Pamela

Or Virtue Rewarded

By

Publisher: Oxford University Press

3.1
(720)

Language: English | Number of Pages: 592 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Chi simplified

Isbn-10: 019953649X | Isbn-13: 9780199536498 | Publish date: 

Curator: Alice Wakely , Thomas Keymer

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Romance

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Book Description
'Pamela under the Notion of being a Virtuous Modest Girl will be introduced into all Familes,and when she gets there, what Scenes does she represent? Why a fine young Gentleman endeavouring to debauch a beautiful young Girl of Sixteen.' (Pamela Censured, 1741) One of the most spectacular successes of the burgeoning literary marketplace of eighteeent-century London, Pamela also marked a defining moment in the emergence of the modern novel. In the words of one contemporary, it divided the world 'into two different Parties, Pamelists and Antipamelists', even eclipsing the sensational factional politics of the day. Preached up for its morality, and denounced as pornography in disguise, it vividly describes a young servant's long resistance to the attempts of her predatory master to seduce her. Written in the voice of its low-born heroine, but by a printer who fifteen years earlier had narrowly escaped imprisonment for the seditious output of his press, Pamela is not only a work of pioneering psychological complexity, but also a compelling and provocative study of power and its abuse.
Based on the original text of 1740, from which Richardson later retreated in a series of defensive revisions, this edition makes available the version of Pamela that aroused such widespread controversy on its first appearance. ABOUT THE SERIES: For over 100 years Oxford World's Classics has made available the widest range of literature from around the globe. Each affordable volume reflects Oxford's commitment to scholarship, providing the most accurate text plus a wealth of other valuable features, including expert introductions by leading authorities, helpful notes to clarify the text, up-to-date bibliographies for further study, and much more.
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  • 3

    Ho studiato questo romanzo per l'università ed il suo valore storico non si discute, ma leggerlo è stato difficile. Noioso, ripetitivo e surreale in certi aspetti. Piacevole lo stile descrittivo di Ri ...continue

    Ho studiato questo romanzo per l'università ed il suo valore storico non si discute, ma leggerlo è stato difficile. Noioso, ripetitivo e surreale in certi aspetti. Piacevole lo stile descrittivo di Richardson, il personaggio di Pamela è ben costruito e coerente, il messaggio dell'opera è chiaro e diretto. La trama è esile e dilatata con molti momenti morti e scene ripetute. Leggerlo nell'800 sarebbe stata un'altra cosa, senza dubbio.

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  • 2

    Brava, buona e bella: Pamela discorre per 600 pagine senza mollare mai il colpo, con la strenua difesa del suo unico bene (la "pamelina").
    Ma tanta dedizione è premiata: alla fine riesce a farsi sposa ...continue

    Brava, buona e bella: Pamela discorre per 600 pagine senza mollare mai il colpo, con la strenua difesa del suo unico bene (la "pamelina").
    Ma tanta dedizione è premiata: alla fine riesce a farsi sposare dal pesuntuoso e tracotante Mr B e gli sivota mani e piedi, sua schiava fedele ma linguacciuta.
    Le parti più belle sono quelle dove emerge tutto il classimo snob e sprezzante degli inglesi. E meraviglioso è il discorso di Mr B sull'uomo (signore) che innalza la donna (cameriera), e di contro sull'uomo (stalliere) che la abbassa (signora). Perchè l'uomo è il seigneur ed è lui che determina il censo morale della famiglia (la povera Queen Elisabeth I avrà anche posto le basi della grandeur britannica ma temo che per i compatrioti sia stata sempre una gran zoccola).

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    discreta delusione

    Comincio col dire che ho amato molto "Elisa di Rivombrosa", tratto appunto da questo romanzo. Finisco col dire che Pamela non c'entra proprio nulla con lo sceneggiato televisivo.
    Ovviamente la trama p ...continue

