Quel che resta del giorno

Di

Editore: Einaudi (ET; 180)

4.1
(2948)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Giapponese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Lettone , Portoghese , Indonesiano , Rumeno

Isbn-10: 8806173413 | Isbn-13: 9788806173418 | Data di pubblicazione:  | Edizione 17

Traduttore: Maria Antonietta Saracino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomoegli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in unaantica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli haservito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accingeora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americanoMr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anchequanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è suinvito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella suavita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questoviaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi.
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  • 5

    Di questo romanzo le cose che più mi hanno dato da pensare sono quelle che girano intorno alla concezione del lavoro, della professione e della professionalità.

    Cominciamo però col dire che la bell ...continua

    Di questo romanzo le cose che più mi hanno dato da pensare sono quelle che girano intorno alla concezione del lavoro, della professione e della professionalità.

    Cominciamo però col dire che la bellezza del racconto sta nella scelta di costruirlo attorno alla estrema rincorsa che a un certo punto Stevens decide di fare per tentare confusamente di recuperare tempo e occasioni perdute. E’ lui che così ci racconta come alla fine della sua vita e del suo servire da maggiordomo in una casa patrizia inglese cerchi di recuperare una donna, un rapporto, delle relazioni sociali fuori dal suo ruolo; anche solo il respiro che viene da una vacanza libera (la prima della sua vita).
    I luoghi di lavoro sono pieni di gente che passa dieci, dodici ore al giorno totalmente identificata in quel che fa. Quasi tutti si rendono conto di sacrificare in questo buona parte della propria vita, soprattutto di occasioni di sentirsi vivi. E quasi tutti usano come cuscinetto per ammortizzare il senso di frustrazione che questo pensiero procura, immaginando di poter fare quel che si sono negati per tanti anni nel momento in cui arriverà la sera della vita, quando si troveranno finalmente davanti “quel che resta del giorno”. C’è chi immagina di fare una lunghissima vacanza all'avventura. Chi pensa ad un viaggio per andare ad incontrare tutti gli amici e gli amori trascurati e perduti. C’è chi progetta di dedicare ai nipoti il tempo che hanno negato ai figli. C’è chi si vede leggere i libri, ascoltare la musica, godere degli spettacoli a cui hanno dovuto rinunciare nel nome del “dovere” di lavorare. Dovrebbero intanto trovare il tempo di leggere queste pagine.

    C’è poi il tema del contrasto tra etica della professione e etica della responsabilità. Stevens sente il dovere di accettare senza pensare e senza obiettare tutto quel che il proprio padrone (impegnato a favorire un’alleanza tra l’Inghilterra e la Germania nazista) decide e fa. E che inevitabilmente lo coinvolge. La sua “etica” professionale gli impone di condividere tutto, con un entusiasmo ed una stima più o meno autentici. Arriva a licenziare due impeccabili collaboratrici perché sono ebree e il padrone glielo impone. Quanto questo corrisponda ad un certo modo di vivere il proprio lavoro che tanti hanno nel nostro tempo è sin troppo facile da misurare. Se così non fosse il mercato non pullulerebbe di venditori di immondizia impacchettata. Da sempre, i danni che l’entusiasmo di servi e commessi fanno agli altri sono incalcolabili. Credo anche che oggi questo romanzo andrebbe letto soprattutto da chi si identifica con ed esalta la cosiddetta “cultura manageriale” e da chi vuol comprendere perché si tratta di cultura servile, da maggiordomi come Stevens. Anche se i manager vengono considerati “dirigenti” hanno quella cultura servile nel loro bagaglio, senza saperlo. Il fatto che sia assurta a livelli di considerazione (tradotta in retribuzioni follemente ingiustificate) e di condizionamento dei destini degli uomini è una delle cose più inique e pericolose del nostro oggi.

