Remains of the Day

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Publisher: Demco Media

4.1
(2971)

Language: English | Number of Pages: 245 | Format: Unbound | In other languages: (other languages) Spanish , Japanese , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Latvian , Portuguese , Indonesian , Romanian

Isbn-10: 0606143041 | Isbn-13: 9780606143042 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Others , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
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  • 5

    自此作品之后,我已成为石黑一雄的读者。主人公是一位老牌的英国管家,服务于英国旧宅已被美国新贵购买的时代,偶然决定到乡间寻回昔日同事的故事。原本以为石黑一雄会将注意力放在新旧冲突上,但是石黑一雄却把写作重点放在主人公在旅途中个人对工作、对身份、对时代、对忠诚的审思。这点深深地打动我,特别在主人公对于“工作的尊严”的定义。当然,任何有一点良知的人肯定会批评与生气主人公对于呆板的“尊严”或“专业”的坚持 ...continue

    自此作品之后,我已成为石黑一雄的读者。主人公是一位老牌的英国管家,服务于英国旧宅已被美国新贵购买的时代,偶然决定到乡间寻回昔日同事的故事。原本以为石黑一雄会将注意力放在新旧冲突上,但是石黑一雄却把写作重点放在主人公在旅途中个人对工作、对身份、对时代、对忠诚的审思。这点深深地打动我,特别在主人公对于“工作的尊严”的定义。当然,任何有一点良知的人肯定会批评与生气主人公对于呆板的“尊严”或“专业”的坚持,但是如果只是从这一方面去批判的话,是否太以偏概全了呢?

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  • 2

    Trovato nella classifica dei più grandi libri di amore ....

    Scrittura impeccabile, non c'è che dire. Peccato che Mr. Stevens incarni tutto quanto odio nelle persone. Peccato, un'occasione persa per me.

    said on 

  • 5

    Il tema centrale di questo libro, raccontato in prima persona da un maggiordomo, è il viaggio in tutte le sue sfaccettature: il viaggio materiale che Mr Stevens fa in macchina per andare a trovare una ...continue

    Il tema centrale di questo libro, raccontato in prima persona da un maggiordomo, è il viaggio in tutte le sue sfaccettature: il viaggio materiale che Mr Stevens fa in macchina per andare a trovare una sua collega, Miss Kenton, che non vede da tempo; è il viaggio nei ricordi di una vita nella tenuta di Darlington Hall nella quale i due hanno lavorato e dove il maggiordomo tutt'ora lavora; ma è anche il viaggio all'interno di sè stesso, un uomo di grande dignità, e con una forte idea sul significato dell'essere un maggiordomo e cosa ciò abbia implicatoi nella propria vita.
    Un libro che colpisce per la scrittura molto fluida ed elegante, nonostante i temi trattati in alcuni casi siano un po' pesanti.

    said on 

  • 3

    Kazuo Ishiguro sta a cavallo di due tradizioni letterarie, quella giapponese, in cui è nato e vissuto da bambino, e quella inglese, che rappresenta la sua realtà dopo i sei anni. Nei suoi romanzi si p ...continue

