Pulp

Una storia del XX secolo

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.8
(4509)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Basco

Isbn-10: 8807700603 | Isbn-13: 9788807700606 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Schenoni

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nick Belane è un detective con tre matrimoni alle spalle, il conto in rosso, i creditori sempre alle porte. Belane riceve telefonate e visite di nuovi clienti. L'affascinante signora Morte vuole che verifichi se un Céline che gira per Los Angeles alla ricerca di prime edizioni di Faulkner sia Céline lo scrittore. Mr. Barton gli affida l'incarico di localizzare un non meglio identificato Passero Rosso. Jack Bass vuole scoprire se la giovane moglie lo tradisce e con chi. Mr. Grover, un impresario di pompe funebri, desidera sbarazzarsi di Jeanni Nitro, un'aliena che gli sta alle costole, non si sa con quali intenzioni. Quattro casi che via via si aggrovigliano l'uno dentro l'altro e mettono a dura prova le qualità del buon Belane.
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  • 3

    Depressivo ma ironico

    Un bel romanzo tra il thriller e il fantasy, capace di mettere a nudo la società odierna, ormai sempre più decadente e depressa, ma con l'ironia di Bukowsky, non uno dei miei autori preferiti, ma ques ...continua

    Un bel romanzo tra il thriller e il fantasy, capace di mettere a nudo la società odierna, ormai sempre più decadente e depressa, ma con l'ironia di Bukowsky, non uno dei miei autori preferiti, ma questo libro è stato piacevole. Letto in soli due giorni. Consigliato solo a chi piace il genere pulp :)

    ha scritto il 

  • 3

    ultimo libro, così così ma funziona

    Storia di un investigatore privato, molto surreale a tratti. All'inizio non mi piaceva granchè, ma andando avanti migliora e ho dovuto leggerlo per forza tutto per sapere come finiva. E' l'ultimo libr ...continua

    Storia di un investigatore privato, molto surreale a tratti. All'inizio non mi piaceva granchè, ma andando avanti migliora e ho dovuto leggerlo per forza tutto per sapere come finiva. E' l'ultimo libro scritto da Bukowski, e si sente. E' come se tutto fosse un po' troppo forzato, una parodia del genere che lo ha reso famoso, come se avesse dovuto scrivere questo libro, forse per soldi. O forse lo ha fatto così per divertimento?
    Comunque ti tiene inchiodato e per questo gli do 3 stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    tre e mezzo

    romanzo più maturo e malinconico, a tratti (troppo) surreale, non a caso è l'ultimo scritto da Bukowski prima di morire.
    non male, ma continuo a preferire i suoi lavori più acerbi, uno per tutti Post ...continua

    romanzo più maturo e malinconico, a tratti (troppo) surreale, non a caso è l'ultimo scritto da Bukowski prima di morire.
    non male, ma continuo a preferire i suoi lavori più acerbi, uno per tutti Post Office

    ha scritto il 

  • 2

    Non so cosa mi aspettassi da Bukowsli, come prima lettura, ma non questo. Credo mi aspettassi qualcosa di più.
    I tratti surreali non mi entusiasmano, le parti dialogate invece sono forti, quasi realis ...continua

    Non so cosa mi aspettassi da Bukowsli, come prima lettura, ma non questo. Credo mi aspettassi qualcosa di più.
    I tratti surreali non mi entusiasmano, le parti dialogate invece sono forti, quasi realistiche, quasi divertenti.
    Quasi, però.

    ha scritto il 

  • 2

    Pulp, molto pulp, pure troppo...

    Di tante cose si sente dire: o si odia o si ama.
    Solo che nel caso di Bukowski è vero.
    Qui la recensione completa di "Pulp": http://bit.ly/1OFQ3nA

    ha scritto il 

  • 4

    Nick Belane, l'investigatore più dritto di Los Angeles.

    Il signor Bukowski è stato un poeta e scrittore statunitense di origine tedesca, morto nel 1994 dopo 74 anni di vita. Ha prodotto un bel numero di opere: tra romanzi, racconti e poesie, ha raggiunto l ...continua

    Il signor Bukowski è stato un poeta e scrittore statunitense di origine tedesca, morto nel 1994 dopo 74 anni di vita. Ha prodotto un bel numero di opere: tra romanzi, racconti e poesie, ha raggiunto la quota 60 libri e tutto questo per contenere la sua vita tempestosa. Problemi con l’alcol, rapporti problematici con le persone e frequenti rapporti sessuali (trattati senza troppi filtri), questo ci dice della sua vita, anche nel romanzo che sto per commentare.
    Pulp è stata l’ultimissima opera scritta da Charles prima della sua morte, causata da una leucemia fulminante.

