Paura e disgusto a Las Vegas

Una selvaggia cavalcata nel cuore del sogno americano

Di

Editore: Bompiani

4.2
(1301)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Svedese

Isbn-10: A000063315 | Isbn-13: 9788845229268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sandro Veronesi ; Illustratore o Matitista: Ralph Steadman

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Una Divina Commedia alla mescalina.
In appendice la "Piccola Enciclopedia Psichedelica" prodotta da Autori Associati per questa edizione di Paura e disgusto a Las Vegas, è composta di oltre 200 voci appositamente realizzate da: Alessandro Baricco, Alberto Crespi, Antonio Lo Turco, Carlo Feltrinelli, David Grieco, Edoardo Albinati, Erri De Luca, Enrico Ghezzi, Edoardo Nesi, Francesca Marciano, Fernanda Pivano, Gino Castaldo, Gianni Minà, Giovanni Pizzorusso, John Satriano, Leopoldo Fabiani, Massimiliano Governi, Marco Lodoli, Marco Risi, Marco Tullio Giordana, Pino Corrias, Pasquale Panella, Sarah Morgan, Sandro Onofri e Sandro Veronesi.

"Paura e disgusto a Las Vegas" è il resoconto di un viaggio realmente effettuato nel 1971. Con trecento dollari e una Chevrolet decappottabile rossa, l'autore e il suo avvocato - un samoano grasso e incontenibile che, per prima cosa, "consiglia" di investire l'acconto in mescalina, etere, marijuana, cocaina, LSD ecc. - partono alla volta di Las Vegas, per rintracciare il Sogno Americano durante una famosa gara di motociclette nel deserto. Fin dal primo colpo di acceleratore comincia il più allucinante, spaventoso, esilarante, irriverente, disperato e delinquenziale reportage che sia mai stato realizzato: assorbiti dalle sostanze stupefacenti, i due eroi vanno all'assalto dello sfavillante e perverso conformismo americano - quello dei casinò e del kitsch per tutte le tasche - che, scena dopo scena, si trasformerà in un incubo orrendo, "pauroso e disgustoso", finché un decollo liberatorio li metterà nella condizione di giocarsi i Tempi Supplementari della Storia.
Comico e tragico, "Paura e disgusto a Las Vegas" è un libro cult della controcultura americana degli anni Settanta: la sua grande potenza narrativa, lo stile lucido e incalzante, i dialoghi perfetti e strepitosi -che anticipano di oltre vent'anni il magistero di Quentin Tarantino - e, soprattutto, la profondità terrificante della disperazione che si spalanca sotto l'America degli sconfitti - il baratro riempito di droghe e miti andati in frantumi di cui ha dato conto anche Thomas Pynchon in capolavori come V e Vineland- ne fanno una vera e propria Divina Commedia alla mescalina.

Hunter S. Thompson è un autore leggendario. Tra i suoi libri si segnalano "Hell's Angels", "The Great Shark Hunt", "The Curse of Lono" e "Generation of Swine". Tra le sue interviste si ricorda quella a McGovern, fatta davanti a un orinatoio nel 1972.
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  • 1

    Folle weekend da drogati a Las Vegas

    Difficile descrivere questa sorta di autobiografia di follie a Las Vegas. Potrei dire che tutto il tempo l'autore, assieme al suo amico avvocato, si fumano qualunque cosa illecita, bevono di tutto, co ...continua

    Difficile descrivere questa sorta di autobiografia di follie a Las Vegas. Potrei dire che tutto il tempo l'autore, assieme al suo amico avvocato, si fumano qualunque cosa illecita, bevono di tutto, combinano disastri ovunque. Non riesco a capire se tutto quello che ci viene narrato sia vero oppure volutamente esagerato, ma mi pare improbabile che dopo tutto quello che hanno combinato i due lestofanti strafatti ne siano usciti incolumi. Si parla di droga praticamente in ogni pagina. Sinceramente all'inizio, almeno nella prima parte, mi stava anche divertendo, ma alla lunga diventa un'avventura stancante e per nulla divertente. Peccato, avevo alte aspettative, addirittura pensavo fosse bello non dico come ma quasi come On the Road di Kerouac. E invece no. Poi troppe parolacce e anche alcune bestemmie che mi hanno fatto molto storcere il naso.