    Kazuo Ishiguro sta a cavallo di due tradizioni letterarie, quella giapponese, in cui è nato e vissuto da bambino, e quella inglese, che rappresenta la sua realtà dopo i sei anni. Nei suoi romanzi si può notare chiaramente la differenza di stili e di ispirazioni, talvolta indipendenti dall'ambientazione.
    Questo è un romanzo tipicamente inglese, pregno di atmosfere tipiche della nobiltà delle grandi casate dell'Inghilterra del Novecento.
    È considerato il capolavoro di Ishiguro: un maggiordomo irreprensibile con la classica mentalità inglese del primo dopoguerra lavora con fedeltà al servizio di un nobile uomo, con attenzione quasi maniacale in ogni gesto, in ogni compito che deve portare a termine.
    È l'Inghilterra del secondo dopoguerra e Stevens ottiene una settimana di vacanze dall'attuale datore di lavoro, l'americano Mr Farraday e, su suggerimento del gentiluomo stesso, decide di visitare, per la prima volta, le bellezze del proprio Paese. Un viaggio in macchina, che procede lentamente, per poter godere delle viste consigliate nel volume di Mrs Symons, che fanno pensare ai dipinti di John Constable.
    Questo viaggio diventa, per Stevens, l'occasione per riflettere su tutto ciò che - nella necessità di prestare quotidianamente un servizio perfetto presso Darlington Hall - passava automaticamente in secondo piano. L'ambizione di Stevens, che punta a diventare un maggiordomo perfetto, è tale da renderlo incapace di vedere quello che avviene sotto i propri occhi: una vita che gli scorre davanti, nel perseguimento di un ideale relativamente nobile (il rispetto delle regole e della tradizione), da cui il protagonista risulta ossessionato.
    La narrazione è strutturata come un diario che segue l'andamento del viaggio e in cui Stevens ripercorre la propria vita passata alle dipendenze di Lord Darlington, proprietario della villa prima di Mr Farraday.
    Il tema principale è quello dell'alienazione dell'individuo, che viene escluso dalla propria vita.
    Stevens è un semplice ingranaggio nel complesso macchinario della nobiltà inglese, in cui quello che conta è solo l'apparenza, il mostrarsi sempre sereni e composti come uomini che si rispettino. E non importa se il proprio padre sta morendo, nella stanza vicina, perché nemmeno lui avrebbe voluto che interrompesse il proprio servizio.
    Mentre Stevens è impegnato ad accogliere nel modo più conveniente gli ospiti, non si accorge di quanto accade sotto i suoi occhi: Darlington Hall è teatro di discussioni tra gentiluomini che si intrattengono su questioni politiche e, in particolare, sulla sorte della Germania. Lord Darlington è antisemita e ha relazioni con Ribbentrop e con organizzazioni come l'Unione Fascisti Inglesi, ma Stevens ignora e nega tutto ciò, nonostante egli stesso sia stato incaricato di licenziare due cameriere di origine ebraica.
    Un'intera vita fatta di finzioni, rinnegando la propria identità e non perseguendo i propri ideali ma, al contrario, assecondando una volontà che non è la propria: solo dopo aver preso distacco dall'abitazione, Stevens si renderà conto di tutte le occasioni perse (ad esempio nel rapporto con Miss Kenton) e inizierà a cercare, retrospettivamente, tutte le «svolte cruciali» e a fare congetture su cosa sarebbe cambiato se si fosse comportato in un altro modo, se avesse seguito l'istinto anziché una serie di regole non scritte.
    La parte finale è molto delicata, intima, commuovente. A Stevens sembra che non sia rimasto nemmeno quel poco per cui ha lottato per tutta la vita, la dignità:

    «Vedete, io mi sono fidato. Mi sono fidato della saggezza di sua signoria. Tutti gli anni nei quali sono stato al suo servizio, ho creduto di fare qualcosa di utile. Non posso nemmeno affermare di aver commesso i miei propri errori. E davvero - uno deve chiedersi - quale dignità vi è mai in questo?»

    Quel che resta del giorno è un'allegoria della vita: come di sera, all'accensione delle luci del molo, un gruppo di persone sconosciute condividono la propria gioia comune, così vale anche per la vecchiaia; anche se sembra di non avere più niente da dare, ci si può sedere per godersi i frutti del proprio lavoro.

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  • 5

    Di questo romanzo le cose che più mi hanno dato da pensare sono quelle che girano intorno alla concezione del lavoro, della professione e della professionalità.

    Cominciamo però col dire che la bell ...continue

    Di questo romanzo le cose che più mi hanno dato da pensare sono quelle che girano intorno alla concezione del lavoro, della professione e della professionalità.

    Cominciamo però col dire che la bellezza del racconto sta nella scelta di costruirlo attorno alla estrema rincorsa che a un certo punto Stevens decide di fare per tentare confusamente di recuperare tempo e occasioni perdute. E’ lui che così ci racconta come alla fine della sua vita e del suo servire da maggiordomo in una casa patrizia inglese cerchi di recuperare una donna, un rapporto, delle relazioni sociali fuori dal suo ruolo; anche solo il respiro che viene da una vacanza libera (la prima della sua vita).
    I luoghi di lavoro sono pieni di gente che passa dieci, dodici ore al giorno totalmente identificata in quel che fa. Quasi tutti si rendono conto di sacrificare in questo buona parte della propria vita, soprattutto di occasioni di sentirsi vivi. E quasi tutti usano come cuscinetto per ammortizzare il senso di frustrazione che questo pensiero procura, immaginando di poter fare quel che si sono negati per tanti anni nel momento in cui arriverà la sera della vita, quando si troveranno finalmente davanti “quel che resta del giorno”. C’è chi immagina di fare una lunghissima vacanza all'avventura. Chi pensa ad un viaggio per andare ad incontrare tutti gli amici e gli amori trascurati e perduti. C’è chi progetta di dedicare ai nipoti il tempo che hanno negato ai figli. C’è chi si vede leggere i libri, ascoltare la musica, godere degli spettacoli a cui hanno dovuto rinunciare nel nome del “dovere” di lavorare. Dovrebbero intanto trovare il tempo di leggere queste pagine.

