Pao Pao

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica; 1072)

3.8
(763)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807810727 | Isbn-13: 9788807810725 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
La sigla PAO, che sta per Picchetto Armato Ordinario, evoca l'esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui Tondelli intreccia sapientemente i fili di una trama ora sentimentale ora comica, e sempre sorretta da una vivacissima invenzione linguistica. Di fatto Pao Pao narra le storie amorose e poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l'anno di servizio militare. Al grigiore dell'apparato burocratico e militare questi giovani oppongono una vitalità a volte sfrenata riuscendo ad attraversare indenni le istituzioni nonostante le infrazioni ai codici disciplinari e una più o meno larvata resistenza alla sottomissione.
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  • 4

    "Il segreto per non farci umiliare dalla caserma, dalle sue leggi, dalla sua meschinità, dalla sua violenza, era quello di occuparla con le nostre storie e la nostra sensibilità" (Ufficiali e Gentiluo ...continua

    "Il segreto per non farci umiliare dalla caserma, dalle sue leggi, dalla sua meschinità, dalla sua violenza, era quello di occuparla con le nostre storie e la nostra sensibilità" (Ufficiali e Gentiluomini, da "Un weekend postmoderno").

    Tutto qui, forse, il senso di questo romanzetto. Il senso della crescita di chi decide - pur nel contesto più spersonalizzante - di non rinunciare a se stesso, al "self" tante volte citato.

    O, più in sintesi: Tondelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Una scrittura maestosa, che ti incolla alle pagine: Tondelli, che è meravigliosamente capace di scrivere per come parla, scrive nel 1982 questa sorta di racconto sull'esperienza della leva la quale di ...continua

    Una scrittura maestosa, che ti incolla alle pagine: Tondelli, che è meravigliosamente capace di scrivere per come parla, scrive nel 1982 questa sorta di racconto sull'esperienza della leva la quale diviene ben presto, sfondo alle numerose vicende umane con cui la storia dello scrittore si intreccia. La vicenda inizia ad Orvieto per il reclutamento e si sposta a Roma per il resto del servizio di leva. Tondelli evoca ancora una volta le vicende di un sottobosco generazionale che non esiste più, di rara umanità e di particolare caratterizzazione cui fanno sfondo le piazze e i luoghi del centro di Roma. Da leggere, assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    un viaggio dentro l'universo militare degli anni' 80, storie di amori e di stecca, alcool e canne, di licenze e di imboscati in fureria. un pezzo di mondo ormai scomparso (ma che ricordo bene) e che T ...continua

    un viaggio dentro l'universo militare degli anni' 80, storie di amori e di stecca, alcool e canne, di licenze e di imboscati in fureria. un pezzo di mondo ormai scomparso (ma che ricordo bene) e che Tondelli riproduce con ritmo e vivacità, con il suo solito stile

    ha scritto il 

  • 3

    Se più che romanzo assomiglia ad un diario dove le giornate e le esperienze sono effettivamente interscambiabili, nel grigiore della caserma prorompe la sfrenata voglia di vivere con le sue oscurità d ...continua

    Se più che romanzo assomiglia ad un diario dove le giornate e le esperienze sono effettivamente interscambiabili, nel grigiore della caserma prorompe la sfrenata voglia di vivere con le sue oscurità dei commilitoni, in un epoca dove, ciò a cui non si poteva dare un nome per 'decenza', era foriero di felicità molto più di ciò che oggi definiamo con facilità. A tratti malinconico, a tratti comico, a tratti grottesco, Tondelli riesce delicatamente a tenerti sul filo della narrazione con semplicità e spregiudicatezza.

    ha scritto il 

  • 2

    ..".. le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo"
    Nonostante queste stupende parole, ...continua

    ..".. le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo"
    Nonostante queste stupende parole, per guardare. con ottimismo la vita nei suoi percorsi,il libro è noiosissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo ammetto: mi aspettavo di più.
    Il mio problema principale credo sia legato allo stile dell'autore: troppo raccontato. Mi sono trovata davanti una sequenza di eventi che si intrecciano tra i flashbac ...continua

    Lo ammetto: mi aspettavo di più.
    Il mio problema principale credo sia legato allo stile dell'autore: troppo raccontato. Mi sono trovata davanti una sequenza di eventi che si intrecciano tra i flashback in maniera tanto complessa da creare confusione. Più che un anno di militare, pare che ne sono passati tre/quattro.
    Certo, ci sono delle frasi/concetti molto belli, in alcuni momenti, ma non è abbastanza. I personaggi compaiono e scompaiono e poi riappaiono, chiamati con tanti nomi che si confondono.
    Scrivere un intero libro che è praticamente privo di dialoghi (se non per una-due battute) è complicato, e ci vuole poco per renderlo pesante e/o noioso.
    Purtroppo seppur "Pao Pao" non sia risultato pesante, si è rivelato noioso.
    Ma vorrei dare una seconda possibilità a Tondelli, quindi penso che cercherò "Camere Separate".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    D'amore e d'armi... più o meno

    Ho ultimato il romanzo questa mattina e sono un po’ disperata all’idea di non ritrovare le avventure della “mia” compagnia quando dovrò affrontare il viaggio di ritorno in treno.
    È il mio primo Tondel ...continua

    Ho ultimato il romanzo questa mattina e sono un po’ disperata all’idea di non ritrovare le avventure della “mia” compagnia quando dovrò affrontare il viaggio di ritorno in treno.
    È il mio primo Tondelli e mi è piaciuto un sacco. È un libro “zuppo”, pregno, pieno, piccolo ma “pesante”, ammesso esista di quest’ultimo termine un’accezione positiva (se sì, confermo l’aggettivo).
    I temutissimi anni di servizio militare obbligatorio vengono narrati nel libro con passione e trasporto, più che i fatti inerenti il servizio in sé, tutte le esperienze vissute dal protagonista in quel frammento di vita determinato dall’obbligo. Esperienze e conoscenze che non possono non tracciare un solco profondo nella memoria del protagonista ma, anche, di chi si porta dietro il peso della stessa avventura... suppongo, giacché il militare io non l’ho fatto, ma ho vissuto con 5 fratelli maschi, di cui nessuno è scampato al guinzaglio dell’esercito.
    Il protagonista vive una moltitudine di episodi, dettati dalle numerosissime conoscenze che l’esperienza detta, e a questi ci fa partecipare, attraverso la narrazione, talvolta in maniera superficiale, talvolta in modo profondo, come nel caso dei suoi amori, impossibili e non, che nascono proprio all’interno dell’ambiente coatto delle caserme.

    “È nessuno mi farà soffrire tanto quando ci lasceremo e ancora io chiederò a me stesso se davvero amavo Erik, se ero tutto per lui come dicevo o se invece altro non è stata che una bella storia nata all’improvviso e non programmata, una delle tante storie che sempre ogni giorno ci auguriamo accada di nuovo e il cui solo pensiero basta a spingerci la notte, ogni notte, alla ricerca di quel cesto di braccia fingendo con noi stessi e mentendo, poiché l’amore è come un dono degli dei che si muove sulle ali del vento sempre inafferrabile e sempre inseguito; l’amore non è mai là dove lo cerchiamo e vola via da dove lo crediamo. Proprio per queto e dell’amore e degli dei dobbiamo imparare a fare senza.”

    ha scritto il 

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