Paura della matematica

Di

Editore: Adelphi

3.4
(558)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8845922928 | Isbn-13: 9788845922923 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luciana Branciardi

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
In un passaggio apparentemente marginale del racconto che da il titolo a questa raccolta disegnata dall'autore, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicchier d'acqua. Poi, mentre lo guarda bere, la ragazza è colpita dalla cosa più semplice, l'assoluta naturalezza del gesto, che l'uomo compie "come se in vita sua non avesse fatto altro che venire in cucina da me a bere acqua". E un tocco inconfondibile, che unisce in una riga tutta l'atmosfera di cui abbiamo bisogno e tutto l'intreccio che possiamo desiderare. Ma è anche di più. E la conferma che qualsiasi storia, anche minima, racconti - si tratti di un ragazzo che, come in Miss Little Sunshine, smette di parlare in casa, mentre intrattiene una fitta corrispondenza con i carcerati; di un adolescente che, alla morte del suo cane, si convince che nelle formule dell'algebra si annidi il segreto della felicità; o di una coppia gay di fronte a una scena topica, quella della presentazione ufficiale a due impettiti genitori -, Cameron sembra appunto non avere mai fatto altro.
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  • 4

    ★ ★★ ★ ½ - «Io non l’ascolto: sono tutte sciocchezze. Sto elaborando un nuovo problema: trovare il valore di n tale che n più qualsiasi altra cosa nella vita ti faccia sentire felice. A che cosa equivarrebbe n? Trova n».

    Dal risvolto di copertina: In un passaggio apparentemente marginale del racconto che dà il titolo a questa raccolta, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicch ...continua

    Dal risvolto di copertina: In un passaggio apparentemente marginale del racconto che dà il titolo a questa raccolta, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicchier d’acqua. Poi, mentre lo guarda, la ragazza è colpita dall’assoluta naturalezza di quel gesto, che l’uomo compie «come se in vita sua non avesse fatto altro che venire da me in cucina a bere acqua». È un tocco inconfondibile, che condensa in una riga tutta l’atmosfera di cui abbiamo bisogno. Ma è anche di più: è la conferma che qualsiasi vicenda ci narri – si tratti di un ragazzo che in casa decide di non dire più una parola, mentre intrattiene una fitta corrispondenza con i carcerati; di un adolescente che, alla morte del suo cane, si convince che nelle formule dell’algebra si annida il segreto della felicità; o di una coppia di ragazzi gay in visita presso una nonna eccentrica e molto amata –, Cameron sembra appunto non aver mai fatto altro che scrivere storie per noi. E come nei suoi ammiratissimi romanzi, ci offre qui, con la sua voce fresca e generosa, storie di giovinezza, inquietudine e nostalgia, di amori e famiglie e vita quotidiana che non dimenticheremo facilmente.

    In 7 racconti Cameron dà il meglio di sé, certo per me non tocca le vette del bellissimo e intensissimo Un giorno questo dolore ti sarà utile, ma siamo sullo stesso registro: la fotografia dei sentimenti.
    Peter riesce a parlarci di cose ordinarie, semplici, comuni, come una sedia, una finestra, una paesaggio, un bicchiere d’acqua, un letto, un fermaglio, un edificio, e come la neve scende soffice sopra le teste dei personaggi dei racconti così Cameron in maniere lieve e con candore riesce a farci sentiti i battiti, gli attimi, le ansie e le paure di ogni vita umana, anche quella apparentemente inanimata.
    Alti livelli per lettori che riescono ad andare oltre la velocità della nostra società postmoderna.

    ha scritto il 

  • 4

    Trova n

    Peter Cameron (Pompton Plains, New Jersey, 1959), dal momento in cui lessi per la prima volta un suo libro, divenne per me un'ancora di salvezza. Da allora ho fatto in modo di avere sempre un suo roma ...continua

