Quelli di Anarres

I reietti dell'altro pianeta

Di

Editore: Nord

4.2
(848)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Giapponese , Greco , Polacco , Turco , Tedesco , Svedese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8842907766 | Isbn-13: 9788842907763 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Valla

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Anarres e Urras sono due pianeti gemelli, ma Anarres, quasi desertico, nonaveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono inmassa i seguaci di Odo. Da allora gli Odoniani hanno creato una società di sopravvivenza, consona ai loro ideali: una fratellanza da cui sono esclusi isentimenti di proprietà, di governo, di autorità. I contatti fra i due pianetisono esigui, perché un muro chiude il porto franco in cui scendono le navispaziali anarresiane e salvaguarda gli anarchici di Anarres dalle idee di Urras.
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  • 5

    “L’idea è come l’erba. Brama la luce, ama le folle, s’irrobustisce con gli incroci, cresce più forte se la si calpesta.” Anarres e Urras, i due pianeti gemelli che si nutrono dello stesso sole Thau Ce ...continua

    “L’idea è come l’erba. Brama la luce, ama le folle, s’irrobustisce con gli incroci, cresce più forte se la si calpesta.” Anarres e Urras, i due pianeti gemelli che si nutrono dello stesso sole Thau Ceti, sono vicini ma allo stesso tempo autoescludenti. Fratelli e Sorelle che hanno scelto un'altra strada, anarchici da una parte, "proprietaristi" dall'altra. Ursula Le Guin ha creato un romanzo di fantascienza che sarà attuale anche fra 200 anni, mostrando le differenze tra una società consumistica ed una anarchica, libera, egualitaria, ma anche tremendamente povera. La forza è nel non prendere una posizione, di ergersi al di sopra delle parti, vestendo i panni occulti del fisico Shevek, in possesso di una nuova teoria che può cambiare i destini di tutte le popolazioni, o far ottenere un vantaggio indebito a qualcuno ai danni di un altro. Concordo con la citazione del times sulla copertina, "da leggere e rileggere". Libro fondamentale.

    ha scritto il 

  • 5

    Da appassionato di fantascienza, ho involontariamente trascurato la Le Guin per troppo tempo, ed ho quindi deciso di rimediare iniziando da questo romanzo. Mi è piaciuto decisamente molto. Fa ciò che ...continua

    Da appassionato di fantascienza, ho involontariamente trascurato la Le Guin per troppo tempo, ed ho quindi deciso di rimediare iniziando da questo romanzo. Mi è piaciuto decisamente molto. Fa ciò che la migliore fantascienza è in grado di fare, cioè analizzare il presente con occhi diversi per permetterci di osservare noi stessi dall'esterno. La storia di uno studioso, un fisico che ha sviluppato una rivoluzionaria teoria sul tempo, nato su un pianeta, Anarres, la cui società è organizzata anarchicamente in seguito all'esilio volontario di un gruppo di ribelli del pianeta gemello Urras, dominato da un'organizzazione di tipo gerarchico e capitalista. La vita ed i viaggi di questo studioso, su Anarres ed Urras, metteranno in evidenza le differenze fra le due società e le caratteristiche positive e negative di entrambe. Se le critiche riguardo ad Urras sono facilmente prevedibili, essendo uno specchio della nostra società, quelle riguardo ad Anarres sono meno scontate e riescono a mettere in evidenza come sia possibile che anche in una società che mira alla massima libertà e benessere per tutti, possano comunque emergere situazioni di dominio e repressione, sotto diversa forma. Vi si trovano i temi più cari dell'anarchismo, fra cui il principio di mutuo appoggio, la coerenza fra scopo e mezzi, il rapporto fra rivolta, rivoluzione ed il pericolo che una rivoluzione si sedimenti degenerando in governo e burocrazia. Un libro che metterei senza remore tra i grandi classici della fantascienza sociale distopica, assieme a 1984 e Farentheit 451.

    ha scritto il 

  • 3

    《一無所有》7.5

    遙遠的星系有顆行星「烏拉斯」,在富饒的星球上憑著資本主義讓人們富有。它的衛星「安納瑞斯」貧瘠荒蕪,這裡的居民靠著互助與堅毅過著沒有政府的生活。雙星分離數百年,即將為一場科學交流造成社會衝突。

