Radio libera Albemuth

Di

Editore: Fanucci

3.8
(230)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8834712692 | Isbn-13: 9788834712696 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Nati ; Curatore: Carlo Pagetti ; Illustrazione di copertina: Antonello Silverini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In un'America alternativa dominata da un tiranno di nome Ferris F. Fremont(inspirato a Richard Nixon), in un clima di terrore e minaccia, si snodano levicende di due personaggi che tentano disperatamente di combatterel'oppressione e la violenza. Sono Nicholas Brady e Philip K. Dick, sì propriolui, lo scrittore di fantascienza che simpatizza per Brady ma è assai più"razionalista". In questa lotta quotidiana, fatta di piccole conquiste erepentine perdite, i due disubbidienti non sono soli: li accompagna una figurainsolita e misteriosa, un essere superiore che porta il nome di VALIS. Ma chio che cosa è VALIS? Quali sono i suoi scopi? E, soprattutto, sarà sufficienteil suo aiuto per sconfiggere l'ottusa brutalità della tirannia?
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    Scritto quando Dick era nel pieno della sua presunta rivelazione mistica e cercava di venire a patti con essa, è probabilmente, fra tutti i suoi ultimi lavori, il più autobiografico e direttamente col ...continua

    Scritto quando Dick era nel pieno della sua presunta rivelazione mistica e cercava di venire a patti con essa, è probabilmente, fra tutti i suoi ultimi lavori, il più autobiografico e direttamente collegato con i fatti reali delle sue rivelazioni. Non a caso lo scrittore Phil Dick vi compare anche come personaggio, sdoppiato con Nicholas Brady, l'amico d'infanzia (e protagonista delle visioni e delle percezioni di Valis, acronimo per Vast Active Living Intelligence System: cioè Dio...). Emergono in modo esplicito le posizioni politiche radicali dell'autore, la sua avversione verso i totalitarismi di ogni tipo: il presidente Ferris Fremont (un Richard Nixon segretamente connivente, oltre che con la destra statunitense più retriva, con le forze apparentemente avversarie della Russia sovietica...). Certamente non uno dei romanzi migliori di Dick, ma sempre bello, coinvolgente e in certi punti emozionante. Che Valis possa intervenire anche nell'attualità e cancellare il Fremont del nostro orizzonte spaziotemporale: il buffone imparruccato Trump !

    ha scritto il 

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    Io sono tuo padre, disse VALIS.

    Naturale e soprannaturale non erano concetti antagonisti, dopotutto.

    Ormai all’apice dell’evoluzione della sua scrittura, Dick passa alla narrazione in prima persona, s ...continua

    Io sono tuo padre, disse VALIS.

    Naturale e soprannaturale non erano concetti antagonisti, dopotutto.

    Ormai all’apice dell’evoluzione della sua scrittura, Dick passa alla narrazione in prima persona, sdoppiandosi come protagonista del romanzo stesso, in un personaggio che porta il suo nome e nel protagonista Nick Brady.
    Non è l’azione, ma la riflessione a dominare sulla storia, e i punti di volta della trama sono dovuti alla presa di consapevolezza sempre maggiore di Nick.
    Non è facile, no, questo libro: per chi non conosce Dick mancano i suoi temi ricorrenti, per chi lo conosce c’è perfino un po’ di sconcerto per le modalità con cui questi temi vengono rielaborati.
    In un presente già di per sé inquietante – Dick non cerca nemmeno il filtro del futuro per raccontare la distopia americana che nemmeno i favolosi anni Sessanta hanno potuto occultare del tutto. Un mondo in cui i giovani possono rappresentare una prospettiva per il futuro, ma anche un serbatoio di fanatismo.
    E mentre esprime la sua sfiducia nella letteratura stessa, nel suo proprio stile, nel genere che lo ha reso – suo malgrado – famoso, denuncia la mancanza di spiritualità, perché il male non si può combattere in termini solo razionali, sociologici e politica, è un male atavico, che prende forma in modi diversi nella storia dell’uomo e che trova, in ogni epoca, uomini disposti ad opporglisi.
    In questo romanzo tocca a Nick. Certo non è un entusiasta. Non ha la vocazione al martirio, almeno in partenza. Ma accetta, perché a qualcuno deve pur toccare.

    Ma io sono vivo? mi domandai.
    la prima vittima era, naturalmente, la più indifesa.

