Pericle il Nero

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 211)

3.6
(520)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Galego , Tedesco

Isbn-10: 8845917053 | Isbn-13: 9788845917059 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Questa di Pericle è un noir, girato come un buon film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l'uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l'incontro con una strana donna; e questa donna, Nastasia, la polacca finita a lavorare a Pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa e se lo porterà, forse, anche più lontano.
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  • 3

    Mah, sembra un racconto lungo con tante cose buttate lì e tanta superficie da grattare, fin troppa. La storia è interessante, Pericle ti prende, ma la sua sembra la fuga di un guaglione di periferia c ...continua

    Mah, sembra un racconto lungo con tante cose buttate lì e tanta superficie da grattare, fin troppa. La storia è interessante, Pericle ti prende, ma la sua sembra la fuga di un guaglione di periferia che si fa pochi km e mette su un casino e te la racconta ingigantendo tutto. Convinta a metà.

    ha scritto il 

  • 3

    Noir-rouge formato pizza

    Ha il notevole pregio di essere breve quanto un Simenon. Si lascia leggere, nell'italiano tutto particolare e rozzo del protagonista, uomo della mala che dovrà salvarsi la pelle dal suo stesso clan. I ...continua

    Ha il notevole pregio di essere breve quanto un Simenon. Si lascia leggere, nell'italiano tutto particolare e rozzo del protagonista, uomo della mala che dovrà salvarsi la pelle dal suo stesso clan. In sostanza una discreta prova.

    ha scritto il 

  • 4

    Pulp fiscion

    Un buon noir in salsa "verace" partenopea.
    E anche se l'argomento non è tra i più nuovi, questo suo essere grottesco, animalesco quasi, ( e con uno stile quasi fumettistico) gli da un tocco di unicità ...continua

    Un buon noir in salsa "verace" partenopea.
    E anche se l'argomento non è tra i più nuovi, questo suo essere grottesco, animalesco quasi, ( e con uno stile quasi fumettistico) gli da un tocco di unicità.
    Si avverte anche una certa "pucuntria"... no pucuntria non è il termine giusto...una sorta di malessere che ad un certo punto prende lo svagato protagonista e lo accompagna lungo il suo percorso fino ad arrivare al finale.
    Libro molto particolare dalla genesi bizzarra: pubblicato nel 93 passa praticamente inosservato da critica e pubblico, nel 95 diventa un fenomeno editoriale in Francia e grazie a ciò viene di nuovo pubblicato in Italia nel 98.
    Ora non mi resta che vedere il film, unico film italiano a Cannes 2016 tra l'altro...anche se faccio un pò fatica ad immaginare Scamarcio nella parte di Pericle...mah vedremo...

    ha scritto il 

  • 4

    Un noir nostrano.Ottimo.Un personaggio con cui finisci per condividere la voglia di sopravvivenza, l'amoralità, l'ignoranza. Una verità sgradevole di luoghi e persone.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante esperimento di racconto nero napoletano, simile ma speculare rispetto a "Non avevo capito niente". La Napoli della camorra vista da un soldato. Più una bozza che un romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    A Natale siamo tutti più buoni.

    "Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie...Io mi chiamo Pericle Scalzone... Di mestiere faccio il culo alla gente".

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...forse l'ho letto solo troppo tardi, ma non ci trovo la miriade di secondi significati elogiati da gran parte dei lettori e il merito di alzare il velo sullo schifo che produce la mia città, anzi ...continua

    Mah...forse l'ho letto solo troppo tardi, ma non ci trovo la miriade di secondi significati elogiati da gran parte dei lettori e il merito di alzare il velo sullo schifo che produce la mia città, anzi fra le due è fin troppo benevolo.
    A parte la tenerezza per i luoghi a me noti, come Pescara e la fermata di corso europa a Napoli dove ho fatto le ragnatele da ragazzo, poco di più, se non un'estrema facilità di lettura.
    Il tentativo di far passare per buono della storia l'impiegato della mala, l'epica tragicomica di un uomo che ragiona più col pisello che col cervello.

    ha scritto il 

  • 3

    Pericle Scalzone ha un padrone: Luigino Pizza, che tutti chiamano così a causa delle pizzerie che Luigino scippa ai proprietari con le minacce tipiche del camorrista. Prima della Gomorra di Saviano c' ...continua

    Pericle Scalzone ha un padrone: Luigino Pizza, che tutti chiamano così a causa delle pizzerie che Luigino scippa ai proprietari con le minacce tipiche del camorrista. Prima della Gomorra di Saviano c'è stata la Sodoma di Ferrandino. Quando serve intimidire qualcuno, passare dalle minacce ai fatti, Luigino chiama Pericle che, forte della sua esperienza di attore porno, entra in azione, prima stordendo con un sacchetto di sabbia, poi usando la pasta antibiotica "per far scivolare il pesce".
    Siamo a Napoli, nei bassi dei Quartieri. Don Leone parla male di Luigino Pizza dall'altare della chiesa. La moglie di Luigino torna a casa e riferisce al marito. Luigino incarica Pericle di punire il prete. Pericle trova Don Leone in sacrestia. Il prete sta pregando ma non è solo, con lui c'è Signorinella, "pasionaria" dei clan che tempo prima era stata causa di una guerra conclusa con l'esilio di Signorinella in Portogallo e un monito: chiunque avesse riportato Signorinella a Napoli sarebbe stato ucciso. Pericle ricorda e interpreta a modo suo, colpisce ripetutamente Signorinella con il sacchetto di sabbia (non la uccide ma crede di sì), è convinto di aver agito nel giusto ma diventa l'obiettivo della vendetta dei clan che per evitare lo scoppio di una nuova guerra decidono la sua condanna a morte.
    La prima edizione del romanzo breve di Ferrandino, noto sceneggiatore di fumetti, passa sotto silenzio finchè non ottiene grande successo in Francia dove viene pubblicato nella collana noir della stessa casa editrice di Jean-Claude Izzo.
    A supportare una trama scarsamente avvincente c'è l'atmosfera del noir grottesco anni '90; la curiosità del lettore per il mondo della camorra visto da dentro e soprattutto dal basso; la lingua usata da Ferrandino che, sfruttando il punto di vista dello stesso Pericle che racconta la sua storia, svela i meccanismi di un potere piramidale fondato sul dominio psicologico su individui deboli ancor più che di quello economico su una società povera.

    "Mi pareva di provare quello che provano Luigino e quelli come lui. Se conosci la gente puoi fargli fare quello che vuoi. Non servono armi. Se li conosci, puoi fargli dire a o b, puoi farli scannare l'uno con l'altro, puoi berti il loro sangue, puoi farli diventare merde".

    ha scritto il 

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