Ravel

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 406)

3.6
(206)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845926613 | Isbn-13: 9788845926617 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Elegante ventiquattr'ore su ventiquattro e inaccessibile, laconico e gelidamente cortese, il protagonista di questo romanzo potrebbe sembrare una maschera - o un enigma. Eppure è un personaggio che affascina. Forse per il suo raffinato distacco. Forse per la casa minuscola e complicata in cui vive non lontano da Parigi, affollata com'è di miniature d'ogni sorta, statuette e ninnoli, carillon e giocattoli a molla. O forse perché è Ravel, uno dei musicisti più celebri al mondo. Jean Echenoz ridà vita all'artista in un romanzo partecipe e nonchalant, indiavolato e audace come un brano jazz.
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  • 3

    Interessante l’idea di costruire una struttura narrativa simile alla partitura del Bolero. Un crescendo costante fino all’esplosione finale. Tuttavia m’è mancata quella ricchezza di armonici carichi d ...continua

    Interessante l’idea di costruire una struttura narrativa simile alla partitura del Bolero. Un crescendo costante fino all’esplosione finale. Tuttavia m’è mancata quella ricchezza di armonici carichi di sensualità, intensità, calore.
    So che non è una biografia, ma un romanzo e l’ho letto senza dimenticarlo. Epperò m’aspettato di trovare altro. Più anima, più sensibilità, più vita, più musica. Più sentimento. Più profondità. E m’è presa improvvisa la voglia di riascoltare “Daphnis et Chloé” e “Pavane pour une infante defunte”. Leggevo e ascoltavo. Ho pensato di guardare attraverso la pagina per vedere meglio, per capire. Cercavo un altro Maurice. E spontanea è sorta la domanda: davvero è questo Ravel? È solo questo?
    Forse non ho saputo andare oltre le parole. Limite mio.

    P.S. E ho anche un paio di perplessità. Quando la narrazione di fantasia s’intreccia con fatti e cose reali, ho il vizio di controllare. Mente deviata? Forse.
    Leggo:

    1. “È uno degli ultimi giorni del 1927 […] non c’è anima viva, a parte una piccola Peugeot 201 grigia e vecchiotta, già parcheggiata lì sotto…”.
    La Peugeot 201 debutta ufficialmente al Salone di Parigi nell'ottobre del 1929.

    2. “Il piroscafo France – il secondo con questo nome –, sul quale Ravel sta per imbarcarsi alla volta dell’America, ha invece davanti a sé ancora nove anni di attività prima di essere venduto ai giapponesi e demolito. Nave ammiraglia della flotta che effettua la traversata atlantica, è una massa d’acciaio rivettato sormontata da quattro fumaioli di cui uno ornamentale, un unico blocco lungo duecentoventi metri e largo ventitré, uscito venticinque anni fa dai cantieri di Saint-Nazaire-Penhoët”. […] “il France è operativo dall’aprile del 1912, data in cui fu consegnato”
    Il “France” operativo dal 1912 fu costruito dai Chantiers de l’Atlantique, dismesso nel ’35 e portato a Dunkirk. Corrisponde in tutto, tranne che per il sito di costruzione e la vendita ai giapponesi.
    C’è l’altro “France”, quello varato nel ’26 e operativo nel ’27 costruito dai Chantiers Saint-Nazaire-Penhoët, che nel ’59 fu venduto ai giapponesi per essere smantellato. Prima però fu usato dal produttore cinematografico Stone nel film “The last voyage” (La crociera del terrore).

    Può essere che io abbia trovato fonti non attendibili. La perplessità rimane.

    P.P.S. Per chi avesse voglia d’incontrare Ravel e di emozionarsi:

    https://www.youtube.com/watch?v=G1RlFvNFCN8

    https://www.youtube.com/watch?v=hHp37fc3CJc

    ha scritto il 

  • 4

    "Frase ripetuta all'infinito, cosa senza speranza e da cui non ci si aspetta nulla..."