    娥蘇拉·勒瑰恩的書都寫得像旅行見聞,目前只喜歡地海首部曲...。對於無政府主義的敘述太過理想,永遠會有追求權力的人去破壞這個平衡。

    ha scritto il 

  • 5

    Sono rare quelle volte in cui leggendo un libro di fantascienza capisci che davanti hai un capolavoro di dimensioni spropositate. È il primo libro di Ursula Le Guin che leggo e leggerò tutto ciò che q ...continua

    Sono rare quelle volte in cui leggendo un libro di fantascienza capisci che davanti hai un capolavoro di dimensioni spropositate. È il primo libro di Ursula Le Guin che leggo e leggerò tutto ciò che questa immensa autrice ha scritto. Indicare quest'opera come di fantascienza è riduttivo, è un vero e proprio trattato sociopolitico, antropologico, religioso, filosofico in cui si intersecano talmente tanti concetti che mi è davvero difficile completare questa recensione senza essere irrispettoso e superficiale.
    Come in tutte le storie dove ci sono troppi elementi su cui riflettere spesso ci si perde, e fare chiarezza, scrivere anche solo due righe, le proprie impressioni, diventa un'impresa ardua.
    Ed allora più della descrizione inutile di tutta la trama, mi soffermerei su dei concetti base, quelli che più mi hanno impressionato.
    Cosa è l'anarchia? " Per fare un ladro, fai un padrone, per fare un crimine , crea delle leggi" una delle tante magnifiche frasi che compaiono spesso durante la lettura. il concetto di anarchia permea tutta la storia.
    La Le Guin parte da presupposti utopici, anarchia intesa come assenza di leader e di leggi , ma in realtà su Anarres , uno dei mondi in cui si svolge una parte del racconto (l'altro Urras più simile alla Terra),seppur in assenza di leader o di leggi, è l'etica, il moralismo, ad avere la leadership. In altri termini è una forma religiosa sociale a comandare le menti degli urrasiani. Non c'è anarchia su Anarres, ma una dittatura morale autoindotta che mi fa più paura della "finta democrazia " urrasiana in cui sono presenti tutte le pecche e le cose "buone" della società come noi la conosciamo. Ricchi e poveri, uomini e donne , tutto separato da gerarchie, da indifferenza, dal denaro, dal sesso.
    Shevek è il protagonista assoluto della storia. Non si può non amare questo personaggio, è facile affezionarsi ad esso, con i suoi drammi, le sue riflessioni, i suoi tormenti.
    In una delle scene su Urras , il protagonista Shevek, quasi inconsapevolmente, diventa un leader distruggendo in un attimo quella struttura mentale fondata sulla totale anarchia. Ricordando a tutti che per creare libertà spesso c'è bisogno di rivoluzione e di un capo e delle idee.

    Ma non esiste solo il concetto di anarchia, ci sono momenti intensi, momenti in cui si soffre assieme al protagonista, ed una delle frasi che più mi ha colpito parla proprio della sofferenza : "Se sfuggi alla sofferenza , sfuggi anche alla possibilità della gioia. Puoi ottenere il piacere, ma non sarai mai appagato, esaudito".

    In questo breve estratto, c'è la riflessione più dura, più importante. La sofferenza come parte integrante della vita, come viatico per la gioia, seppur di breve durata. E mentre è l'anarchia a scandire il tempo materiale, è la sofferenza, la coercizione dell'anima, ha dover trovare la via della libertà dalla gabbia della coscienza.
    Per una "dittatura morale" che gestisce la "libertà sociale", c'è una "sofferenza dell'anima" che gestisce "la libertà della gioia".

    ha scritto il 

  • 4

    Ursula K. Le Guin

    Fantascienza che racconta il confronto tra l’organizzazione sociale di due pianeti di un sistema binario, Urras e Anarres: il primo diviso in due blocchi come il nostro mondo durante la Guerra Fredda; ...continua

    Fantascienza che racconta il confronto tra l’organizzazione sociale di due pianeti di un sistema binario, Urras e Anarres: il primo diviso in due blocchi come il nostro mondo durante la Guerra Fredda; il secondo colonizzato da esuli anarchici che hanno fondato un’utopica società priva di autorità, basata sulla cooperazione tra individui e l’assenza di proprietà.

