Principianti

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.3
(839)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806203010 | Isbn-13: 9788806203016 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Riccardo Durandi ; Curatore: William L. Stull , Maureen P. Carroll

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
La versione originale, non editata, dei diciassette racconti che compongono la raccolta uscita col titolo Di cosa parliamo quando parliamo d’amore. I racconti di Principianti sono seguiti da un apparato di note ai testi che ne raccontano la genesi e da una selezione di lettere di Raymond Carver a Gordon Lish.
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  • 3

    Principianti comprende i 17 racconti già pubblicati nel 1981 con il titolo 'Di cosa parliamo cosa parliamo d'amore' ripristinati seguendo i manoscritti originali e presentati quindi nella forma in cui ...continua

    Principianti comprende i 17 racconti già pubblicati nel 1981 con il titolo 'Di cosa parliamo cosa parliamo d'amore' ripristinati seguendo i manoscritti originali e presentati quindi nella forma in cui l'autore li aveva scritti prima dei tagli operati da Gordon Lish, l'editor di Carver. Alcuni di questi, per esempio Una piccola cosa buona, erano già stati pubblicati in una forma più vicina all'originale nella raccolta Da dove sto chiamando. I racconti sono pubblicati nello stesso ordine in cui sono apparsi nel 1981, con delle note che spiegano l'entità dei tagli operati da Lish e corredati da alcune lettere in cui Carver cerca, senza successo, di impedire a Lish di pubblicare i racconti così mutiliati senza tuttavia trovare la necessaria decisione per imporre uno stop alla pubblicazione. Ho parlato di mutilazione. Ed è proprio di questo che si tratta. Lish nella sua volontà di giungere all'essenziale ha tolto alle storie di Carver calore, sentimento, drammaticità. Quello che mi colpiva per freddezza e precisione nelle storie del 1981, oggi mi colpisce per intensità, senza tuttavia perder nulla in precisione. Carver non è mai ridondante. Carver descrive uno stato d'animo con un aggettivo, con una pennellata rapida e feroce, ma a questo aggiunge un pathos, una compassione per i suoi personaggi che con i tagli di Lish era andata completamente perduta. Quello che mi ha sempre affascinato in Carver è la sua capacità di inquadrare il punto di svolta di una vita. In molti racconti di questa raccolta si ha l'impressione che l'episodio raccontato non sia importante di per sè, ma per quello che ha provocato. E' come se Carver riuscisse ad individuare la prima molecola di neve che si stacca e che dà origine ad una valanga. Sto pensando a racconti come 'Principianti' ('Di cosa parliamo quando parliamo d'amore' nela precedente versione) o 'Perchè non ballate?' (uno dei miei preferiti). Venendo ai singoli racconti, il mio è preferito è 'Una piccola cosa ma buona', seguito da 'Principianti', 'Gazebo', 'Perchè non ballate?', 'Dì alle donne che usciamo'. Ma sono tutti bellissimi, anche il brevissimo e crudele 'Mio'....

    ha scritto il 

  • 5

    Principianti d'amore.

    In questo mondo di principianti in fatto d'amore, Carver ci pone la sua cornice eccezionale e ci dona una raccolta di racconti su quei gesti piccoli ma simbolici che ci fanno capire dove i protagonist ...continua

