Pietr il Lettone

Le grandi inchieste del Commissario Maigret

Di

Editore: Fabbri Editori

3.6
(1054)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Inglese

Isbn-10: A000092419 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 0

    Nazionalista

    Occorre tener conto, nel bene e nel male, che è stato scritto nel 1929, da un belga che produceva per i francesi ma comunque non si può non notare oltre che ha una certa severità nella descrizione deg ...continua

    Occorre tener conto, nel bene e nel male, che è stato scritto nel 1929, da un belga che produceva per i francesi ma comunque non si può non notare oltre che ha una certa severità nella descrizione degli ebrei incontrati nel romanzo anche che i "cattivi" sono tutti stranieri mentre i buoni sono gli eroici (soprattutto per l'impegno profuso nelle indagini) poliziotti francesi.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è tra i migliori libri scritti da Simenon ma è uno dei più importanti del novecento (da appassionatissimo del genere quale sono non potrei dire diversamente).
    Innanzitutto perché è il primo che ve ...continua

    Non è tra i migliori libri scritti da Simenon ma è uno dei più importanti del novecento (da appassionatissimo del genere quale sono non potrei dire diversamente).
    Innanzitutto perché è il primo che vede come protagonista Jules Maigret, il commissario più celebre della letteratura mondiale. E poi perché segna una svolta al genere poliziesco che fino ad allora si era identificato con il giallo ad enigma o giallo deduttivo che dir si voglia.

    In questa sua prima indagine Maigret si reca alla Gare du Nord (stazione parigina) per intercettare un misterioso personaggio detto Pietr il Lettone, presunto truffatore di cui conosce solo il "ritratto parlato". Proprio mentre ritiene di individuarlo in un giovane biondo appena sceso dal treno "Stella del Nord" viene ritrovato all'interno dello stesso convoglio il cadavere di un uomo anch'esso corrispondente in tutto e per tutto alla descrizione di Pietr. Chi ha commesso l'omicidio? È davvero Pietr il lettone la vittima? E se così fosse chi è il misterioso biondo sceso dal treno? Non resta che seguire le sue tracce per sciogliere il mistero.

    La figura del mitico commissario è già ben delineata: ostinato e caparbio, imponente e roccioso, duro ma tenero, semplice e mai banale.
    Non mancheranno la sua pipa, i panini imbottiti divorati in serie, le birre schiumose e il rapporto morboso con la stufa :)

    "La figura di Maigret al Majestic aveva inevitabilmente qualcosa di ostile. Era come un blocco di granito che l'ambiente rifiutava ad assimilare" (cit. incipit capitolo 2)

    Rispetto ai suoi illustri "predecessori" (due su tutti Sherlock Holmes di A. Conan Doyle e Poirot della Christie) il commissario nato dalla penna di Simenon rappresenta un autentico crac: i primi sono degli investigatori privati o dilettanti (es. Miss Marple) di estrazione sociale agiata, che indagano in ambienti chiusi in cui i sospettati sono pochi e ben definiti e che scoprono l'autore di un delitto esclusivamente (o quasi) in base ad indizi più o meno nascosti. Tutto questo perché anche al lettore veniva data la possibilità di individuare il colpevole seguendo un ragionamento logico e deduttivo. Era una sorta di sfida con il protagonista a chi riusciva ad arrivare per primo alla soluzione finale, la quale, fulcro e fine ultimo della storia, veniva svelata solo nelle ultime pagine del libro.
    Maigret è il figlio del popolo, il poliziotto con uno stipendo di duemiladuecento franchi al mese "che tentava di impedire ai malviventi di perseverare nelle loro imprese (...) Un uomo che non si vestiva da un sarto inglese, che non aveva tempo di passare ogni mattina dalla manicure e la cui moglie preparava invano da tre giorni pranzi e cene, rassegnata, all'oscuro di tutto (...) Maigret non possedeva auto, né milioni, né una schiera di collaboratori. E se si permetteva di disporre di uno o due agenti doveva poi mostrarne l'utilità." (cit. pag. 106-107)
    Parte focale delle storie che lo coinvolgono non è il "come" un delitto sia stato commesso ma il "perché". Con questo non voglio dire che nei romanzi di Simenon scoprire il modus operandi dell'assassino non sia importante ci mancherebbe, sempre di un giallo si tratta, ma è ancora più importante raccontare una vicenda umana attraversata da un dramma: cosa è successo nella vita di una persona per portarla fino al compimento di un gesto così estremo come un delitto? Per Simenon il dramma non è soltanto per la vittima ma anche per l'assassino, al quale si guarda con occhi quasi compassionevoli. È per questo che le indagini di Maigret si concentrano non solo sulle prove lasciate sul luogo del delitto ma pure e sopratutto sulla ricostruzione di una vita che è anche antefatto (e prova) di un evento tragico come l'omicidio.