    Peter Cameron (Pompton Plains, New Jersey, 1959), dal momento in cui lessi per la prima volta un suo libro, divenne per me un'ancora di salvezza. Da allora ho fatto in modo di avere sempre un suo romanzo da parte, pronto ad accorrere in mio soccorso quando niente andava per il verso giusto. La sua scrittura è, a mio avviso, pura bellezza. Nelle sue storie ricorrono le stesse atmosfere, i personaggi sono sempre raffinati, colti, educati e con la sua penne riesce a sondarne i lati più intimi e profondi senza mai perdere il tocco delicato ed elegante che lo contraddistingue.
    Paura della matematica è una raccolta di racconti scritti negli anni '80, divisa in due parti. La prima contiene un solo racconto intitolato Il mondo del ricordo, il cui protagonista è un ragazzo che ha perso entrambi i genitori: la madre era morta poco tempo dopo la sua nascita ed il padre, pazzo di dolore, era scappato da tutto. Il bimbo era allora rimasto dai nonni paterni dai quali però, crescendo, non ricevette alcun calore familiare ma - anzi - percepiva un sottile rancore. Il padre, che non era mai tornato a casa, lo cerca soltanto in punto di morte, a settantasette anni. Il ragazzo, di indole buona, è felice di avere l'occasione di incontrarlo.

    «Immagino che ci si possa sentire abbandonati da qualcuno che non si è mai conosciuto veramente, immagino che si possa soffrire per la perdita di qualcosa che non si è mai avuto, ma la strana consapevolezza che avevo di me stesso mi impediva di provare l'una e l'altra cosa. (…) Eppure lui piangeva e si stringeva a me, e io non capivo se quel suo bisogno disperato fosse semplicemente il bisogno di una presenza qualsiasi o del sangue del suo sangue. Ero felice di essere l'una o l'altro. Oppure entrambi.»

