Resistere non serve a niente

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(826)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817059358 | Isbn-13: 9788817059350 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback , Tascabile economico

Genere: Affari & Economia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.
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  • 3

    Questo romanzo di Siti, contrariamente agli altri due da me già letti, non è incentrato su tematiche omosessuali, però mantiene un'altra caratteristica ossia l'eccessiva lunghezza. Come già in " Tropp ...continua

    Questo romanzo di Siti, contrariamente agli altri due da me già letti, non è incentrato su tematiche omosessuali, però mantiene un'altra caratteristica ossia l'eccessiva lunghezza. Come già in " Troppi paradisi" penso che una trentina di pagine in meno sarebbero bastate.
    Apprezzabile lo sforzo di documentazione circa il funzionamento della finanza off shore e dei fondi speculativi

    ha scritto il 

  • 4

    Da consumarsi (piacevolmente) entro il...

    Mettiamola così: come ha sottolineato più di qualcuno, in quarta di copertina dovrebbe essere segnalata la data di scadenza: da leggere preferibilmente entro il... 2013? 2014? 2020? Quanto ci vorrà pe ...continua

    Mettiamola così: come ha sottolineato più di qualcuno, in quarta di copertina dovrebbe essere segnalata la data di scadenza: da leggere preferibilmente entro il... 2013? 2014? 2020? Quanto ci vorrà perché vengano dimetincate del tutto impiegate del panorama televisivo come Mara Venier o Caterina Balivo? - a riguardo, strepitosa la battuta sulle caviglie grosse della bella conduttrice, contando che nei ringraziamenti compare anche il nome del suo compagno di vita c'è da pensare che l'abbia suggerita lui... Per non parlare dell'operazione di ricostruzione fisica di Berlusconi.

    Vista la premessa, la mia potrebbe sembrare una stroncatura. Non lo è, e ci mancherebbe. E' un romanzo gustoso sin dal meraviglioso titolo, "Resistere non serve a niente", scritto con una lingua viva che si impasticcia volentieri con il gergo tecnico-finanziario e con il parlato, con ritmo e consapevolezza.

    Però c'è un altro però cui è impossibile sottrarsi. Ed è legato a questo ergersi a paladini dell'autofiction, come se fosse una necessità mettersi in mezzo nell'opera. Siamo davvero sicuri che 1) sia necessario? 2) che sia una grande novità? Ecco, novità non lo è, e ovviamente ci si potrebbe spingere ben più indietro che a Carrère nel citare esempi di altri autori che dicono io, io, io. Che sia necessario - e che lo si affermi sostenendo magari che il romanzo classico è morto - beh, francamente è un genere di riflessione che nemmeno mi interessa. Dico solo che forse l'ottimo Siti si sarebbe potuto infilare nella narrazione anche in altro modo, e il romanzo ne avrebbe guadagnato in "narratività" - pensiamo alla tirata molto "da saggio" sulla figura di Morgan, abbastanza estranea al resto della storia, più ancora che ai riferimenti personali presenti nei dialoghi fra lo stesso Siti e Tommaso.

    Però, restando in tema di però... è un testo che potrebbe potenzialmente rimanere negli anni per la fotografia nitida - con schizzi alla Capote, il Capote di Musica per camaleonti - della nostra società. Fino al 2013? 2014? 2020?

    ha scritto il 

  • 0

    Cercavo in questo libro un'analisi romanzata della finanza moderna e dell'intreccio, oramai inestricabile, tra finanza "classica", finanza "creativa", produzione, politica e crimine nel tentativo di f ...continua

    Cercavo in questo libro un'analisi romanzata della finanza moderna e dell'intreccio, oramai inestricabile, tra finanza "classica", finanza "creativa", produzione, politica e crimine nel tentativo di fare un poco d'ordine nell'attuale caos geo-politico e sociale e trovare un senso nel prepotente prevalere delle oligarchie.
    Sono stato accontentato solo parzialmente e niente affatto soddisfatto.
    Forse chiedevo troppo ad un romanzo: è obiettivamente difficile romanzare un saggio.
    Forse troppo di quanto vi ho trovato era già conosciuto e raccontato.
    Forse i mutamenti sono troppo tumultuosi ed in atto per essere chiaramente percepibili e razionalizzabili.
    Forse nessuno oggi è in grado di fornire un quadro completo, anche non fosse preciso, di quanto stia realmente accadendo ed occorre ripegare su viste parziali, ipotesi di lavoro e supposizioni "educate".
    Fatto sta che mi sono trovato ad aver letto un romanzo passabile che ha lasciato senza risposta le mie domande.

