Preludio a la Fundación

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Publisher: Nuevas Ediciones de Bolsillo

4.2
(2681)

Language: Español | Number of Pages: 460 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Chi traditional , English , Italian , Chi simplified , French , Japanese , German , Turkish , Dutch , Czech , Swedish , Polish

Isbn-10: 8497931270 | Isbn-13: 9788497931274 | Publish date: 

Translator: Rosa S. de Naveira

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Corre el año 12020 de la Era Galáctica y el emperador Cleón se siente incómodo en su trono. En Trántor, la gran capital del Imperio Galáctico, 40.000 millones de personas han creado una civilización de una complejidad tecnológica y cultural inimaginable. Cuando el joven psicohistoriador Hari Seidon llega a Trántor para participar en un congreso, se convierte en el hombre más buscado del Imperio. El psicohistoriador intentará que su portentosa teoría sobre el futuro no caiga en malas manos mientras forja la llave del futuro: un poder que será conocido como la Fundación.
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  • 4

    Inaspettatissimo

    Il mio voto per questo Asimov è eccellente: 4 stelle, la quinta la manca solo perché il suo stile modo di raccontare le cose mi era noto e quindi non mi ha lasciato attaccato alla pagina come quando l ...continue

    Il mio voto per questo Asimov è eccellente: 4 stelle, la quinta la manca solo perché il suo stile modo di raccontare le cose mi era noto e quindi non mi ha lasciato attaccato alla pagina come quando lessi un suo racconto per la prima volta.
    Ma la storia è straordinaria, metodica e cavillare. Gli eventi e le coincidenze non si capisce mai davvero quanto lo siano o quanto tutto sia pilotato, tutto sembra tirato da un ragno tessitore che davvero solo alle ultimissime pagine mostra il suo volto, stracciando il velo di Maya e trasformando un bel libro, che vale la pena leggere a prescindere, in una chicca che non può mancare assolutamente nelle librerie di chi ama il genere e non solo.

    said on 

  • 3

    Il mio primo Asimov fu "l'altra faccia della spirale", terzo volume della trilogia originale.
    Poi, anni dopo, lessi il meraviglioso "neanche gli dei" e "Il secondo libro dei robot".
    Solo in tempi rela ...continue

    Il mio primo Asimov fu "l'altra faccia della spirale", terzo volume della trilogia originale.
    Poi, anni dopo, lessi il meraviglioso "neanche gli dei" e "Il secondo libro dei robot".
    Solo in tempi relativamente recenti lessi i primi due volumi della trilogia e rilessi il terzo.
    Insomma, ora finalmente ho conosciuto Hari Seldon e scopro che mi mancano i romanzi con protagonista R. Daneel Olivaw.
    Questa storia è irritante! Anche se in un modo piacevole: è bello avere una saga da seguire sapendo che probabilmente non la si finirà mai :)
    Il romanzo in sè non è malvagio, però non è certo a livello della trilogia originale e poi ha il difetto di tutti i prequel: sai come finirà, non ti appassioni, sei solo spinto dalla curiosità di conoscere come si sia poi arrivati al ciclo originale.
    Rimane una lettura piacevole sia che si sia dentro la Fondazione sia che non la si conosca affatto.

    said on 

  • 4

    LA NASCITA DELLA PSICOSTORIA

    LETTO IN EBOOK --- Isaac Asimov ha collegato solo in un secondo momento i vari cicli di romanzi che narrano la storia futura della nostra Galassia. I primi romanzi furono, infatti, scritti soprattutto ...continue

