Portugal

Di

Editore: Bao Publishing

4.4
(246)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 261 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8865430826 | Isbn-13: 9788865430828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Michele Foschini

Genere: Fumetti & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Un viaggio, fisico e interiore, dal sapore vagamente autobiografico, ma con il respiro di un grande romanzo. Verrebbe da dire "di formazione" se non fosse che questa, è palese, è l'opera più matura mai concepita e realizzata da Cyril Pedrosa, un autore adorato tanto in Francia quanto in Italia.
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  • 5

    Meraviglioso

    Bellissimo, struggente. Disegnato e colorato in maniera superba. Dialoghi curati, reali, veri come non mai. Atmosfera perfetta, da pelle d'oca. Storia coinvolgente, di una famiglia di emigrati portogh ...continua

    Bellissimo, struggente. Disegnato e colorato in maniera superba. Dialoghi curati, reali, veri come non mai. Atmosfera perfetta, da pelle d'oca. Storia coinvolgente, di una famiglia di emigrati portoghesi in Francia, vistra attraverso gli occhi del figlio francese che delle sue origini sa poco. Ma scritta senza alcun tono epico, anzi. Particolarmente gradevole a chi conosce il portoghese. imperdibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Comincio l'anno così, con il regalo della Befana, un graphic novel. Comincio bene perché è un libro bellissimo, da tutti i punti di vista. La grafica è superba, con un colore acquarellato che calca gl ...continua

    Comincio l'anno così, con il regalo della Befana, un graphic novel. Comincio bene perché è un libro bellissimo, da tutti i punti di vista. La grafica è superba, con un colore acquarellato che calca gli stati d'animo del protagonista insieme al senso dei luoghi e della luce naturale e un tratto preciso e significativo anche negli scuri della campagna notturna.
    La storia è una ricerca, il tentativo di riemergere dall'apatia del presente attraversando il passato remoto, seguendo una teoria di domande che non troveranno risposta. Ci sono persone che non si riconoscono in un'identità locale, che spostano destini allungando radici. "Ovunque io vada sono sempre lo stesso" scriveva il nonno del protagonista.
    I loro figli di solito sono gli spaesati, quelli che tornano indietro a cercare, quelli che sempre fantasticano di immaginarie alternative a una vita che non riescono a dirigere, virgulti spuri di chi un destino se l'è fabbricato.

    ha scritto il 

  • 4

    In quello che per ora è considerata l'opera migliore di Pedrosa un trentenne senza qualità cerca le sue radici: tre flash di storie di famiglia portoghese trapiantata in Francia. Il Portogallo compare ...continua

    In quello che per ora è considerata l'opera migliore di Pedrosa un trentenne senza qualità cerca le sue radici: tre flash di storie di famiglia portoghese trapiantata in Francia. Il Portogallo compare solo di sfuggita, in compenso molti squarci psicologici sono godibili per quanto sono buffi o commoventi. Mi sono incantato più volte a guardare i disegni, davvero strepitosi: quanto glie li invidio.
    La prima delle tre parti però l'ho trovata fastidiosamente vuota, per cui mi limito a 4 stelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione completa qui:
    http://boomuart.blogspot.it/2015/12/portugal-recensione.html

    A chi lo consiglio
    Tutti quelli che amano le vecchie storie di famiglia. È una storia che fa pensare molto ed è co ...continua

    Recensione completa qui:
    http://boomuart.blogspot.it/2015/12/portugal-recensione.html

    A chi lo consiglio
    Tutti quelli che amano le vecchie storie di famiglia. È una storia che fa pensare molto ed è come leggere un vero e proprio romanzo, per cui lo consiglio a chi è appassionato di lettura in generale e che ama molto il disegno autoriale.

    A chi non lo consiglio
    A chi si lascia abbattere dalla grandezza del volume. A chi non ama le storie senza scene di inseguimenti, azione e sparatorie. A chi non ama il disegno autoriale e gli acquerelli.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Qualcuno mi aveva detto: "Ti piacerà, vedrai. E' un fumetto che ti cambia la vita". All'inizio avevo pensato che quella persona esagerasse, invece, se non ci ha preso, ci è andata vicinissimo. Questo ...continua

    Qualcuno mi aveva detto: "Ti piacerà, vedrai. E' un fumetto che ti cambia la vita". All'inizio avevo pensato che quella persona esagerasse, invece, se non ci ha preso, ci è andata vicinissimo. Questo bel volumone è arrivato a fagiolo, in un momento in cui stavo cercando di mettere insieme quel poco che sapevo della mia famiglia, dicendo a me stessa che lo stavo facendo per pura curiosità mentre, come sempre nei momenti di sbando che non ammettiamo nemmeno a noi stessi, si tratta di qualcosa che si fa solo per capire chi si è veramente e cercare nelle proprie radici un appiglio con l'esterno. Più o meno come fa Simon, fumettista in crisi con se stesso, che tenta di uscire dal proprio limbo rassicurante ("Mi domando perché tu abbia voluto un giardino...non te ne occupi mai." "Mi piace sapere che c'è") cercando un contatto con la sua famiglia, e tornando ad essere libero. La lacrima scappa, ma solo perchè quella libertà, alla fine, la assaporiamo anche noi. Una meraviglia.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando hai trent’anni, una fidanzata che ti chiede continuamente cosa vuoi fare da grande, un affitto da pagare e il blocco dell’artista, tutto quel che puoi fare è scappare più lontano possibile. Sul ...continua

