Persepolis

Di

Editore: Rizzoli Lizard

4.6
(2871)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 354 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Catalano , Portoghese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8817034770 | Isbn-13: 9788817034777 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianluigi Gasparini , Cristina Sparagana , Agnés Nobecourt

Disponibile anche come: Cofanetto

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Storia

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Descrizione del libro
“Scrivere Persepolis è stato molto importante per me. Credo che non si possa giudicare una nazione intera per gli errori di pochi estremisti. E non voglio che vengano dimenticati tutti quegli iraniani che hanno perso la vita in prigione per difendere la libertà, coloro che sono morti nella guerra contro l'Iraq, che hanno subito la repressione dei diversi regimi, che sono stati costretti a lasciare le loro famiglie e fuggire dal loro Paese. Si può perdonare ma non si deve dimenticare” Marjane Satrapi
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  • 5

    Persepolis è un libro il quale parla soprattutto dell'Iran, Marjane una ragazzina che vive lì vide tutti i cambiamenti del suo paese.
    Da adulta si trasferisce in Europa, arrivata lì vaga tante case e ...continua

    Persepolis è un libro il quale parla soprattutto dell'Iran, Marjane una ragazzina che vive lì vide tutti i cambiamenti del suo paese.
    Da adulta si trasferisce in Europa, arrivata lì vaga tante case e dopo molti anni decise di tornare in Iran dalla sua famiglia.
    Questo libro mi è piaciuto un sacco e gli do 5 stelle.

    Ludovica - seconda media

    ha scritto il 

  • 5

    Storia di una bimba che da grande avrebbe voluto fare il profeta.

    Marjane Satrapi è nata nel 1969. Persepolis è la storia dei suoi primi venti anni. Persepolis è la storia della sua terra, l'Iran, e del destino toccato al suo popolo tra gli anni 80 e gli anni 90.

    Pr ...continua

    Marjane Satrapi è nata nel 1969. Persepolis è la storia dei suoi primi venti anni. Persepolis è la storia della sua terra, l'Iran, e del destino toccato al suo popolo tra gli anni 80 e gli anni 90.

    Prima del 1980 in Iran, per le donne, non c'era l'obbligo del velo.
    Prima del 1980 in Iran a scuola le classi erano miste.

    Poi. Nel 1979 la rivoluzione iraniana sovverte il potere dello Scià e inverte il ruolo della classe dirigente.
    Donne obbligate a portare il velo. Separazione rigida tra maschi e femmine a scuola. Le donne non solo non possono truccarsi ma non possono nemmeno correre. Eh sì... perché correndo mettono in mostra le forme. Ma non solo, non possono frequentare uomini in pubblico a meno che non siano sposate con essi.
    Non si possono fare feste. Non si possono bere alcolici. Non ci si può scambiare effusioni in pubblico.
    Vien da chiedersi realtà o distopia?

    "Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un po' truccata? Mi frusteranno? Non si chiedeva più: dov'è andata a finire la mia libertà di pensiero? Potrò mai esprimermi liberamente? Vale la pena continuare a vivere? Cosa fanno ai prigionieri politici?"

    Realtà, purtroppo. Storia recente.

    E le persone, per essere libere, questa terra la devono lasciare. Anche se hanno 14 anni. Anche se non son pronte. Anche se il destino che incontreranno altrove è fatto di diffidenza e intolleranza. Sempre meglio della devastazione. Della guerra chimica e del regime. Forse. Perché a quell'età c'è ancora tanto bisogno di mamma. Di nonna. E di papà.

    E così si torna. Si affronta la mancanza di libertà. Si affronta la repressione. Si rinnegano le proprie idee. Ci si cerca di adattare. Per poi capire che è impossibile sopprimere la propria natura. E che è necessario andare per non sentirsi incarcerati.

    "La libertà ha sempre un prezzo"

    Ironico, commovente, amaro, tenero, a tratti esilarante e a tratti veramente inquietante ma in ogni sua parte estremamente intelligente.

    Grafica stilizzata, essenziale, in bianco e nero che ho trovato molto elegante.
    Mi son chiesta: un romanzo autobiografico sarebbe stato altrettanto efficace? Ne dubito proprio.

    In sintesi: eccezionale. Persepolis e Marje mi hanno completamente conquistata!