    Il titolo completo è “Pulp. Una storia del XX secolo” e trae il titolo dal genere letterario “pulp”, proprio dei Pulp magazine degli anni ’20. Essi erano riviste di prezzo economico e scarsa qualità di fattura [Pulp è la polpa dell’albero dalla quale ottenevano la carta di qualità scadente con la quale erano stampati], contenenti storie violente e copertine sexy o raccapriccianti.
    La trama è molto intrecciata: il protagonista è il 55enne Nick Belane, l’ investigatore più “dritto” di L.A., sbalzato tra un caso e l’altro senza sosta e senza senso apparente. Non conduce uno stile di vita invidiabile, giocatore d’azzardo sfortunato, amante dell’alcol, in sovrappeso e solo come un cane. Più o meno come il suo creatore Charles. I personaggi che intervengono a complicare la sua vita, sono tutti particolari e simbolici. Abbiamo la Signora Morte, un’aliena di nome Jeannie e altri loschi figuri che cercano di mettergli i bastoni tra le ruote nella sua ricerca di un misterioso “Passero Rosso”. Pur essendo un investigatore ormai in “decadenza” fisica e psicologica, riesce sempre a tirarsi fuori con successo da situazioni pericolose, usando la forza e l’ingegno di un vero detective e stupendo anche il lettore con qualche uscita brillante e inaspettata. Schietto e diretto, usa un linguaggio piuttosto crudo e ricco di parolacce. Nell’intricata rete dei vari casi che si intrecciano, lui si barcamena tra un bar, motel e locali vari, nel vano tentativo di sfuggire agli impegni presi, confuso e deciso sul da farsi allo stesso tempo. Nel frattempo c’è anche spazio per fraintendimenti, supposizioni errate, pedinamenti malriusciti e risse, segni di una ricerca di risposte fatta allo sbaraglio sulla base di intuizioni random che fluttuano nella mente di Nick, talvolta senza connessione. Un’avventura con una conclusione a sorpresa ma non troppo: avvicinandosi verso la fine del romanzo, tutte le vicende iniziano ad avere un senso ed ogni personaggio assume la sua posizione definitiva anche all’interno della vita di Nick stesso. Altro non posso aggiungere. :)

    Intanto, ho adorato questo romanzo. Mi piacciono le conversazioni schiette dei personaggi, senza giri di parole e con il linguaggio vero della realtà. Mi piace la sincerità con la quale è stato scritto e mi piace sapere che quello che ho letto è un pezzo di personalità dello scrittore stesso. Nick Belane è Charles Bukowski che si avvicina alla fine della sua vita e ne è consapevole. Appare un vincitore ed un vinto allo stesso tempo, risucchiato dallo scorrere della vita e delle vicende che lui cerca di evitare senza successo. Però alla fine tutti i nodi vengono al pettine e non si può fare altro che guardare in faccia la realtà, inesorabile, come nella vita reale.
    Scorrevole, piacevole, dissacrante, rude e accattivante, questo è, secondo me.
    Per concludere, leggetelo e assaporate l’ultimo romanzo di uno scrittore senza peli sulla lingua, l’ultima opera di una lunga serie alla quale presto mi interesserò anche io.

    “Era in quel momento che capivi di essere diventato vecchio, quando te ne stavi seduto a chiederti dove era finito tutto.”

    ha scritto il 

  • 0

    Caro vecchio Charles! L'anima nera dell'America e della Scrittura! Una dote innata e senza intermediari. Il luogo comune elevato ad arte. Il periodare minimo, brusco, immediato, geniale. Descrizioni c ...continua

    Caro vecchio Charles! L'anima nera dell'America e della Scrittura! Una dote innata e senza intermediari. Il luogo comune elevato ad arte. Il periodare minimo, brusco, immediato, geniale. Descrizioni come riverberi di saette. Il linguaggio comune che entra discretamente prepotente nella letteratura. Lasciate stare la trama, onirica e fittizia. Ma il finale è sorprendente e visionario. Un sigaro, uno scotch e applausi.

    ha scritto il 

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