    Il libro di Ursula K. Le Guin verte tutto sulla descrizione del mondo di Anarres, e la sua comparazione con l’Urras capitalista (il blocco “sovietico” è lasciato nell’ombra, e non capiamo mai bene se sia davvero poi così diverso da Anarres). Che la vita su Anarres non sia tutta rose e fiori ce lo possiamo immaginare senza avvisi di spoiler, visto che il libro inizia con la precipitosa partenza dello scienziato Shevek, che lascia Anarres diretto al blocco capitalista di Urras.

    La trama è talmente ampia da disperdersi: quello che conta è l’affresco sociale immaginato dalla fervida mente di Le Guin, che vuole farci provare cosa significherebbe crescere con un pensiero così diverso da quello occidentale. Vengono portate avanti due linee temporali a capitoli alternati; una, più sintetica, racconta il presente di Shevek su Urras: il focus è sulla differenza di mentalità tra le due culture, sulla sorpresa del protagonista davanti all’abbondanza, allo sperpero, alla discriminazione e più in generale alle contraddizioni dolorose della società capitalista. L’altra linea narrativa è un lungo flashback che racconta la vita di Shevek su Anarres a partire dall’infanzia, e descrive minuziosamente la vita su quel mondo. Dalla storia personale di Shevek emerge subito un forte conflitto personale, perché Shevek fatica ad comprendere la vita nel capitalismo, ma ha sempre avuto grandi difficoltà a adeguarsi al costume del proprio pianeta di origine a causa dei limiti posti alla libertà individuale.

    Quella di Le Guin è un’“utopia ambigua” (nel sottotitolo) perché mostra tutti i potenziali lati negativi della società anarresiana, le sue contraddizioni, i rischi; ma, come lo stesso Shevek, arriva alla fine affermando la nobiltà del pensiero anarco-anarresiano, comunque sempre preferibile a quello capitalista.

    Un po’ brusca la svolta che porta al finale: è come se il libro potesse continuare per migliaia di pagine parlando di come si vive su Anarres, ma a un certo punto Le Guin si rendesse conto che si è fatta una certa, e che bisogna chiudere. Le parti su Urras non riescono a creare un affresco efficace come quello di Anarres, eppure dal punto di vista narrativo sono quelle più immediate, mentre le parti anarresiane diventano a tratti verbose (e un po’ tediose). Il libro è però un’opera di pregio e interesse per come Le Guin riesce a immaginare l’intera vita di un uomo nella società utopica da lei creata.

    Fa parte del ciclo dell’Ecumene, quello del celeberrimo La mano sinistra delle tenebre.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro di fantascienza ma anche un'allegoria dei due maggiori sistemi di pensiero che si contrapponevano, più di oggi, al tempo della sua uscita nel 1974.
    Anche se i nomi capitalismo e socialismo ...continua

    E' un libro di fantascienza ma anche un'allegoria dei due maggiori sistemi di pensiero che si contrapponevano, più di oggi, al tempo della sua uscita nel 1974.
    Anche se i nomi capitalismo e socialismo non compaiono mai, i due pianeti dove si svolge la storia sono Urras, il pianeta capitalista, e Annarres quello di una specie di socialismo reale con tratti tipo-anarchici.
    Chi nasceva e/o cresceva in Italia negli anni di quella contrapposizione si ritrovava da una parte o dall'altra del confine ideologico: in una famiglia comunista o in una capitalista-cristiana. Come in India uno rimane hindu, buddista, maomettano o zoroastriano tutta la vita a seconda della famiglia in cui viene al mondo, la stessa cosa alla fine succedeva/succede qui: anche senza aver ricevuto un preciso e diretto indottrinamento, uno diventa anche ciò che respira nell'ambiente nel quale viene tirato su. Per questo nelle descrizioni del pianeta Annares ho ritrovato in qualche modo il dna, la 'forma mentis' che mi caratterizza: un mondo utopico dove non esiste economia privata e c'è un'idea della proprietà simile a quella ideale.
    Il libro è abile nell'illustrare alternativamente gli aspetti positivi e negativi di entrambi i mondi-pianeti senza emettere un giudizio, benché sia evidente una simpatia per quello di Annares.

    "Un bambino libero dalla colpa della proprietà e dal fardello della competizione economica crescerà con il desiderio di fare ciò che deve essere fatto e la capacità di provare gioia nel farlo."

    ha scritto il 

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