Piccolo mondo antico

Di

Editore: De Agostini Novara

3.6
(1449)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000006178 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , Rilegato in pelle , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Piccolo mondo antico?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato a Milano nel 1895 — benché l’autore avesse cominciato a scriverlo dieci anni prima, nell’agosto del 1884 — Piccolo mondo antico divenne in breve tempo un grande successo, anche internazionale, tradotto in inglese e francese.S ullo sfondo dell’Italia risorgimentale, tra la prima e la seconda guerra di indipendenza, si svolge il dissidio amoroso e ideale tra Franco Maironi, un giovane di idee liberali, e Luisa Rigey, una ragazza di modeste condizioni economiche. Franco vive con la nonna, una marchesa che parteggia per il governo austriaco, la quale si oppone al suo matrimonio con Luisa e minaccia di diseredarlo. Franco non le dà ascolto e sposa Luisa. Dopo il matrimonio, dunque, i due vanno a vivere a Oria sul lago di Como, dallo zio di Luisa, Piero Ribera.Presto emerge tra i due un profondo dissidio, frutto della loro diversità di carattere. Il romanzo è di chiara impronta realista, dove è evidente la discendenza manzoniana. I protagonisti trovano serenità nel loro conflitto ideale grazie al contatto con la quotidianità delle persone semplici, portatrici di un modello autentico di valori spirituali.
Ordina per
  • 4

    Dopo una certa difficoltà a entrare nella scrittura tardo-ottocentesca del Fogazzaro, è soprattutto la fine analisi psicologica dei moti amorosi di Franco e Luisa, dei repentini cambi d'umore, della p ...continua

    Dopo una certa difficoltà a entrare nella scrittura tardo-ottocentesca del Fogazzaro, è soprattutto la fine analisi psicologica dei moti amorosi di Franco e Luisa, dei repentini cambi d'umore, della profondità di pensieri che si cela dietro uno sguardo che mi ha spinto a divorare in pochi giorni questo romanzo. Imperfetto, spesso un po' maldestro in certi passaggi, ha però a mio avviso la non disprezzabile qualità di rendere presenti situazioni, dialoghi, mutamenti d'animo nonché quella, innegabile, di far affezionare ai personaggi, quasi come di fronte al racconto di un nonno, o di un padre, del proprio mondo giovanile.

    ha scritto il 

  • 4

    ad un passo dalla perfezione

    Amore e odio per Fogazzaro, scrittore che si è sempre dibattuto tra romanticismo e realismo, tra il politico e sentimentale, tra il drammatico e l'ironico, tra il moderno e l'anacronistico. A tratti ...continua

    Amore e odio per Fogazzaro, scrittore che si è sempre dibattuto tra romanticismo e realismo, tra il politico e sentimentale, tra il drammatico e l'ironico, tra il moderno e l'anacronistico. A tratti sembra di leggere Balzac, a tratti Zola, a volte il Verga, a volte Hugo, senza mai prendere una connotazione propria, come fosse in un limbo, uno scrittore senza tempo, senza schemi, ma dall'indiscutibile talento. Ed è forse in questo romanzo che il Fogazzaro esprime tutta la sua ecletticità, come il protagonista, quel marchesino Franco:eroe romantico ma allo stesso tempo illuminato, capace di abbandonarsi a baratri di sconforto e inedia, come a picchi di eroismo patriottico e morale, indomito combattente che si dibatte tra le lotta interiore e i suoi principi ideali, disposto a sacrificare tutto, l'agio e l'amore, che gli si offrono in un piatto d'argento. Una cosa è sicura nel Fogazzaro, egli, come le convinzioni e le azioni dei suoi protagonisti che dipanano le vicende, non prende mai una direzione prevedibile e spesso auspicabile, va sempre come il lettore non si aspetta o vorrebbe, fedeli ai proprio ideali, senza compromessi o debolezze. Basterebbe tanto poco al marchesino per sistemare la propria situazione, una soluzione chiusa in una busta, che risolverebbe tutti i problemi, ma questo non è etico, ne per l'uomo patriottico ne per quello religioso, e non si confà a quello che il nobile Franco ambisce di diventare, fedele ciecamente alla propria fede religiosa e politica, profondamente incorruttibile:perché la via non è tracciata, ma bisogna crearla, con il sacrificio e la rinuncia, dimenticando se stessi per un ideale . Questo è l'uomo che serve alla giovane Italia. Però, avesse accontentato anche un po' i lettori il caro Antonio, forse il Nobel l'avrebbe vinto invece di stare sempre ai piedi del podio, e ora si starebbe parlando di uno dei più grandi scrittori non solo d'Italia, ma forse del mondo. Ma lui giustamente, doveva essere coerente con se stesso e i suoi personaggi, un po'come il suo Daniele Cortis. Merito e onore quindi allo scrittore vicentino, che come non è costume odierno, non si è venduto per profitto, coerente con se stesso .