    Comincio col dire che ho amato molto "Elisa di Rivombrosa", tratto appunto da questo romanzo. Finisco col dire che Pamela non c'entra proprio nulla con lo sceneggiato televisivo.
    Ovviamente la trama prende spunto, in quanto anche qui c'è una cameriera al servizio di una nobildonna e anche qui c'è il giovane padrone che da principio sembra un buon signore mentre poi si trasforma un po' nel "tiranno" che finisce per concupire la sua bella servetta.
    Ma mentre nello sceneggiato era ben resa una certa tensione sensuale tra i due e l'attrazione scoccava diciamo correttamente, in modo fluido per quanto riguarda il dipanarsi della storia, nel libro le incongruenze sono molteplici. Tralasciando il carattere piuttosto odioso di Pamela, che irrita con i suoi svenimenti fin dalla prima pagina, qui abbiamo un vero e proprio re-padrone che arriva al punto di voler violentare la sua recalcitrante domestica: prima la fa rapire portandola con l'inganno in un'altra sua residenza, poi le nega la consolazione dei suoi affetti esterni e qualsiasi forma di comunicazione - infatti il romanzo è un insieme di lettere che lei scrive ai genitori per tenerli informati della sua vita - e la mette pure tra le mani di una governante volgare e meschina, che la tiene sott'occhio peggio di una carceriera.
    Senza il fatto che progetta di farla sposare al suo reverendo per poi potersene approfittare - forse - con la sua acquiescenza.
    Quando si arriva ad una svolta?
    Quando lui diventa buono e lei può dunque innamorarsene?
    La risposta è: mai!
    Difatti è incomprensibile come lei possa giungere ad amare questo individuo: diciamo che "se ne accorge", e proprio nel momento in cui lui finalmente la farebbe scortare a casa della sua famiglia. Lei sceglie di restare.
    ....???....
    Personalmente non amo le donne deboli, ma o Pamela è questo, o è una finta brava ragazza che in realtà ha capito il suo potere sull'uomo e lo sfrutta per farsi sposare.
    Inoltre, puritana o meno, ha un po' troppo il vizio di rimarcare il fatto di essersi mantenuta casta fino alla fine.
    Brava cara ragazza, ma c'hai estenuato!...
    Amore DECISAMENTE non pervenuto.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Finalmente sono riuscita a finirlo

    Dopo circa 10 anni che inizio e abbandono questo libro finalmente sono arrivata a leggerlo tutto.
    MI ci sono volute 3 settimane per terminarlo.
    La storia della virtuosa Pamela e del suo padrone, il si ...continue

    Dopo circa 10 anni che inizio e abbandono questo libro finalmente sono arrivata a leggerlo tutto.
    MI ci sono volute 3 settimane per terminarlo.
    La storia della virtuosa Pamela e del suo padrone, il signor B., è una storia d'altri tempi, alquanto inverosimile anche all'epoca di Richardson, in quanto il signor B prima attratto solo fisicamente dalla cameriera della madre, grazie alle sue lamentele, piagnistei, svenimenti e il diario che lei scrive si innamora a tal punto da decidere di sposarla, cosa che secondo me non è reale.
    Un padrone a quei tempi non ci avrebbe pensato un minuto a prendere la "virtù" della cameriera di turno, soprattutto se era piagnucolona come Pamela.
    Sono contenta di averlo finito e accantonato, ma non credo che lo rileggerei una seconda volta.

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  • 2

    Opera moralistico-esortativa: la cameriera sedicenne Pamela, circuita dal padrone libertino, gli resiste finché lui non la sposa. 620 pagine di prediche, fervorini, lacrime, svenimenti, rapimenti, pri ...continue

    Opera moralistico-esortativa: la cameriera sedicenne Pamela, circuita dal padrone libertino, gli resiste finché lui non la sposa. 620 pagine di prediche, fervorini, lacrime, svenimenti, rapimenti, prigionie. Già verso pagina 100 il coro unanime dei lettori, non potendone più, si è alzato in piedi e facendo la ola ha esortato la casta pulzella ad essere liberale delle sue grazie. Ho profondamente rimpianto Manzoni, con la sua psicologia minuta e profonda, la sua ironia garbata, la sua solida costruzione narrativa: tutti pregi che qui, ahimè, latitano.

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  • 3

    Essendo un libro "anzianotto" è scritto in modo molto pesante e certe affermazioni sulla virtù e l'innocenza oggi fanno sorridere.... Però ho apprezzato la storia, anche se ul finale avrei tagliato un ...continue

    Essendo un libro "anzianotto" è scritto in modo molto pesante e certe affermazioni sulla virtù e l'innocenza oggi fanno sorridere.... Però ho apprezzato la storia, anche se ul finale avrei tagliato un po'.