    In questo mondo di principianti in fatto d'amore, Carver ci pone la sua cornice eccezionale e ci dona una raccolta di racconti su quei gesti piccoli ma simbolici che ci fanno capire dove i protagonisti hanno amato e quelle situazioni dove l'amore è finito per sempre.
    Diciamocelo, i migliori amici di Carver sono l'amore, il ballo, la pesca e l'alcol; quattro simboli ricorrenti in quasi tutti i racconti di Principianti, chi più chi meno.
    Credo che in quest'opera, Carver sia riuscito a svelare alcuni degli aspetti più importanti che caratterizzano un uomo nella vita normale; lui racconta la verità e non abbellisce le sue storie con sentimenti o situazioni astratte che rendono la lettura più positiva o ottimistica agli occhi del lettore. No, niente di tutto questo costituisce questi racconti e Carver stesso.
    Qui si può trovare l'essenza della sua vita: i suoi problemi con l'alcol, il suo primo matrimonio fallito ma anche il suo amore per Tess Gallagher e il suo passato con la morte del padre per colpa dell'alcolismo.
    Ma in fondo, Carver era un uomo normale con dei sogni normali e che tutti noi abbiamo: riuscire a trovare una persona o la propria stabilità emotiva per riuscire a vivere un amore duraturo, tranquillo, isolato e quasi intoccabile da tutti quei fattori che possono comparire da un giorno all'altro e che può farlo ammalare di una malattia che per tutti è quasi la stessa e che sfondi l'inevitabile barriera dell'abitudine.
    Senza ombra di dubbio, considero Carver uno scrittore romantico ma con un'impronta tutta personale e inimitabile. Gli piace raccontare l'amore: di come è nato, il suo sviluppo e, soprattutto, il suo declino.
    Credo che le parole di Paolo Giordano descrivano meglio ciò che voglio dire: "Ma l'amore carveriano è talmente fragile ed effimero ch'egli non può soffermarvisi, se non per un giro di ballo."
    Questo libro per me è un messaggio forte e chiaro sul fatto non si è soli nel vivere certe situazioni in cui ci si può sentire esclusi, o meglio, incompresi. Siamo tutti delle creature innamorate, sognatrici ma soprattutto siamo delle creature imperfette, che sbagliano i gesti e le parole e ne subiamo le conseguenze per poi continuare ad andare avanti.
    Lettura più che consigliata, anzi, autore più che consigliato se ancora avete letto poco o nulla di Raymond Carver.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere? In effetti dipende dai gusti, ma se vi aspettate un romanzo d'amore.. non è così.. è molto di più.

    L'amore si sa è complesso. Ha varie forme. Amicizia, parentela, obbligo, trasporto. Può avere varie intensità. Può essere appena nato, essere maturo, finire.. Può essere puro, tenero, ossessivo, malat ...continua

    L'amore si sa è complesso. Ha varie forme. Amicizia, parentela, obbligo, trasporto. Può avere varie intensità. Può essere appena nato, essere maturo, finire.. Può essere puro, tenero, ossessivo, malato. Questo libro è fantastico perchè tenta di raccontarcene il più possibile. Il cambio di personaggio ad ogni storia è assurdo. Lo scrittore ha fatto un lavoro encomiabile. Ad ogni storia sembra di addentrarsi nella testa e nella vita del protagonista. Ogni momento è raccontato in prima persona in maniera sublime. Ogni storia è a sè, impossibile dare un giudizio generale sul libro, sarebbe davvero troppo misero. Posso solo consigliarvene caldamente la lettura. Ne vale decisamente la pena. Una piccola postilla. Prima di cominciare leggete la prefazione sulla nascita del libro.. e dopo averlo letto tutto, date una piccola scorsa alle note. E' interessante ve lo assicuro. Noterete soprattuto per la parte alla fine del libro, quanto "dello scrittore" si ritrova nelle varie storie..

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver letto America oggi e Cattedrale pensavo di essere ormai "avvezza" allo stile di Carver, e invece è stata una forte emozione anche questa volta.
    Carver coglie l'attimo in cui tutto non è più ...continua

    Dopo aver letto America oggi e Cattedrale pensavo di essere ormai "avvezza" allo stile di Carver, e invece è stata una forte emozione anche questa volta.
    Carver coglie l'attimo in cui tutto non è più uguale a prima, l'attimo in cui tutto cambia o da una svolta definitiva, spesso drammatica.
    Il racconto "Mio" il più breve, anche crudele, è quello che maggiormente mi ha fatto stare male, "Principianti" e "Perchè non ballate?" sono i più belli, sempre che si possa fare questo tipo di distinzioni per i racconti di Carver.

    ha scritto il 

  • 4

    MA DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO??????

