Privo di titolo

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 642)

3.9
(1072)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8838920303 | Isbn-13: 9788838920301 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
"Privo di titolo" intreccia la storia dell'unico martire fascista siciliano del biennio rosso con la colossale beffa di Mussolinia, la città nei pressi di Caltagirone che avrebbe dovuto celebrare per sempre la gloria del Duce. In un'intervista, concessa a "La Nazione" il 17 gennaio 2002, Andrea Camilleri dichiarò: "Voglio assolutamente scrivere la storia di un eroe immaginario in un paese immaginario. Mi riferisco alla storia dell'unico martire fascista che poi ho scoperto essere stato ammazzato dai suoi per un errore. L'ambientazione ovviamente sarà quella che sarebbe dovuta divenire Mussolinia, la città che non fu mai costruita e della quale al duce, nel 1928, fu mostrato un fotomontaggio".
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  • 3

    A palazzu di justizia era cosa cognita che le carti ivano e vinivano, dotate di motu autonomu. Spirivanu per misi e misi e doppo arricomparivanu misteriusamenti, opuro spirivanu e nun arricumparivanu ...continua

    A palazzu di justizia era cosa cognita che le carti ivano e vinivano, dotate di motu autonomu. Spirivanu per misi e misi e doppo arricomparivanu misteriusamenti, opuro spirivanu e nun arricumparivanu cchiù. Si spiava ca nel 1911 nu' ragiuneri era statu vistu 'ntrari nel palazzu a matinu pi fari tistimonianza, macari se in aula mai era trasitu. Scumparsu e cchiù attrovatu. I beni 'nformati contavanu ca doppo chi era spiritu, pi qualichi tempu, i granni surci di l'archiviu eranu parsi tanticchia cchiù granni e sucievuli.
    E Mussolini che ci trasi? Sissi ci trasi pirchì 'sta facenna e macari 'na radura a vacanti nel vosco negliusu di Caltagirone lo potivanu cummigliari di ridiculo.
    Camilleri, susennosi supra le parti e macari facennu gran burdellu, arrinesci a smuntari 'na pigliata pi fissa costruita 'ntorno a l'ammazzatina de l'unicu martire fascista sicilianu, chi s'arritrova pirciò defraudatu d'a sulenni dignità di mortu privu di titulu.

    ha scritto il 

  • 0

    I romanzi storici di Camilleri sono belli, in poche pagine rendono vivo un periodo, gli eventi storici in genere non sono spiegati esplicitamente ma fanno da sfondo alle vicende narrate, eppure è prop ...continua

    I romanzi storici di Camilleri sono belli, in poche pagine rendono vivo un periodo, gli eventi storici in genere non sono spiegati esplicitamente ma fanno da sfondo alle vicende narrate, eppure è proprio la Storia, più che le storie dei personaggi, a rimanerti a fine lettura, proprio perchè il lettore la assorbe dai loro sentimenti, dai loro atteggiamenti, da come hanno vissuto il clima della loro epoca.
    E’ una cosa che ho sentito particolarmente in questo romanzo perchè Camilleri ricorda esplicitamente di aver vissuto l’epoca in cui è ambientato, cioè il periodo fascista italiano, e mi è quindi venuto spontaneo chiedermi “come reagirono davvero gli italiani all’ascesa del fascismo?”, perchè leggendo sembra quasi di poterli vedere in diretta, gli italiani sotto il fascismo. C’è una cittadina qualunque, c’è un fatto di cronaca che esalta gli animi e porta allo scoperto la follia, il consenso e il dissenso; soprattutto, il consenso. Il problema è che avrebbe potuto essere una città di oggi, persone di oggi, la forma mentis non è abbastanza diversa purtroppo; tanto per dirne una, non cambia l’atteggiamento di voler considerare l’imposizione delle proprie idee come una santa e giusta causa, o il vedere l’espressione di un’opinione diversa già di per sè come un attacco, a cui reagire di conseguenza con forza.
    Sono riflessioni che possono venire ancor più facilmente con un romanzo che con un saggio, leggendo i fatti può sembrare che possano non ripetersi mai, è leggendo degli animi di chi li ha vissuti e trovandoli simili ai nostri che sorgono i dubbi.

    ha scritto il 

  • 0

    Camilleri in veste di scrittore storico...prende un fatto accaduto e ne trae un romanzo che sembra non discostarsi mai da quello che può essere realmente successo. Una lettura che non disdegna l'ausil ...continua

    Camilleri in veste di scrittore storico...prende un fatto accaduto e ne trae un romanzo che sembra non discostarsi mai da quello che può essere realmente successo. Una lettura che non disdegna l'ausilio di estratti giornalistici non veritieri ma nella veste grafica dell'epoca. Un buon romanzo, impegnativo ma con il giusto peso.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Verso la metà d’aprile del 1941, il professore di cultura militare del ginnasio-liceo “Empedocle” di Giurgenti, avvocato Francesco Mormino.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/privo-d ...continua

    Verso la metà d’aprile del 1941, il professore di cultura militare del ginnasio-liceo “Empedocle” di Giurgenti, avvocato Francesco Mormino.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/privo-di-titolo-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo nel 1941 e in un'aula scolastica si commemora un caduto fascista, forse uno dei pochi se non l'unico della storia siciliana. I fatti risalgono a venti anni prima, nel 1921, quando in occasione d ...continua

    Siamo nel 1941 e in un'aula scolastica si commemora un caduto fascista, forse uno dei pochi se non l'unico della storia siciliana. I fatti risalgono a venti anni prima, nel 1921, quando in occasione di una spedizione punitiva per dare una lezione al “bolscevico” Michele Lopardo, muore il camerata Lillino Grattuso. E' lo stesso aggredito che, per difendersi, è costretto all'involontario omicidio di cui si dichiara colpevole. La retorica del regime inizia così a celebrare le doti eroiche e l'abnegazione della vittima, senza fermarsi nemmeno quando dalle indagini, in seguito alla testimonianza di un'anziana cieca, emerge un'altra versione dei fatti: ad uccidere non è stato il nemico giurato ma un suo stesso amico, componente della brigata vendicatrice, Antonio Impallomeni. Costruito con la solita sapiente maestria, questo avvincente giallo è condito anche con gradevoli ingredienti storici che mettono in luce la capacità dei regimi politici di “costruire” e distorcere la verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Preferisco il Camilleri romanziere storico a quello giallista oramai sclerotizzato nei ritmi, nelle trame e nelle battute. Davvero caruccio e poi i due capitoli su Mussolinia mi hanno fatto davvero ri ...continua

    Preferisco il Camilleri romanziere storico a quello giallista oramai sclerotizzato nei ritmi, nelle trame e nelle battute. Davvero caruccio e poi i due capitoli su Mussolinia mi hanno fatto davvero ridere.

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri non si smentisce mai

    Questo è il Camilleri che apprezzo di più. Il Camilleri dell'intreccio tra fatti storici e narrativa. Tutta la storia è permeata dalla solita ironia tipica dei suoi romanzi. Le trovate narrative non m ...continua

    Questo è il Camilleri che apprezzo di più. Il Camilleri dell'intreccio tra fatti storici e narrativa. Tutta la storia è permeata dalla solita ironia tipica dei suoi romanzi. Le trovate narrative non mancano e fanno scorrere il libro anche troppo velocemente. Insomma consigliatissimo.

    ha scritto il