    ha scritto il 

  • 4

    Una volta abituati al dialetto scorre che è un piacere!
    Pieno di personaggi divertenti e caricaturali, come la Signora Barborin e il Sior Zacomo, che alleggeriscono la lettura altrimenti seria e dramm ...continua

    Una volta abituati al dialetto scorre che è un piacere!
    Pieno di personaggi divertenti e caricaturali, come la Signora Barborin e il Sior Zacomo, che alleggeriscono la lettura altrimenti seria e drammatica.

    ha scritto il 

  • 3

    Sublime, patetico, comico, malinconico, un romanzo che ha tutte le gradazioni del reale, dove i contrasti ideologici s’innestano nell’ampio quadro di un dramma politico. Per certi versi una storia lon ...continua

    Sublime, patetico, comico, malinconico, un romanzo che ha tutte le gradazioni del reale, dove i contrasti ideologici s’innestano nell’ampio quadro di un dramma politico. Per certi versi una storia lontana, legata al passato, per altri vibrante d’attualità. Di certo lo è, attuale, nel tratteggiare eterne verità d’uomini e cose.

    Da notare lo zio Piero, alias Pietro Ribera. Gioviale galantuomo, con il suo modesto ventre pacifico e la sua serenità di filosofo, di giusto antico, è il personaggio meglio caratterizzato, artisticamente felice e umanamente simpatico. Equilibrio fatto persona, piglia la vita com’è, senza tante tragedie.

    ha scritto il 

  • 4

    A poco a poco, senza accorgermi, mi son trovata coinvolta, tanto da avere le lacrime agli occhi! I personaggi prendono vita grazie ai dialoghi, ai gesti, alle descrizioni (povera signora Barborin, e i ...continua

    A poco a poco, senza accorgermi, mi son trovata coinvolta, tanto da avere le lacrime agli occhi! I personaggi prendono vita grazie ai dialoghi, ai gesti, alle descrizioni (povera signora Barborin, e il Gilardoni innamorato, e lo zio Piero!). Il lago, i monti e i luoghi sono per me che li conosco un'emozione in piu.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bello!

    Questo piccolo capolavoro mi ha riempito il cuore.
    La prima parte è ricca di umorismo, di macchiette meravigliose e leggere, descrizioni di un'umanità tanto semplice quanto ricca e dinamica.
    Piano pia ...continua

    Questo piccolo capolavoro mi ha riempito il cuore.
    La prima parte è ricca di umorismo, di macchiette meravigliose e leggere, descrizioni di un'umanità tanto semplice quanto ricca e dinamica.
    Piano piano, la narrazione scivola verso la serietà e l'entusiasmo delle guerre di indipendenza, ma anche verso la tragedia.

    Ma il sentimento più bello, comunque, è la commozione profonda. Non dirò le circostanze, ma permea tutta la seconda parte. Ed è sempre l'umanità, con i suoi difetti ma anche la sua salvifica varietà, che è protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Una promessa non mantenuta

    Quando ho letto un breve accenno alla trama di questo libro, prima di decidere di leggerlo, mi aspettavo grandi cose. Ma le mie aspettative sono state quasi totalmente deluse.
    Tanto per cominciare, la ...continua

    Quando ho letto un breve accenno alla trama di questo libro, prima di decidere di leggerlo, mi aspettavo grandi cose. Ma le mie aspettative sono state quasi totalmente deluse.
    Tanto per cominciare, la trama non è un gran che, anzi si snoda stanca fra le vicende dei piccoli paesi del Nord Italia, sotto la dominazione Austriaca.
    Si intuisce la presenza di sentimenti rivoluzionari, ma gli eventi ne sono scarsamente toccati. Inoltre, la trama presenta elementi già visti in altri romanzi ottocenteschi (la vita povera, gli screzi familiari, i ravvedimenti un attimo prima della fossa).
    La lettura è abbastanza scorrevole e denota un certo talento dell'autore. Ma c'è una cosa che veramente ho odiato per tutta la durata del libro: quegli insopportabili dialoghi in dialetto lombardo-veneto.
    Già certe sonorità non sono gradevoli all'orecchio; ma in aggiunta a questo, Fogazzaro ne ha farcito il libro. Inizialmente, un lettore di origini lontane da quelle degli eventi, può avere la pazienza di leggere le note per la traduzione, ma dopo un po' anche il più paziente finisce per perdere la voglia di dare un'occhiata. Io sono riuscito a perderla anche leggendo dall'ebook, nel quale basta un tocco per andare alla nota e tornare al testo.
    Credo che un autore che avesse voluto indirizzarsi ad un pubblico di più ampio respiro nazionale, avrebbe dovuto limitare l'uso del dialetto, anche al prezzo di far apparire meno genuini i suoi personaggi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Franco, Luisa e Ombretta

