Parable of the Sower

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Publisher: Turtleback Books Distributed by Demco Media

4.0
(107)

Language: English | Number of Pages: 345 | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 0606192204 | Isbn-13: 9780606192200 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback , School & Library Binding , Audio Cassette , Others

Category: Education & Teaching , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Recensione de La Biblioteca Galattica

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/parabola_del_seminatore.html

    Il romanzo è ambientato nella prima metà del XXI secolo negli Stati Uniti, California. L'intero paese è scosso ...continue

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/parabola_del_seminatore.html

    Il romanzo è ambientato nella prima metà del XXI secolo negli Stati Uniti, California. L'intero paese è scosso da una ondata di povertà senza precedenti che ha portato il differenziale socio-economico a livelli mai visti, trascinando la maggior parte della popolazione in una stato di disperazione e necessità assolute. Le città sono ormai un territorio in mano a orde di senza tetto, sbandati, criminali; intere famiglie vivono in uno stato di perenne denutrizione e necessità, senza la minima possibilità di avere o trovare una casa o un lavoro retribuito. La crisi ecologica, in particolare la siccità, ha causato un aumento dei prezzi del cibo e dell'acqua, per i quali si è tornati ad uccidere e a commettere ogni barbaria.
    Lo stato centrale è sostanzialmente scomparso, la polizia non ha più alcun controllo del territorio e, se chiamata, agisce come qualsiasi altro criminale, mirando solo ad estorcere denaro, che mantiene intatto il suo valore, per i suoi "servizi". Corporations senza scrupoli si stanno impossessando di intere comunità e dei loro abitanti, rassegnati a perdere ogni diritto in cambio di garanzie di sicurezza che li protegganno dalle fiumane di derelitti che ogni giorno popolano le strade del paese in un lungo pellegrinaggio verso nord, verso il Canada e l'Alaska, luoghi ormai mitici, dove c'è la speranza di tornare a vivere un'esistenza migliore.
    La protagonista del romanzo è una giovane ragazza afroamericana, Lauren Olamina, nata e vissuta in una enclave di Los Angeles costituita da una dozzina di famiglie guidate da suo padre, un pastore protestante e insegnante presso un'università locale. Lauren sa che quel muro che separa la sua piccola comunità dall'orrore del mondo circostante costituisce una sicurezza effimera e, mano a mano che passa il tempo e con esso aumentano gli attacchi, le incursioni dall'esterno, si prepara per il giorno in cui dovrà lasciare tutto e tutti per fuggire anch'essa verso nord, verso un mondo migliore. Lauren è affetta da una forma estrema di empatia a causa della quale prova tutto il dolore che vede e riconosce nelle persone che la circondano. E' forse questo ingrediente quasi unico che la porta a dare forma ad una nuovo pensiero religioso, ad un sogno di un mondo migliore, il seme della terra, costruito attorno ad un unico messaggio principale: "Dio è cambiamento".
    La narrazione avviene sotto forma di diario; lo stile è semplice, diretto e trasmette al lettore tutto il dolore, l'orrore, la disperazione di quei giorni terribili, dei crimini e delle atrocità di cui la protagonista è testimone. Le pagine di pura narrazione sono intervallate dagli estratti dal seme della terra, che sembrano all'inizio distaccati aforismi, massime provenienti da qualche testo religioso orientale ma che poco a poco rivelano il loro legame profondo con le vicende narrate e la vita di Lauren. L'intreccio è semplice ma, nella sua linearità, assolutamente coinvolgente, senza un alcun punto morto; peccato solo per il finale un po' brusco che lascia il lettore in attesa del seguito.
    Concludendo, una lettura assolutamente consigliata, molto diversa dalla Fantascienza Apocalittica cui siamo abituati, popolata da incubi come l'atomica, virus mortali, asteroidi che minacciano l'intero pianeta, ma proprio per questo mille volte più paurosa e inquietante giacchè basata sull'estrapolazione di scenario socio-economici già in atto, ben riconoscibili nella realtà di tutti i giorni che ci circonda.

