Paula

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(6034)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 326 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Tedesco , Polacco , Olandese , Portoghese , Danese

Isbn-10: A000029381 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Traduttore: Gianni Guadalupi

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Libro letto per Gara d'autore | La sfidina primaverile

    Scrivere in un momento difficile della propria vita é sicuramente terapeutico. Ed é per questo che la Allende inizia a scrivere questo romanzo: Quando la giovane figlia entra in coma a causa di una ra ...continua

    Scrivere in un momento difficile della propria vita é sicuramente terapeutico. Ed é per questo che la Allende inizia a scrivere questo romanzo: Quando la giovane figlia entra in coma a causa di una rara malattia genetica sente il bisogno di scriverle, per strare/sentirsi più vicina a lei, per affrontare i mesi difficile che hanno portato alla dipartita di Paula.
    In questo lungo dialogo con la figlia, la Allende ci racconta le vicende della sua vita, presentandoci la sua famiglia e le avventure e i momenti quotidiani che hanno vissuto. Le riflessioni che riporta arrivano dritte al cuore, ti lacerano e fanno riflettere. Sono talmente personali che a volte ho provato la sensazione di essere "di troppo", di origliare qualcosa che dovrebbe rimanere privato.
    Purtroppo, ho letto solo due romanzi di questa autrice (questo e il diario di Maya), ma in questo libro sono presenti moltissimi riferimenti e aneddoti ad altri suoi libri (la casa degli spiriti su tutti) che non ho potuto apprezzare.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita di Isabel Allende, la storia più straordinaria che abbia mai scritto

    La figlia di Isabel Allende cade in coma e l'autrice al suo capezzale racconta la propria vita.
    Non si può vivere senza un passato, una memoria, quindi lei dona la sua vita alla figlia.
    E il risultato ...continua

    La figlia di Isabel Allende cade in coma e l'autrice al suo capezzale racconta la propria vita.
    Non si può vivere senza un passato, una memoria, quindi lei dona la sua vita alla figlia.
    E il risultato è... sorprendente.
    Isabel Allende si racconta senza filtri, tutta la sua vita, con note di merito e di demerito, aspetti elettrizzanti e drammatici, una storia che molte delle persone che aveva vicine le hanno sconsigliato di pubblicare, nel senso di rendere pubblica, proprio per questo eccesso di onestà nel presentare se stessa, un personaggio reale e vivente, al mondo.
    Da questa storia, raccontata con la scrittura unica che caratterizza tutte le altre opere, possiamo comprendere anche le tante altre che l'autrice racconta, il suo mondo reale, non solo quello creato con la sua fantasia. E proprio la sua vita risulta la storia più straordinaria che abbia scritto (almeno per me): Isabel è un'eroina da romanzo e la sua vita piena di intensi colpi di scena.

    ha scritto il 

  • 0

    Lei non sa parlare d'amore. Sa "solo" scriverne.

    Nei libri dell'Allende che ho letto ad oggi (pochi, rispetto alla sua produzione), l'aspetto biografico è spesso presente, in modo diretto o indiretto.
    (mi sa che so più della sua vita che di quella d ...continua

    Nei libri dell'Allende che ho letto ad oggi (pochi, rispetto alla sua produzione), l'aspetto biografico è spesso presente, in modo diretto o indiretto.
    (mi sa che so più della sua vita che di quella di una mia amica...)
    Leggere cose troppo personali mi mette sempre un po' a disagio, facendomi sentire una voyeur. Ma con Allende, fino ad oggi, non mi era mai capitato. Fino ad oggi.
    Con questo libro è ritornato quel senso di disagio che prove nel leggere della vita altrui.
    Sarà per lo sfondo: il dolore.
    E' questo l'input che ha spinto Allende a scrive "Paula". E non un dolore qualsiasi! Ma quello per antonomasia: il dolore di sopravvivere a un figlio.
    Ci sarà un motivo per cui non esiste una parola per definire un orfano di figlio. E' innaturale. E non definirlo è un po' come non rendere concreta questa possibilità.
    Questo libro ha le parole che avrebbe voluto sussurrare a sua figlia nei giorni del suo ricovero in ospedale, quando era nel limbo, tra la vita e la morte. Per trattenerla alla vita. Per farle compagnia. Per essere sicura di averle detto tutto nel caso che....

    Parentesi
    Se dovessi associare questo libro a un quadro, non potrebbe essere che Two Comedians di Hopper

    Lui, il pittore della solitudine e dell'attesa,
    Lei scrittrice per sfuggire alla solitudine causata dal suo carattere introverso.
    Entrambi, in modo diverso, si congedano dalla vita (una parte della scrittrice è morta con la figlia) e si guadagnano l'eternità.

