Piazza Washington

Di

Editore: Garzanti (I Grandi Libri 58)

3.9
(716)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese

Isbn-10: A000024510 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carla Miggiano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 0

    Profonda introspezione dell'animo dei quattro principali protagonisti, di taglio direi ancora attuale/moderno. E dire che è stato scritto nel 1880. Riletto 20/09/16

    ha scritto il 

  • 3

    Una triste storia d'amore

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazzona ...continua

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazzona sana e robusta e possiede davvero molto: un padre benestante che l’ama, zia Lavinia che seppur svampita l’accudisce come una madre, una notevole dote.
    Non è bellissima ma neppure un mostro, non è Einstein ma neanche totalmente ottusa, c’è perfino un uomo di cui s’innamora alla follia e che la chiede in moglie, anche se i malpensanti sospettano che più che dalle sue grazie sia attratto dalla rendita di cui gode e dalla futura eredità.

    Ma allora, direte voi, perché questa è una triste storia d'amore?
    Perché Catherine ha un carattere di merda, è timidissima, trema davanti al suo furbo e interessato pretendente e ha un sacro terrore del padre, mai oserebbe ribellarsi alle sue decisioni, per lunghi anni non si azzarda ad esprimere una qualsiasi opinione o idea personale. Poi parzialmente matura e si sveglia, ma la sua ribellione è passiva, non combatte, si limita a non fare nulla visto che non ha potuto fare ciò che più desiderava a causa dell’intransigente opposizione di suo padre.
    E’ una ragazza Stoner.

    Mi ha fatto venire in mente le mucche, quelle che si incontrano andando a camminare sui sentieri fra gli alpeggi. Anche loro sono timide e riservate, ti guardano da lontano con gli occhi un po’ ottusi, se rivolgi loro la parola non ti rispondono. Però poi, ogni tanto, una di loro si piazza di traverso su qualche sentiero stretto, dove l’unica alternativa per passare è rischiare di sfracellarsi nel dirupo da un lato oppure strisciare contro la roccia dalla parte opposta, col pericolo che la vacca si sposti repentinamente e ti riduca come un hamburger di nonno Amadori.
    Dovendo tassativamente passare dal sentiero fai di tutto per convincerla a spostarsi, provi gentilmente chiedendo per favore spostati, alzi la voce, le dai una sberla sul culone... niente da fare, non si sposta di un millimetro. Al massimo borbotta scocciata muuuuu muuuu, che in mucchese probabilmente sta per andate affanculo, cittadini dei miei zoccoli!
    Insomma, fa resistenza passiva, come la Catherine di Washington Square.

    ☆☆☆ commosse e col fazzolettino ricamato in mano

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    la vendetta è un piatto che si consuma freddo

    Catherine è una fanciulla adorabile, ma talmente remissiva e sottomessa da sembrare stupida; ciò non inganni il lettore, perché Catherine non è affatto una sciocca anche se nessuno degli altri persona ...continua

    Catherine è una fanciulla adorabile, ma talmente remissiva e sottomessa da sembrare stupida; ciò non inganni il lettore, perché Catherine non è affatto una sciocca anche se nessuno degli altri personaggi della storia sembra accorgersi delle sue buone qualità (capacità critica, un cuore sincero, lealtà) : non suo padre, che la considera insignificante e tediosa (e anche bruttina); non sua zia, che la considera priva di sentimenti e incolore, non il suo fidanzato, che la considera solo per i suoi soldi. Tutti vogliono averla, ciascuno per motivi diversi, ma nessuno per farla felice.
    Cinico come pochi, questo romanzo si legge d'un fiato in attesa dell'inevitabile finale: una vendetta gentile, addirittura casuale, inflitta senza accanimento dalla protagonista, che, dalla candida e timida fanciulla che era, si è trasformata in una risoluta e pacata signora, ormai padrona di se stessa e delle proprie emozioni. La scena finale si assapora piano, come a teatro: e quando il NO finalmente arriva, diventa liberatorio e chi assiste non potrà che applaudire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    I contrasti della società americana della prima metà dell'ottocento, paranoie e tic medio borghesi, il capitalismo sfrenato degli americani sono ben descritti dall'autore tramite la voce di Catherine ...continua

    I contrasti della società americana della prima metà dell'ottocento, paranoie e tic medio borghesi, il capitalismo sfrenato degli americani sono ben descritti dall'autore tramite la voce di Catherine che rivela una forza inaspettata. la goffa protagonista, rampolla di una ricca famiglia, s'innamora del giovane Morris, ma deve sfidare le ostilità del padre che considera lo spasimante un furbo arrivista che mira all'eredità, sullo sfondo di una New York dell'800. Una storia d'amore interessata crea un'inevitabile dolore al personaggio principale la quale si chiude a riccio non confidandosi più con i suoi cari. Un'analisi comparativa tra il modo di vivere europeo ancorato saldamente alle proprie radici e quello americano popolo giovane ancora alla ricerca della propria identità storico/culturale.

    ha scritto il 

  • 4

    Se l’unica dote che ti viene riconosciuta è quella che ha fissato tuo padre per darti in moglie a qualcuno dotati tu della volontà di liberarti e di tuo padre e di chi mira ai tuoi soldi; alla peggio investiteli in serate coi toyboy di tuo gusto.

