Papà Goriot

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici)

4.0
(2280)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Svedese , Portoghese , Ungherese , Polacco

Isbn-10: 8804483881 | Isbn-13: 9788804483885 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Pallavicini Caffarelli ; Prefazione: Maurice Bardèche ; Postfazione: Michel Butor

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
La pensione Vauquer è banale ma misteriosa: ognuno dei suoi ospiti nasconde un segreto. Il giovane Rastignac, provinciale giunto a Parigi per far fortuna, penetra progressivamente dietro allo schermo della banalità, che nasconde due drammi: quello di Goriot, padre sfruttato dalle figlie, e quello di Vautrin, criminale evaso.Romanzo della paternità, Papa Goriot mette in scena l'amore univoco e ossessivo di un genitore borghese che si dissangua per favorire la vita aristocratica delle figlie, fino a ridursi in uno stato di totale indigenza e solitudine, e a trascinarsi verso la morte. Parallelamente, un altro amore, per così dire paterno, quello di Vautrin per Rastignac, si conclude con un insuccesso altrettanto amaro. Due uomini diversissimi, Goriot e Vautrin, cercano di vivere per procura, attraverso l'esistenza di un essere più giovane, più bello e più fortunato, una vita sociale dalla quale sono esclusi. L'amore assoluto di questi padri impossibili è votato all'autodistruzione o alla frustrazione: in un caso muore, consumandosi nel suo eccesso, nell'altro si estingue, non potendo essere consumato.

Note generali.Titolo originale: Le pere Goriot.Introduzione di Maurice Bardeche. Con una nota di Michel Butor.

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  • 5

    Una storia piena di amarezze che mostra magistralmente la decadenza della società francese dell'800. Balzac ci lascia un briciolo di speranza giusto alla fine, per non lasciarci sopraffare completamen ...continua

    Una storia piena di amarezze che mostra magistralmente la decadenza della società francese dell'800. Balzac ci lascia un briciolo di speranza giusto alla fine, per non lasciarci sopraffare completamente dal cinismo.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo un inizio difficoltoso, in cui non mancano passaggi un po' pesanti e difficoltà nel memorizzare i vari personaggi, la vicenda inizia ad appassionare, soprattutto quando comincia la caduta verso i ...continua

    Dopo un inizio difficoltoso, in cui non mancano passaggi un po' pesanti e difficoltà nel memorizzare i vari personaggi, la vicenda inizia ad appassionare, soprattutto quando comincia la caduta verso il basso di Goriot. Le figlie, e in fondo tutta la società parigina, vengono disegnate come personaggi immondi, assetate di soldi e potere, senza morale, quasi antesignane delle frequentatrici del mondo trash di oggi (Lele Mora, Twiga, Vallettopoli ecc...). L'amore del padre, quasi patetico, finisce per sembrare assurdo e inverosimile, quasi una macchietta.
    Ne esce insomma un ritratto pungente e con davvero pochi spunti positivi.

    ha scritto il 

  • 4

    soldi soldi soldi...

    Balzac descrive una societa avida, opportunista, cinica e ipocrita dove su tutto domina il denaro. Tutti i personaggi - principali e non - hanno continuamente la necessita e l'ansia di procurarsi den ...continua

    Balzac descrive una societa avida, opportunista, cinica e ipocrita dove su tutto domina il denaro. Tutti i personaggi - principali e non - hanno continuamente la necessita e l'ansia di procurarsi denaro o difendere le proprie richezze. Tutto è mediato e tutto dipende dai soldi: affetti, amori, matrimoni, intrighi e progetti di vita.

    Per buona parte del libro piu che Papa Goriot il protagonista vero è Rastignac. Il personaggio che meglio rappresenta il dissidio tra il desiderio di una vita "semplice" fondata su principi morali e affetti sinceri e una votata al successo mondano da arrampicatore sociale. Papa Goriot si riprende la scena con l'agonia finale. Balzac è comunque davvero molto bravo a caratterizzare tutti i personaggi del romanzo (tra i quali spicca sicuramente il personaggio di Vautrin.)

    ha scritto il 

  • 0

    cadere nella merda

    "oppure cadiamo nella merda, facendoci ridere dietro,
    e il nostro futuro, i nostri successi, le nostre

    amanti se ne vanno in fumo!"
    [p. 175]

    Non mi pare che nel carteggio Marx-Engels
    ci siano riferime ...continua

    "oppure cadiamo nella merda, facendoci ridere dietro,
    e il nostro futuro, i nostri successi, le nostre

    amanti se ne vanno in fumo!"
    [p. 175]

    Non mi pare che nel carteggio Marx-Engels
    ci siano riferimenti precisi ai testi di Balzac -

    ma solo il grande apprezzamento dell'opera, perché
    capace di svelare i meccanismi della società ecc.