    LETTO IN EBOOK --- Isaac Asimov ha collegato solo in un secondo momento i vari cicli di romanzi che narrano la storia futura della nostra Galassia. I primi romanzi furono, infatti, scritti soprattutto negli anni tra il 1953 e il 1964. “Preludio alla Fondazione”, invece, è del 1989, un altro importante romanzo di collegamento come “I robot e l’Impero” è del 1986 e, analogamente, le opere che “completano” i cicli sono degli anni ’80.
    Se “I robot e l’Impero” unisce, appunto, i cicli dei Robot e dell’Impero, “Preludio alla Fondazione”, non è solo il prequel del ciclo della Fondazione, ma richiama anche i temi dei due cicli precedenti. Rappresenta, quindi, più di tutti, un’opera “artificiale”, creata per unire storie distanti tra loro migliaia di anni e con diversità notevoli, seppur giustificate e spiegate dall’autore nelle nuove opere. Dunque, una simile lettura dovrebbe lasciar ben poco sperare come qualità. Eppure Asimov è riuscito a farne un romanzo piacevole e interessante almeno quanto alcuni dei migliori delle serie che unisce, sicuramente più del citato “I robot e l’Impero”, innanzitutto perché ha un’impostazione meno “didattica”, dato che “Preludio alla Fondazione” non ha più l’esigenza, complessa, di spiegare come i robot siano scomparsi nell’Impero, compito assolto da “I robot e l’Impero”.
    Uno dei maggiori difetti de “I robot e l’Impero” era l’uso del metodo investigativo inteso come:
    1. Mostra un evento;
    2. Fallo raccontare di nuovo a un personaggio che lo analizza per scoprirne i segreti;
    3. Eventualmente ripeti il punto 2.
    Questo approccio, tipico della serie dei robot, viene utilizzato anche in “Preludio alla Fondazione”, ma per fortuna solo brevemente e, se non ci fossero i precedenti citati, quasi non si noterebbe.
    Nonostante la sua funzione di congiunzione, che porta il romanzo a riprendere alcuni temi tipici degli altri romanzi, dalle leggi della robotica, alla psicostoria, alla struttura e nascita dell’Impero (si cita il conflitto tra la Terra e Aurora), riesce a essere innovativo e a regalarci dei momenti coinvolgenti.
    La funzione di quest’opera è soprattutto di spiegare la nascita della psicostoria e vede come protagonista il suo creatore, Hari Seldon, impegnato in una serie di avventure che lo fanno sembrare l’Indiana Jones della matematica, ma che comunque rendono vivace la lettura.
    Devo dire che la visione asimoviana di una Galassia organizzata in un impero composto da milioni di mondi, popolati solo da esseri umani (di origine terrestre), mi lascia alquanto perplesso, sia per la rapidità (20.000 anni) in cui l’umanità sarebbe passata dai 50 mondi abitati del ciclo dei robot ai milioni di pianeti con miliardi di abitanti, che mi fa pensare a tassi di natalità incredibili; sia perché mi pare inconcepibile che su miliardi di mondi l’uomo non si sia mai imbattuto in nessun essere intelligente. Persino gli animali e le piante aliene sono assai poco citati e sembrano autentiche rarità. Eppure ci sono miliardi di mondi pronti per essere abitati! Come può essere che nessuno abbia sviluppato forme di vita proprie? Tutto ciò, ovviamente, prendendo per buona la possibilità di muoversi a velocità ben superiori a quella della luce per andare da una stella all’altra.
    L’altra cosa che non mi convince di queste ricostruzioni e che troppe cose siano rimaste simili a come erano negli anni ’50-’80 del secolo scorso.
    Solo in “Preludio alla Fondazione” leggiamo, per esempio, di computer, ascensori (di solito normali a parte uno “gravitazionale” definito come raro), panini, mense e, incredibile, persino tennis!
    Ma dico io, come può essere che l’umanità non si ricordi più della Terra (in merito indaga lo stesso Seldon) eppure esista ancora un gioco come il tennis? Come può essere che in decine di migliaia di anni l’umanità abbia continuato a consumare panini! Quanto poi ai computer, già ora hanno fatto progressi assai maggiori che non quelli prospettati da Asimov. Nel romanzo compaiono anche dei supporti video per la lettura, forse più vicini a un tablet che a un e-reader, ma con capacità di memoria quanto mai modesta. Internet, pur essendo al momento della pubblicazione, prossimi alla sua esplosione non esiste, anche se si accenna a un accesso diffuso di informazioni. Quanto alla telefonia mobile, per gli uomini del futuro sembra essere… fantascienza.
    Peraltro, tra le visioni di Asimov non ancora realizzate, oltre ai robot antropomorfi, segnalerei che il mondo in cui è ambientata la storia, la capitale dell’Impero, Trantor ha un clima controllato, essendo interamente chiuso sotto una calotta, che lo difende dall’ambiente esterno, che la sovrappopolazione (40 miliardi di abitanti) ha reso instabile e inabitabile.
    Comunque penso sia giusto accogliere e accettare per quello che è questa Galassia che Asimov ha voluto disegnarci, pulita, regolare e prevedibile (grazie alla psicostoria), molto WASP (White Anglo Saxon Protestant), assai lontana dai cliché della distopia, sebbene in “Preludio alla Fondazione” si parli della decadenza dell’Impero. Anche se il protagonista si cala nei quartieri più malfamati e affronta i delinquenti locali, la sensazione è sempre quella che, poco lontano, ci sia il mondo ordinato e sereno dell’Impero.
    Insomma, prevale anche qui il tipico ottimismo futuristico asimoviano, che è la sua più tipica caratteristica.
    Un ultimo appunto: il finale, forse in parte prevedibile, può comunque stupire e dona un tocco, positivo, in più al romanzo, dando un senso a molte cose.