    oggi GDL "I principianti di Carver, che dire; causa raffrddori disavventure tra cui corvè di babysitteraggio non sono riuscita a finirlo,anche perchè mi sono ostinata a leggere questi racconti in co ...continua

    oggi GDL "I principianti di Carver, che dire; causa raffrddori disavventure tra cui corvè di babysitteraggio non sono riuscita a finirlo,anche perchè mi sono ostinata a leggere questi racconti in contemporanea a "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" la discussa versione manipolata a suo tempo dall'editore.
    Carven non scrive fotografa (ho avuto questa "illuminazione"ieri guardando le fotografie di Doisneau che racconta fotografando)e lui umilmente ci consegna le sue foto senza commenti senza suggerimenti,e ci ipnotizza,ci affascina.E come per le foto nei suoi racconti tutte le volte che li leggi scopri un particolare,un colore,un profumo diversi
    La leggera inquietudine,la velata angoscia sono sicura che spariranno con una rilettura primaverile lontano da nebbie e acciacchi invernali,cosa scoprirò ririleggendoli nella canicola estiva con ronzio di condizionatore di sottofondo??? e in momenti di soffice felicità?? o melanconia??
    Sono fuori di testa??' nooooo!! Ho letto i racconti di Carven!!!!
    Credo sia utile legger anche"Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"più agili ,eleganti ,stile impeccabile e hanno sopratutto il merito di far apprezzare il candore e la fresca ingenuità dell'originale.
    Di cosa parliamo quando parliamo d'amore - I principianti e come mangiare una pesca con forchetta e coltello o a morsi e brani con il succo che cola sul mento!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Ma, secondo me, siamo tutti nient’altro che principianti, in fatto d’amore.

    https://valeriademattei.wordpress.com/2015/11/10/ma-secondo-me-siamo-tutti-nientaltro-che-principianti-in-fatto-damore/

    ha scritto il 

  • 4

    Non si vince mai davvero, non in quello che conta….

    Però ci dovrebbe far vergognare quando parliamo come se sapessimo di cosa parliamo quando parliamo d’amore… Quando ho iniziato questi racconti mi ero ripromessa di godermeli pian piano, uno alla volta ...continua

    Però ci dovrebbe far vergognare quando parliamo come se sapessimo di cosa parliamo quando parliamo d’amore… Quando ho iniziato questi racconti mi ero ripromessa di godermeli pian piano, uno alla volta, senza fretta. Un po’ perché i racconti sono un genere narrativo in cui si raccontano storie brevi, normalmente con un inizio ed una fine, per cui puoi riprenderli quando vuoi e magari leggere nel frattempo qualcos’altro. Ma quando ti immergi nella scrittura di Carver difficilmente riesci a staccartene, diventa quasi ipnotico. Questi racconti, poi, sono davvero particolari. Alcuni sono dei veri e propri flash, scatti fotografici di istanti nei quali dei personaggi conosci solo ciò che accade in quel determinato momento, senza sapere ciò che ha determinato quell’ accadimento, ma soprattutto non si sa mai ciò che accadrà dopo, perché l’autore lascia in sospeso, senza mai chiudere il cerchio del racconto. Il lettore, quindi, è costretto a riflettere sulle varie situazioni e a cercare un possibile finale, una possibile conclusione. Quel che è certo è che tutti bevono molto, annegano dispiaceri, delusioni, dolori e insoddisfazioni nel gin, nella vodka, nel whisky o nella birra, in ogni racconto l'alcool è presenza costante. Nell’antefatto si spiega che questa raccolta fu riveduta e corretta in molte sue parti dall’editore e che uscì nell’’81 col titolo “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, libro che non ho letto, ma che, per ora, non intendo leggere: questi racconti mi sembrano già perfetti così, fra le righe c’è la fatica del vivere, il dolore, la rabbia, la rassegnazione, c’è un Carver provato da molti anni di alcolismo. E poi ritengo che spesso i rimaneggiamenti degli editor finiscano per alterare o addirittura stravolgere un’opera, anziché esaltarla e migliorarla. Ma chi è curioso di fare il confronto, libero di farlo, naturalmente…. https://youtu.be/FywSzjRq0e4

    ha scritto il 

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