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna gridare sempre più forte dell'aggressore

    Questa graphic novel, scritta dall'iraniana Marjane Satrapi, descrive la vita dell'autrice, che ha vissuto in prima persona la caduta della monarchia e dello Scià e l'instaurarsi della rivoluzione isl ...continua

    Questa graphic novel, scritta dall'iraniana Marjane Satrapi, descrive la vita dell'autrice, che ha vissuto in prima persona la caduta della monarchia e dello Scià e l'instaurarsi della rivoluzione islamica e fondamentalista.

    Decisamente interessante questo viaggio che Marjane ci fa intraprendere; raccontandoci la sua durissima storia personale fatta di quotidianità, ci introduce in modo a volte ironico e a volte drammatico agli accadimenti storici del suo paese, dalla grande Persia all'Iran odierno, pieno di contrasti e conflitti e manipolato da interessi internazionali. Ma Marjane ci parla anche delle contraddizioni che ci sono in occidente, dove studia e dove sperimenta l'ottusità e l'ipocrisia nei confronti delle diversità e degli immigrati.

    Satrapi ci insegna che gli iraniani non sono arabi, che in Iran non tutti sono religiosi, che i paesi del medio-oriente non sono tutti uguali; ci fa riflettere sui pregiudizi, sul conformismo, sull'obbligo del velo, sulla sottomissione femminile, sulla repressione e la mancanza di libertà di pensiero e di parola nell’Iran del regime Khomeinista. E sull'importanza di capire le culture differenti dalla nostra, invece di combatterle.

    Fortissima la nonna, emancipatissima:

    "Nella vita incontrerai molti stronzi; se ti feriscono, pensa che è la stupidità che li spinge a farti del male. Ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta, perché non c'è niente di peggio del rancore e della vendetta. Resta sempre integra e coerente con te stessa."

    In definitiva un libro che con gusto, intelligenza, semplicità, delicatezza, insegna qualcosa e fa riflettere su temi importanti. Devo ammettere che la scelta della forma fumetto in questo caso è stata efficacissima (mi sto ricredendo sui fumetti, ammetto di essere stato prevenuto!)

    Ringrazio Atticus, The Floorer e Chiara White per il prezioso consiglio di lettura!

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono una patita dei graphic novel, ma questo mi ha sempre incuriosita e finalmente sono riuscita a procurarmelo. Racconta la storia dell'Iran dalla rivoluzione ai primi anni 90 vista attraverso gl ...continua

    Non sono una patita dei graphic novel, ma questo mi ha sempre incuriosita e finalmente sono riuscita a procurarmelo. Racconta la storia dell'Iran dalla rivoluzione ai primi anni 90 vista attraverso gli occhi dell'autrice, Marjane Satrapi. Anche se continuo a preferire i classici romanzi "fatti di parole", credo che in questo caso la scelta del fumetto sia stata azzeccata e abbia permesso di rendere un po' più leggeri argomenti impegnativi come quelli trattati. Interessante, a tratti poetico, in alcuni casi ironico e irriverente. Pur essendo un fumetto è un libro per adulti; bambini e ragazzi devono essere "accompagnati".
    Il personaggio che preferisco è la nonna, donna libera, emancipata e con uno spiccato senso morale.

    ha scritto il 

  • 5

    Persepolis è la storia di Marjane, bambina iraniana, che vive durante il regime dello Scià di Persia e che a 14 anni si trasferisce da sola a Vienna .

    Qui incontra nuovi amici e sperimenta una nuova s ...continua

    Persepolis è la storia di Marjane, bambina iraniana, che vive durante il regime dello Scià di Persia e che a 14 anni si trasferisce da sola a Vienna .

    Qui incontra nuovi amici e sperimenta una nuova sensazione di libertà, per esempio si veste come vuole, si libera dal velo che è sempre stata obbligata ad indossare e può avere un fidanzato senza essere costretta a sposarlo.

    All’ inizio va a vivere con la famiglia di un’amica di sua madre, ma dopo due anni viene messa in un istituto di suore da cui viene cacciata dopo un po’.
    MarJane avrà una vita molto dura e alla fine abbandona Vienna e ritorna in Iran.

    Nel suo Paese deve riprendere tutte le usanze: mettersi il velo, vestirsi con abiti lunghi e larghi, non frequentare uomini, ma si iscrive all’università.

    Finalmente si sposa con l’uomo che ama, ma divorziano dopo un anno perché il marito è un fannullone e ritorna a Vienna.

