Paddy Clarke Ha Ha Ha

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Publisher: Penguin Putnam Inc

3.7
(1643)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Slovenian , Latvian , Dutch

Isbn-10: 0140233903 | Isbn-13: 9780140233902 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
In Roddy Doyle's Booker Prize-winning novel Paddy Clarke Ha Ha Ha, an Irish lad named Paddy rampages through the streets of Barrytown with a pack of like-minded hooligans, playing cowboys and Indians, etching their names in wet concrete, and setting fires. Roddy Doyle has captured the sensations and speech patterns of preadolescents with consummate skill, and managed to do so without resorting to sentimentality. Paddy Clarke and his friends are not bad boys; they're just a little bit restless. They're always taking sides, bullying each other, and secretly wishing they didn't have to. All they want is for something--anything--to happen.

Throughout the novel, Paddy teeters on the nervous verge of adolescence. In one scene, Paddy tries to make his little brother's hot water bottle explode, but gives up after stomping on it just one time: "I jumped on Sinbad's bottle. Nothing happened. I didn't do it again. Sometimes when nothing happened it was really getting ready to happen." Paddy Clarke senses that his world is about to change forever--and not necessarily for the better. When he realizes that his parents' marriage is falling apart, Paddy stays up all night listening, half-believing that his vigil will ward off further fighting. It doesn't work, but it is sweet and sad that he believes it might. Paddy's logic may be fuzzy, but his heart is in the right place. --Jill Marquis

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  • 3

    Un naufrago in Irlanda (... e non c'è molto da ridere)

    Essere bambini e guardarsi dentro. ci sono i lembi sporchi di una coscienza ritmata dalle ramanzine dei grandi e dai miti dell'ignoto. c'è l'esigenza di sentirsi accettato la rabbia tenace nei confron ...continue

    Essere bambini e guardarsi dentro. ci sono i lembi sporchi di una coscienza ritmata dalle ramanzine dei grandi e dai miti dell'ignoto. c'è l'esigenza di sentirsi accettato la rabbia tenace nei confronti di tutto e tutti. l'esigenza salvifica di devastare e vandalizzare e percuotere.insomma essere bambini. episodi scollegati, o quasi, con un sottofondo amaro che cadenza il naufragio di una famiglia.

    said on 

  • 3

    Niente a che vedere con Due pinte di birra per fortuna, ma proprio non scatta il feeling tra me e Doyle, troppo "di palo in frasca" per i miei gusti. Tranne le parti molto toccanti in cui Paddy spia l ...continue

    Niente a che vedere con Due pinte di birra per fortuna, ma proprio non scatta il feeling tra me e Doyle, troppo "di palo in frasca" per i miei gusti. Tranne le parti molto toccanti in cui Paddy spia le litigate dei genitori.

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  • 3

    La realtà vista dagli occhi di un bambino. a volte toccante, a volte banale. Un viaggio in un'epoca ormai lontana in cui i bambini giocavano all'aperto e rischiavano la vita con leggerezza.

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  • 5

    Questa è l'infanzia che ricordo io

    Questo libro vorrei farlo leggere (assieme al Signore delle Mosche) a tutti quelli che idealizzano l'infanzia come un periodo di gioia e innocenza e i bambini come dolci angioletti ingenui. Roddy Doyl ...continue

    Questo libro vorrei farlo leggere (assieme al Signore delle Mosche) a tutti quelli che idealizzano l'infanzia come un periodo di gioia e innocenza e i bambini come dolci angioletti ingenui. Roddy Doyle è bravissimo a evocare un periodo della vita in cui si è confusi e crudeli, del tutto in balia dei genitori, quando il mondo esterno è un posto incomprensibile, spesso entusiasmante ma, almeno altrettanto spesso, spaventoso. Leggendolo pensavo: quanto sono felice di non essere più una bambina! Ogni infanzia, anche la più felice, ha in sé qualcosa di inquietante, e questo è il primo libro che leggo a evocarlo così chiaramente.