    Mescolando gnosticismo e idee cristiane, la profezia, la rivelazione, la conoscenza del proprio vero nome, il senso di inadeguatezza di Geremia e quello di abbandono dei discepoli dopo la morte di Cristo, Dick imbastisce la storia di una battaglia millenaria, in cui il nemico viene finalmente identificato, e malgrado un finale nel suo stile, che non risolve, lascia prospettive di speranza che, a differenza di altri suoi romanzi, non si riferiscono a un solo individuo capace di opporsi, ma aprono prospettive per l’intera umanità.
    Certo, un’attesa, non sarà tutto e subito, una lenta elaborazione che procede anche quando gli uomini non vedono e non ascoltano.

    Tutto quello in cui ti sei ritrovato invischiato ultimamente deve essere giudicato alla luce del suo scopo, non della sua origine.

    ---

    «L’uomo è finalmente diventato maggiorenne, non ha più bisogno di aiuti paterni. Abbiamo eliminato quell’aiuto, e ne prenderemo il posto.» Offrendo tutt’altro che aiuto, prendendo senza dare niente in cambio, comandando senza obbedire, parlando senza ascoltare, prendendo la vita senza darla.
    (La perdita del senso religioso non è un’evoluzione, ma una sostituzione.)

    ha scritto il 

  • 0

    I am regretful, and disappointed, to say that this is the worst Dick I have ever read. It is no science fiction and it partially tries to resemble the psychedelic setting found in Ubik, though there a ...continua

    I am regretful, and disappointed, to say that this is the worst Dick I have ever read. It is no science fiction and it partially tries to resemble the psychedelic setting found in Ubik, though there are some references to the 70' drug spread and effects. In one word boring, at least till three quarters of the book. I have to admit that the perspective turning over, switching to the protagonist's friend point of view, has been an interesting narrative solution which I didn't expect. Only the considerations concerning the freedom of expression make this book not totally useless.

    ha scritto il 

  • 1

    Tedioso

    Il libraio mi aveva messo in guardia su Philip K. Dick: bisogna conoscerne la biografia prima di leggere i suoi romanzi. Io sapevo quel poco ricavato dagli adattamenti cinematografici e dai soliti svo ...continua

    Il libraio mi aveva messo in guardia su Philip K. Dick: bisogna conoscerne la biografia prima di leggere i suoi romanzi. Io sapevo quel poco ricavato dagli adattamenti cinematografici e dai soliti svogliati spiluccamenti su Wikipedia (droghe, allucinazioni, mogli, vagabondaggio), ma non è bastato per fornirgli attenuanti. "Radio libera Albemuth", nella fattispecie, è risultato di una bruttezza stupefacente. Sciatto e incentrato su noiosi complotti planetari e totalitarismo paranoico, scritto in prima persona nella cronica autoreferenzialità statunitense, scandito da esclamazioni, interiezioni, sconfina di continuo nella spacconata e nella mania di persecuzione. Ho voluto sondare dopo essere incappato in "Minority Report" di Spielberg, talmente orrendo da indurre a un'indagine sul maestro della fantascienza. Con fatica sono arrivato a pagina 122, estenuato anche dai refusi dell'edizione celebrativa Fanucci ("Speciale Philip K. Dick 1982-2012" a soli euro 6,90).

    ha scritto il 

  • 5

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È ...continua

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È un romanzo del 1976, ma pubblicato dopo la morte di Phil. E tra i protagonisti del romanzo c'è lo stesso Dick...;-)

    ha scritto il 

  • 4

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico pu ...continua

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico può solo affidarsi ad entità trascendenti o aliene per dare un senso alla propria vita ed affermare la sua esistenza? Sembra di sì, ma poi ci viene detto che impegnarsi qui e ora è la strategia migliore.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarc ...continua

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità aliena e/o divina che successivamente chiamò Valis. La complessa e sfuggente esperienza, che più volte si è tentato di derubricare a evento schizofrenico, indotto dalla droga, o mera mistificazione letteraria, segnò profondamente l'autore al punto che cercò di rielaborarlo in forma di romanzo. Il prodotto finito sarà la nota Trilogia di Valis, di cui questo romanzo, Radio Libera Albemuth, non è altro che una prima versione, poi scartata e riscritta.
    Questa premessa si rende oltremodo necessaria vista la particolare natura del testo, un romanzo compiuto, eppure pubblicato postumo, a favore di una successiva riscrittura più congeniale all'autore. Le differenze con il secondo testo sono così ampie però da rendere Albemuth un testo a se stante, degno di lettura non solo per gli addetti ai lavori e per chi volesse scorgervi i tantissimi e microscopici riferimenti autobiografici.