    E’ un libro interessante perché mi ha fatto conoscere la vita di ragazzi in un paese molto diverso dal nostro.

    È un libro che consiglio a tutti ma soprattutto a Lodovica, Angelica, Lorenzo, Matilde e Lisa.

    La mia frase preferita: "Sei la dittatrice della rivoluzione domestica"

    Pietro - prima media

    ha scritto il 

  • 5

    Pugno grafico

    Marjane Satrapi conosce la morte, la perdita e la paura fin da piccina, raccontando ivi la sua vita e, al tempo stesso, un passaggio tragico e sanguinario della storia dell’Iran, suo paese d’origine: ...continua

    Marjane Satrapi conosce la morte, la perdita e la paura fin da piccina, raccontando ivi la sua vita e, al tempo stesso, un passaggio tragico e sanguinario della storia dell’Iran, suo paese d’origine: dalla caduta dello scià all’instaurazione del regime islamico - teocratico, detentore di un potere totalitario e oppressivo che mal si addice al carattere ribelle e vivace della protagonista che, a causa di ciò, si trasferirà a concludere gli studi liceali nella più liberale Austria.
    I problemi purtroppo non mancheranno nemmeno lì: Marjane, da già indipendente e forte ragazzina, diventerà donna, incontrerà amici e una società di usi diametralmente opposti ai propri, vivrà i primi amori e, più di ogni altra cosa, si confronterà con se stessa, cercando di non dimenticare chi è veramente e da dove viene, assorbendo quella che credeva una liberazione per poi risputarla, domandandosi se sia meglio la vita lì o in Iran e quale futuro potrà mai aspettarla. Se sia peggio il disagio di non sentirsi parte del mondo o di sentirsi lontana da una terra che, seppur devastata da guerre, morte e rigide restrizioni, è pur sempre una culla, parte dell’identità, una casa dove la famiglia ti aspetta.
    I disegni relativamente stilizzati, dai contorni dolci e curvillinei, contrastano nettamente con tutta la brutalità, la violenza e le privazioni narrate in questa graphic novel, dove ogni tratto di inchiostro è un pugno in un occhio. Le immagini parlano più delle parole e rimangono a lungo nella mente, come se fossero state impresse con uno stampo.
    L’arte e la letteratura si uniscono in questa danza tetra, condita da ironia, sensibilità, speranza e coraggio. Una prova d’autrice davvero lodevole, che aiuta a guardare la realtà con altri occhi. Che aiuta a perdonare ma non a dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    - Reading Challenge 2016, un graphic novel

    Trama: Persepolis narra dell'infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L'autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra ...continua

    Trama: Persepolis narra dell'infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L'autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra l'altro alla storia di Che Guevara, proprio mentre il trono dell'ultimo scià della dinastia Pahlavi vacilla. Marjane (imparentata alla lontana con l'ultimo scià della dinastia Qajar, spodestata dai Pahlavi) cresce ispirata dai racconti dei prigionieri politici, come suo nonno e suo zio, e dalla madre, che cerca di educarla secondo gli ideali di un moderato femminismo, almeno finché la politica repressiva della Rivoluzione non renderà rischiose anche le pacifiche proteste di piazza.
    Marjane inizialmente frequenta una scuola mista bilingue, dove impara anche il francese; con l'avvento del regime teocratico le scuole straniere vengono chiuse e le classi miste abolite, in favore della separazione fra i sessi. Poco dopo, verrà anche reintrodotto l'obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador, o in alternativa un ampio fazzoletto scuro che copra i capelli (hijab). Marjane e le compagne di classe mostrano una certa insofferenza verso questo nuovo obbligo.
    Nel frattempo, le pressioni ed il controllo sulla vita privata da parte del nuovo regime aumentano: la madre di Marjane inizia a portarla con sé in piazza, per protestare assieme ad altre donne contro le restrizioni che il governo islamico cerca di imporre loro. Scopriranno però che i Pasdaran non sono meno feroci del vecchio esercito dello scià, quando si tratta di reprimere le manifestazioni avverse al regime. I genitori di Marjane decidono così di partire assieme alla figlia, lasciando per qualche tempo l'Iran e concedendosi una lunga vacanza in Italia e in Spagna. Proprio mentre si trovano in Europa scoppia la guerra tra Iraq ed Iran. Tornata in patria, Marjane vive con molto patriottismo l'evolversi del conflitto (paragonerà in un tema l'aggressione di Saddam Hussein all'invasione araba subita dalla Persia secoli prima), pur non condividendo la propaganda con cui il regime degli ayatollah cerca di inculcare, nelle menti di bambini e ragazzi, gli ideali di sacrificio e martirio in nome della Patria.
    Il regime esce rafforzato dalla guerra, almeno nell'immagine della popolazione, grazie anche alla propaganda di cui sopra, di cui la scuola continua ad essere un importante veicolo. Marjane si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione, attente a proibire alle loro allieve di truccarsi o indossare gioielli. Marjane ha sempre la risposta pronta e questo, benché li renda anche orgogliosi, preoccupa i suoi genitori, i quali spingono la figlia a trasferirsi in Europa, in Austria, lontana dal regime.
    Un fumetto storico/autobiografico che in quattro volumi racconta l’infanzia e l’adolescenza dell’autrice iraniana. Si racconta della storia della sua famiglia da bambina a Teheran, i tempi dello Scià e poi dell'inflessibile regime integralista di Khomeini e degli ayatollah. Si legge dei pasdaran, gli oppositori eliminati, le lotte contro le donne disobbedienti, le guerre in Iran di Saddam Hussein. Un documento di storia recente, di cui spesso sappiamo ben poco, delicatamente raffigurata, assolutamente da non perdere per gli amanti del genere, o per chi come me si avvicinano da poco ad un nuovo genere: i graphic novel!