    Quanto romanzo scritto da Antonio Fogazzaro, PICCOLO MONDO ANTICO è considerato il suo capolavoro.
    È un romanzo molto particolare del 1895, con il lago di Lugano come ambientazione. Franco e Luisa si ...continua

    Quanto romanzo scritto da Antonio Fogazzaro, PICCOLO MONDO ANTICO è considerato il suo capolavoro.
    È un romanzo molto particolare del 1895, con il lago di Lugano come ambientazione. Franco e Luisa si innamorano, ma la nonna di lui si oppone, a causa della condizione plebea della ragazza. Per questo motivo, la nonna, una marchesa, minaccia il nipote di non lasciargli l’eredità se deciderà di sposarla. Franco, aiutato dallo zio Piero, organizza un matrimonio segreto. Scoperto tutto, la nonna disereda il nipote, anche se non avrebbe potuto, visto che il marito aveva dichiarato Franco erede universale. Franco lo scopre ma rinuncia a tutto non rivelando niente a Luisa
    Il matrimonio di Franco e Luisa procede tra varie difficoltà economiche. Solo lo zio Piero li aiuta, e concede loro di vivere nella sua casa di vacanza, dove nasce la loro bambina, Maria, che sarà soprannominata “Ombretta”. I due, però, spesso sono in disaccordo perché hanno caratteri profondamente diversi. Franco è passionale, idealista e ottimista. Luisa, invece, è riflessiva, cupa e crede nella giustizia divina. Man mano che le vicende procedono Luisa perde progressivamente la sua fede in Dio.
    Luisa, scoperta la verità sul testamento nascosto, vorrebbe servirsene, ma Franco è contrario.
    Quando Franco è lontano da casa ed anche Luisa lascia incustodita la figlia per andare a sfidare la marchesa, avviene la tragedia. Ombretta annega nel lago.
    Luisa si sente responsabile e crede di non amare più Franco, poiché è troppo addolorata dalla perdita di Ombretta. Perde definitivamente la fede in Dio e si avvicina allo spiritismo nel tentativo di rievocare la figlia perduta.
    Franco non riesce a comprendere e ad aiutare il mutismo della moglie. Dopo questa tragedia, anche la marchesa, avendo paura della dannazione eterna, cambia improvvisamente opinione e vorrebbe risarcire il nipote Franco, che rifiuta.
    Luisa non crede di poter più trovare l’amore dentro di sé, ma capisce che è suo dovere andare da Franco che l’ama ancora. Lo stare insieme, dopo un lungo periodo, aiuta entrambi a superare la tragedia vissuta e a riscoprire il sentimento che li ha uniti.
    Questa brevemente è la storia nota di questo romanzo di fine Ottocento, studiato anche a scuola.
    Fogazzaro descrive con dovizia di particolari il piccolo comune di Valsolda, affacciato sul lago di Lugano, che possiede riferimenti autobiografici. Non mancano descrizioni dettagliate e vivide, tanto da immaginare i luoghi come se si stesse osservando un dipinto.
    I personaggi non sono propriamente simpatici, ma forse è questo lo scopo di Fogazzaro che ha saputo descriverli bene nella loro negatività.
    Luisa è un bel personaggio, molto profondo, una donna con molti pensieri, profonde opinioni ed un forte raziocinio. È un personaggio femminile dinamico. Purtroppo è stata spezzata dal dolore per la perdita della figlia e, come è ovvio immaginare, è regredita psicologicamente e intellettualmente, prima di recuperare nuovamente lucidità alla fine del romanzo.
    Franco, al contrario, è veramente un personaggio “insipido”, dall’inizio alla fine. Ha suscitato la mia irritazione in più momenti del romanzo. Come unico punto di forza ha l’amore per la moglie.
    A conclusione romanzo, resta il perché, ahimè già noto, su cosa accadrà a Luisa.
    Non è semplice lasciarsi coinvolgere da un romanzo di cui si conosce già la trama e il seguito.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per