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  • 4

    Los Angeles, 20 luglio 2024. Lauren Oya Olamina abita in una sorta di ghetto protetto dal resto della città da alte mura di recinzione. In questo microcosmo, voluto e costruito dal padre, pastore batt ...continue

    Los Angeles, 20 luglio 2024. Lauren Oya Olamina abita in una sorta di ghetto protetto dal resto della città da alte mura di recinzione. In questo microcosmo, voluto e costruito dal padre, pastore battista di una parrocchia della periferia, vive in sicurezza assieme alla sua numerosa famiglia ed alle persone che hanno accettato il padre non solo come guida spirituale ma anche come una sorta di leader della piccola comunità. Ormai oltrepassare quel muro è diventato pericoloso, si rischia la vita: al di là imperversano miseria, infezioni, scarsità d’acqua e una strana droga che induce alla piromania. La gente muore buttata sui marciapiedi con ferite purulente e il numero dei senzatetto aumenta ogni giorno che passa. Per questo la prima regola è “muoversi in gruppo e armati” e solo nei casi di estrema necessità. Per Lauren la vita nel ghetto è davvero insopportabile, soprattutto per il dono particolare (in realtà causato dagli allucinogeni che la madre assumeva in gravidanza) che ha scoperto di avere sin da bambina: una iperempatia che le fa sentire fisicamente tutto il dolore degli altri...

    - See more at: http://www.mangialibri.com/libri/la-parabola-del-seminatore#sthash.MChqAnR1.dpuf

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  • 4

    Octavia Butler è un'autrice a cui mi sarebbe piaciuto avvicinarmi prima. D'altra parte, le prime fra le sue opere a essermi capitate fra le mani lo hanno fatto nel giusto ordine: Kindred e poi La par ...continue

    Octavia Butler è un'autrice a cui mi sarebbe piaciuto avvicinarmi prima. D'altra parte, le prime fra le sue opere a essermi capitate fra le mani lo hanno fatto nel giusto ordine: Kindred e poi La parabola del seminatore. C'è una sorta di progressione naturale fra di esse: da una distopia reale, vista con gli occhi di un presente stabile e sicuro, a una distopia plausibile (o persino probabile), che getta una nuova luce su quel presente, facendolo apparire fragile. La Parabola del seminatore è un libro che non posso definire diversamente che "inquietante", a maggior ragione perché tratta di un futuro a noi ormai vicino e al cui riguardo la Butler non aveva mancato poi di molto il segno.
    In termini meramente narrativi, ho preferito Kindred. La parabola del seminatore non mi ha creato la stessa dipendenza da "tre di notte e ancora sveglia", forse perché si lascia più spazio al concetto (l'ambientazione e l'idea degli Earthseed) che non all'approfondimento dei personaggi. Si tratta, comunque, di due ottimi romanzi, che mi hanno lasciato la curiosità di leggere altro dell'autrice.

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  • 3

    Avveniristico

    Un romanzo ambientato in un futuro purtroppo realista: pochi ricchi e moltissimi poveri si contendono quel che è rimasto della terra, un territorio devastato dagli incendi ed in cui cibo e acqua scars ...continue

    Un romanzo ambientato in un futuro purtroppo realista: pochi ricchi e moltissimi poveri si contendono quel che è rimasto della terra, un territorio devastato dagli incendi ed in cui cibo e acqua scarseggiano. Molti praticano il cannibalismo pur di mangiare, la vita umana è ormai senza valore. Ma in una piccola comunità che sopravvive aiutandosi e proteggendosi a vicenda cresce una ragazza che porta in sè la speranza di un nuovo futuro e da piccolo seme diventerà seminatrice di un proprio credo direzionato a cambiare e plasmare un nuovo domani. Forse.
    L'ho letto con tristezza per la veridicità che ha in sè questa storia, la scrittura dell'autrice non mi ha particolarmente colpita, l'ho trovata un pò lineare nonostante l'argomento sia alquanto interessante.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Dystopia in California

    Brilliant sci-fi story about a near future set in California in 11 years' time. Terrifying. But with that tiny bit of light at the end of the tunnel that makes you feel things *have to* end well... Ye ...continue

    Brilliant sci-fi story about a near future set in California in 11 years' time. Terrifying. But with that tiny bit of light at the end of the tunnel that makes you feel things *have to* end well... Yet at times I felt the characters had it too easy, they manage to survive some of the constant atrocities that surely seem unsurvivable. I wonder if by the end of the book the author just wanted to finish the story and get on with life...
    Still, a must for dystopia lovers, for those who enjoy good use of the English language in a novel and for those who think "where are we headed?" I'm ready to get my hands on the sequel!