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  • 1

    Una porcheria ignominiosa

    E niente, su. Una delle peggiori porcherie su cui abbia mai poggiato gli occhi. Il fatto che abbia trecento anni, o giù di lì, non aggiunge fascino o pregio a questo insulso susseguirsi di sonnolente ...continue

    E niente, su. Una delle peggiori porcherie su cui abbia mai poggiato gli occhi. Il fatto che abbia trecento anni, o giù di lì, non aggiunge fascino o pregio a questo insulso susseguirsi di sonnolente svenevolezze in cui 'sta tizia, Pamela, predica una virtù talmente ferrea da far passare la voglia di praticarla.
    Nonostante i miei stoici sforzi per portarne a termine la lettura, mi sono vista costretta ad abbandonare quest'orrido libraccio pruriginoso, che trasuda ipocrisia, bassi istinti e una qualità letteraria che meglio mia nonna che buonanima aveva la quinta elementare.
    Insomma. Se vi piacciono (e reputate anche solo vagamente credibili) le storie in cui una tipa sviene PER ORE solo perché un uomo le sfiora le dita di una mano, accomodatevi, è il romanzo per voi. Altrimenti, risparmiatevi travasi di bile e ore preziose conservandovi per qualche vero capolavoro letterario.

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  • 4

    La scandalosa storia d'amore del ricco signor B. e di una diciassettenne di strepitosa avvenenza. Lo scandalo è che lui s'innamora davvero.

    No, Samuel Richardson non è uno pseudonimo di Ilda Bocassini.

    E continuando a parlare di letteratura, ora un commento più fedele al testo, come lo sarà Pamela al suo sposo.

    «Come bramo di fare del ben ...continue

    No, Samuel Richardson non è uno pseudonimo di Ilda Bocassini.

    E continuando a parlare di letteratura, ora un commento più fedele al testo, come lo sarà Pamela al suo sposo.

    «Come bramo di fare del bene!» esclama Pamela Andrews, esprimendo la sua eccitazione secondo il codice linguistico che si è consentita, e che sciocco sarei se dimenticassi – nonostante sia così facile dimenticarmelo – che Pamela è l'invenzione letteraria di un tipografo di circa cinquant'anni, con l'occhio rivolto alle richieste della clientela bacchettona ma con le due mani inzuppate nell'inchiostro fino ai gomiti.

    Samuel è la sua credibilissima Pamela, una fanciulla quindicenne che ha presso di sé tutte le grazie, la perfetta incarnazione della fregola di un moralista del Settecento. Pamela deve tutto ai suoi genitori, due poveracci i cui figli maschi hanno lasciato indebitati morendo anzitempo, e alla sua padrona morta a inizio di romanzo, che non l'ha mai pagata per il servizio, lasciandola alla bontà del suo caro figlio malandrino, quindi tanto giusta non me la racconta nemmeno la madre del signor B., come del resto non me la racconta Pamela, che per seicento pagine non fa che appellarsi ai suoi amatissimi genitori e alla cara padrona morta ma se non fosse stato per il padre, che copre due volte a piedi il tragitto tra la sua casupola e la casa di servizio di Pamela, lei avrebbe continuato a rimandare l'ambito incontro, così come è stato con la madre: il romanzo finisce e Pamela continua a scriverle lettere, quasi temesse che se un bel giorno venisse anche lei a trovarla, poi con la scusa di mandarle a chi avrebbe potuto continuare a redigerne? E non conosco i costumi nell'Inghilterra dell'epoca, ma di fare una capatina sulla tomba della cara padrona morta non se ne fa mai parola.

    Le cinicherie sul “Pamela” si sprecavano già nel Settecento, quindi farne altre e adesso sarebbe mooolto poco originale, mentre originalissimo è stato il romanzo allora, e lo è ancora adesso: la struttura è parecchio azzardata, lo svolgimento della vicenda prende la sua piega perché i personaggi al suo interno leggono il romanzo stesso, ovvero le lettere che lo compongono, mentre Pamela le scrive, e il signor B. non avrebbe infine rinunciato ai suoi tutto sommato fiacchi tentativi di violenza se non avesse conosciuto Pamela attraverso la sua capacità di scrivere, di scriversi, di rivelarsi inventandosi con le sue parole, rivelando gli altri a se stessi tramite i suoi giudizi, con il suo stile. Le menate contemporeanee sull'autoficion ci fanno una figura drammatica da bamboccioni, al cospetto del romanzo di Richardson.