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  • 3

    Se qualcuno, come me, pensasse che “Paddy Clarke ah ah ah” sia un libro divertente, grazie al quale sorridere e svagarsi dai problemi che ci rincorrono, come volevo fare io leggendolo, si sbaglia. “Pa ...continue

    Se qualcuno, come me, pensasse che “Paddy Clarke ah ah ah” sia un libro divertente, grazie al quale sorridere e svagarsi dai problemi che ci rincorrono, come volevo fare io leggendolo, si sbaglia. “Paddy Clarke ah ah ah” è un libro molto triste, che rilascia sofferenza, una sofferenza che per noi adulti è la peggiore, quella dei bambini a causa del comportamento degli adulti.
    Il libro racconta le avventure di una banda di ragazzini dublinesi negli anni ’60, raccontata in prima persona da Paddy Clarke, primogenito di una famiglia piccolo borghese irlandese cattolica. La particolarità che mi ha immediatamente colpita è stato il fatto che la storia è narrata in prima persona dal piccolo Paddy, ma al tempo passato, come se ricordasse episodi della sua infanzia da adulto; invece il linguaggio usato è quello dei bambini, semplice, immediato, che segue una logica soltanto infantile, per cui i pensieri gli si allacciano l’uno con l’altro senza continuità, prendendo spunto dal ricordo di un nome o di un gioco, così a caso. Pertanto tu che leggi pensi ad un adulto rimasto bambino, che non può essere, non è credibile; oppure ad un Paddy ancora sulla soglia dell’infanzia che ricorda gli anni passati come se fossero un’altra vita, e questo è più credibile.
    Il quadro che emerge è quello di un’infanzia giocosa ma non gioiosa, di una banda di bambini in cui è evidente il bullismo di uno sugli altri, la sottomissione del gruppo nei confronti del più forte e manesco, la crudeltà che i bambini hanno verso i deboli o gli estranei al gruppo, che sfocia in giochi e scherzi spesso spietati. In questo quadro Paddy desta tenerezza, per la sua bontà ed anche per la debolezza, per la lucidità infantile con cui si guarda intorno ed osserva i suoi coetanei e gli adulti. Proprio in quest’ultimo punto si trova il cuore del romanzo, nella sofferenza del bambino che guarda i genitori tanto amati farsi la guerra, arrivando dagli urli alle botte, di notte, in salotto, con le porte chiuse e con le grida soffocate, che non sfuggono però all’orecchio del figlio maggiore. Lui guarda e non capisce i comportamenti adulti, sa soltanto che quei due adulti, quel padre un po’ burbero e distratto, sempre preso dal giornale o dalla tv, e quella madre dolcissima ma anche severa nell’educazione, sono gli esseri che lui ama di più al mondo, dai quali subisce i danni più grandi che si possano fare a un bambino.
    Come si fa a trovare divertente questo libro?

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  • 4

    L'Irlanda dei sobborghi e gli episodi sconclusionati di vita di un ragazzino spietato e tenero. Molto raramente ho letto un libro nel quale la voce di un bambino suonasse così verosimile. Forse solo R ...continue

    L'Irlanda dei sobborghi e gli episodi sconclusionati di vita di un ragazzino spietato e tenero. Molto raramente ho letto un libro nel quale la voce di un bambino suonasse così verosimile. Forse solo Roald Dahl mi aveva dato quest'idea di totale comprensione di meccanismi che crescendo tendiamo a rimuovere e a dimenticare.

    Roddy Doyle, del quale avevo precedentemente letto "I commitments", è incredibilmente versatile. Bravo lui!

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  • 4

    Ben scritto, divertente!

    Io adoro Roddy Doyle, e in questo libro adoro come ogni sua parola, sia scritta dal protagonista, quindi da un bambino di 10 anni, la scrittua è spensierata e piena di perchè, la vita e le situazioni ...continue

    Io adoro Roddy Doyle, e in questo libro adoro come ogni sua parola, sia scritta dal protagonista, quindi da un bambino di 10 anni, la scrittua è spensierata e piena di perchè, la vita e le situazioni che questa ci porta ad affrontare sono viste e vissute con gli occhi dell'infanzia!
    Bellissimo!
    Qui la mia recensione: http://libriamocisu.blogspot.it/2014/08/paddy-clarke-ah-ah-ah-roddy-doyle.html

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