Pigmeo

Di

Editore: Mondadori

3.0
(1206)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804593849 | Isbn-13: 9788804593843 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Matteo Colombo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
"Pigmeo" è una commedia dark che parla di terrorismo e razzismo. Il protagonista è un tredicenne straniero che approda negli Stati Uniti nell'ambito di un programma di scambio studenti e finisce in una classica famiglia middle-class, bianchissima, felicissima (e cristianissima) che vive in un altrettanto classico, altrettanto middle-class, altrettanto bianco, felice (e cristianissimo) sobborgo sperso da qualche parte nell'immensa provincia americana. La permanenza dovrebbe durare sei mesi e il nostro "eroe" è in compagnia di un'altra dozzina di ragazzini simili a lui spediti negli Usa a vivere in tipiche famiglie locali. Il problema è che "Pigmeo" viene da un non meglio identificato paese totalitario ed è un terrorista, addestrato fin dalla più tenera età alle arti marziali, alla chimica e all'odio assoluto per gli Stati Uniti. A guidare il suo comportamento sono citazioni di "grandi uomini" come Hitler, Pinochet, Idi Amin etc. etc. Pigmeo vuole sfruttare i suoi sei mesi di soggiorno per creare un progetto in grado di superare le qualificazioni per il Concorso Nazionale di Scienze. Se ce la farà, potrà andare a Washington per le finali, portando con sé il suo interessante piano, che dovrebbe provocare la morte di milioni di persone. Attraverso lo sguardo di Pigmeo - obnubilato dalla propaganda e dalla paranoia - scopriamo tutto l'orrore dell'America di oggi, con la sua xenofobia, il suo soffocante fondamentalismo religioso, l'onnipresenza dei media e della violenza.
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  • 3

    Un colpo al cerchio e uno alla botte

    Scrivo questa recensione per mediare un po' dei commenti letti qua sotto.
    È un libro impossibile da leggere e scritto in modo incomprensibile? No, non lo è. Chiaramente non è scritto in una grammatica ...continua

    Scrivo questa recensione per mediare un po' dei commenti letti qua sotto.
    È un libro impossibile da leggere e scritto in modo incomprensibile? No, non lo è. Chiaramente non è scritto in una grammatica che permette una lettura che fila liscia come l'olio, ci vuole un po' più di attenzione del normale, ma non credo che sia un difetto, anzi. Trovo che il metterci più tempo per leggere certe frasi dia un peso diverso alle parole e non faccia passare passivamente interi periodi (cosa che capita con qualche libro che non affascina gran che il lettore).
    È un libro capolavoro, che rivoluziona il modo di scrivere? No, non lo è. Chiaramente è un tentativo dell'autore di sperimentare qualcosa di desueto, e credo che Palahniuk fosse conscio del fatto che questo avrebbe portato molti lettori ad abbandonare la lettura.

    Personalmente trovo che a volte la forma sia perfetta per il contenuto, ma forse dare questa forma all'intero racconto risulta troppo. Ma ormai credo di aver capito che il buon Chuck non sia tipo da mezze misure. Ho trovato nel testo qualche spunto che poi tornerà in altri romanzi, come piccole idee di cui, in seguito, l'autore ha sviluppato le potenzialità. Per il resto ho apprezzato più alcune frasi e alcuni strumenti letterari che la totalità del racconto e dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 2

    Bell'idea ma...

    E' innegabile che l'idea sia geniale: scrivere come se a raccontare tutto fosse un immigrato. Il problema è che il risultato finale è veramente faticoso da seguire e mi sono ritrovata a saltare parole ...continua

    E' innegabile che l'idea sia geniale: scrivere come se a raccontare tutto fosse un immigrato. Il problema è che il risultato finale è veramente faticoso da seguire e mi sono ritrovata a saltare parole in quà e in là. A volte ho pensato che fosse proprio questa la modalità giusta per leggere il libro, in cui non devi riflettere sulle singole parole ma solo sul senso generale dell'opera.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro che non ho alcuna intenzione di rileggere in un futuro prossimo; vuoi per lo stile abbastanza ostico o il modo in cui cerca di affrontare una tematica che non mi ha pienamente convinto. Partiam ...continua

