Per voce sola

Di

Editore: CDE spa su licenza Baldini&Castoldi

3.2
(826)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000017296 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 1

    Orrore

    Qualcuno mi deve spiegare il senso di questo libro. Un susseguirsi di violenze atroci perpetrate su bambini, narrazione cruda senza mai un'ombra di riscatto. Che cosa voleva darci l'autrice mettendo n ...continua

    Qualcuno mi deve spiegare il senso di questo libro. Un susseguirsi di violenze atroci perpetrate su bambini, narrazione cruda senza mai un'ombra di riscatto. Che cosa voleva darci l'autrice mettendo nero su bianco tali atrocità? Se voleva dare rabbia, orrore, tristezza, dolore ci è riuscita benissimo! Tanto di cappello ma gli stessi sentimenti però li provo ad ogni telegiornale, ad ogni storia di violenza casalinga. Non faceva un soldo di danno se queste storie, frutto di chissà quale mente, le teneva per sé. Abbandonato dopo il terzo racconto con la voglia di cercare l'autrice e tirarglielo dietro. Perdonate il tono ma è come se, in qualche modo, anche io abbia ricevuto una violenza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Le storie della Tamaro spesso ci vengono narrate in questo modo, una lettera, un diario.... La stessa cosa avviene in questo "per voce sola". Il primo racconto "Di nuovo lunedi" sono pagine di diario ...continua

    Le storie della Tamaro spesso ci vengono narrate in questo modo, una lettera, un diario.... La stessa cosa avviene in questo "per voce sola". Il primo racconto "Di nuovo lunedi" sono pagine di diario di una madre che non vuol vedere che il marito di notte si trasforma in "orco", con una bambina piccola, adottata appena nata sei anni prima. Poi c'è "Love" che è una narrazione normale, la storia di una bambina zingara e delle persone che la sfruttano e si approfittano di lei e del suo giovane corpo, una storia molto cruda. Ancora "Un'infanzia" raccontata attraverso i 15 rapporti dello psicanalista ad altrettanto sedute del protagonista, un ragazzino figlio di un amore clandestino, dove la madre, abbandonata dall'amante al momento della gravidanza, non è in grado di dare amore al figlio del peccato, arrivando perfino a metterlo in collegio al momento del nuovo matrimonio. Una storia triste dal finale agghiacciante. E ancora "Sotto la neve" che è una lettera che una madre morente scrive al figlio che ha dato in adozione quando era adolescente, costretta a farlo suo malgrado dalla madre che voleva evitare ogni scandalo, figlio che la donna non ha mai conosciuto né dimenticato. E infine il racconto che da il titolo alla raccolta "per voce sola", un lungo monologo, talvolta un pò sconclusionato, di una vecchietta ebrea alla sua badante, cui narra la sua lunga vita piena di dolore, persecuzione, pazzia, paura. Si tratta di 5 storie diverse, con un unico filo conduttore: la violenza contro gli indifesi.... cosa la violenza fa a chi la subisce e anche a chi ne è testimone. Racconti tristi, che fanno riflettere, che fanno anche arrabbiare.... arrabbiare con chi il male lo fa ma anche con chi lo subisce in silenzio, senza difendersi, senza condannare il "cattivo", nascondendolo così al mondo, e rendendosi così complice del suo aguzzino.

    ha scritto il 

  • 4

    Amen

    La capacità che qui dimostra la Tamaro di raccontare storie di ordinaria violenza, senza mai cedere all’espediente delle facili emozioni, la sua sobrietà, l’asciuttezza con cui narra cose orribili (lo ...continua

