Poesie

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Mondadori

4.3
(1233)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 772 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804531827 | Isbn-13: 9788804531821 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Bacigalupo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Emily Dickinson (1830-1886) dopo un'esistenza solitaria cittadina della NuovaInghilterra ottenne una fama postuma pressoché ineguagliata negli annali dellapoesia, non solo femminile. Le sue 1775 liriche sono il diario intensissimo diuna sensibilità che vede sempre l'universale nel quotidiano, descrivemagicamente il volgere delle stagioni, considera la vita alla presenzadell'infinito, si interroga sui paradossi della fede dei padri e annuncia lapropria indipendenza da ogni condizionamento. La selezione di poesie raccoltain questo volume mira a far conoscere la Dickinson anche nei meno noti ruolidi umorista, testimone e critica dell'America del tempo, sfatando la leggendache la vuole una mistica corrucciata e nevrotica, arroccata nella sua stanza.
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  • 3

    Ogni dolore che incontro, misuro
    con uno sguardo critico;
    e mi chiedo se pesa quanto il mio,
    o ha una forma più agevole.

    Mi chiedo se lo avran portato a lungo,
    o appena incominciato.
    Non saprei dire l ...continua

    Ogni dolore che incontro, misuro
    con uno sguardo critico;
    e mi chiedo se pesa quanto il mio,
    o ha una forma più agevole.

    Mi chiedo se lo avran portato a lungo,
    o appena incominciato.
    Non saprei dire la data del mio:
    sembra una pena così antica.

    E mi chiedo se a loro duole vivere,
    se devono tentare,
    e se (fossero liberi di scegliere)
    preferirebbero morire.

    Noto che alcuni, dopo tanta pazienza
    alla fine ritrovano un sorriso
    a somiglianza di un lume
    che alimentano poche gocce d'olio.

    Mi chiedo se, quando un cumulo d'anni -
    qualche migliaio - coprisse la causa
    dell'antica ferita, tanto tempo
    potrebbe dar loro qualche ristoro,

    o se continuerebbero a soffrire,
    nel passaggio dei secoli,
    illuminati a una più grande pena
    per il contrasto con l'amore.

    Molti, si dice, son quelli che soffrono;
    e il motivo ne è vario.
    La morte è una e vien solo una volta,
    e solo inchioda gli occhi.

    V'è chi soffre indigenza, e v'è chi soffre il freddo -
    v'è la disperazione;
    e v'è l'esilio da volti nativi,
    sotto un'aria nativa.

    Ed anche quando non capisco bene
    ogni specie, è per me
    uno struggente conforto, passando
    per il Calvario,

    notare come son fatte le croci,
    come gli altri le portano,
    affascinata tanto da presumere
    che qualcuna sia simile alla mia.

    ha scritto il 

  • 0

    A morire ci vuole poco
    dicono che non faccia male
    è solo un indebolimento graduale
    e poi non si vede più.

    Un fiocco scuro per un giorno
    un velo sul cappello
    e poi viene il sole allegro
    e ci aiuta a di ...continua

    A morire ci vuole poco
    dicono che non faccia male
    è solo un indebolimento graduale
    e poi non si vede più.

    Un fiocco scuro per un giorno
    un velo sul cappello
    e poi viene il sole allegro
    e ci aiuta a dimenticare
    la creatura assente, mistica,
    che se non ci avesse amato
    si sarebbe addormentata, quella volta,
    profonda, senza la stanchezza.

    Emily Dickinson

    ha scritto il 

  • 4

    Quanta ardente passione, di quanto amore eri capace. Hai dato voce alle mie emozioni, rendendole parola senza sbiadire la voce dell'anima. La tua poesia è rugiada; purissima, candida, ingenua. Dolce E ...continua

    Quanta ardente passione, di quanto amore eri capace. Hai dato voce alle mie emozioni, rendendole parola senza sbiadire la voce dell'anima. La tua poesia è rugiada; purissima, candida, ingenua. Dolce Emily, mi hai commosso.