    Libro che non ho alcuna intenzione di rileggere in un futuro prossimo; vuoi per lo stile abbastanza ostico o il modo in cui cerca di affrontare una tematica che non mi ha pienamente convinto. Partiamo dal fatto che a me non è dispiaciuto particolarmente il modo sgrammaticato in cui è stato scritto il libro, anzi, ho trovato l'idea e l'impegno di cimentarsi con questo stile unico ed interessante. Naturalmente in certi punti del romanzo mi perdevo e non riuscivo a collegare delle frasi che al momento mi sembravano sconnesse tra di loro, ma ciò non mi ha impedito una visione globale degli avvenimenti. Quello che mi fa girare le palle nel vero senso della parola è che dopo tutto sto sforzo che ho fatto per procedere avanti nella lettura Palahniuk se ne esce con delle fasi finali del romanzo che potrei definire pietose, alle volte ridicole, strane, contrastanti, con degli avvenimenti letti in capitoli, o come li chiama lui, "dispacci" precedenti. Prima di tutto ho trovato il finale affrettato, ma sopratutto messo li per mettere la parola "vissero felici e contenti". E' comunque un peccato perchè in dei punti la storia era interessante, come anche la riflessione delle tematiche che si affrontano, in maniera comica alle volte, su un argomento che di comico a ben poco, e questo devo renderne merito alla bravura di Palahniuk; non era facile fare ciò. Purtroppo il libro nel complesso non mi ha convinto pienamente, sicuramente un finale più appropriato e logico avrebbe cambiato le mie idee sul romanzo, ma così non è stato.

    ha scritto il 

  • 5

    Neospeak

    Per quel che vale il mio giudizio, questo libro merita una lode, un peana.
    Ci sono molti romanzi la cui trama intriga, o sorprende, o sconvolge. Sono molti di meno, però, quelli che inventano un nuovo ...continua

    Per quel che vale il mio giudizio, questo libro merita una lode, un peana.
    Ci sono molti romanzi la cui trama intriga, o sorprende, o sconvolge. Sono molti di meno, però, quelli che inventano un nuovo paesaggio linguistico. Non si tratta di inventare una bizzarria a caso e di mettere la propria bizzarria sotto forma di lingua. Quando si crea un linguaggio inedito, quel linguaggio va giustificato. Deve essere coerente con le cose narrate, e deve essere efficace, non uno stucco applicato al muro a scopo esornativo come l'aggettivo esornativo, per dire.
    Pigmeo parla un pidgin robotico, imparato nel proprio paradiso socialista, fin dalla più tenera età. Farcito di citazioni di farneticanti, sanguinari dittatori. La sua missione è portare a termine l'operazione Caos, attacco ai bulimici capitalisti americani, rammolliti e impazziti, corrotti dal sesso e dall'impulso di possedere fin nei loro affetti. Affresco grandioso della società occidentale.

    ha scritto il 

  • 4

    Divertente e irriverente, Pigmeo è uno dei personaggi più riusciti di Palahniuk.
    Certo all'inizio la lettura non è per nulla facile visto l'italiano involuto e scorretto (ma funzionale alla storia), m ...continua

    Divertente e irriverente, Pigmeo è uno dei personaggi più riusciti di Palahniuk.
    Certo all'inizio la lettura non è per nulla facile visto l'italiano involuto e scorretto (ma funzionale alla storia), ma dopo essere entrati nel meccanismo ci si può godere la sferzante e cinica critica alla società moderna.
    Uno dei suoi libri più riusciti.

    ha scritto il 

  • 2

    scrittura fastidiosa e faticosa, tentativo a mio avviso poco riuscito di raccontare una storia in modo originale. l'ho finito per principio e perchè la trama non era poi malaccio, condita col solito b ...continua

    scrittura fastidiosa e faticosa, tentativo a mio avviso poco riuscito di raccontare una storia in modo originale. l'ho finito per principio e perchè la trama non era poi malaccio, condita col solito black humour made in portland

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Forse il finale toglie mezzo punto

    Sono le 4 di mattina e l'ho appena finito. Cosa c'è da dire? Lo stile è "particolare", rallenta la lettura e spesso infastidisce, ed io lo trovo geniale; lo scrittore di Portland riesce quasi ad alien ...continua

    Sono le 4 di mattina e l'ho appena finito. Cosa c'è da dire? Lo stile è "particolare", rallenta la lettura e spesso infastidisce, ed io lo trovo geniale; lo scrittore di Portland riesce quasi ad alienarsi dalla sua realtà per raccontarla da fuori, dal punto di vista di un terrorista arrivato da chissà dove che ha una misteriosa missione da svolgere. Non è un semplice libro sulle contraddizioni e le incoerenze degli USA, niente affatto, e non se ne sente il bisogno; è un libro sui punti di vista, un romanzo che dimostra come non ci sia nessun valore che possa essere considerato "globale" e valido per tutti. Nelle ultime due pagine chissà, forse il freddo e cinico Chuck dimostra una leggera unghia di patriottismo?

    ha scritto il 

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