Portet damy

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Publisher: Prószyński i S-ka

4.1
(1928)

Language: Polski | Number of Pages: 676 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , Portuguese , French , Catalan , Dutch

Isbn-10: 8371800908 | Isbn-13: 9788371800900 | Publish date: 

Translator: Maria Skibniewska

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    Isabel, giovane americana, viene condotta dalla zia in Inghilterra. Lì incontra, per la prima volta, lo zio e il cugino, i quali assumeranno un ruolo fondamentale nel suo destino.

    Lo zio è stato un fa ...continue

    Isabel, giovane americana, viene condotta dalla zia in Inghilterra. Lì incontra, per la prima volta, lo zio e il cugino, i quali assumeranno un ruolo fondamentale nel suo destino.

    Lo zio è stato un famoso banchiere in Inghilterra, ma adesso è molto anziano e malato e passa le sue giornate “oziando” in giardino con una buona tazza di tè; il cugino Ralph è un uomo distinto, giovane, ma anche lui con problemi di salute seri.

    Isabel viene accolta in famiglia con generosità e anche lei si ambienta bene. Il problema è che riesce a far innamorare tutti quelli che la frequentano! Ma Isabel non vuole legami, vuole essere libera e conoscere il mondo, tanto da rifiutare un pretendente ricco e gentiluomo.

    La possibilità di girare il mondo e decidere il proprio destino gli è presto offerto dalla morte dello zio, il quale le lascia in eredità una somma cospicua.

    Isabel, dopo un attimo di sorpresa e smarrimento per questa novità, intraprende la sua nuova vita.

    Dapprima segue la zia in Italia e in altre località, poi fa una nuova conoscenza, ad opera dell’enigmatica Madame Merle.

    Dopo aver rifiutato diversi pretendenti, Isabel si convince che l’uomo perfetto per lei sia proprio Gilbert Osmond. Tutti tentano di persuadere Isabel che questo matrimonio non fa per lei, ma la donna, ormai artefice del proprio destino, si ostina a proseguire per la sua strada… e lo farà fino alle estreme conseguenze.

    Uno dei classici più belli che abbia letto fino ad ora!

    All’inizio la storia progredisce lentamente, si segue con curiosità e si vorrebbe giungere più velocemente al nocciolo della questione. Questo non vuol assolutamente dire che l’autore ci annoi, anzi!

    Poi tutto sembra risolversi in bene, si pensa che la protagonista abbia fatto la prima scelta importante in autonomia e che abbia fatto bene, per poi accorgersi che così non è. E allora si comincia a fare il tifo per lei, perchè ricominci tutto da zero e pensi un po’ a sé stessa e in questo, forse, noi lettori del XXI secoli siamo influenzati dal nostro di contesto storico, che è nettamente diverso da quello in cui vive ed agisce Isabel.

    E all’ultima pagina ci aspetta un’amara delusione…

    Tutti i personaggi di questo romanzo sono ben delineati e hanno una spiccata personalità. Un bel viaggio letterario dove tutto si amalgama perfettamente e dove l’imperativo è uno soltanto: usare il proprio libero arbitrio e accettare le conseguenze delle proprie azioni.

    said on 

  • 4

    Ci son delusioni che durano quanto la vita

    "Ritratto di signora" è il capolavoro di Henry James, scritto intorno al 1880. Inizio parlando dei i lati negativi, così mi tolgo subito il dente.

    Il libro, indubbiamente quasi statico nelle prime 150 ...continue

    "Ritratto di signora" è il capolavoro di Henry James, scritto intorno al 1880. Inizio parlando dei i lati negativi, così mi tolgo subito il dente.

    Il libro, indubbiamente quasi statico nelle prime 150 pagine (che fatica, due caffè ogni mezz'ora per stare sveglio), descrive le vicende di un gruppo di ricchi americani aristocratici in Europa. Chi incontrano? Solo americani, ovunque vadano, che sia Inghilterra, Francia o Italia. I pochi indigeni vengono tediati ripetutamente (che tatto, santo cielo!) con dettagliate spiegazioni di quanto gli americani sian migliori degli europei.

