Pars vite et reviens tard

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Editeur: J'ai Lu

4.1
(3229)

Language: Français | Number of pages: 346 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Swedish , Slovenian , Danish

Isbn-10: 2290349313 | Isbn-13: 9782290349311 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 4

    Vattene in fretta, lontano, e a lungo

    Un intrigante e aggrovigliato mix di morte nera, paure irrazionali, superstizioni, simboli esoterici che appartengono ad un lontano passato. Amore. Sesso. Corna.
    E il terribile dolore di Camille, desc ...continuer

    Un intrigante e aggrovigliato mix di morte nera, paure irrazionali, superstizioni, simboli esoterici che appartengono ad un lontano passato. Amore. Sesso. Corna.
    E il terribile dolore di Camille, descritto magistralmente, davanti al brutto spettacolo dell'uomo di cui è innamorata che sta facendo sesso con un’altra.
    Adamsberg, in questo romanzo, rivela il suo lato di piccolo-uomo-stronzo e leggendo l’ho abbastanza detestato. Dice di amare profondamente la sua donna, ma alla prima occasione non riesce a tenere chiusa la cerniera dei pantaloni.
    Mi ha ricordato molto un coccodrillo, che prima fa l'ingordo e poi piange.

    Ci mise un momento a capire, scoprendolo nudo, di spalle, che stava facendo l’amore con una ragazza. Un dolore folgorante le attraversò la fronte come la scheggia di una bomba venutasi a conficcare tra gli occhi e, sotto l’impatto di quella folgore, per una frazione di secondo pensò che non ci avrebbe più visto per tutta la vita. Con le gambe molli, si lasciò cadere nella penombra sul baule di legno. Davanti a lei, inconsapevoli della sua presenza silenziosa, si muovevano i due corpi. Camille li guardava instupidita.
    Quadro violento, quadro ordinario, ferita e banalità.
    Camille abbassò gli occhi. Non piangere, Camille.
    Fissò un punto per terra, distogliendo gli occhi dai corpi distesi sul letto. Le gambe poggiavano come bandiere flosce sul legno del baule. Non alzare la testa, non guardare.
    Vattene, Camille. Vattene in fretta, lontano, e a lungo.

    Un romanzo davvero bello, è quello che mi è piaciuto di più della serie con protagonista Adamsberg.

    ☆☆☆☆ luminose e piene come quando le guardi in una notte tersa

    dit le 

  • 4

    Non è tanto la storia quanto il modo in cui Vargas la racconta, non tanto l'azione quanto chi la compie, ti fa rammaricare di non poter conoscere Adamsberg.

    dit le 

  • 5

    Terzo romanzo con protagonista il commissario spala nuvole. Questa volta il commissario deve affrontare una terribile minaccia che affonda le sue radici nel passato storico di Parigi e nelle paure ata ...continuer

    Terzo romanzo con protagonista il commissario spala nuvole. Questa volta il commissario deve affrontare una terribile minaccia che affonda le sue radici nel passato storico di Parigi e nelle paure ataviche dell’uomo. Infatti morte e malattia sono le cose che più spaventano la razza umana e proprio queste cose si trova ad affrontare il nostro commissario. Lo stile della Vargas ancora una volta colpisce mette a nudo la vera natura dell’uomo. Ci racconta due fatti apparentemente separati che non hanno nessun legame. Ma c’è chi non lo crede. Da qui parte tutta l’indagine che ci porterà a capire chi e perché ha generato questo crimine. I personaggi sono ben delineati così come i luoghi.

    dit le 

  • 4

    “Vendere parole non è certo più stupido che vendere fiori”

    Non avevo mai letto nulla della Vargas tanto che , lo confesso non senza un po' d'imbarazzo , credevo addirittura che fosse un uomo e che scrivesse cose di tutt'altro genere .
    Quindi , dopo questo mio ...continuer

    Non avevo mai letto nulla della Vargas tanto che , lo confesso non senza un po' d'imbarazzo , credevo addirittura che fosse un uomo e che scrivesse cose di tutt'altro genere .
    Quindi , dopo questo mio romanzo d'esordio ed usando una terminologia cinematografica , “buona la prima” e decisamente ottima la “sceneggiatura”.
    Una storia intrigante basata su strani e sinistri annunci preannuncianti il ritorno di una epidemia di peste letti da un fantasioso quanto anacronistico araldo , con una serie di personaggi centratissimi su cui svetta la figura del protagonista, il commissario Jean-Baptiste Adamsberg , col suo abito trasandato ed i suoi foglietti volanti per ricordarsi i nomi dei suoi collaboratori , oltre a quella umanissima del suo vice Langlard , e senza dimenticare quelli gustosissimi degli “evangelisti”.
    Insomma, un altro commissario di cui vorrò seguire ulteriori gesta , ma soprattutto una scrittrice sin qui erroneamente trascurata ma fortunatamente trovata grazie alle mie solite e preziosissime “consulenti letterarie” sarde (“Sisters”, la mia riconoscenza per voi aumenta...)