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xtp1/v/t1.0-9/12994402_10209571513910394_9031490331212216321_n.jpg?oh=f92c770672f4e88812466645b5ed8003&oe=57B3B028

    "Two Comedians è la sua ultima opera. O una delle sue ultime. Ma certo il suo testamento. Oggetti, praticamente, non ce ne sono più. Cosa ti porti, nella tomba? Il tuo cd preferito? No, niente. Tutto ciò che rimane sono un palco, in basso, e una pianta, o qualcosa di simile, a destra. Niente sfondo, tutto nero.
    Due figure. Piccole, per non disturbare, si affacciano. Sono vestiti di bianco. Neutri. Che vestito ti porti nella tomba?
    Sono due attori, escono alla ribalta. Hanno finito lo spettacolo. Le facce non si vedono chiaramente. Che foto metti, sulla tomba?
    Niente più oggetti, niente più vestiti, niente più facce, niente più capelli, coperti. Direbbero di un tempo. Di un'età. No, niente.
    I due commedianti sono piccoli, rispetto alla scena. Non vogliono disturbare. Si tengono per mano. Si fanno coraggio. Lui è un passo avanti. Non per vanteria. Per proteggerla. Si presenta, davanti al pubblico. E se c'è qualche problema, se non è piaciuto, c'è lui. A farle da scudo.
    Però, a quanto pare, il pubblico non si lamenta. E c'è una cosa, piccola. Quello che forse, non i vestiti, non gli oggetti, non il viso, quello che forse vuole portare con sé. Per sempre. Il motivo di questo quadro. La cosa, l'unica, scritta nel testamento. La mano sinistra dell'attore, in maniera chiara, risponde agli applausi. E dice: lei. Anche la mano di lei, quella libera, lo ringrazia. Dolcemente. Ecco.

    ha scritto il 

  • 3

    Chiunque abbia vissuto un evento drammatico con un familiare o amico deceduto per una malattia incurabile,non può che ritrovarsi nelle pagine di questo romanzo della Allende che,con la consueta sensib ...continua

    Chiunque abbia vissuto un evento drammatico con un familiare o amico deceduto per una malattia incurabile,non può che ritrovarsi nelle pagine di questo romanzo della Allende che,con la consueta sensibilità e dolcezza,ma anche con fermezza e lucidità,assiste battagliera ma impotente,al lento spegnersi della figlia.C'è tutto il dolore muto ma assordante dentro di un genitore che perde il proprio figlio in maniera ingiusta e drammatica,ci sono i flshback,i momenti di gioia della figlia,c'è un vissuto che non può non emozionare anche il lettore più cinico e distaccato.

    ha scritto il 

  • 4

    "Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi."

    Felice di aver conosciuto "il rumore" della vita di Isabel Allende, ricco di emozioni forti, sentimenti estremi, avventure e purtroppo anche terribili disgrazie; il tutto accompagnato da quella MAGIA ...continua

    Felice di aver conosciuto "il rumore" della vita di Isabel Allende, ricco di emozioni forti, sentimenti estremi, avventure e purtroppo anche terribili disgrazie; il tutto accompagnato da quella MAGIA che solo il Sud America è in grado di trasmettermi..

    ha scritto il 

  • 3

    Ritengo che sia un buon romanzo, autobiografico e storico allo stesso tempo.
    Forse avrebbe avuto un punteggio migliore se avessi avuto modo di leggerlo "prima" di "La casa degli spiriti". ...continua

    Ritengo che sia un buon romanzo, autobiografico e storico allo stesso tempo.
    Forse avrebbe avuto un punteggio migliore se avessi avuto modo di leggerlo "prima" di "La casa degli spiriti".

    ha scritto il 

  • 2

    Non il suo miglior libro

    Che delusione questo libro! La prima parte è linguisticamente molto semplice ed è impregnata di sentimentalismo: narrare del dolore è sempre un'impresa titanica, narrare il proprio è ancora più diffi ...continua

    Che delusione questo libro! La prima parte è linguisticamente molto semplice ed è impregnata di sentimentalismo: narrare del dolore è sempre un'impresa titanica, narrare il proprio è ancora più difficile. Nel raccontare di sè è risulata superba, immodesta, vanitosa e qualche volta superficiale. Andavo alla ricerca della grande scrittrice de "la casa degli spiriti" senza trovarla. L'ho apprezzata molto di più nella seconda parte, quando racconta del golpe, delle vita delle grandi persone che l'hanno circondata e del lento scivolare nella morte di Paula; lì ho rivisto la scrittrice che mi ha conquistato. La preferisco di molto quando racconta le storie degli altri.

    ha scritto il 

  • 5

    la vita che continua attraverso gli occhi della madre, la scrittura come unico modo per avere accanto Paula. Letto molti anni fa, una storia meravigliosa e delicata, nella sua tragicità.

    ha scritto il 

  • 4

    Isabel Allende fa sempre pensare alla vita e in questo caso alla morte. Grande emozione e commozione nel mezzo del racconto autobiografico della sua vita e del suo Cile. Anche le ripetizioni inevitabi ...continua

    Isabel Allende fa sempre pensare alla vita e in questo caso alla morte. Grande emozione e commozione nel mezzo del racconto autobiografico della sua vita e del suo Cile. Anche le ripetizioni inevitabili del racconto di sé stessa, non annoiano mai. 4 stelle perché ci sono suoi libri che ho amato di più, ma 5 stelle per come racconta la sua tragedia.

    ha scritto il 

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