Parce sepulto

Di

Editore: Hobby & Work

3.8
(284)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8871333489 | Isbn-13: 9788871333489 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

Ti piace Parce sepulto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Roma, autunno dell'anno 45 dopo Cristo. Invitato alle nozze di Lucilla eOttavio, figli adottivi del retore Arriano, il senatore Publio Aurelio Stazioha la sgradita sorpresa di inciampare nell'ennesima "scena del crimine".Stavolta la vittima è la stessa Lucilla, che Aurelio rinviene cadavere in unavasca di fango cosmetico. A prima vista sembra che la ragazza sia statastroncata da un malore. Tuttavia, cosa significa quel dito di Lucilla puntatoverso l'alto, come a indicare qualcosa, o qualcuno? E quale segreti nascondeCamilla, la sorella gemella di Lucilla, perfettamente identica a quest'ultima?E perché Arriano si affanna a nascondere ogni traccia del suo passato? Quandopoi le morti misteriose iniziano a moltiplicarsi...
Ordina per
  • 2

    Roma caput mundi - 09 ott 16

    Uno dei dati positivi della scrittura di Danila è la stretta consequenzialità dei tempi delle azioni. Non si salta di tempi (ed ovviamente di luoghi), almeno per ora. Dopo che nella storia precedente, ...continua

    Uno dei dati positivi della scrittura di Danila è la stretta consequenzialità dei tempi delle azioni. Non si salta di tempi (ed ovviamente di luoghi), almeno per ora. Dopo che nella storia precedente, con l’appendice, eravamo arrivati all’estate del 45 d.C., ecco che questa nuova avventura si colloca nel novembre dello stesso anno. Con la consueta appendice che si posiziona subito dopo, durante l’inverno. In questo quinto episodio, poi, si va precisando la natura libertina del nostro Publio Aurelio Stazio, sempre presente sin dall’inizio, ma che qui comincia ad assumere connotati più precisi, dove il magistrato e senatore romano non si perita di portare nell’alcova le donne che riesce a incuriosire per la sua intelligenza (sempre) e per le sue ricchezze (spesso). L’altro punto di forza è la ricostruzione di un aspetto della vita dell’antica Roma. Qui, Danila ci spiega e fa partecipi del sistema di apprendimento dell’epoca (non direi del sistema scolastico, che forse è maggiormente complesso). Chi voleva apprendere a leggere e scrivere (“e sa legger di greco e di latino” come diceva Carducci) aveva due grandi strade davanti, a seconda anche della ricchezza della famiglia. Prendere in casa dei precettori (i ricchi) o affidarsi a delle “scholae” dove liberti e schiavi s’industriavano ad insegnare le materie di base. Notiamo anche che, nelle prime classi soprattutto, non c’era preclusione anche ad ammettere le bambine. In quest’ambiente si va consumando un nuovo dramma. Nella scuola del retore Arriano c’è una grande confusione: il retore s’è indebitato con l’usuraio Elio Corvino, e per sdebitarsi gli ha dato in moglie una delle sue figlie gemelle. L’altra cerca di studiare, poi si fidanza con il rampante Ottavio, che non disdegna, per far carriera, le attenzioni da “amasio” di Arriano. Scalzando dal ruolo direttivo della scuola il mite Panezio. Arriano non era nuovo ad amori “juvenilis”, tanto da subire anni prima causa da un giovane della gente Elia originario di Numana (nome antico di Ancona). Giovane che sparisce, ma un suo fratello si installa nella coorte di Corvino. In tutto questo intreccio di amori, soldi e gelosie, la gemella promessa sposa viene trovata morta. Collasso naturale nelle terme? Delitto? Girano lettere minatorie, e Aurelio, sollecitato dall’amica Pomponia, non si può esimere dall’indagare. Spinto anche dall’avvenenza della giovane sposa di Corvino, nonché dal suo astio verso l’usuraio, e dalla ancor piacente ex-maestra delle due ragazze, la matematica Giunia Irenea (laude alle donne coi numeri). Tra l’altro Arriano si apprestava ad adottare Ottavio, non avendo figli maschi cui lasciare il patrimonio. Seguiamo Aurelio nella sua inchiesta e nelle sue scorribande, dove si imbatte più volte in uno dei culti molto in voga in Roma ai tempi, quelli di Cibele. Di cui fa una interessante e corretta analisi a pagina 133 (dove l’autrice contraddice la disamina storica fatta da Tito Livio nei suoi “Annales”). Tra corse in lettiga, lezioni al giovane e promettente Manlio, ed altre amenità di contorno, fin da subito noi ed Aurelio nutriamo dei dubbi su chi sia Lucilla e chi sia Camilla. Dubbi che neanche portandosela nel suo cubicolo (per fare indovinate cosa…) Aurelio fuga. Visto poi che si sta prodigando verso il sesso debole, ha anche una breve storia con Irenea (che però alla fine preferisce far sodalizio con il maestro di scuola). Dopo che ci imbattiamo anche in alcuni accenni sui riti funebri dell’epoca, finalmente i nodi si sciolgono, e, come in un giallo di buona fattura, scopriamo tutti i come ed i perché. Quindi le avventure continuano nell’appendice (“Una perla per Publio Aurelio Stazio”) che come detto si svolge poco dopo il romanzo, con il nostro Aurelio che, per ritemprarsi delle conquiste femminili, va a riposarsi nella sua villa di Pithecusa (l’odierna isola di Ischia). Qui si imbatte nella strana storia di sei giovani (Melissa, Zena, Pilade, Attilio, Leucio e Cirno) che trovano una perla gigante, nascondendola proprio nelle rocce intorno alla villa di Aurelio. Dopo la morte di Leucio e Cirno, e la storia di Melissa, Aurelio imbastisce un grande banchetto dove invita anche Pilade (fuggito da Ischia poco dopo il ritrovamento), Attilio (prima in sollazzo con Melissa, ora attratto da Zena e dalla flotta del di lei padre) e Zena (che vuole Attilio per risollevare le sorti della flotta paterna, ormai alla bancarotta). In poche righe, utilizzando un sotterfugio sulla provenienza irpina di una certa droga, risolve il problema. Ed ovviamente si porta nel talamo la simpatica Melissa. Continuiamo a seguire gli scritti della storica Danila, sperando che continui ad illuminarci in vicende storiche romane. Come anche le citazioni, dove, seppur questo “lasciate stare i morti” non è calzantissimo, non posso che sottolineare la correttezza della citazione virgiliana che tutti riportano errata, mentre la nostra, giustamente, la iscrive come “audentes fortuna iuvat”. Anche se la trama generale dei suoi gialli non è proprio delle più avvincenti, continuo a seguirne gli scritti.
    “Ho rinunciato a vivere in prima persona, per farlo attraverso i libri: così vedevo la realtà mediata dalla letteratura, e le passioni mi apparivano lontane e rassicuranti … non avvertivo emozioni, le leggevo” (89)