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  • 5

    Classificare questo libro come "fantascienza" è un gesto scaramantico.
    In questo ipotetico futuro, i ricchi sono invisibili, vivono in un mondo che non appartiene al resto dell'umanità; la madia e pic ...continue

    Classificare questo libro come "fantascienza" è un gesto scaramantico.
    In questo ipotetico futuro, i ricchi sono invisibili, vivono in un mondo che non appartiene al resto dell'umanità; la madia e piccola borghesia è stata lasciata a sé stessa, vive in quartieri cinti da mura, dai quali deve uscire per andare al lavoro rischiando la vita perché fuori ci sono i "poveri", una moltitudine di derelitti, affamati, drogati, pronti a qualsiasi cosa per sopravvivere, che premono contro le mura di quelli che stanno meglio di loro e che sono destinati, per numero, a prevalere. Quanto siamo lontani da tutto questo?

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  • 3

    I've been told by just about everyone that I have to read this novel and it's such a masterpiece and so on, but in the end I couldn't quite get into it. There is a good premise and several good ideas, ...continue

    I've been told by just about everyone that I have to read this novel and it's such a masterpiece and so on, but in the end I couldn't quite get into it. There is a good premise and several good ideas, and it's interesting to see a dystopia where the world is still tumbling down and non a straight-out post-apocalyptic world, but most of the characters felt flat or rushed, and the story itself has an odd pacing, with the set-up for the "hero"'s journey taking up literally half of the book.
    The made-up religion of the protagonist is also so generic and uninteresting that it didn't seem to need all the space and importance it is given. This is not to dis made-up religions in sci-fi, or an "I already have a belief so I can't get into hers" rebuttal: as an example, I loved the religious elements in Dune or the Myst/D'ni saga because they were complex. Earthseed is just poor.
    I think Butler also couldn't find a balance between writing this story as a journal and the need for direct dialogue and a straighter narrative; it's hard to believe that the Lauren who introduces new characters as if we should already know who they are (I often thought my book was missing some pages) would spend so much time recording every single line of dialogue rather than summarizing it.
    I must add I'm also not a great reader of the survival/dystopian genre. This book was bleak enough for me as it is and, after reading a synopsis of the sequel, I don't think I'm going to tackle that.

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  • 4

    Potente...

    ...e visionario, ancora una distopia, ancora un romanzo ambientato in un futuro prossimo, ancora una visione pessimista del destino della terra. Leggendolo ho pensato a Furore di Steinbeck riscritto d ...continue

    ...e visionario, ancora una distopia, ancora un romanzo ambientato in un futuro prossimo, ancora una visione pessimista del destino della terra. Leggendolo ho pensato a Furore di Steinbeck riscritto dopo una catastrofe ambientale, ho pensato che La strada di McCarty gli deve parecchio. Ho pensato che leggerò il seguito e che in un certo senso quello che racconta è già avvenuto in varie parti del mondo.

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  • 4

    copertina imbarazzante, ma non è certo colpa dell'autrice.In un'epoca in cui va molto di moda scrivere libri apocalittici o post apocalittici sarebbe utile saperlo fare come lei.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Empatico

    Intensa storia che comincia in un quartiere americano del “2024” circondato da alte mura che lo dividono dal mondo esterno, fatto di saccheggi, rapine, omicidi, stupri, incendi, infezioni, malattie, e ...continue

    Intensa storia che comincia in un quartiere americano del “2024” circondato da alte mura che lo dividono dal mondo esterno, fatto di saccheggi, rapine, omicidi, stupri, incendi, infezioni, malattie, e dalla scarsità di acqua e cibo. La storia prende forza quando il quartiere fortificato viene assaltato e incendiato, e la figlia del pastore riesce ha scappare da morte certa, e si ritrova sola e disarmata, e con la paura che “l'Iper-empatia” la renda un bersaglio vulnerabile. Dopo essere tornata nel quartiere per recuperare il salvabile incontra due sopravvissuti del quartiere, con il quale decide di formare un branco per cercare di dissuadere il possibili sciacalli e assassini. Si dirigeranno a nord senza una meta precisa ma con lo scopo di trovare un mondo diverso. Nel tragitto il branco si allarga tra diffidenze e bisogni, riformando un nuovo quartiere viaggiante che si scontrerà con svariate situazioni spiacevoli. Un racconto molto ben pensato e crudo.

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