    Sport di questi aristocratici nullafacenti spocchiosi e snob (più cafoni dei peggiori camalli del porto) è chiedere in sposa ragazze (americane, ovviamente) appena conosciute. Dopo un paio di passeggiate nel parco, zac, via con la dichiarazione.

    In questo simpatico ambiente spicca Isabel, la protagonista, intelligente e bella. Che vince però pure il premio antipatia, staccando di gran lunga tutti i concorrenti. Ma c'è una giustizia, a questo mondo...

    Ok, mi sono sfogato (ma la prima parte è proprio pesante da digerire...).

    Vediamo invece perché il libro, nonostante quanto detto, mi sia piaciuto molto.

    Innanzitutto la scrittura, allusiva, ironica e fluida; James è un grandissimo narratore che intreccia, anticipa, guida, confonde, sorprende. James ci convince di qualcosa per poi negarcela successivamente. Rimaniamo quindi sospettosi per tutta la durata del libro, pensando a possibili sviluppi o ribaltamenti.

    Il personaggio principale è Isabel, intelligente e determinata, anticipatrice del femminismo odierno. La sua originalità risiede nella sua estrema libertà che, complice una eredità inaspettata ma assai gradita che ne eleva lo status sociale, si pone nelle condizioni di pilotare a suo piacimento la propria esistenza. In realtà la sua autonomia di giudizio, la sua facoltà di scelta, la sua indipendenza, la sua libertà cessano nel momento in cui decide di intraprendere il classico matrimonio sbagliato (ne esisterà uno giusto?).

    "Adesso, aveva dinnanzi la luna piena, vedeva l’uomo intero. Si era mantenuta, per così dire, immobile, così da lasciargli libero il campo: eppure, malgrado questo, aveva presa una parte per il tutto."

    Questo Ritratto di signora è forse è uno dei primi libri in cui viene lasciato tanto spazio alla descrizione interiore di un personaggio femminile. La trama è semplice, ma l'intreccio assolutamente no. Una ragazza libera come userà la sua libertà? Quali passi potrà compiere? Mille scelte sono possibili alla bella Isabel; che invece viene ingabbiata suo malgrado verso quella peggiore. Tra le righe, magari sbaglio, vedo in James un po' di misoginia strisciante...

    Tutto qui? No, mentre ci mettiamo comodi per vedere come si evolverà la vita di Isabel in seguito a quella che pensiamo essere la scelta sbagliata, James ci spiazza e ci costringe a cambiare parere in continuazione, con una maestria notevole.

    In fondo la storia di Isabel non è solo la storia di una libertà buttata via, ma piuttosto il cammino verso maturità e consapevolezza.

    Come non ricordare Madame Bovary, libro di Flaubert di poco antecedente? Due protagoniste indipendenti e dal forte carattere, due matrimoni sbagliati, due modi diversi di intendere la passione e l'amore, due diversi modi di gestione del danaro. Dal punto di vista letterario, per me non c'è confronto, vince Flaubert!

    said on 

  • 4

    Quando leggere è un'Esperienza

    Adoro quella caratteristica, che ritrovo soprattutto nei classici, che consiste nel calare il lettore nel mondo narrato tra le pagine di un libro tanto da far apparire luoghi, personaggi e vicende tri ...continue

    Adoro quella caratteristica, che ritrovo soprattutto nei classici, che consiste nel calare il lettore nel mondo narrato tra le pagine di un libro tanto da far apparire luoghi, personaggi e vicende tridimensionali. Mi sono ritrovato tra i giardini di ville inglesi, per i vicoli di Londra, per le strade di Roma e di Firenze; mi sono riconosciuto in lady Isabel, ho provato rancore per il signor Osmond e lady Merle, affetto per Ralph e lady Stackpole, ammirazione per lord Warburton.
    Le pagine scorrono lente e dense ma mai pensanti, in una lettura che si eleva ad esperienza.

    said on 

  • 2

    Invettiva contro Mr. James

    L’importanza di leggere i classici. D’accordo, ma cosa sono i classici? “Ritratto di signora” lo è? Apparentemente sì, dovrebbe esserlo; credevo che lo fosse. Credevo.