    Henry James è un canaglione. Soltanto lui può riuscire a raccontare di Catherine, messa al centro tra l’orgoglio di suo padre, il dottor Sloper, e la vanagloria del suo corteggiatore, Morris, senza pe ...continua

    Henry James è un canaglione. Soltanto lui può riuscire a raccontare di Catherine, messa al centro tra l’orgoglio di suo padre, il dottor Sloper, e la vanagloria del suo corteggiatore, Morris, senza per questo risarcire la povera Catherine, che nel romanzo resta scialba così com’è per suo padre e per il suo corteggiatore: James non ha infatti intenzione di comportarsi meglio dei suoi due antagonisti e è a loro che riserva lo scambio di battute più belle del libro:

    “Non c’è niente che io possa fare per indurvi a credere in me?”
    “Se ci fosse qualche cosa, non ve lo suggerirei certo. Non vedete che non voglio credere in voi?”

    Al padre come al corteggiatore interessa una sola cosa: averla vinta; dei sentimenti di Catherine non frega a nessuno; alla lunga, neppure a Catherine stessa.

    James scrive del padre di Catherine: “Il dottore passava momenti di ira constatando di aver messo al mondo un essere così comune ed era giunto perfino al punto di compiacersi che sua moglie non fosse vissuta per vedere quel poco brillante risultato.”; insommma, con tutta placidità sintattica, rivela la peggiore considerazione che un genitore può avere di un figlio.

    E qual è l’emancipazione di Catherine verso il padre? “Per la seconda volta nella sua vita diede una risposta indiretta, e l’inizio di un periodo di dissimulazione è certamente una data significativa.” La dissimulazione è l’inizio di una rivolta che può passare inosservata anche agli occhi di chi non sa d’averle appena dato vita.

    Morris Townsend, come Lavinia - la zia ‘romantica’ cioè vedova cronica -, per quanto ottimamente caratterizzato non ce la fa a scalzare il personaggio del padre: “Quello che ti dico è il risultato di trent’anni di attenta osservazione, ed ho dovuto impiegare tutta una vita di studio per essere in grado di esprimere un giudizio in una sola sera.”

    Però la protagonista di “Washington Square” resta Catherine, la bruttina, la riservata, la mite, la debole, che ha il merito di aver elaborato il sentimento più bello:

    “L’amore reclama certe cose come un diritto, ma Catherine non aveva coscienza dei suoi diritti; riteneva soltanto di aver ricevuto una grazie immensa ed inaspettata.”

    Poi c’è da controllare su un dizionario che aspetto abbiano gli ailanti.

    ha scritto il 

  • 5

    I personaggi di James sono immediati ed infiniti, i dialoghi sono perfetti, l'ironia tagliente.

    La protagonista è magnifica nel suo orgoglioso autocontrollo ostinato mentre si veste con troppi fronzol ...continua

    I personaggi di James sono immediati ed infiniti, i dialoghi sono perfetti, l'ironia tagliente.

    La protagonista è magnifica nel suo orgoglioso autocontrollo ostinato mentre si veste con troppi fronzoli e serba rancore. E' se stessa e lo è per se stessa, bendisposta ma vagamente punk, non ha nulla di ingenuo (fosse stata ingenua si sarebbe piegata a qualche sotterfugio in più)

    ha scritto il 

  • 4

    Sorpresa !

    Molto molto piacevole .Talmente ben delineati i personaggi, che la zia impicciona e la figlia sin troppo ingenua riescono veramente a darti sui nervi ! Altri hanno criticato la mancanza di descrizion ...continua

    Molto molto piacevole .Talmente ben delineati i personaggi, che la zia impicciona e la figlia sin troppo ingenua riescono veramente a darti sui nervi ! Altri hanno criticato la mancanza di descrizioni della N.Y dell'800 o del viaggio in Europa, a me non ha disturbato anzi, la lettura così è molto scorrevole e ti concentri sulla psicologia dei protagonisti, Se ne potrebbe trarre benissimo una commedia. La riscoperta di H. James mi farà sicuramente riprendere in mano "Giro di vite" e "Ritratto di signora" con più entusiasmo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha coinvolto interamente, forse perché le carte sono già tutte in tavola fin dall'inizio, e si capisce bene il destino riservato a Catherine, troppo paziente, ingenua e generosa.

    ha scritto il 

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