    Cosa si trova in Radio Libera Albemuth? Innanzitutto, una straordinaria ricostruzione delle esperienze di vita del suo autore, qui clamorosamente e definitivamente sdoppiato in due protagonisti complementari: lo scrittore Phil Dick, razionale, a tratti cinico, per lo più diffidente e indifferente (tentativo finalmente compiuto di Dick di separarsi da "se stesso", estrapolarsi come narratore puro) e il fittizio Nicholas Brady, personaggio di se stesso, per così dire, invasato idealista contattato dal divino. E' in quest'ultimo che Dick riversa tutta la sua biografia, facendo dunque apparire il testo rilevante già per la sua funzione biografica. Non che ci sia solo questo. Inutile dirlo, Albemuth è un testo complesso e ricchissimo, capace di offrire al lettore un'abbondanza di livelli di lettura e un'eccedenza di senso per la quale, anche quando credi di averlo decifrato interamente, senti che c'è ancora qualcosa di oscuro e non detto.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-fantascienza-radio-libera.html

    ha scritto il 

  • 4

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociolo ...continua

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociologiche come la dittatura (rappresentata dal presidente F.F. Freemont ispirato a Nixon), la psicologia di massa e l'ingegneria sociale, le suggestioni religiose dell'autore, qui presente come coprotagonista con Nicholas Brady, alter-ego del medesimo.
    Interessante anche la struttura narrativa con il duplice punto di vista molto più coinvolgente rispetto ad altri pur ottimi romanzi Dickiani, complesssivamente un'ottima prova tecnica con buon ritmo narrativo, finale riuscito e buona trattazione delle tematiche care all'ultimo Dick, aprendosi anche a più chiavi interpretative. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Prove di Valis

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne us ...continua

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne uscirà fuori come un romanzo più complesso, vertiginoso, visionario e affascinante, questo espone più limpidamente la sovrapposizione tra il Dio Alieno e il Dio del Cristianesimo, seppure con ripetuti accenni alle teorie care a Dick dello gnosticismo e i riferimenti a divinità pre-cristiane.
    Ma accanto alla meditazione sulla salvezza e sull'eternità è anche ben viva la rivendicazione della libertà dell'individuo di fronte all'ombra del totalitarismo orwelliano, che qui vede capitalismo occidentale e comunismo sovietico come due facce delle stessa medaglia, quell' "Impero" (un sistema che si perpetua fin dall'antica Roma) che altro non è che il potere nella sua forma più assolutistica e tirannica, la materializzazione delle tenebre che ci allontanano dalla luce della verità per renderci schiavi e impedirci la sopravvivenza eterna.
    Molto meno caotico e genialmente visionario rispetto al definitivo Valis e agli altri due romanzi che completano la trilogia (ma anche rispetto a Ubik o alle Stimmate di Palmer Eldritch, di qualche anno precedenti ma nei quali già affioravano scintillanti ipotesi fanta-teologiche), collocherei questo libro (pubblicato postumo) a metà strada tra la produzione SF”classica” di P.Dick e quella “mainstream “ (Confessioni di un artista di merda, Voci dalla strada,..), a tutt’oggi ancora largamente ignorata.
    Forse immeritatamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo avere letto da poco il mattone della trilogia di Valis ho ripreso in mano questo libro che di fatto andrebbe inserito nella trilogia come antefatto sebbene sia uscito postumo. Radio Free Albemuth ...continua

    Dopo avere letto da poco il mattone della trilogia di Valis ho ripreso in mano questo libro che di fatto andrebbe inserito nella trilogia come antefatto sebbene sia uscito postumo. Radio Free Albemuth era stato infatti rifiutato dall'editore di Dick che gli aveva chiesto di rimetterci mano (forse troppo diretto l'attacco a Nixon?) ma Dick era evidentemente troppo preso da altri progetti (o troppo fuso) quindi preferì accantonarlo per scrivere Valis.

    ha scritto il