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  • 3

    3.5 verso l'alto

    Scritta bene, anche se il colpo di scena finale l'avevo già intuito verso metà libro (chiaramente solo se uno ha già letto il resto di Asimov). A voler generalizzare è una storia dalla struttura molto ...continue

    Scritta bene, anche se il colpo di scena finale l'avevo già intuito verso metà libro (chiaramente solo se uno ha già letto il resto di Asimov). A voler generalizzare è una storia dalla struttura molto semplice e ripetitiva, quindi forse quasi fin troppo prolissa per quelli che sono i contenuti (scappare, rifugiarsi, dialogare con culture estremiste, ottenere qualche informazione, riscappare). Però essendo una prefazione al vero e proprio corpo che è il ciclo della fondazione posso capire le scelte.

    said on 

  • 5

    Se amo i romanzi di fantascienza è per merito tuo, ISAAC ASIMOV.

    Favoloso. Ho letto la "trilogia della fondazione" più il quarto capitolo, in un unico libro, in pochissimo tempo. Poi mi sono fermato, sono sincero. Pensavo che gli altri capitoli (che effettivamente ...continue

    Favoloso. Ho letto la "trilogia della fondazione" più il quarto capitolo, in un unico libro, in pochissimo tempo. Poi mi sono fermato, sono sincero. Pensavo che gli altri capitoli (che effettivamente sono stati pubblicati in seguito...) non potessero mai arrivare al livello della trilogia ma mi sbagliavo e di molto anche. Isaac Asimov parlerà sicuramente di temi scientifici un po' pesanti, ma è un genio, un SIGNOR scrittore. Una mente geniale. Un pioniere in questo genere di romanzi. Leggerò tutti i suoi libri. La mia libreria sarà piena dei suoi scritti. Questo è il modo più umile per provare quanto stimo questa persona.

    said on 

  • 4

    L'inizio del ciclo della Fondazione

    Un romanzo da leggere, poco ma sicuro. I personaggi principali che lo popolano sono Hari Seldon (ancora un giovane matematico in cerca del proprio futuro), Eto Demerzel e Dors Venabili. Inizia l'epope ...continue

    Un romanzo da leggere, poco ma sicuro. I personaggi principali che lo popolano sono Hari Seldon (ancora un giovane matematico in cerca del proprio futuro), Eto Demerzel e Dors Venabili. Inizia l'epopea di Seldon e della sua creatura: la psicostoria.

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  • 5

    Finito il sesto dei 7 tasselli del ciclo della Fondazione e sempre più mi convinco che Asimov è la fantascienza. Insieme ad un altro maestro del genere, Philip K. Dick, unico che secondo me può compet ...continue

    Finito il sesto dei 7 tasselli del ciclo della Fondazione e sempre più mi convinco che Asimov è la fantascienza. Insieme ad un altro maestro del genere, Philip K. Dick, unico che secondo me può competere con la maestosità letteraria di Asimov (ovviamente è una mia opinione ristretta a ciò che ho letto finora).

    "Trantor... Capitale del Primo Impero Galattico... Sotto Cleon I, conobbe il suo <<fulgore crepuscolare>>. Stando alle apparenze, era allora all'apice... La popolazione ammontava a 40 miliardi di abitanti... chi viveva su Trantor indubbiamente era ancora convinto che quello fosse il leggendario Mondo Eterno e non si aspettava che un giorno...
    ENCICLOPEDIA GALATTICA"

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  • 5

    "Ho sentito le vecchie storie da mia madre, che le aveva sentite da sua madre, e così via, indietro nel tempo..."

    Mi sto stancando a scrivere recensioni dei romanzi di Asimov in cui dico sempre la stessa cosa: geniale, geniale, geniale, tanto geniale da essere umanamente inconcepibile. Il mio sconfinato apprezzam ...continue

    Mi sto stancando a scrivere recensioni dei romanzi di Asimov in cui dico sempre la stessa cosa: geniale, geniale, geniale, tanto geniale da essere umanamente inconcepibile. Il mio sconfinato apprezzamento per i libri e la bravura di questo autore è sul punto di sfociare in una devozione religiosa. Diventerò una fanatica, una di quelle che fanno il giro porta a porta con i volantini, del tipo testimoni di Geova.
    «Buona domenica, signora, ha mai pensato di aprire il suo cuore al Dio della fantascienza?».

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