguite solo per denaro, un protagonista sadico (ma affascinante) e una protagonista glaciale ma che comunque riesce a provocare empatia (difficile non "sentire" la solitudine in cui vive Masako) rendono la trama interessante. Meno interessanti le altre casalinghe, soprattutto la stupidissima Kuniko e l'ingenua Yayoi (bella e cretina è una dicotomia cui non sfuggono nemmeno le autrici giapponesi pare, ma anche il brutta grassa e cattiva di Kuniko rientra negli stereotipi di genere e vederlo scrivere da una donna fa più male). Yoshie è già meglio, col complesso di madre/martire che si rovescia nell'ultima - raggelante - scena in cui compare.
    A me l'ultima parte è piaciuta moltissimo, l'ho trovata perfetta: un duello mortale condito di sesso estremo, tutto stupri, violenza e amore distorto. Ipercinetico e poco credibile, forse, e anche un poco avulso dal resto del libro, comunque mi è sembrato una buona chiusura della storia.

    said on 

  • 5

    "L’edificio sorgeva solitario alla fine della strada che costeggiava il muro grigio di una gigantesca officina meccanica, nel cuore di Musashi-Murayama. Intorno non vi erano che campi polverosi e picc ...continue

    "L’edificio sorgeva solitario alla fine della strada che costeggiava il muro grigio di una gigantesca officina meccanica, nel cuore di Musashi-Murayama. Intorno non vi erano che campi polverosi e piccole autofficine, disseminate in un territorio piatto su cui dominava un cielo immenso. Il parcheggio si trovava a tre minuti a piedi dalla fabbica, oltre l’area desolata dello stabilimento.Per costruirlo si erano limitati a spianare un ampio terreno e a segnare provvisoriamente i posti per le auto con strisce di plastica, ricoperte a tratti di polvere e sabbia e poco visibili. I furgoncini e le utilitarie degli operai erano posteggiati alla rinfusa. Era praticamente impossibile accorgersi se qualcuno era laggiù in agguato, nascosto nell’ombra dei cespugli o delle auto. Quest’idea rendeva il luogo ancora più inquietante. Masako si guardò intorno con circospezione e chiuse a chiave la macchina. Udì uno stridio di gomme e la luce gialla dei fari illuminò per un attimo i cespugli. Una Golf cabriolet verde con la capote sollevata entrò nel parcheggio e si avvicinò. La faccia pienotta di Kuniko Jonouchi accennò un inchino."

    said on 

  • 5

    Thriller davvero nero e tagliente, implacabile con i suoi personaggi. La scrittura è sempre lucida e scorrevole, quando entra nel dettaglio splatter l'effetto è un po' straniante, sembra quasi una cro ...continue

    Thriller davvero nero e tagliente, implacabile con i suoi personaggi. La scrittura è sempre lucida e scorrevole, quando entra nel dettaglio splatter l'effetto è un po' straniante, sembra quasi una cronaca dell'orrore. La base culturale-sociologica è distante e pertanto lo svolgimento sa essere sorprendente, soprattutto nel tirare le fila. Consigliatissimo, ça va sans dire

    said on 

  • 5

    Un romanzo cattivo, nero, spietato.
    Non c'è posto per i buoni sentimenti qui se li cercate andate a fare un giro altrove.
    Queste quattro casalinghe giapponesi sono terribilmente affascinanti, ciascuna ...continue

    Un romanzo cattivo, nero, spietato.
    Non c'è posto per i buoni sentimenti qui se li cercate andate a fare un giro altrove.
    Queste quattro casalinghe giapponesi sono terribilmente affascinanti, ciascuna a suo modo, ma anestetizzate rispetto ad ogni forma di buon sentimento.
    Cadaveri fatti a pezzi e infilati in sacchetti della spazzatura da smaltire o in pacchi da spedire, uomini che tradiscono, picchiano, uccidono, violentano a loro modo si innamorano, donne che si ribellano, che alzano la testa al punto da perdere di vista la linea di demarcazione tra bene e male e spietatamente agiscono e si auto convincono della giustezza delle loro azioni.
    Io l'ho trovato fantastico, scritto benissimo e ad effetto Bostik.
    Ma si sa, a me il noir piace parecchio..

    said on 

  • 3

    Du dù ,du daah ... Da-Datemi un coltello - Che cosa ne vuoi fare? - a-a-aah a-a-aah ,che rabbia mi fa! Du dù, du dah

    Non fatevi fuorviare dalla canzone interpretata dal famoso quartetto di Tokyo --->
    voce solista : Masako
    ai cori: : Yayoi ,Yoshie e Kuniko
    La storia è molto cupa, l'atmosfera è soffocante, tossica ,o ...continue

    Non fatevi fuorviare dalla canzone interpretata dal famoso quartetto di Tokyo --->
    voce solista : Masako
    ai cori: : Yayoi ,Yoshie e Kuniko
    La storia è molto cupa, l'atmosfera è soffocante, tossica ,opprimente ...
    Esistenze senza sapore - come le scatolette di cibo precotto che preparano in turni massacranti - estrema solitudine , vuoto affettivo, frustrazioni quotidiane
    Tutto questo ad un certo punto coagula in un folle , lucido furore omicida ...

    Una lettura davvero avvincente (ammazza! ) ,
    un gioco a incastri molto ben strutturato , una notevole caratterizzazione psicologica dei personaggi , un ritmo incalzante con svolte narrative sorprendenti e in alcune pagine...
    agghiaccianti , per crudezza ed efferatezza ( numeri splatter , di alta macelleria! )

    Sarebbero 4 stelle
    però, ecco, alla fine...
    sono diventate 3 stelle e mezza
    ...la colpa è di Masako-san (!) e del suo bisturi tascabile ,
    ZAC ! non ha potuto fare a meno di spezzare a metà la quarta stellina , di netto !
    ( infilata poi in un sacchetto ,con chissà quali frattaglie, in un cassonetto indifferenziato :) )

    said on 

  • 4

    Titolo rivelatore

    Colpisce la perversione, in tutti i campi, dei Giapponesi. Quindi non è tanto la letteratura ad essere indimenticabile qui, ma una mente che racconta ciò che c'è di malato in una comunità per molti ve ...continue

    Colpisce la perversione, in tutti i campi, dei Giapponesi. Quindi non è tanto la letteratura ad essere indimenticabile qui, ma una mente che racconta ciò che c'è di malato in una comunità per molti versi robotica nelle mansioni e quindi perversa nella vita privata. Ho avuto la fortuna di andare in Giappone e riesco quasi a visualizzare Satake e Masako, non mi sembrano per niente improbabili in quel contesto. Il libro quindi solleva un interrogativo, un qualunque altro scrittore con differenti origini, avrebbe potuto descrivere comportamenti malati con così tanta disinvoltura?

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