    La seconda parte invece è ben più ricca e di racconti ne contiene sei.
    Memorial Day parte dal gesto di scavare la polpa di un pompelmo con un cucchiaio speciale, che porta con sé - oltre al sapore del frutto - i ricordi dell'estate precedente e diventa il pretesto per rappresentare le disfunzioni di una famiglia. La voce narrante è quella del figlio sedicenne, il quale ha fatto voto di silenzio in segno di protesta tanto per il divorzio dei genitori quanto per il nuovo compagno della madre, un ventinovenne che a lui pare un ragazzino. Dal momento che ha smesso di parlare ha preso a scrivere un sacco di lettere: risponde ad annunci di ogni tipo, ma la corrispondenza più vivace è quella coi carcerati.
    Segue il racconto che dà il titolo alla raccolta, Paura della matematica per l'appunto, incentrato sulla figura di Julie, una donna che ha smarrito la bussola con cui orientare la propria esistenza. Fuggita da una vita che la stava già facendo sentire in trappola, chiusa in un piccolo paese tranquillo e in un fidanzamento stabile che presto sarebbe sfociato in un matrimonio, si è appena trasferita a New York con l'intenzione di frequentare il College e dare una svolta importante al proprio futuro. Per accedere ai corsi deve però frequentare un corso preliminare di matematica - materia in cui è sempre stata assolutamente negata - e superare l'esame conclusivo. A tenere le lezioni è un giovane professore alle prime armi, il quale con la scusa di chiederle se in aula se la fosse cavata bene le strappa un invito a cena. Julie si ritrova di punto in bianco a frequentarlo regolarmente; lui è gentile, la incoraggia e con pazienza le rispiega gli argomenti del corso fin quando non è certa di averli capiti a fondo. Tuttavia Julie sembra aver agito tanto d'impulso da non essere pienamente consapevole delle scelte che sta facendo, ed infatti una volta terminate le lezioni lei e l'insegnante si rendono conto che oltre ai numeri c'era ben poco a tenerli insieme.
    Ruolo importante anche in questo racconto lo rivestono i genitori, qui due pensionati che girano il Paese in cerca di abitazioni o edifici da ristrutturare, vi si stabiliscono fino a lavori conclusi, ci abitano per un po' e poi ripartono all'avventura. Alla madre però questa vita instabile e movimentata viene tanto a noia che decide di separarsi dal marito, se momentaneamente o per sempre sarà il tempo a stabilirlo. Inevitabilmente coinvolta in questa circostanza, Julie sembra del tutto incapace di accettare che i genitori soffrano: non vuole che i ruoli si invertano, lei è la figlia ed è lei che deve essere coccolata e protetta. Quando ha l'impressione che la madre stia per piangere, finge di non accorgersene e si concentra su qualcos'altro.
    In Qualche scena del «Lago dei Cigni», al secondo posto nella mia personale classifica di gradimento, tornano due dei temi cari a Cameron: una coppia omosessuale e la nonna del protagonista. Il racconto si svolge per lo più nell'appartamento della nonna, dove Paul si trova per farle compagnia mentre i genitori sono in crociera. Ha invitato a stare da loro il fidanzato Neal, presentato alla nonna come un semplice amico. La scena si apre in cucina, dove i ragazzi stanno preparando dei funghi al curry per cena e la nonna continua a chiedere com'è che si chiama quella strana pentola; wok, le rispondono cortesemente ogni volta.
    In una decina di pagine Cameron è riuscito a trasmettere la dolcezza di questa nonna che inizia a dimenticare troppe cose, l'amore taciuto tra Paul e Neal che in quella cucina s'incrina e in un teatro si spezza. Di questo racconto mi restano il profumo dei fiori di lillà fuori e quello del curry dentro, Neal che cucina sempre a petto nudo perché lo fa con passione e suda, le mani di Neal che dopo aver lavato i piatti hanno lo stesso odore di quelle della nonna, un contatto sommesso sul piccolo balcone dal quale la vista, se non ci si pensa troppo, era anche piacevole e le parole che galleggiano nella semioscurità intorno al tavolo. Una particolarità nei racconti di Cameron è che i protagonisti sembrano avere un rapporto molto più intimo e sincero coi nonni che coi genitori.
    Compiti a casa più ci penso e più sono sicura che sia il racconto che ho preferito e credo dipenda dal fatto che il diciottenne che ne è protagonista mi ha ricordato tanto l'adorato James Sveck di Un giorno questo dolore ti sarà utile. Michael non va a scuola da qualche giorno, ma si assegna da solo complesse equazioni matematiche. Tutti pensano che sia depresso per la recente perdita del cane, Keds, e lui trova assurdo che nessuno riesca a capire che invece si sentiva così anche prima.

    «Sto elaborando un nuovo problema: trova il valore di n tale che n più qualsiasi altra cosa nella vita ti faccia sentire felice. A che cosa equivarrebbe n? Trova n.»

    Anche Lavori strani mi è piaciuto moltissimo: la voce narrante qui è una donna che fatica a riconoscere una propria individualità, al punto che non ne conosciamo il nome. Vive col compagno e la figlia di lui, Violet, che ogni fine settimana viene prelevata dall'ex moglie di lui, Judith, un'antropologa senza il minimo gusto nel vestire. La protagonista li osserva senza riuscire a combattere il senso di distacco che prova. Sembra incerta sui sentimenti del compagno nei suoi confronti e sente il bisogno da parte sua di qualche gesto in più che la faccia sentire importante. Non sa parlare il linguaggio dei bambini e Violet resta così una piccola creatura aliena. Pensa a se stessa e non sa se c'è qualcosa che possa definirla come individuo:

    «Il problema era che tutti avevano questi riti: Keith che si faceva la barba di sera, che la mattina faceva i piegamenti, che beveva succo di pomodoro prima di cena e trovava sempre lavori strani; e Judith, che aveva lezione il lunedì, il mercoledì e il venerdì e che programmava minuziosamente i finesettimana da trascorrere con Violet; e perfino Violet, che danzava come una selvaggia quando fiutava i primi fiocchi di neve, perfino lei, con l'avocado che andava e veniva e con quei suoi giochi stagionali con Keith: tutti avevano determinate cose che li definivano, che li tenevano insieme. Cercai di pensare a quel che facevo io: se per caso festeggiavo qualcosa o mi lavavo i capelli in qualche modo particolare che avesse una bellezza o un significato tutto suo. Ma non ricordavo con esattezza come mi lavassi i capelli.»