    Il signor B., alla lunga, si scopre essere una pastasciutta d'uomo: duella per gli amici, se ingravida una donna fa il gesto di seguirla fino in Giamaica e continua a prendersi cura dell'illegittima nata dalla relazione, fa quattrini semplicemente spostando un dito, e ha una discreta passione per le belle lettere. Siccome ogni interpretazione personale è ben accetta, io scommetto che il signor B. abbia tormentato Pamela per il gusto di farle scrivere altre letterine e di potersele poi leggere nel suo studio, perché prima di Pamela, e di Richardson, un romanzo bello da leggere proprio non c'era. Un sadico intellettuale ben più raffinato di quel meccanico teatrale di De Sade.

    Pamela, da parte sua, essendo come detto l'incarnazione della donna perfetta secondo il borghese Samuel Richardson, è tutta una furia quando si tratta di difendere la sua verginità contro i soprusi del suo padrone, una che ci sta subito attizza solo le persone equilibrate o sfigate croniche, mica i viziati dalla sazietà alla nascita, e per le prime quattrocento pagine e dopo l'ennesima volta che la sua ripartenza verso casa dei suoi viene rimandata per un altro nonnulla catastrofico, io sono rimasto in completa ammirazione per lo scrittore, per la sua bravura nel dare al tutto grande verosimiglianza, anche se è proprio ai limiti dell'assurdo che una ragazza di poi compiuti sedici anni, succeda quel che le succeda, trovi sempre il modo di mettersi composta da qualche parte a scrivere il resoconto della giornata, o delle ultime due giornate, o dell'ultima ora o degli ultimi dieci minuti, neanche mantenesse un blog aggiornato in tempo quasi reale. A preferenze sessuali non è che mi discosti molto da un borghese del Settecento, lo dico!

    Quel che però non era riuscita a fare la minaccia della violenza carnale, riesce alle dichiarazioni d'amore più damerino: a Pamela basta il signor B. le faccia la sua dichiarazione d'amore senza trucchi e senza inganni perché diventi la donnina scendiletto dei sogni di tutt'e due, una sottomessa persa, addio dignità tanto è diventata la moglie ex-povera di un ricco garantito, e se non fosse stato per le sciabolate dialettiche poi scambiate con la sorella del suo due volte padrone poiché anche marito signor B. il romanzo si sarebbe potuto chiudere quando – ma come? – la cerimonia delle nozze non è stata interrotta dall'ennesima rottura di cuffia nella cappelletta.

    La rovina di Pamela è stato l'amore a lieto fine. Però secondo wikipedia c'è un continuo del romanzo dove a Pamela dicono peste e corna, ma non alla lettera.

    E che classe, Richardson, quando fa sposare il signor B. e Pamela e nelle lettere di Pamela – e ci sta, è ai suoi genitori che scrive, viva la decenza – non fa trapelare niente sulla prima notte, non ne fa un cenno che sia uno. A Pamela era il disonore a terrorizzarla: del resto è golosissima, al punto da non farne finire una briciolina, nei suoi scritti. Per esser rincuorato e star certo che i due dormano assieme e che Pamela non continui con i suoi isterismi di pudicizia ci vuole di nuovo la sorella del signor B., che li becca, scandalizzata, tutt'e due nel letto dove lei è stata concepita: ah, che sollievo!

    E che a Richardson non manchi l'ironia mondana poi sfoggiata da Fielding – il quale, per me, nemmeno nel suo Tom Jones ottiene la simpatia intrigante che sornionamente si sprigiona qua e là in Pamela – lo dimostra la frase con la quale glissa sulla gravidanza indesiderata di una delle prime amanti dell'allor minorenne Signor B. : “l'effetto dei loro frequenti colloqui divenne troppo evidente per potersi nascondere.” Ripeto: che classe.