    Henry James è con ogni probabili ...continue

    L’importanza di leggere i classici. D’accordo, ma cosa sono i classici? “Ritratto di signora” lo è? Apparentemente sì, dovrebbe esserlo; credevo che lo fosse. Credevo.

    Henry James è con ogni probabilità l’ultimo grande scrittore inglese nato in America, e lo dimostra dalla prima all’ultima pagina del suo romanzo (più conosciuto?). La vicenda è ambientata in Europa - tra Londra, Italia e qualche scappatella a Paris - ed ha per protagonista Isabel Archer, una fanciulla americana un pochino sfortunata (è orfana e povera, cioè, non proprio povera povera, più povera nel senso che non è ricca … ma per Mr. James ciò equivale a trovarsi nella più nera miseria) ma tantotantotanto brillante. Isabel non sarà una di quelle bellezze che ti lasciano senza fiato, ma è una ragazza intelligente, riflessiva, amante della libertà e fortissimamente decisa a tenere ben strette le briglie del proprio destino. Mr. James ce lo ripete a più non posso, il primo concetto che deve essere chiaro al lettore (che l’autore chiama direttamente in causa in più circostanze) è che Isabel (lui la chiama spesso “la nostra eroina”) è intelligente; I.N.T.E.L.L.I.G.E.N.T.E! Perché mai non dovremmo credergli? Gli crediamo. D’accordo Mr. James, la nostra eroina è dotata di una mente acuta e flessibile e sa perfettamente ciò che vuole, è una ragazza moderna e questa sua modernità americana risalterà senz’altro nel vecchio continente. E invece…

    … e invece, carta canta e villan dorme; Isabel finirà - per lo meno ai miei occhi, poi ognuno è libero di vederla come gli pare - per rivelarsi niente più che una fessacchiotta; F.E.S.S.A.C.C.H.I.O.T.T.A!

    Ma come, ci hai fatto due palle tanto con la storia che la tua eroina (non è più la mia, oh mio caro Mr. James) era tanto brillante e libera e padrona del suo destino e poi… dai… e poi si fa infinocchiare in modo clamoroso da quell’intrallazzatrice subdola e falsa vestita di rispettabilità, come ogni intrallazzatrice che si rispetti, di Mme. Merle e da quello sfaccendato borioso e inutile di Mr. Osmond? Cioè, in nome dei suoi alti ideali americani di libertà e autodeterminazione, la tua eroina aveva rifiutato la proposta di matrimonio non esplicita da parte del cugino ricco e malato e quelle più che esplicite da parte Lord Warburton e del bostoniano dalla mascella di ferro Goodwood, per poi farsi abbindolare dal narciso e squattrinato Osmond? Mi prendi per il culo? Eh, non fare quella faccia, ho detto culo culo culo; C.U.L.O!

    “Ritratto di signora” non è un classico, è un romanzo scritto benissimo ma che risente fortissimamente degli anni trascorsi - e che, azzarderò a dire: era vecchio già quando uscì! -; è un libro nel quale (fatta salva la signorina Stackpole, che almeno, di quando in quando, invia un articolo al giornale per il quale lavora) nessuno ha un’occupazione propriamente detta; sono tutti buoni a nulla che vivono di rendita e viaggiano e ammirano opere d’arte e leggono buoni libri e passeggiano e si scambiano visite durante le quali fanno conversazione, ovverosia nelle quali chiacchierano ponendo la massima attenzione a non avvicinarsi mai, neanche per sbaglio, a dire qualcosa di vero, di autentico; ipocrisia ben espressa e nient’altro. Dice, eh, ma erano altri tempi, anche Proust ha scritto centinaia di pagine su questi ritrovi mondani. Certo che sì, ma se paragoni Proust a James la figura di merda la fai tu, mica io! E Madame Bovary, non ti pare che ci sia qualcosa di “Madame Bovary” in “Ritratto di signora”? NO!