    5 Curiosità sul libro:
    •Pietr il Lettone, scritto alla fine degli anni '20, è il primo romanzo con protagonista Maigret; tuttavia il primo ad essere stato pubblicato è il terzo della serie: "Il defunto signor Gallet"
    •Maigret era già apparso in quattro romanzi scritti da pseudonimi di Simenon, ma era solo un comprimario senza alcuna caretterizzazione specifica
    •In questo primo romanzo il commissario non viene mai chiamato col nome di battesimo (Jules), nemmeno dalla voce narrante
    •La storia, oltre che a Parigi, è in buona parte ambientata a Fècamp, un piccolo comune del nord della Francia affacciato sulla manica
    •Maigret non ha i baffi, come invece si è portati erroneamente a credere per via della famosa serie televisiva degli anni '60 interpretata da Gino Cervi.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima indagine di Maigret

    E' il primo libro di Simenon che leggo. Non conoscevo il suo stile narrativo e l'ho trovato un po' "telegrafico". La trama non mi ha conquistata del tutto, tende al noir che non è il mio genere prefer ...continua

    E' il primo libro di Simenon che leggo. Non conoscevo il suo stile narrativo e l'ho trovato un po' "telegrafico". La trama non mi ha conquistata del tutto, tende al noir che non è il mio genere preferito. Il personaggio di Maigret, però, mi è simpatico quindi leggerò sicuramente qualche altra avventura per farmi un'idea più precisa.
    Voto 3-

    ha scritto il 

  • 3

    Finalmente ho fatto anche io la conoscenza di Maigret. È sicuramente un personaggio interessante, ma mi riservo un giudizio più completo quando avrò letto qualche altra storia con questo protagonista. ...continua

    Finalmente ho fatto anche io la conoscenza di Maigret. È sicuramente un personaggio interessante, ma mi riservo un giudizio più completo quando avrò letto qualche altra storia con questo protagonista. Riguardo al libro, non è un giallo tipico, ma una sorta di romanzo di spionaggio. Ho avuto qualche difficoltà a seguire la vicenda nell'insieme, carina la risoluzione finale, ma nel complesso niente di entusiasmante. Se penso ad altri esordi di grandi personaggi seriali (per esempio Poirot a Styles Court, bellissimo!), questo libro mi da l'idea come di una piccola introduzione... Simenon mi sembra scriva in maniera abbastanza asciutta, senza tanti fronzoli.
    In sostanza, conoscenza soltanto accennata

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo il primo episodio della collana scritta da Simenon con protagonista Maigret ho capito il perché del seguito e della fama dello scrittore e del suo più famoso personaggio. Il ritmo cresce fino ...continua

    Leggendo il primo episodio della collana scritta da Simenon con protagonista Maigret ho capito il perché del seguito e della fama dello scrittore e del suo più famoso personaggio. Il ritmo cresce fino a divenire incalzante e la lettura diventa a tratti spasmodica. Il commissario poi, è un personaggio molto ben caratterizzato e crea di suo una certa empatia, che cresce a livelli elevatissimi nel faccia a faccia finale.

    ha scritto il 

  • 3

    questo libro, a differenza della camera azzurra letto poco fa non mi ha entusiasmato molto, la trama non e' riuscita a coinvolgermi e ho fatto un po' fatica a seguire il filo. Magari una mia impressio ...continua

    questo libro, a differenza della camera azzurra letto poco fa non mi ha entusiasmato molto, la trama non e' riuscita a coinvolgermi e ho fatto un po' fatica a seguire il filo. Magari una mia impressione, ma l'ho trovato frammentario