    Richardson ci tiene a farci sapere quante volte Pamela frigna, sviene e si butta ginocchioni a pregare perché chi ci sia in giro lo senta e al signor B. cadano le braccia e non le braghe, ma una che si butta ginocchioni ai tuoi piedi stringendosi alle tue gambe per pregarti di lasciarla stare credo sia una topica del bondage dai secoli dei secoli; le fa fare continui attestati di umiltà ma le fa anche confessare che le è bastato provare a raschiare un piatto di feltro per farsi uscire due vescichette alle mani, insomma il primo a spandere ironia inglesissima suoi suoi personaggi – dai servi di casa, uno più doppiogiochista dell'altro, ai sacerdoti puritani, vigliacchi ciascuno a modo suo, fino alla media nobiltà tra i cui membri non ce ne è uno che si discosti dalla mediocrità ciarliera, dal gusto del pettegolezzo per le donne e dell'elogio ammiccante per gli uomini – è lui, e quando ormai non c'è più da contare su Pamela per smascherare l'infantilismo del viziatissimo signor B, ci pensa Richardson, mettendogli in bocca, testimoniano le lettere, le teorie più imbarazzanti: va bene se un uomo sposa la sua cameriera ma mai sia che una donna sposi il suo stalliere; le donne per meritarsi l'amore di un uomo devono fare di lui il loro gelosissimo dio in terra; se il negretto mandato dalla Giamaica per occuparsi di una figlia illegittima muore di colera nel giro di pochi mesi non c'è da spenderci più di un rigo sopra. E questo è la luce degli occhi di Pamela, che ci vedeva meglio quando se li annegava nelle lacrime di disperazione.

    Che romanzo spassoso, com'è avvincente l'impertinenza di Pamela, il suo appropriarsi del linguaggio dei suoi nemici per rivoltarglielo contro.

    Perché, diabolicamente pia Pamela, hai rinunciato al mio divertimento per sposarti bene e sistemare a vita te, la tua famiglia e tutta la tua discendenza con quell'imbusto del signor B. di Brendon-Hill che secondo me a breve acquisterà anche una squadra di football inglese e che proverà a ottenere il monopolio delle tipografie della contea?

    Più leggo i romanzi inglesi sette-ottocenteschi e più capisco perché allora si dicesse che non fossero adatti alle signore e perché ora li si vorrebbe far passare per romanzi per signore e basta: prima non si voleva che le donne li leggessero, ora si preferirebbe che non li leggessero nemmeno gli uomini.

    Quando la letteratura ribalta di fatto l'ordine sociale – una servetta che sposa il padrone è come se oggi un operaio della FCA (l'ex-FIAT, sapete) se ne intendesse di fantafinanza al punto di far innamorare di sé la ex moglie di Marchionne (a parità di gergo manageriale, lei preferisce quello a cui la tuta dona di più specie quando gli tira giù la zip) la quale diventa la sua ex proprio per togliersi il capriccio di star con il bel operaio, che è anche il front-man di una cover band heavy metal che suona alle feste aziendali, com'era fiero Marchionne di aver deposto un fondo per l'iniziativa, e che prima di lasciarlo si è intortato Marchionne come lui s'è intortato tutti gli italiani, riuscendo a farsi intestare tutto, ma: tuttora!, e l'operaio, impalmato, sarà felice di farsi praticare il fisting da lei, come prima da lui, pensando: prima di me anche Marchionne pretendeva il fisting da sua moglie – è rivoluzionaria e vale dal momento in cui è stata scritta, e pubblicata, al momento dell'ultima sua lettura avvenuta, sempre che chi legge la sappia leggere con i giusti occhi, quelli per intenderci di una Pamela che brama per cambiare la sua vita e le leggi consuetudinarie che la sovradeterminano da così a così.

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  • 2

    Non posso dire che non mi abbia svagato. L'ho comprato appena l'ho trovato in traduzione italiana, e mi ha fatto passare delle buone ore di sana distrazione. Ma chi apprezza i toni delicati e precisi, ...continue

    Non posso dire che non mi abbia svagato. L'ho comprato appena l'ho trovato in traduzione italiana, e mi ha fatto passare delle buone ore di sana distrazione. Ma chi apprezza i toni delicati e precisi, i personaggi cesellati dalle abili mani di Jane Austen, non può infine non condividerne il severo giudizio: quanti svenimenti, quante lacrime, quante prediche – e insieme, quanta falsa pruderie, nella storia di questa 'serva padrona'! Il parallelo che molti fanno con O&P mi sembra quasi offensivo nei confronti della sua autrice.

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