    Il punto non è descrivere la società del tempo - invero una parte molto ristretta della società del tempo, beccami gallina se in tutto il romanzo compare un solo, sia pur insignificante personaggio che appartenga alla plebe -, il punto è che qui Mr. James vuole raccontarci la storia di una giovane e intelligente americana portata in Europa dalla zia e divenuta inaspettatamente ricca che, invece di perseguire i suoi ideali - a maggior ragione dopo aver raggiunto l’agiatezza economica -, si lascia raggirare da una coppia di arrivisti dediti soltanto alle apparenze di un certo mondo verso il quale, se non erro, gli americani si erano rivoltati contro, combattendolo e sconfiggendolo. Ma Mr. James lo ama troppo, quel vecchio mondo. Egli anela a imitarne i grandi letterati, egli vive e scrive nella speranza di riprodurre la letteratura europea/inglese in America. Egli non è mai stato uno scrittore americano, proprio come Isabel, la sua eroina, non era mai stata così intelligente come avrebbe voluto farci credere il suo creatore. Ella era una fanciulla, e in quanto tale meno dotata di un uomo, destinata per sua stessa natura ad essere remissiva e ubbidiente e a sacrificare la propria vita, la propria felicità alle tanto amate (da Mr. James) convenienze - che com’è noto, sono tutto tranne che intelligenti, liberali e progressiste.

    Si sconsiglia caldamente la lettura di “Ritratto di Signora” alle ragazze, specialmente alle fessacchiotte.

    said on 

  • 5

    Grandi illusioni

    Isabel, "inquadrata nella cornice (...) della porta, colpì il giovane come un bel ritratto di signora".

    Questo romanzo di H. James, ambientato negli anni '70 dell'Ottocento e pubblicato poco dopo, è u ...continue

    Isabel, "inquadrata nella cornice (...) della porta, colpì il giovane come un bel ritratto di signora".

    Questo romanzo di H. James, ambientato negli anni '70 dell'Ottocento e pubblicato poco dopo, è un capolavoro, un libro bellissimo per stile, struttura narrativa, approfondimento psicologico, pervaso di sottile umorismo tipicamente britannico. Un testo scritto per chi ama il piacere della lettura e non disdegna la riflessione.
    Capiamo come James, americano, amasse smisuratamente la cultura inglese, tanto da trasferirsi in Inghilterra e assumerne perfino la nazionalità.

    Protagonista della vicenda, che si dipana per circa sei anni, è Isabel, una ragazza americana, orfana, che viene accolta in Inghilterra da una facoltosa zia : in casa era considerata "l'intelletto", ma anche una persona (troppo) originale. Riteneva che "fosse necessario essere fra i migliori", amava la propria indipendenza e "aveva una speranza infinita di non dover fare mai nulla di male".
    Con queste premesse, dopo aver rifiutato il matrimonio con un giovane e affascinante Lord ed essere diventata ricchissima per un'inattesa eredità, non c'è da stupirsi che tutti si chiedano che cosa farà della sua vita e a quali vertici sarà capace di giungere.

    La storia si sposta poi a Firenze e a Roma.
    Il paesaggio italiano è descritto meravigliosamente. Ma sull'ambiente socio-culturale c'è qualche stoccata : un dotto straniero sostiene che "l'Italia, comunque, aveva guastato molta gente ; lui stesso (...) riteneva che sarebbe stato un uomo migliore se non avesse trascorso lì tanta parte della sua vita. Faceva diventare pigri e dilettanti e mediocri; non offriva nessuna disciplina per il carattere".

    L'ultima parte del libro, in particolare, offre colpi di scena di altissima abilità letteraria : lo sbalorditivo e il convincente procedono con un'armonia che solo uno scrittore grandissimo può padroneggiare.

    * Per chi fosse interessato all'autore e alla figura ispiratrice del personaggio di Isabel, segnalo il bellissimo e documentatissimo 'romanzo' di C. Toibin, "The Master", in cui si narra un periodo di cinque anni della vita europea di H. James.

    said on 

  • 4

    "Per che cosa tu ti sposi solo il cielo lo sa"

    Dopo Madame Bovary, un altro splendido ritratto di signora dipinto questa volta da un americano naturalizzato britannico.