    C’è poi il tema del contrasto tra etica della professione e etica della responsabilità. Stevens sente il dovere di accettare senza pensare e senza obiettare tutto quel che il proprio padrone (impegnato a favorire un’alleanza tra l’Inghilterra e la Germania nazista) decide e fa. E che inevitabilmente lo coinvolge. La sua “etica” professionale gli impone di condividere tutto, con un entusiasmo ed una stima più o meno autentici. Arriva a licenziare due impeccabili collaboratrici perché sono ebree e il padrone glielo impone. Quanto questo corrisponda ad un certo modo di vivere il proprio lavoro che tanti hanno nel nostro tempo è sin troppo facile da misurare. Se così non fosse il mercato non pullulerebbe di venditori di immondizia impacchettata. Da sempre, i danni che l’entusiasmo di servi e commessi fanno agli altri sono incalcolabili. Credo anche che oggi questo romanzo andrebbe letto soprattutto da chi si identifica con ed esalta la cosiddetta “cultura manageriale” e da chi vuol comprendere perché si tratta di cultura servile, da maggiordomi come Stevens. Anche se i manager vengono considerati “dirigenti” hanno quella cultura servile nel loro bagaglio, senza saperlo. Il fatto che sia assurta a livelli di considerazione (tradotta in retribuzioni follemente ingiustificate) e di condizionamento dei destini degli uomini è una delle cose più inique e pericolose del nostro oggi.

    Questo impianto tematico e il fascino crepuscolare con cui è reso, si afferrano subito. Il romanzo infatti non presenta al lettore grandi asperità tecniche ed è scritto con una tonalità narrativa omogenea, senza sbavature e senza cadute di ritmo. Romanzo di pregio, insomma. Il film lo è altrettanto.

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  • 3

    Mr. Stevens mi ha messo malinconia

    Quando arriva la sera e ripensiamo alla giornata appena trascorsa dovremmo sentirci soddisfatti, stanchi ma soddisfatti di ciò che si è fatto, senza rimpianti.
    Mr. Stevens è un personaggio d'altri tem ...continue

    Quando arriva la sera e ripensiamo alla giornata appena trascorsa dovremmo sentirci soddisfatti, stanchi ma soddisfatti di ciò che si è fatto, senza rimpianti.
    Mr. Stevens è un personaggio d'altri tempi, composto, lucido e senza esitazioni, ma quando arriva la sera si rende che nella vita si è fidato ciecamente delle scelte altrui, operate dal signore per cui lavorava, senza dubitare mai.
    Durante il suo bellissimo viaggio in Inghilterra e nella società inglese, rilegge la sua vita passata come maggiordomo e pone al centro la grande questione su cosa sia la dignità, che nel caso di Mr. Stevens è la capacità di non spogliarsi di fronte agli altri, di mantenere compostezza e il rispetto del ruolo che si ricopre.
    Ma questo per Mr. Stevens ha significato non osare e guardare la vita da un unico punto di vista, percorrerla su un unico sentiero. Ma nonostante questa consapevolezza, l'unico modo per affrontare quel che resta del giorno è rimanere sul binario tracciato, l'unico che si conosce, e trovare il sistema di far contento il nuovo padrone.
    Che malinconia!!
    3 stelline e mezzo

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  • 4

    Si può spendere buona parte della propria esistenza al servizio di un uomo nel quale sinceramente e dignitosamente si crede e poi, ad un certo punto, pensare di avere forse sprecato la propria vita? ...continue

    Si può spendere buona parte della propria esistenza al servizio di un uomo nel quale sinceramente e dignitosamente si crede e poi, ad un certo punto, pensare di avere forse sprecato la propria vita? e si può, dopo aver raggiunto tale conclusione, pensare di modificare il corso del tempo che resta?
    Un libro scritto con una prosa di un'eccezionale fluidità. Il finale è un capolavoro.
    Consigliatissimo, come altrettanto consigliato è il film che ne è stato tratto.

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  • 4

    "trafitto da un raggio di calore ma è subito sera!"