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato essere ignorante e appunto ignorare la storia iraniana di quel periodo... Probabilmente mi sarebbe stato utile ad apprezzare ancora di più quest'opera, che nonostante le mie lacune ho trovato ...continua

    Peccato essere ignorante e appunto ignorare la storia iraniana di quel periodo... Probabilmente mi sarebbe stato utile ad apprezzare ancora di più quest'opera, che nonostante le mie lacune ho trovato toccante, a tratti straziante e sempre sincera. Da neofita del genere graphic novel, la consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    "Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un po' truccata? Mi frusteranno? Non si chiedev ...continua

    "Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un po' truccata? Mi frusteranno? Non si chiedeva più: dov'è andata a finire la mia libertà di pensiero? Potrò mai esprimermi liberamente? Vale la pena continuare a vivere? Cosa fanno ai prigionieri politici?"
    Questa citazione basta a mio parere per farsi un'idea di Persepolis, prima graphic novel iraniana mai pubblicata.
    Marjane Satrapi racconta attraverso le immagini la sua vita al tempo del regime dittatoriale degli ayatollah. Mariane è nata nel 1969 a a Rasht in Iran e ha vissuto una felice infanzia a Teheran, in una famiglia progressista e di larghe vedute. Per questo motivo i suoi genitori prendono la sofferta decisone di mandarla via dall'Iran a soli quattordici anni. Dal 1994 vive in Francia, dove lavora come autrice e illustratrice.
    Il libro, quantomeno nella prima parte, narra in parallelo la crescita di Marjane, che da bambina diventa adolescente, e la involuzione dell'Iran, che da una situazione di relativa modernità regredisce a causa della dittatura e del pensiero dei fondamentalisti. Le donne si ritrovano così a non potersi truccare, ad essere arrestate se sorprese per strada in jeans, a dover portare il velo senza neanche una ciocca di capelli visibile. I fidanzati non potevano farsi vedere in pubblico insieme, poiché oggi coppia fermata dalla polizia del regime doveva esibire un certificato matrimoniale per non essere arrestata e costretta a pagare una salatissima multa, cosicché una semplice carezza in strada costituiva un atto di pura ribellione.
    Fantastico, veramente bellissimo questo libro. La dimostrazione che è possibile fare letteratura anche attraverso le immagini. L'autrice traduce la sua vita in fumetto ricorrendo soltanto al bianco e nero e ad un tratto apparentemente elementare e stilizzato, ma in realtà essenziale nella sua semplicità.
    E' difficile provare a recensire il lavoro della Satrapi; a noi occidentali cresciuti nel nostro piccolo angolo tranquillo Persepolis fa lo stesso effetto di una qualsiasi distopia… Peccato che sia tutto reale.
    Voto: 10/10
    Se vi va' passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

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