    ha scritto il 

  • 5

    Per la prima volta mi è piaciuto di più il racconto alla fine, a un certo punto mi sono persa tra i vari sospettati e lo scambio tra le gemelle. La storia di Melissa e Attilio invece è molto carina, a ...continua

    Per la prima volta mi è piaciuto di più il racconto alla fine, a un certo punto mi sono persa tra i vari sospettati e lo scambio tra le gemelle. La storia di Melissa e Attilio invece è molto carina, anche se breve.

    ha scritto il 

  • 0

    La scuola nel I sec. d. C.

    Forse molti non sanno o dimenticano, che l'autrice di questi romanzi è stata una professoressa di Lettere per venti anni. In questo episodio, Publio Aurelio si trova a dipanare un mistero con annesso ...continua

    Forse molti non sanno o dimenticano, che l'autrice di questi romanzi è stata una professoressa di Lettere per venti anni. In questo episodio, Publio Aurelio si trova a dipanare un mistero con annesso delitto i cui protagonisti si muovono in una scuola del tempo.
    L'ho riletto svariate volte, così come tutti gli altri della stessa autrice, perché il rileggere romanzi che mi sono piaciuti mi dà un senso di conforto e di consolazione...
    Questo mi è particolarmente caro per la dedica che l'autrice scrive nelle note finali. Vale la pena leggerla, soprattutto per chi si sente chiamato in causa, come me, ma anche per chi ignora cosa sia davvero fare un certo mestiere di cui tutti sanno tutto. A chi non interessasse la nota finale di cui parlo, assicuro che si troverà comunque a suo agio tra delitti, belle donne (stavolta due), gemelli scambiati. Come nelle migliori commedie. E tragedie.

    ha scritto il 

  • 5

    Letture economiche sotto l’ombrellone grazie alla Mondadori e alle nuove edizioni Oscar. Publio Aurelio Stazio, personaggio nato dalla penna della scrittrice Danila Comastri Montanari, accompagnerà la ...continua

    Letture economiche sotto l’ombrellone grazie alla Mondadori e alle nuove edizioni Oscar. Publio Aurelio Stazio, personaggio nato dalla penna della scrittrice Danila Comastri Montanari, accompagnerà la calda estate dei lettori con avvincenti indagini ambientate nell’Antica Roma, fra delitti e misteri all’ombra dei Sette Colli. I romanzi della serie di Publio Aurelio Stazio in edizione Oscar Mondadori sono oggi riproposti con quattro titoli diversi ad un prezzo accessibile: solo 9,90 euro.
    Prosegui la lettura su:
    http://www.recensionilibri.org/2013/06/i-romanzi-della-serie-di-publio-aurelio-stazio-in-edizione-oscar-mondadori.html

    ha scritto il 

  • 4

    Il terzo caso di Publio Aurelio Stazio, senatore di Roma, è ricco di spunti e colpi di scena, che porteranno il lettore a tenere il fiato sospeso sino alla fine.I personaggi,in primis il fido Castore ...continua

    Il terzo caso di Publio Aurelio Stazio, senatore di Roma, è ricco di spunti e colpi di scena, che porteranno il lettore a tenere il fiato sospeso sino alla fine.I personaggi,in primis il fido Castore ,i protagonisti della Roma Imperiale,come Pomponia daranno il solito aiuto a risolvere gli omicidi perpetrati nella casa del nobile Arianno.
    TRAMA
    Roma, autunno dell'anno 45 dopo Cristo. Invitato alle nozze di Lucilla e Ottavio, figli adottivi del retore Arriano, il senatore Publio Aurelio Stazio ha la sgradita sorpresa di inciampare nell'ennesima "scena del crimine". Stavolta la vittima è la stessa Lucilla, che Aurelio rinviene cadavere in una vasca di fango cosmetico. A prima vista sembra che la ragazza sia stata stroncata da un malore. Tuttavia, cosa significa quel dito di Lucilla puntato verso l'alto, come a indicare qualcosa, o qualcuno? E quale segreti nasconde Camilla, la sorella gemella di Lucilla, perfettamente identica a quest'ultima? E perché Arriano si affanna a nascondere ogni traccia del suo passato? Quando poi le morti misteriose iniziano a moltiplicarsi...
    (trama tratta bda QLibri )

    ha scritto il