    Però bisognerebbe riguardarlo, per dirlo con certezza
    [chissà se nelle scuole italiane il carteggio marx-engels

    c'è].
    Comunque, il passo qua sopra, così genuinamente

    rabbioso, con un sostrato concreto e pratico, e una punta
    di realtà [lo squallore] espressa con il linguaggio della realtà

    [e non ricordo dov'è il celebre "non siamo noi a essere
    volgari, è la realtà che è così"] il passo qua sopra deve sicuramente

    aver fatto ridere il moro e il compare, e forse anche le figlie
    del moro - forse marx gironzolava per casa ripetendole

    a memoria, quelle due righe, facendo ridere tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Wat een verrukkelijk boek

    Ik "moest" le pére Goriot lezen op school, in het Frans, en kwam er niet doorheen. Onlangs kwam ik een NL-versie tegen op een gratis-uitwisselen-boekenplank en ik ben blij dat ik Vader Goriot gelezen ...continua

    Ik "moest" le pére Goriot lezen op school, in het Frans, en kwam er niet doorheen. Onlangs kwam ik een NL-versie tegen op een gratis-uitwisselen-boekenplank en ik ben blij dat ik Vader Goriot gelezen heb. Wat een heerlijk boek.

    ha scritto il 

  • 4

    E adesso, a noi due!

    "Il più pulito ha la rogna", leggo spesso sui Social a proposito di fatti e misfatti odierni.
    Se l'Ottocento balzachiano avesse avuto Twitter o Facebook, il commento non sarebbe stato troppo diverso.. ...continua

    "Il più pulito ha la rogna", leggo spesso sui Social a proposito di fatti e misfatti odierni.
    Se l'Ottocento balzachiano avesse avuto Twitter o Facebook, il commento non sarebbe stato troppo diverso...

    ha scritto il 

  • 3

    La paternità esasperata di Papà Goriot non riesce proprio a commuovermi, mi sembra così ottusa. Immenso invece il personaggio di Rastignac, emblema perfetto della corruzione sempre attuale del nostro ...continua

    La paternità esasperata di Papà Goriot non riesce proprio a commuovermi, mi sembra così ottusa. Immenso invece il personaggio di Rastignac, emblema perfetto della corruzione sempre attuale del nostro sistema, di tutti i sistemi possibili, dell'essere umano.

    ha scritto il 

  • 2

    Non è certo l'amore tradito di un padre anziano che Balzac qui vuole significare ma quanto questo tema sia la punta di diamante di una società borghese e malata di avidità che si appresta a governare ...continua

    Non è certo l'amore tradito di un padre anziano che Balzac qui vuole significare ma quanto questo tema sia la punta di diamante di una società borghese e malata di avidità che si appresta a governare impudentemente tutto il secolo romantico post-congresso di Vienna, che tanto l'aveva sottovalutata. Di una lentezza marmorea, tipicamente francese, Papà Goriot cede il passo al giovane Rastignac e non solo perché quest'ultimo lo accompagna in vita ed è l'unico presente negli attimi della morte del vecchio. Ma perché egli rappresenta il nuovo (non bisogna dimenticare che questo romanzo è inserito nel più vasto progetto de 'La commedia umana'), cioè abbozza in sé una serie di caratteristiche che diventeranno fondamentali nella cultura (ma anche nella letteratura) posteriore.

    ha scritto il 

  • 4

    scalpellino dell'umanità

    Ho sempre letto Balzac con lo stesso spirito con cui si potrebbe osservare un virtuoso dello scalpello mentre dà forma ad una straordinaria scultura. Si resta stupefatti non tanto per l'opera finita, ...continua

    Ho sempre letto Balzac con lo stesso spirito con cui si potrebbe osservare un virtuoso dello scalpello mentre dà forma ad una straordinaria scultura. Si resta stupefatti non tanto per l'opera finita, ma quanto piuttosto per la facilità con cui l'artista manovra gli strumenti del suo lavoro, ottenendo una nitidezza delle linee e un'armonia del cesello, e per la fedeltà dell'opera alla natura a cui si ispira finanche, se è possibile, superarla. Ed è proprio quella realtà di cui Balzac si fa uno dei più limpidi precursori la chiave che ci fa innamorare e nella stessa misura odiare i suoi personaggi, perché essi lambiscono l'intimo del nostro vissuto. Perché i papà Goriot, quei genitori che hanno dato anima e corpo per dei figli che poi, una volta che non hanno più nulla da offrire, vengono dimenticati e gettati come un paio di scarpe vecchie e consunte, li abbiamo conosciuti tutti, perché siamo stati padri troppo accecati dall'amore, perché siamo stati figli ingrati o semplicemente perché siamo stati muti testimoni.Un giovane di sani principi dedito all'ascesa sociale come Rastignac o un malandrino guascone come Vautrin, una borghese viscida quanto avara come la pensionante Vauquer, sono i fedeli modelli di quella fauna umana in cui siamo cresciuti e in cui viviamo e stimolano in noi le stesse sensazioni che si possono provare guardando un fenomeno naturale come un cielo primaverile o una cupa notte tempestosa, trasmettendoci atavici sentimenti. Leggere Balzac è come guardare un film non tanto per l'elaborazione della trama, ma quanto per la stupefacente interpretazione degli interpreti. Resto dell'opinione che chiunque volesse cominciare a scrivere, dovrebbe ispirarsi a questo signore. Inarrivabile.

    ha scritto il 

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