    Per le prime trecento pagine ho pensato: "Flaubert batte James 3 a 0".
    Poi il ...continue

    Dopo Madame Bovary, un altro splendido ritratto di signora dipinto questa volta da un americano naturalizzato britannico.

    Per le prime trecento pagine ho pensato: "Flaubert batte James 3 a 0".
    Poi il romanzo ha cominciato a prendere quota.
     
    Isabel come Emma è una donna che si crede migliore della macchia umana che la circonda. Isabel diversamente da Emma è una donna con portafoglio proprio. Isabel diversamente da Emma non pensa che sia il matrimonio o il trovare un amore romantico ciò che possa gratificarla o dare un senso alla sua vita...almeno questa la sua declaratoria.

    Non è che si capisca proprio bene bene quale sia il suo obiettivo. E non si capisce neanche perché ad un certo punto, dopo aver rifiutato di sposare due 'pretendenti' adeguati, ed essersi quasi fatta un vanto del suo non volersi sposare, decida di unirsi ad un uomo che con evidenza di chi le vuole effettivamente bene (per tacere del lettore) è proprio quello che men le si addice.

    E qui il lettore si rode. Si interroga basito:

    Cara la mia Isabel, ma perché pigli quell'uomo? Lo fai per distinguerti? O solo per un eccesso di originalità? O semplicemente perché pensi di fare cosa buona e giusta elargendo generosità nei confronti di chi non è stato similmente a te baciato dalla buona sorte? Non è che lo fai per partito preso e perché i tuoi cari ti osteggiano? O semplicemente per dimostrare che sei libera di fare ciò che vuoi?

    "Sentì crescere la sua agitazione e disse a se stessa che era irritata, com’è irritata una donna che sa di essere dalla parte del torto."

    Illusoria la libertà. A ciascuno la sua prigione. E il bello è che spesso ce la costruiamo con le nostre mani.

    E come spesso accade non è la trama. Non è la storia. Ma il modo in cui James ha deciso di raccontare questa storia. 
    Una prosa inizialmente moooooolto lenta e piatta, seppur estremamente raffinata ed ironica, viene improvvisamente ribaltata lasciando chi legge attonito e stupito.
    Sprovvisto di indizi e di particolari il lettore spiazzato è  incapace di ricostruire le motivazioni per le quali la situazione possa essere così mutata, pensa di aver letto un po' troppo rapidamente e aver perso dei passaggi.
    E invece. Il contesto diviene da frivolo e salottiero a misterioso e agghiacciante e molto molto amaro. La narrazione si fa superba e incalzante. Romanticismo e sensualità completamente assenti all'appello, stupefacente pensando al tema di cui tratta. Non arrivo alle 5 stelle in quanto l'inizio è effettivamente un po' troppo prolisso.

    Flaubert una scrittura drammatica ed efficace, James altrettanto drammatica ma in modo sottile e perturbante. 
    Alla fine vince Flaubert ma è stato un 3 a 2, grandissima la ripresa di James nel finale.

    said on 

  • 5

    Romanzo di sconvolgente bellezza, di quelli che "mi sarebbe dispiaciuto morire senza averlo letto". Da leggere prima/dopo l'altro capolavoro jamesiano,"Le ali della colomba", che ne è una sorta di ris ...continue

    Romanzo di sconvolgente bellezza, di quelli che "mi sarebbe dispiaciuto morire senza averlo letto". Da leggere prima/dopo l'altro capolavoro jamesiano,"Le ali della colomba", che ne è una sorta di riscrittura.
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    "Ritratto di signora" di Henry James «è la più grande e ricca cattedrale che il moderno lettore di romanzi possa conoscere». (Graham Greene)

    "James la ama con una dedizione e venerazione pari soltanto a quella che Tolstoj nutre per Anna Karenina". (Pietro Citati)

    said on 

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