    A concludere la raccolta è Scorrimento veloce, la storia di Patrick, costretto a recitare la parte del fidanzato di una sua cara amica, Alison, davanti alla madre morente di lei. Alison gli rivela questo intento solo dopo aver viaggiato a lungo in macchina verso il Maine e lui, nonostante la ritrosia a mentire, non riesce a tirarsi indietro, soprattutto non davanti a quella donnina esile e fragile che con gli occhi lucidi gli confida tutta la felicità che la notizia le ha dato. Alison e Patrick poi non si vedono per un paio di mesi, rincontrandosi casualmente in una casa piena di gente e di musica la notte di Capodanno. In bagno la vasca è piena di acqua e ghiaccio e dentro ci galleggiano un sacco di bottiglie di champagne. Alison gli racconta che la madre è morta, che lei sta andando in terapia e la psicologa le ha spiegato che sta lottando con un senso di colpa per aver mentito a sua madre. Beh, sposiamoci davvero allora, suggerisce Patrick, ed entrambi sorridono divertiti. Le bottiglie di champagne erano state comprate in tanti posti diversi per poi finire tutte insieme in quella vasca. Era una cosa carina da pensare.

    Slice of life, stralci di vita, è questa la definizione adatta per questi racconti, che hanno ancora confermato il mio gradimento per la scrittura di Peter Cameron, di cui soprattutto mi stupisce la capacità di trasmettere in maniera tanto efficace le emozioni che scorrono sotto la pelle dei personaggi senza mai spiegarle, ma solo dipingendo in tenui tinte pastello una serie di atmosfere che dal testo arrivano all'animo del lettore.
    I racconti, data la brevità e la varietà di temi, costituiscono sempre un ottimo modo per approcciarsi ad un autore che ancora non si conosce, dunque se non avete mai letto Peter Cameron ma ne siete curiosi Paura della matematica è un libro perfetto da cui partire.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo del ricordo ***
    Memorial day *** e 1/2
    Paura della matematica ****
    Qualche scena del Lago dei cigni ****
    Compiti a casa ****
    Lavori strani ***
    Scorrimento veloce **** ...continua

    Il mondo del ricordo ***
    Memorial day *** e 1/2
    Paura della matematica ****
    Qualche scena del Lago dei cigni ****
    Compiti a casa ****
    Lavori strani ***
    Scorrimento veloce ****

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato in scadenza

    Detesto non finire i libri iniziati, ma ammetto che restituire il libro in biblioteca prima di partire per le vacanze non mi e'dispiaciuto cosi'tanto. I primi due racconti sono poco incisivi, non al ...continua

    Detesto non finire i libri iniziati, ma ammetto che restituire il libro in biblioteca prima di partire per le vacanze non mi e'dispiaciuto cosi'tanto. I primi due racconti sono poco incisivi, non al livello dei romanzi. Spero che il terzo racconto, non letto, possa far cambiare idea ai lettori diligenti

    ha scritto il 

  • 4

    «[…] Un giorno o l’altro, anch’io dimenticherò Neal, proprio come mia nonna ha dimenticato il grande amore della sua vita. E poi penso: è veramente Neal il grande amore della mia vita? O deve ancora v ...continua

    «[…] Un giorno o l’altro, anch’io dimenticherò Neal, proprio come mia nonna ha dimenticato il grande amore della sua vita. E poi penso: è veramente Neal il grande amore della mia vita? O deve ancora venire, per poi essere nuovamente dimenticato?»

    ha scritto il 

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