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie, Emily

    "Non conosciamo mai la nostra altezza
    finché non ci viene chiesto di alzarci
    e allora se fedeli al progetto
    la nostra misura tocca i cieli -

    L'eroismo che recitiamo
    sarebbe una cosa normale
    se non fal ...continua

    "Non conosciamo mai la nostra altezza
    finché non ci viene chiesto di alzarci
    e allora se fedeli al progetto
    la nostra misura tocca i cieli -

    L'eroismo che recitiamo
    sarebbe una cosa normale
    se non falciassimo i cubiti
    per paura di essere un Re - "

    (Emily Dickinson - 1870)

    Grazie, Emily.

    Ermanno Bartoli
    web page: www.webalice.it/barlow

    ha scritto il 

  • 5

    Immaginiamo questa donna di altri tempi di cui abbiamo un unico ritratto per ricordare o per scoprire chi fosse. Veste sempre di bianco, non esce mai dalla sua stanza, non ama voci gridate, ma sussurr ...continua

    Immaginiamo questa donna di altri tempi di cui abbiamo un unico ritratto per ricordare o per scoprire chi fosse. Veste sempre di bianco, non esce mai dalla sua stanza, non ama voci gridate, ma sussurri, e comunica, spesso, solo per mezzo di biglietti. La sua vita, un continuo scrivere versi ("...di notte la lampada, il libro ed un geranio"), versi nelle lettere che invia, versi, tanti versi, chiusi e cuciti in piccoli foglietti. In vita se ne pubblicheranno solo pochi, un testo dice sette un altro 11. Ma lei, scrive per sé, non ama pubblicare, seppur talvolta chiede alle persone a lei più care con cui si confida: "dimmi allora, secondo te i miei versi respirano?" Posso non amarla? Alcune poesie mi toccano profondamente, mi commuovono, mi sfiora l'eternità che lei racconta talvolta dietro versi che sembrano infantili. Una metrica inconsueta poco adatta ai tempi di allora, una punteggiatura inesistente, maiuscole che sembrano messe a casaccio. Eppure adoro proprio questo, adoro proprio quel modo particolare che leggendo mi diventa sempre più familiare. Nelle traduzioni italiane a volte si tolgono i trattini, si eliminano le maiuscole, mi sembra di non riconoscerla, mi sembra di farle quasi un torto. Io le riproporrei esattamente così come lei le ha scritte.

    A Dio chiediamo un unico favore,
    Che si possa essere perdonati -
    Per che cosa si presume egli lo sappia -
    Il Crimine, a noi, è celato -
    Murati per l'intera Vita
    Dentro una magica Prigione
    Rimproveriamo la Felicità
    Che troppo compete con il Cielo.

    *** *** ***

    Così soffice è questa Prigione
    Così dolci queste tetre sbarre
    Non un Despota ma il Re delle Piume
    Inventò questo riposo.
    Se del Fato questo è tutto
    Se non vi è aggiunto Regno
    Una Segreta non è altro che un Congiunto
    La reclusione - Casa.

    Questa recensione vale per tutti i libri che ho letto di poesie di Emily Dickinson (tanto, anche se non ci piacesse la traduzione, che tanto può influir sulla poesia, per fortuna ho sempre trovato in ogni testo la versione originale a cui -sempre- far riferimento).

    ha scritto il 

  • 5

    I never hear the word "escape"
    Without a quicker blood,
    A sudden expectation,
    A flying attitude!

    I never hear of prisons broad
    By soldiers battered down,
    But I tug childish at my bars
    Only to fail ag

    ...continua

    I never hear the word "escape"
    Without a quicker blood,
    A sudden expectation,
    A flying attitude!

    I never hear of prisons broad
    By soldiers battered down,
    But I tug childish at my bars
    Only to fail again!

    (1859)

    ..........................