    Da dimenticare. Anzi, dirò questo: Lontano Stai Da me!

    ha scritto il 

  • 5

    Thompson incredibile

    Reporter di un' America in transizione. La fase del declino del grande movimento di controcultura degli anni '60 è vista dall'interno, descritta e metaforizzata nel delirante viaggio di T. (da reporte ...continua

    Reporter di un' America in transizione. La fase del declino del grande movimento di controcultura degli anni '60 è vista dall'interno, descritta e metaforizzata nel delirante viaggio di T. (da reporter sportivo) e del suo avvocato a Las Vegas nel '71, viaggio in cui si manifesta il bisogno di capire il significato vero del sogno americano nel suo "nervo principale".
    La piccola libreria psichedelica contiene, proprio per quanto riguarda le sostanze, parecchie falsità (e non è scientifica). Quella parte è bocciata.

    ha scritto il 

  • 2

    chiamatemi blasfema, chiamatemi stupida, ma io non l'ho trovato un granché. Forse mi sono lasciata condizionare dal fatto che è il libro preferito di tutti i fattoni del mondo, e che parla praticament ...continua

    chiamatemi blasfema, chiamatemi stupida, ma io non l'ho trovato un granché. Forse mi sono lasciata condizionare dal fatto che è il libro preferito di tutti i fattoni del mondo, e che parla praticamente solo di droga e alcol, cosa che mi annoia. Non lo consiglierei e soprattutto, non lo rileggerei mai. E voglio indietro i miei soldi.

    ha scritto il 

  • 5

    Manifesto del gonzo journalism

    Paura e disgusto a Las Vegas è l'opera più conosciuta di Hunter S. Thompson e, a detta di molti, il suo apice letterario. Si tratta di una breve cronaca semi-autobiografica di un viaggio a Las Vegas e ...continua

    Paura e disgusto a Las Vegas è l'opera più conosciuta di Hunter S. Thompson e, a detta di molti, il suo apice letterario. Si tratta di una breve cronaca semi-autobiografica di un viaggio a Las Vegas effettuato da Raoul Duke (alias Thompson) e dal suo avvocato samoano Dr.Gonzo, con l'iniziale finalità di seguire per una rivista sportiva la corsa motociclistica Mint 400. Il libro è un susseguirsi tragicomico di peripezie lisergiche e di scene da commedia nera, un trip continuo dove è davvero impossibile distinguere i pochi momenti di lucidità dallo sballo permanente dei due strambi protagonisti. Rispetto al film di Terry Gilliam, l'omonimo romanzo è più forte e meno caricaturale, seppure la pellicola ricalchi in maniera piuttosto fedele l'opera di Hunter S. Thompson. A distanza di 43 anni il libro mantiene intatta la sua freschezza e, come i migliori vini, migliora invecchiando. Uno spaccato imperdibile di un'epoca sociopolitica tutta particolare, raccontata da un narratore d'eccezione: Hunter Stockton Thompson. Cinque stelle, meritate.

    ha scritto il 

  • 4

    Nada más empezar ya estaba estresado por las aventuras de estos dos granujas. Leer Miedo y asco en Las Vegas ha sido como drogarme sin parar y siempre querer más. Lo más curioso ha sido la percepción ...continua

    Nada más empezar ya estaba estresado por las aventuras de estos dos granujas. Leer Miedo y asco en Las Vegas ha sido como drogarme sin parar y siempre querer más. Lo más curioso ha sido la percepción que he tenido del protagonista/autor de las páginas. Me dejaba llevar, pero cuando me paraba a pensar me daba cuenta de que inconscientemente el Dr. Gonzo me parecía una buena persona, una persona normal y en sus cabales. ¡Qué disparate! No entiendo cómo pudo relatar con tal lucidez unos hechos así. Lo que sí sé es que transmite a la perfección su sabiduría drogadicta y ahora puedo decir que soy un experto, al menos en cuanto a las drojas de hace cuarenta años.

    ha scritto il 

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