    Questo impianto tematico e il fascino crepuscolare con cui è reso, si afferrano subito. Il romanzo infatti non presenta al lettore grandi asperità tecniche ed è scritto con una tonalità narrativa omogenea, senza sbavature e senza cadute di ritmo. Romanzo di pregio, insomma. Il film lo è altrettanto.

    ha scritto il 

  • 3

    Mr. Stevens mi ha messo malinconia

    Quando arriva la sera e ripensiamo alla giornata appena trascorsa dovremmo sentirci soddisfatti, stanchi ma soddisfatti di ciò che si è fatto, senza rimpianti.
    Mr. Stevens è un personaggio d'altri tem ...continua

    Quando arriva la sera e ripensiamo alla giornata appena trascorsa dovremmo sentirci soddisfatti, stanchi ma soddisfatti di ciò che si è fatto, senza rimpianti.
    Mr. Stevens è un personaggio d'altri tempi, composto, lucido e senza esitazioni, ma quando arriva la sera si rende che nella vita si è fidato ciecamente delle scelte altrui, operate dal signore per cui lavorava, senza dubitare mai.
    Durante il suo bellissimo viaggio in Inghilterra e nella società inglese, rilegge la sua vita passata come maggiordomo e pone al centro la grande questione su cosa sia la dignità, che nel caso di Mr. Stevens è la capacità di non spogliarsi di fronte agli altri, di mantenere compostezza e il rispetto del ruolo che si ricopre.
    Ma questo per Mr. Stevens ha significato non osare e guardare la vita da un unico punto di vista, percorrerla su un unico sentiero. Ma nonostante questa consapevolezza, l'unico modo per affrontare quel che resta del giorno è rimanere sul binario tracciato, l'unico che si conosce, e trovare il sistema di far contento il nuovo padrone.
    Che malinconia!!
    3 stelline e mezzo

    ha scritto il 

  • 4

    Si può spendere buona parte della propria esistenza al servizio di un uomo nel quale sinceramente e dignitosamente si crede e poi, ad un certo punto, pensare di avere forse sprecato la propria vita? ...continua

    Si può spendere buona parte della propria esistenza al servizio di un uomo nel quale sinceramente e dignitosamente si crede e poi, ad un certo punto, pensare di avere forse sprecato la propria vita? e si può, dopo aver raggiunto tale conclusione, pensare di modificare il corso del tempo che resta?
    Un libro scritto con una prosa di un'eccezionale fluidità. Il finale è un capolavoro.
    Consigliatissimo, come altrettanto consigliato è il film che ne è stato tratto.

    ha scritto il 

  • 4

    "trafitto da un raggio di calore ma è subito sera!"

    Dal titolo così bello mi ero fatta tutta un'altra storia.
    Senz'altro è un'ottima lettura, magnifico sotto vari punti, dalla descrizione delle caratteristiche campagne inglesi, ai riferimenti storici, ...continua

    Dal titolo così bello mi ero fatta tutta un'altra storia.
    Senz'altro è un'ottima lettura, magnifico sotto vari punti, dalla descrizione delle caratteristiche campagne inglesi, ai riferimenti storici, alle condizioni sociali dell'epoca, ma si sofferma troppo, a mio parere, sull'alta professionalità della figura del maggiordomo, sulle numerose qualità di affidabilità, fedeltà, dignità, integrità, oltre ogni limite, fino al sacrificio dei propri affetti familiari e sentimentali; la forza del dovere prevale sulla "debolezza" dei sentimenti.
    E quando questi vengono avvertiti in modo più determinante è già troppo tardi.

    "E forse allora vi è del buono nel consiglio il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. .."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un rigoroso ed efficiente maggiordomo di una illustre e antica casata inglese, Darlington Hall, un breve viaggio di sei giorni nella tranquilla campagna circostante alla ricerca di Miss Kenton, l’ex g ...continua