    Questo libro essenziale racconta del musicista soltanto alcuni particolari che però, nell'insieme, ci danno un'idea della sua personalità e della sua originalità (manie, idiosincrasie...) e ne lascian ...continua

    Questo libro essenziale racconta del musicista soltanto alcuni particolari che però, nell'insieme, ci danno un'idea della sua personalità e della sua originalità (manie, idiosincrasie...) e ne lasciano intatto il mistero.
    Sfilano tra le pieghe della storia personaggi come Toscanini, Wittgenstein (Paul), Ida Rubenstein e altri ancora. Ma quello che mi colpisce di più è il fatto che la costruzione del romanzo, soprattutto la parte finale che narra il declino e la fine di Ravel, assomiglia alla partitura del Bolero.
    Non so se questa mia impressione è coerente con il progetto dell'autore (cercherò informazioni in merito), ma vi è nel testo una lenta e progressiva crescita di intensità che rompe l'apparente minimalismo della narrazione e la trasfigura ampliandone gli echi come succede, appunto, alla breve frase musicale che costituisce la struttura del Bolero. Allo stesso modo il progressivo declino di Ravel segue una progressione fatale: comincia piano piano, si amplifica e si aggrava via via...e infine esplode nel frastuono della grancassa che esalta e abolisce tutti i suoni.

    ha scritto il 

  • 3

    Estremamente deludente. Telegrafica raccolta di aneddoti rubati qua e là (sopratutto dalla "biografia" della violinista e amica di Ravel Helene Jourdan-Morhange, questo si testo consigliato) tenuti in ...continua

    Estremamente deludente. Telegrafica raccolta di aneddoti rubati qua e là (sopratutto dalla "biografia" della violinista e amica di Ravel Helene Jourdan-Morhange, questo si testo consigliato) tenuti insieme neanche troppo bene da uno stile scabro e quindi scabroso dell'autore. Impossibile non sospettare dell'onestà intellettuale di certi signori firmatari della quarta di copertina che esaltano l'autore e ingannano il lettore. Comunque, apprezzabile, resta un fatto: "brevità gran pregio" ma non parliamo di letteratura. Amen

    ha scritto il 

  • 4

    Breve e bella biografia di Ravel, negli ultimi dieci anni della sua vita. È una biografia che riesce a far rivivere il personaggio, con le sue fisime e le sue grandezze. Con quattro pennellate ti fa u ...continua

    Breve e bella biografia di Ravel, negli ultimi dieci anni della sua vita. È una biografia che riesce a far rivivere il personaggio, con le sue fisime e le sue grandezze. Con quattro pennellate ti fa un ritratto preciso e piacevole da leggere. 8 1/2

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ultimi 10 anni di vita di Ravel, raccontati con un tocco di grande leggerezza e umanità.
    Dopo questa lettura difficilmente si potrà ascoltare composizioni come il "Bolero" o il "Concerto per piano ...continua

    Gli ultimi 10 anni di vita di Ravel, raccontati con un tocco di grande leggerezza e umanità.
    Dopo questa lettura difficilmente si potrà ascoltare composizioni come il "Bolero" o il "Concerto per pianoforte per la mano sinistra" con l'attenzione rivolta solo al contenuto musicale, senza riflettere sui risvolti biografici che esse racchiudono.
    Affascina leggere Echenoz quando pone l'attenzione sulla dicotomia tra la meravigliosa creatività musicale del compositore e la sua umana caducità e annullamento nella malattia e nella morte. L'unica cosa che può sopravvivere a Ravel è la sua creatività e il suo genio artistico, tutto il resto, la materia, scompare in un'infinita solitudine.

    ha scritto il 

  • 3

    asciutto, nervoso, struggente

    come Ravel stesso.
    "Il mio lavoro esce lentamente, goccia a goccia. Lo strappo da dentro me ed esce a piccoli pezzettini". Le ossessioni, l'insonnia e poi il lento deteriorarsi di una mente così brill ...continua

    come Ravel stesso.
    "Il mio lavoro esce lentamente, goccia a goccia. Lo strappo da dentro me ed esce a piccoli pezzettini". Le ossessioni, l'insonnia e poi il lento deteriorarsi di una mente così brillante ed unica. Molto triste il finale.

    ha scritto il