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle perché è Simenon e per affetto e rispetto non posso dare di meno!
    Però, insomma..non avvincente come gli altri, anzi a tratti l'ho trovato anche noioso..ma poco poco eh! ;)

    ha scritto il 

  • 4

    All’alba degli anni trenta del secolo scorso, esordisce fra queste pagine il commissario Maigret: dotato di pipa, Brasserie Dauphine e moglie amorevole, è però una figura abbastanza diversa da quello ...continua

    All’alba degli anni trenta del secolo scorso, esordisce fra queste pagine il commissario Maigret: dotato di pipa, Brasserie Dauphine e moglie amorevole, è però una figura abbastanza diversa da quello della serialità che verrà. Assai più Jean Gabin che Gino Cervi, il poliziotto è qui discendente dalla scuola dei duri proveniente da oltreoceano già a partire dal massiccio aspetto fisico che lo fa apparire una sorta di elefante parcheggiato nel lussuoso hotel Majestic e dalla scarsa loquacità che lo contraddistingue: senza la bonarietà che comparirà in seguito, Maigret percorre una storia molto più noir che gialla con il suo incrociarsi di destini che segnano uomini perduti. Avvisato del viaggio verso Parigi di un famoso criminale internazionale, all’arrivo del treno il commissario trova un uomo morto nella toilette dopo averne visto un altro, ben vivo e somigliante, andarsene: entrambi potrebbero essere il ricercato e così l’unica soluzione è mettersi alle calcagna del secondo che presto mette in mostra una sempre più evidente personalità bipolare. Rischiando di lasciarci la pelle e avendo pietà solo pe le donne maltrattate dalla vita, Maigret finisce per mettere in chiaro ogni mistero in un finale forse eccessivo – l’episodio troppo lungo sugli scogli di Fécamp – ma di notevole impatto emotivo, oltre che duro in modo insolito per chi l’ha conosciuto dalle indagini successive. E’ inoltre impossibile non notare come tra le fila dei cattivi ci siano siano in pratica solo degli stranieri: lo sguardo che indaga spietato sulle loro vite – fatte di pulsioni mediocri in balia dell’avidità – è però lo stesso che lo scrittore utilizzerà per analizzare senza scampo la società francese (o, più in generale, il consorzio umano se consideriamo anche i romanzi ‘statunitensi’) nei libri che verrranno. Del resto, lo stile è perfettamente maturo, benchè Simenon abbia scritto il libro a venticinque anni, tanto che nel corso del tempo gli è bastato affinare la capacità di descrivere una persona in poche frasi o un paesaggio – meglio se piovoso o, quantomeno, intriso di umidità – grazie a rade pennellate che mettono in risalto particolari che, a loro volta, restituiscono con precisione l’insieme almeno dal punto di vista emotivo. In più c’è, ovviamente, un’abile costruzione che porta l’intreccio a calamitare l’attenzione malgrado la vicenda appaia – specie all’inizio – lontana dalla vita di tutti i giorni: le pagine si girano volentieri e la rassicurante presenza di Maigret nonè l’unico motivo.

    ha scritto il 

  • 0

    L'inizio...

    Il commissario Maigret, della la Squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero s ...continua

    Il commissario Maigret, della la Squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero si stesse affievolendo. Spinse da parte il telegramma, si alzò pesantemente, regolò la valvola e gettò tre palate di carbone nel focolare. Poi, in piedi, con le spalle rivolte al fuoco, caricò la pipa e si allentò il colletto che, per quanto molto basso, gli dava fastidio.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima indagine del corpulento ed atipico commissario Maigret che darà il via ad una nuova modalità di concepire il romanzo giallo
    ” In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche ...continua

    La prima indagine del corpulento ed atipico commissario Maigret che darà il via ad una nuova modalità di concepire il romanzo giallo
    ” In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche e soprattutto un giocatore, un avversario: ed è questo che la polizia tende a vedere in lui, è questo che, in generale, affronta.
    È stato commesso un delitto o un comune reato? La lotta viene ingaggiata su dati più o meno oggettivi, come ogni problema a una o più incognite che la ragione si sforza di risolvere. “

    ha scritto il 

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