    Un rigoroso ed efficiente maggiordomo di una illustre e antica casata inglese, Darlington Hall, un breve viaggio di sei giorni nella tranquilla campagna circostante alla ricerca di Miss Kenton, l’ex governante della stessa dimora, ora Mrs Benn, a Helston, una Ford prestatagli dal nuovo proprietario americano Mr Farraday, ma soprattutto tanti, molti ricordi che aprono le porte di un orgoglioso ed appagante passato alla ricerca del tempo che fu, alla luce del tempo attuale. Un bel viaggio della memoria per rammentare le vicende che lo hanno legato negli anni direttamente agli eventi privati e pubblici di Lord Darlington, di cui giustifica, motivandole, alcune sue ‘ambigue e ufficiose’ attività pseudo-diplomatiche avvenute nel marzo del 1924, e per rievocare, marginalmente, gli avvenimenti storici, leggasi rapporti tra inglesi, tedeschi e francesi, di cui riporta fatti concreti ed impressioni personali, a tale proposito, toccante è ciò che emerge della sua vita personale, delle vicende del padre e del suo distaccato rapporto con lo stesso soprattutto nel periodo in cui si trovano a lavorare con alterne vicende sotto lo stesso tetto.
    È Salisbury la prima meta che, pur rivelando la sua magnificenza nella cattedrale e nello splendido campanile, non riesce a fare concorrenza al ”meraviglioso panorama della ondulata campagna inglese” che sembra essere consapevole della propria ‘grandezza’, della propria bellezza determinata soprattutto dalla sensazione di ‘riserbo’ che se ne evince. Ed è sull’onda di questa riflessione che scaturisce la prima delle domande di Stevens: ”...che cos’é che fa “grande” un maggiordomo?" alla quale non può che rispondere con un’affermazione categorica ”la dignità”, dignità che sia, però, “all’altezza della posizione che occupa”, che si traduce, per chi ricopre tale ruolo, “ nella capacità di non abbandonare il professionista nel quale si incarna.”, vivendo in esso totalmente, fino alla fine e mantenendo costante quel ‘controllo emotivo’ che egli asserisce appartenere solo agli inglesi e, in particolare, a suo padre, un maggiordomo di vecchia data, per il quale il mondo era come una ‘scala’ al cui vertice spiccava la nobiltà, mentre per il nostro esso non era altro che una ruota che girava. Quindi, va da sé che un conto è il titolo nobiliare che si eredita, un altro è il prestigio personale basato sul ‘valore morale’ di colui che agisce.
    Ed è così che, passando per Mortimer. S. Pond nel Dorset, per Tauton nel Sommerset e per Moscombe nel Devon, dove ha fortuiti contatti più o meno significativi con abitanti del posto, riporta alla memoria eventi spiacevoli e particolarmente dolorosi nello sviluppo privato e pubblico del periodo vissuto al servizio di Lord Darlington, fino a giungere a Weimouth dove, nell’incontro con Miss Kenton/Mrs Benn, grazie alla tardiva rivelazione della donna, scoprirà quanto non sia riuscito mai a sospettare né ad ipotizzare, vista la sua totale dedizione al lavoro scelto.

    “La dignità non è una cosa che hanno soltanto i signori. La dignità è una cosa per la quale ogni uomo e ogni donna in questo paese possono lottare e che possono ottenere”.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo splendido viaggio all'interno del concetto di britishness (tra le tante cose che il libro fa e descrive a un livello davvero notevole) avrebbe gettato luce su tanti misteri dell'essere inglesi, ...continua

    Questo splendido viaggio all'interno del concetto di britishness (tra le tante cose che il libro fa e descrive a un livello davvero notevole) avrebbe gettato luce su tanti misteri dell'essere inglesi, se non fosse che ci ha già pensato Very British Problems (https://twitter.com/soverybritish).

    A stupirmi di più è stato quanto sia lontano dall'idea erronea che mi ero fatta di questo libro, che immaginavo fosse molto simile a Espiazione di McEwan, invece è qualcosa di totalmente differente.

    Oltre a ridimensionare per sempre Downton Abbey e ad evidenziarne spietatamente i compromessi e il buonismo, ha tanti, tantissimi meriti letterari. Forse meriterebbe un voto più alto ma se non fosse stato per la chiusa avrei seriamente dubitato dell'esistenza dei sentimenti di Stevens, figuriamoci di emozioni di stampo romantico. Sta a vedere che la più distaccata e insensibile, alla fine, sono proprio io.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前

    「你幹嘛那樣自顧自地笑著啊,史帝文斯先生?」
    「哦⋯⋯恕我失態,班太太,我只是想起妳信裡寫到的某些事。一開始讀著信,我還真有點擔心,不過現在我明白沒甚麼理由讓我去多操心的。」
    「哦?你指的是什麼事,史帝文斯先生?」
    「哦,沒什麼特別的,班太太。」
    「哦,史帝文斯先生,你一定要告訴我。」
    「呃,好吧,比方說,班太太,」我笑著說,「妳信裡一度寫道——唔,讓我想想——『我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼 ...continua

    「你幹嘛那樣自顧自地笑著啊,史帝文斯先生?」
    「哦⋯⋯恕我失態,班太太,我只是想起妳信裡寫到的某些事。一開始讀著信,我還真有點擔心,不過現在我明白沒甚麼理由讓我去多操心的。」
    「哦?你指的是什麼事,史帝文斯先生?」
    「哦,沒什麼特別的,班太太。」
    「哦,史帝文斯先生,你一定要告訴我。」
    「呃,好吧,比方說,班太太,」我笑著說,「妳信裡一度寫道——唔,讓我想想——『我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前。』大意是這樣。」
    「真的,史帝文斯先生?」她也微笑著說。「我不可能寫過這種話吧。」
    「哦,我保證妳寫了,班太太。我記得非常清楚。」
    「哦,天啊。唔,或許有一陣子我確實那樣感覺。不過很快就過去。容我向你保證,我的人生並不虛空。一方面,我們正在期待外孫誕生於世。這是頭一個,或許還會有許多個呢。」
    「是呀,真的是這樣。你們必定會很快樂。」
    兩人在沈默中繼續行駛了一陣子。繼而肯頓小姐說:「你呢,史帝文斯先生?返回達林頓後有什麼樣的日子等著你呢?」
    「嗯,無論等著我的是怎樣的日子,班太太,我知道那都不會是虛空的。我倒還盼望能有些空閒就好。可是,不會!永遠都有工作,除了工作,還是工作。」
    說完我們都笑了。肯頓小姐指著道路前方隱約可見的一座設有遮棚的候車亭。汽車漸漸駛近時,她說:「你能陪我等車嗎,史帝文斯先生?不用幾分鐘,巴士就會來。」
    雨持續綿密地落下,我們走出車子,一起匆匆鑽入遮棚。候車亭是石砌的,上面附有瓦砌的頂棚——看起來相當牢靠,它也的卻得牢靠些,因為它的位置根本毫無遮蔽,背景就是一大片空曠的荒野。候車亭裡處處油漆斑駁,但還算乾淨。肯頓小姐在亭內的公用長椅坐下來,我則一直站在看得見巴士駛來的地方。路面另一側,極目所見只有綿延不盡的農畝;一排電線桿引導我的視線略過了成片田地,直直落向遠方。
    我們默默後車,過了幾分鐘,我才終於讓自己開口:
    「恕我失禮,班太太。但事實上我們可能很久都不會再見面。不知道你是否允許我詢問一件非常私人性質的事?這是已經困擾我好一段時間了。」
    「當然可以,史帝文斯先生。終歸,我們是老朋友了。」
    「是呀,像妳說的,我們是老朋友了。我是想問妳,班太太。如果妳覺得不必讓我知道,請不必作答。不過事情是這樣,多年來妳寄給我的信,尤其最近這封信,似乎顯示妳——話怎麼說呢?——很不快樂。我只是想,妳是否遭受某種惡劣的待遇。恕我失禮,不過就像我說的,這事讓我擔心好久。如果我大老遠跑來這兒見妳,卻連問都沒問出口,那我會覺得自己未免可笑。」
    「史帝文斯先生,你不必覺得這麼難為情。畢竟我們是老朋友了,不是嗎?其實你這麼關心我,我很感動。關於這點我願意說,你可以絕對放心。我丈夫從來沒用任何方式虐待過我。他絕對不是那種殘酷無情或脾氣暴烈的男人。」
    「必須說,班太太,妳這話讓我終於可以卸下心頭的重擔了。」
    我探身雨中,尋找巴士的蹤影。
    「我看得出來,你不是非常滿意,史帝文斯先生,」肯頓小姐說。「你是不是不相信我?」
    「哦,不是這樣,班太太,絕不是這樣。不過事實總是事實,這些年,妳好像過得並不快樂。我是說——妳好次都決定要離開妳丈夫。如果他並未錯待妳,那麼,唔⋯⋯這實在讓人想不透,是什麼原因令你這樣不快樂。」
    我再度望向亭外的綿綿細雨。最後,我聽見身後的肯頓小姐說:「史帝文斯先生,我該如何向你解釋呢?我真不知道自己為什麼會做出這些事。不過沒錯,我已離家出走三次。」她停頓片刻,其間,我始終眺望著路面另一側的農地。她接著說:「我想,史帝文斯先生,你想問的是,我是不是愛我丈夫。」
    「說真的,班太太,我絕不會以為⋯⋯」
    「我覺得我該回答你,史帝文斯先生。正如你說的,我們可能很多年都不會再見了。是的,我的確愛我的丈夫。起初我並不愛他。很長一段時間我都不愛他。好多年前,我離開達林頓邸,那時我根本沒有意識到自己真的離開了。我想,當時我只是把它當成另一個激怒你的計策,史帝文斯先生。來到這兒,發現自己已經結了婚,的卻讓我覺得很驚駭。很長一段時間我都非常不快樂,真的非常不快樂。但隨著日子一年一年過去,然後經歷了戰爭,凱薩琳也逐漸長大,就這樣,有一天我猛然發覺,我是愛著我丈夫的。人與人相處久了,就會發現自己漸漸習慣了對方。他是個善良又可靠的男人,所以沒錯,史帝文斯先生,後來我漸漸愛上了他。」
    肯頓小姐再度沈默了片刻。然後繼續說:
    「不過,那當然不表示自己不會偶爾——在極其無告的時候——對自己說:『我的人生犯了一個多麼嚴重的錯誤呀。』然後就會想到另一種生活,想到自己原本可能擁有更美好的人生。比方說,我會想到原本可能跟你共享的生活,史帝文斯先生。我猜,或許就是這樣時候,我會為了一些瑣事便負氣離家。但每次離家不久,我就明白——我的本分是跟著自己的丈夫。畢竟時光不能倒流。人不能總是沈湎在假設的情況裡。人該明白自己擁有的並不比其他人差,或許還更好些,該要心存感激才是。」
    我想我並未立即回應,因為我花了一點時間才完全領會肯頓小姐這番話。而且,各位或許能體會,這番話的涵義足以勾起我內心一定程度的悔憾。的確——我又何必不承認呢?——那一刻,我的心碎了。不過沒多久,我就轉過身來面對她,臉上掛著笑容說:
    「妳說得很對,班太太。如妳所言,現在已經來不及讓時光倒流,一切都太遲了。確實,若這些想法造成妳跟妳丈夫的不快,我是絕對沒辦法安心的。像妳說的,我們每個人都必須對我們真正擁有的一切心存感激。聽妳的話,班太太,我想妳有理由感到滿足。其實,容我斗膽多言,班先生即將退休,加上外孫就快要出世了,我敢說你們夫妻未來的日子一定十分幸福。千萬別再讓任何傻念頭妨礙妳應得的幸福。」
    「當然,你說的沒錯,史帝文斯先生。你真好心。」
    「啊,班太太,巴士好像來了。」
    我走到亭外招手攔巴士,肯頓小姐站起身,來到候車亭邊。等巴士靠站以後,我才在瞥了肯頓小姐一眼,發現她眼眶裡噙滿了眼淚。我微笑著說:
    「啊,班太太,一定要好好保重自己。很多人說,退休以後是夫妻生活最滿好的時光。妳一定要盡力讓你們夫妻倆快快樂樂地度過這一段日子。我想我們也許不會再見面了,班太太,請務必把我的話放在心上。」
    「我會,史帝文斯先生,謝謝你。也謝謝你送我這一程。你真好心。能再見妳實在太高興了。」
    「能再見到妳確實是莫大的快樂,班太太。」

    長日將盡p.305-311

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia di completa dedizione

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i mo ...continua

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i momenti salienti della propria vita.
    Tutta la narrazione avvienne in prima persona attraverso i ricordi ed il punto di vista del protagonista. Con questo stratagemma Kazuo ishiguro ci fornisce, direttamente o indirettamente, un racconto con spunti di riflessione ambivalenti sull'esitenza completamente dedicata alla realizzazione professionale di Mr. Stevens: da un lato l'orgoglio per aver raggiunto alti livelli di "dignità" nel ruolo di maggiordomo, dall'altro il rimpianto per essersi lasciato condurre passivamente nelle scelte decisive della propria vita, soprattutto in ambito sentimentale.
    Scritto con stile elegante. Sicuramnte un libro da conoscere, non a caso da esso è stato tratto un film di successo. Ne consiglio la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Quel che resta

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocc ...continua

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocca e scrosta, a tratti, la patina che aveva ingrigito il grande maggiordomo.

    ha scritto il 

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