    Quando hai trent’anni, una fidanzata che ti chiede continuamente cosa vuoi fare da grande, un affitto da pagare e il blocco dell’artista, tutto quel che puoi fare è scappare più lontano possibile. Sul dove si interroga Simon, protagonista di Portugal, definito il capolavoro di Cyril Pedrosa in cui, attraverso una triplice prospettiva, si va alla ricerca del passato per riuscire ad affrontare il presente, in vista (forse) di uno speranzoso futuro. Il Portogallo è la meta perfetta per il protagonista di Pedrosa, che se inizialmente sembra prendersi solo una pausa come ospite ad un festival per fumettisti, ben presto scopre di voler sapere di più sulla sua famiglia di emigranti in Francia; il nonno, in particolare, che Simon non ha mai conosciuto, è il pretesto perfetto per ritardare questo impellente bisogno di crescita che il mondo gli antepone continuamente. Personaggio assolutamente carveriano nella tenace incapacità di diventare protagonista della sua stessa vita, Simon è attorniato dalla famiglia Muchat, circolo di voci diverse sempre pronte al racconto, che mescolano il francese al portoghese in una canzone che parla d’infanzia, di tempi passati e di tradizioni. La ricerca delle radici (e quindi anche dell’identità) è al centro di quest’opera: un fumetto diesel, per quanto mi riguarda, che non nasconde la sua ispirazione all’animazione. I suoi disegni coloratissimi e a volte consapevolmente imprecisi non hanno esercitato su di me un fascino sufficiente a considerarli stupefacenti (complici forse anche i suoi balloons che trovo stonino con l’atmosfera generale). Per quanto riguarda la storia, invece (che ingrana significativamente dopo la seconda metà facendosi più convincente e ordinata), avrei preferito interagire empaticamente in maniera più incisiva col suo protagonista, che non mi ha del tutto coinvolto.

    ha scritto il 

  • 4

    APPARENTEMENTE "VUOTO", EPPURE...

    Seguendo le vicende "vuote" del protagonista (una trasferta portoghese, un matrimonio francese, una vacanza) in realtà compiamo uno splendido viaggio (visivo e non solo) alla scoperta della Vita. Non ...continua

    Seguendo le vicende "vuote" del protagonista (una trasferta portoghese, un matrimonio francese, una vacanza) in realtà compiamo uno splendido viaggio (visivo e non solo) alla scoperta della Vita. Non una vita eclatante o avventurosa ma una vita quanto più ordinaria e forse anche un po' sottotono. Eppure da tutto questo esce molto dell'esistenza, della famiglia, dei legami con le persone e con le proprie origini (che sono sia libertà che limiti).
    Un libro strano per le (tante) sensazioni che lascia nonostante sembra che non abbia nulla da raccontare: il suo pregio, ma anche il suo difetto che non lo rende un capolavoro a tutto tondo.
    I disegni ricordano molto una specie di "variazione sul tema" di Gipi: filiformi, confusi eppure straordinariamente descrittivi, con una tavolozza di colori che risplende in ogni pagina. Bellissimi.

    ha scritto il 

  • 3

    Comunque bello

    I pregi: la storia, sonnecchiosa e ruffiana, riesce a catturare nonostante il suo nulla da raccontare. Ci si affeziona alla vita quotidiana di piccole cose e di piccole scoperte descritta, si ammira l ...continua

    I pregi: la storia, sonnecchiosa e ruffiana, riesce a catturare nonostante il suo nulla da raccontare. Ci si affeziona alla vita quotidiana di piccole cose e di piccole scoperte descritta, si ammira la sensazione di "famiglia" più reale di quanto ci si aspetti da un fumetto. I disegni possono piacere o meno, precisi e con le espressioni dei personaggi sempre perfette. I colori non mi hanno fatto impazzire ma piacciono a molti. Si legge piacevolmente e si arriva alla fine senza stancarsi.
    I difetti: la storia è molto sonnecchiosa, ruffiana e vuota. I disegni sono sottili e confusionari, si fa fatica a volte a "leggere" una tavola. Il Portogallo del titolo: dov'è? Un titolo simile crea aspettative, la copertina mostra una strada con panni stesi che promette folclore inutilmente. Invece si parla della Francia, di un viaggio, ma potrebbe trattarsi di qualunque luogo europeo. A volte viene voglia di tradurre le frasi in portoghese rigorosamente senza traduzione.
    La media: si tratta comunque di un'opera piacevole da leggere, nonostante deluda le aspettative. Se ne possono dire peste e corna su ogni aspetto, ma alla fine questo conta: è stato bello leggerlo.

    ha scritto il