    La capacità che qui dimostra la Tamaro di raccontare storie di ordinaria violenza, senza mai cedere all’espediente delle facili emozioni, la sua sobrietà, l’asciuttezza con cui narra cose orribili (lo scempio fatto agli Innocenti è un Urlo muto, mi ha ricordato Il grido di Munch), si modula nell’assolo allucinato di bambini che non capiscono ma accettano, rassegnati, un’esistenza di brutalità e indifferenza. Bambini che forse vivono nella porta accanto alla nostra, e di cui non cogliamo gli occhi bassi, il passo che sbanda, il peso immenso che portano sulle spalle senza capirne il perché. Confesso, mi sono ritrovata a piangere. Confesso, non capisco come sia possibile che un esordio così bello e pulito, così pieno di fulgore, che un talento brillante come questo sia stato successivamente – e immagino con indifferenza – gettato alle ortiche dall’autrice. Che Dio salvi sempre gli scrittori dalla voglia malsana dei best-seller! Amen.

    ha scritto il 

  • 4

    a me e piaciuto molto...so che sono in controtendenza.
    Riesce a rendere poetiche le cose dolorose e farci scoprire con stupore quello che si sa e non si vuol vedere.
    Una presa di coscienza. ...continua

    a me e piaciuto molto...so che sono in controtendenza.
    Riesce a rendere poetiche le cose dolorose e farci scoprire con stupore quello che si sa e non si vuol vedere.
    Una presa di coscienza.

    ha scritto il 

  • 0

    .....................................

    Non riesco a dare un voto a questo libro......

    Posso dare un voto al tipo di scrittura dell'autrice che a me coinvolge molto, scorrevole, avvincente pieno di descrizioni...

    Il contenuto troppo crudo, ...continua

    Non riesco a dare un voto a questo libro......

    Posso dare un voto al tipo di scrittura dell'autrice che a me coinvolge molto, scorrevole, avvincente pieno di descrizioni...

    Il contenuto troppo crudo, troppo atroce soprattutto perché si tratta di bambini innocenti.......ma la cosa più brutta è che questo è realtà quotidiana in ogni parte del mondo...................

    ha scritto il 

  • 1

    letto subito dopo "Più fuoco più vento".
    PERCHE'???? Tanta sofferenza,tristezza,orrore,sopprusi fisici e psicologici,senza respiro. Che cosa aveva "dentro" la Tamaro quando ha dato alla luce questi ra ...continua

    letto subito dopo "Più fuoco più vento".
    PERCHE'???? Tanta sofferenza,tristezza,orrore,sopprusi fisici e psicologici,senza respiro. Che cosa aveva "dentro" la Tamaro quando ha dato alla luce questi racconti??? Non leggete questo libro se siete fragili d'animo o sensibili. E' un pugno nello stomaco.Ti manda al tappeto.Te lo porti dentro e te ne vuoi liberare.Sicuramente lo stile non fa una piega. Si legge d'un fiato ma con l'angoscia che ti tiene stretta saldamente senza mollare.
    Ad un certo punto ho dovuto "staccare" dal troppo di tutto.
    Pazzia,sadismo,malattia,tristezza,pedofilia.Vite sulle quali il destino si accanisce senza sosta.Non ci sono luci, speranze. Tutto comincia male e finisce peggio.
    Quando l'ho finito,ho avuto l'istinto di buttarlo nel primo cestino del parco. Volevo disfarmi di tutto il carico emotivo accumulato mentre lo leggevo.Avevo bisogno di disintossicare la mente da tutte le atrocità lette.Non lo terrò nemmeno in casa.MAI PIU'.Tamaro? Io passo e chiudo.

    ha scritto il 

  • 5

    Crudo.

    Madri che non vedono (o non vogliono vedere), vecchie signore piene di rimpianti, bambini che vengono puniti senza alcuna colpa, dolori che si celano nel profondo e d'un tratto escono fuori e sconvolg ...continua

    Madri che non vedono (o non vogliono vedere), vecchie signore piene di rimpianti, bambini che vengono puniti senza alcuna colpa, dolori che si celano nel profondo e d'un tratto escono fuori e sconvolgono.
    C'è tutto ciò in questo libro della Tamaro, così diverso dagli altri per l'atrocità e la disperazione descritte.
    Il linguaggio è a volte molto crudo, ma d'altronde le vicende narrate rientrano quasi tutte nel tema della violenza minorile, e non poteva essere altrimenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Di questo libro il cui stile della Tamaro è totalmente opposto a quello impiego in "Va' dove ti porta il cuore", la storia che mi ha più colpito è stata la terza. Ho trovato incredibile la forza narra ...continua