    [...]

    I am not used to Hope -
    It might intrude upon -
    It's sweet parade - blaspheme the place -
    Ordained to Suffering -

    It might be easier
    To fail - with Land in Sight -
    Than gain - My Blue Peninsula -
    To perish - of Delight -

    (1865)

    ..........................

    Parting is all we know of heaven,
    And all we need of hell.

    Immensa. Sublime.
    Avevo comprato questo libro anni fa, soprattutto perché costava poco, e l'ho riaperto solo recentemente. Mai avrei immaginato di trovare alcune tra, almeno secondo il mio modestissimo parere, le migliori poesie mai scritte. Un linguaggio per lo più semplice e comune (ispirato soprattutto dalla natura) è in grado di descrivere emozioni, sogni e tormenti di una Poetessa (e qui la maiuscola è d'obbligo) sicuramente tra le più sensibili che siano mai esistite.
    Nutro moltissimi dubbi sulla qualità delle traduzioni, trovo che molte non riescano a cogliere il pieno significato dei suoi componimenti. Talvolta, vengono addirittura aggiunti segni di punteggiatura non presenti nella versione originale. Un errore assolutamente grossolano, soprattutto per quanto riguarda la Dickinson, famosa appunto per l'uso assolutamente personale, e anticonvenzionale, della punteggiatura e delle maiuscole.
    Ergo, Emily Dickinson è da leggere assolutamente in lingua originale (come tutte le poesie, d'altra parte).

    This is my letter to the World
    That never wrote me -
    The simple news that Nature told -
    with tender Majesty

    Her Message is committed
    to Hands I cannot see -
    For love of Her - Sweet - countrymen -
    Judge tenderly - of Me.

    (1862)

    ha scritto il 

  • 5

    "Questa è la mia lettera al mondo, che non scrisse mai a me"

    Cosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva?
    Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre e ...continua

    Cosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva?
    Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre era ancora in vita. Mi sembra quasi riduttivo chiamare i suoi versi "poesia". Non esiste qualcosa di più? Poesia ed aforisma. A volte filosofia. In essi è contenuta la profondità dell'animo umano e la semplicità dell'universo... si proprio così, perché per citarla: La mente – è più grande del cielo – perché - se li metti fianco a fianco - l'una contiene l'altro facilmente - e te - anche.
    La voce universale della Dickinson ha una grande potenza, sensibilità e sagacia. Era una donna intelligente.
    Come scrive Natalia Ginzburg nella postfazione, probabilmente ebbe la vita simile a quella di molte "zitelle" che vivevano nella periferia americana. Eppure, lei era diversa. Emily Dickinson era un genio. Si, io sono d'accordo.
    Semplicemente non ci si aspetta di leggere certi versi da una persona cresciuta quasi nell'isolamento e tra persone e in un luogo dalla mentalità religiosa e non apertissima.
    Ed invece la personalità della Dickinson brilla come le stelle più luminose. Lei è un Dante, uno Shakespeare, un Milton. E', senza paragoni, "Dickinson".

    ha scritto il 

  • 0

    Un po' ogni sera, come il bicchiere di latte prima di addormentarsi

    "La mente è più grande del cielo
    perché se li metti fianco a fianco
    l'una contiene l'altro facilmente
    e te, anche
    La mente è più profonda del mare
    perché se li tieni blù contro blù
    l'una assorbirà l'a ...continua

    "La mente è più grande del cielo
    perché se li metti fianco a fianco
    l'una contiene l'altro facilmente
    e te, anche
    La mente è più profonda del mare
    perché se li tieni blù contro blù
    l'una assorbirà l'altra
    come una spugna un secchio"
    ............................

    Un rospo può morire di luce
    la morte è un diritto comune di uomini e rospi
    di principi e nani il privilegio
    Allora perché darsi arie? La supremazia
    del moscerino è grande come la tua
    ............................

    ha scritto il 

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