    Dal titolo così bello mi ero fatta tutta un'altra storia.
    Senz'altro è un'ottima lettura, magnifico sotto vari punti, dalla descrizione delle caratteristiche campagne inglesi, ai riferimenti storici, ...continue

    Dal titolo così bello mi ero fatta tutta un'altra storia.
    Senz'altro è un'ottima lettura, magnifico sotto vari punti, dalla descrizione delle caratteristiche campagne inglesi, ai riferimenti storici, alle condizioni sociali dell'epoca, ma si sofferma troppo, a mio parere, sull'alta professionalità della figura del maggiordomo, sulle numerose qualità di affidabilità, fedeltà, dignità, integrità, oltre ogni limite, fino al sacrificio dei propri affetti familiari e sentimentali; la forza del dovere prevale sulla "debolezza" dei sentimenti.
    E quando questi vengono avvertiti in modo più determinante è già troppo tardi.

    "E forse allora vi è del buono nel consiglio il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. .."

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un rigoroso ed efficiente maggiordomo di una illustre e antica casata inglese, Darlington Hall, un breve viaggio di sei giorni nella tranquilla campagna circostante alla ricerca di Miss Kenton, l’ex g ...continue

    Un rigoroso ed efficiente maggiordomo di una illustre e antica casata inglese, Darlington Hall, un breve viaggio di sei giorni nella tranquilla campagna circostante alla ricerca di Miss Kenton, l’ex governante della stessa dimora, ora Mrs Benn, a Helston, una Ford prestatagli dal nuovo proprietario americano Mr Farraday, ma soprattutto tanti, molti ricordi che aprono le porte di un orgoglioso ed appagante passato alla ricerca del tempo che fu, alla luce del tempo attuale. Un bel viaggio della memoria per rammentare le vicende che lo hanno legato negli anni direttamente agli eventi privati e pubblici di Lord Darlington, di cui giustifica, motivandole, alcune sue ‘ambigue e ufficiose’ attività pseudo-diplomatiche avvenute nel marzo del 1924, e per rievocare, marginalmente, gli avvenimenti storici, leggasi rapporti tra inglesi, tedeschi e francesi, di cui riporta fatti concreti ed impressioni personali, a tale proposito, toccante è ciò che emerge della sua vita personale, delle vicende del padre e del suo distaccato rapporto con lo stesso soprattutto nel periodo in cui si trovano a lavorare con alterne vicende sotto lo stesso tetto.
    È Salisbury la prima meta che, pur rivelando la sua magnificenza nella cattedrale e nello splendido campanile, non riesce a fare concorrenza al ”meraviglioso panorama della ondulata campagna inglese” che sembra essere consapevole della propria ‘grandezza’, della propria bellezza determinata soprattutto dalla sensazione di ‘riserbo’ che se ne evince. Ed è sull’onda di questa riflessione che scaturisce la prima delle domande di Stevens: ”...che cos’é che fa “grande” un maggiordomo?" alla quale non può che rispondere con un’affermazione categorica ”la dignità”, dignità che sia, però, “all’altezza della posizione che occupa”, che si traduce, per chi ricopre tale ruolo, “ nella capacità di non abbandonare il professionista nel quale si incarna.”, vivendo in esso totalmente, fino alla fine e mantenendo costante quel ‘controllo emotivo’ che egli asserisce appartenere solo agli inglesi e, in particolare, a suo padre, un maggiordomo di vecchia data, per il quale il mondo era come una ‘scala’ al cui vertice spiccava la nobiltà, mentre per il nostro esso non era altro che una ruota che girava. Quindi, va da sé che un conto è il titolo nobiliare che si eredita, un altro è il prestigio personale basato sul ‘valore morale’ di colui che agisce.
    Ed è così che, passando per Mortimer. S. Pond nel Dorset, per Tauton nel Sommerset e per Moscombe nel Devon, dove ha fortuiti contatti più o meno significativi con abitanti del posto, riporta alla memoria eventi spiacevoli e particolarmente dolorosi nello sviluppo privato e pubblico del periodo vissuto al servizio di Lord Darlington, fino a giungere a Weimouth dove, nell’incontro con Miss Kenton/Mrs Benn, grazie alla tardiva rivelazione della donna, scoprirà quanto non sia riuscito mai a sospettare né ad ipotizzare, vista la sua totale dedizione al lavoro scelto.

    “La dignità non è una cosa che hanno soltanto i signori. La dignità è una cosa per la quale ogni uomo e ogni donna in questo paese possono lottare e che possono ottenere”.

    said on 

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