    Di questo libro il cui stile della Tamaro è totalmente opposto a quello impiego in "Va' dove ti porta il cuore", la storia che mi ha più colpito è stata la terza. Ho trovato incredibile la forza narrativa delle descrizioni, non tanto quelle legate agli eventi in sé, quanto più quelle legate alle sensazioni, alle tragiche emozioni provate dal protagonista. E non importa che il finale sia estremamente macabro, forse troppo (rendendo la storia poco verosimile); ciò che ha contato per me è il senso di desolazione lasciatomi dal finale.
    Una storia di solitudine, di disamore, di scelte sbagliate che inevitabilmente vanno ad influenzare, distruggere le vite dei figli.
    E' il racconto di un ragazzo dilaniato dall'indifferenza di una famiglia che instilla in lui il senso costante di inadeguatezza, la consapevolezza (seppur infondata) di sentirsi sbagliato, di costituire una sciagura per tutti.
    E quanto più il ragazzo cercherà di conquistarselo, quest'amore, tanto più grandi saranno le delusioni, i rifiuti, il vuoto che soggiungeranno. E quanto più questo vuoto si tramuterà in voragine, tanto più il suo essere comincerà a cambiare i suoi naturali connotati.
    Il giovane protagonista si paragona ad un albero di cachi, le cui foglie cadono, spogliandolo del tutto, e i cui frutti si rattrappiscono, inesorabilmente. Sente dentro di sé l'assenza di vita, l'assumere sempre di più le sembianze di un freddo, rigido pezzo di legno. Eppure non è tutto perduto, perchè in un angolo remoto di questo pezzo di legno c'è ancora qualcosa che pulsa, anche se in maniera sempre più fievole.
    E sarà proprio la voglia di preservarlo, questo cuoricino ormai agli sgoccioli, che lo spingerà a ricercare dannatamente quella linfa vitale pronta a rinvigorirlo.
    Si tratta di sopravvivere. Di sopravvivere a tutti i costi. E poco importa se per tenersela stretta, questa vita, dovrà essere compiuto un sacrificio atroce, un sacrificio che finalmente scalderà il suo corpo ormai attanagliato dal gelo, un gesto immondo che gli consentirà, seppur per poco, di sentirsi nuovamente vivo.

    In sostanza, sento di dare un giudizio positivo ad ognuna delle cinque storie qui presentate, perché ciascuna mi ha dato qualcosa e mi ha trasmesso a suo modo tanto, anche se non tutte mi sono piaciute allo stesso modo. Invito chi ha deciso di interrompere prematuramente la lettura di questo libro a riprenderla, perché giudicarlo male dopo aver letto 2, massimo 3 storie, affibiandogli peraltro la nomea di "eccessivamente crudo" mi sembra azzardato. In alcune storie, sì, ci sono alcune parti molto esplicite, ma a mio parere questa crudezza ha un suo perché. Successivamente, toni impiegati dalla scrittrice, soprattutto dal terzo racconto in poi, vanno mitigandosi sempre di più, abbracciando tematiche sempre più ampie, rifuggendo da quelle quattro messe in croce (stando ai commenti di molti).
    Questo non è un libro sulla pedofolia, sulla violenza, etc. Sì, abbraccia ANCHE queste tematiche, ma quella di fondo, quella portante, riguarda il dolore che sin da piccoli ci portiamo con noi seppur cresciuti, un dolore che influisce negativamente ed irreversibilmente sulle sorti del nostro "destino". Questo, è un libro che parla della solitudine, quella che lacera le nostre esistenze, quella che ci induce a sentirci il nulla in un mondo troppo occupato a non ascoltare la nostra voce...

    ha scritto il 

  • 4

    La dura realtà

    La dura realtà ci si apre davanti agli occhi pagina dopo pagina. Un viaggio tra illusioni distrutte e vite violate. La tragedia che ogni giorno si consuma dietro velo di apparente calma.

    ha scritto il 

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