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    0

    seconda lettura della Vargas

    Secondo romanzo della Vargas letto con il commissario Adamsberg. Decisamente ho trovato la lettura più interessante. In pratica pagina dopo pagina ero stimolato a continuare. Il commissario appare un ...continuer

    Secondo romanzo della Vargas letto con il commissario Adamsberg. Decisamente ho trovato la lettura più interessante. In pratica pagina dopo pagina ero stimolato a continuare. Il commissario appare un tantino più umano. Le sue intuizioni sono più razionali e meno istintive. La storia è più strutturata e non mancano i colpi di scena. Il suo vice, Danglard, è decisamente migliore rispetto al primo romanzo, L'uomo dei cerchi azzurri, dove appare meno incisivo. Anche Adamsberg sembra su un altro pianeta per come si muove, per come intuisce lo svolgersi dell'indagine. Unico neo la storia con camille, che qui appare un po' forzata, di sicuro avulsa dalla storia.
    Concludendo un bel giallo poliziesco.

    dit le 

  • 4

    Les personnages de Fred Vargas, c'est un univers bien vivant, surtout lorsque leurs chemins s'entrecroisent d'un roman à l'autre. Un univers que l'on aime davantage encore à une deuxième visite. ...continuer

    Les personnages de Fred Vargas, c'est un univers bien vivant, surtout lorsque leurs chemins s'entrecroisent d'un roman à l'autre. Un univers que l'on aime davantage encore à une deuxième visite.

    dit le 

  • 3

    "A Parigi, la gente cammina molto più in fretta che a Guilvinec, Joss l'aveva constatato da parecchio tempo. Ogni mattina, i pedoni filavano lungo l'avenue du Maine a una velocità di tre nodi. Quel lu ...continuer

    "A Parigi, la gente cammina molto più in fretta che a Guilvinec, Joss l'aveva constatato da parecchio tempo. Ogni mattina, i pedoni filavano lungo l'avenue du Maine a una velocità di tre nodi. Quel lunedì Joss Filava a poco meno di tre nodi e mezzo, nello sforzo di recuperare un ritardo di venti minuti. Per via dei fondi di caffè che si erano completamente rovesciati sul pavimento della cucina".

    Nella notte parigina compaiono degli strani segni sulle porte delle case, segni che assomigliano a dei numeri 4 capovolti. In un angolo della ville lumiere intanto vengono recapitati degli strani messaggi che parlano di malattie e morte. Il commissario Adamsberg intuisce il legame tra i messaggi e gli strani numeri. Il presagio di qualcosa di lontano che torna, la morte nera non è poi così lontano.

    Questo libro in Italia è stato il primo ad essere pubblicato della serie del commissario Adamsberg, ma non il primo con lui protagonista scritto da Fred Vargas. Infatti il libro, in Francia uscito per terzo dopo "L'uomo dai cerchi azzurri" e "L'uomo a rovescio", sembra il prequel dove alla trama poliziesca s'intreccia anche l'adattamento del commissario in una nuova squadra anticrimine. 

    La scrittura è quella della Vargas, un crescendo stilistico e la naturale conseguenza degli altri due. Per chi la leggesse per la prima volta, consiglio vivamente d'iniziare da questo libro. 

    La scrittrice Fred Vargas, in questo romanzo, dimostra di essere una cultrice di libri gialli di inizio secolo. La trama ha molti punti di collisione con il libro di John Rhode del 1928 "I delitti di Praed Street". Una grande città che si riduce ad un quartiere. Una comunità forte vittima di strani accadimenti. Degli omicidi sconnessi tra loro ed un finale sorprendente.

    Adamsberg affronta tutto con il suo intuito che questa volta surclassa il giallo classico, aumentando quel surrealismo che già si era incontrato con "L'uomo a rovescio". Lui, schivo e stralunato, dimostra capacità sopraffine e trascina il lettore tra un passato e un presente mischiando le carte. Fred Vargas non dà una connotazione temporale agli accadimenti che non collocandosi con precisazione trasportano il lettore dal medioevo ai giorni nostri.

    Non rispettando proprio i canoni del giallo classico, la Vargas, riesce a costruire un genere giallo tutto suo che si era già visto con i suoi altri 2 libri. In questo il concetto è ribadito a forza, manipolando una malattia che ha messo in ginocchio l'Europa e che ormai non spaventa più: la peste. Si conferma una scrittrice storico-poliziesca preparata e capace. E i suoi personaggi hanno la capacità di rimanerti nel cuore.

    dit le 

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