    Con questo non voglio dire che non sia un buon romanzo, a tratti capace di prendere il lettore, con personaggi non banali e soluzioni narrative originali. Quello che voglio dire è che, semplicemente e del tutto arbitrariamente, lo ritengo insoddisfacente ed anche un po' disomogeneo ed a tratti "astruso". Insoddisfacente perchè, come già detto, poco spiega dei fatti.
    Disomogeneo in quanto i diversi fili narrativi, e sono molti (storie personali, approfondimenti psicologici, descrizioni di ecologie umane, riferimenti a fatti e personaggi della cronaca, spiegazioni dei meccanismi finanziari, svelamento della nuova criminalità organizzata, analisi dell'evoluzione socio-politica), si intrecciano in modo sempre più convulso al procedere del racconto.
    Ed in certi passi "astruso" perchè mi sfugge il senso e la ragione di alcuni suoi giudizi ed affermazioni, talvolta non comprendendone il significato, più spesso sfuggendomene le ragioni profonde. Penso, ad esempio, e siamo solo al secondo capitolo ed a pagina undici, all'analisi delle nuove forme di "prostituzione", la cui novità mi sfugge e che mi sembrano essere state ben conosciute anche nell'antichità, anche se non coniugate con la realtà mediatica che contraddistingue la nostra epoca.

    In conclusione la parte che più ho apprezzato è quella dedicata alla storia giovanile del protagonista che, alla luce delle mie aspettative, avrebbe dovuto meno interessarmi.

    Infine che dire del titolo? A me sembra sottilmente ambiguo, si riferisce infatti all'inutilità del resistere alla profonda natura dei propri sentimenti (i due protagonisti principali, Tommaso e Gabry, alla fine sembrano arrendersi all'intensità del proprio legame) oppure allo strapotere della malavita organizzata? Malavita imbattibile perchè capace di adattarsi, di evolversi, di auto-organizzarsi e di innovarsi, liberandosi brutalmente della "vecchia pelle" senza perdere nulla della propria forza brutale?
    Se è corretta la seconda interpretazione, allora concordo perché temo che ormai "resistere non serv[a più] a niente".

    ha scritto il 

  • 3

    Confesso che dall'acutissimo autore di Il realismo è l'impossibile mi aspettavo molto di più. Nella sua scrittura c'è troppo atteggiamento.
    La terza stellina è più che altro per motivi affettivi. ...continua

    Confesso che dall'acutissimo autore di Il realismo è l'impossibile mi aspettavo molto di più. Nella sua scrittura c'è troppo atteggiamento.
    La terza stellina è più che altro per motivi affettivi.

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile da giudicare semplicemente con un punteggio. Siti ci porta a vedere ciò che si sa ma che spesso si ignora, tutto il marciume ed il cinismo che deriva dalla ricchezza eccessiva, volgare. Legg ...continua

    Difficile da giudicare semplicemente con un punteggio. Siti ci porta a vedere ciò che si sa ma che spesso si ignora, tutto il marciume ed il cinismo che deriva dalla ricchezza eccessiva, volgare. Leggendolo si comprende come la distanza che si frappone fra il crimine e l'atto criminoso, ormai mediato dallo schermo del computer, porti ad un'alienazione di fatto, dove l'individuo ha conoscenza di ciò che fa ma non coscienza. Lo stile un po' confuso ma sempre crudo e diretto lascia poco spazio alla lirica e più all'inchiesta romanzata. Lo consiglio, ma avviso: in alcuni punti l'eccesso di realtà può dare molta angoscia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Attenzione, volgare recensione in arrivo.

    Questo libro mette tristezza, in parte per la storia che racconta, intrisa com'è della mancanza di etica e di dignità del periodo che stiamo vivendo, in parte perché pare incredibile che questo raccon ...continua

    Questo libro mette tristezza, in parte per la storia che racconta, intrisa com'è della mancanza di etica e di dignità del periodo che stiamo vivendo, in parte perché pare incredibile che questo racconto di vita di un Mr Grey de noarti abbia pure vinto uno Strega. E metto Mr Grey de noartri in quanto non si capisce come questo trovi il tempo di fare affari in borsa con tutto quello che impiega ad ossessionarsi per la figa di questa e di quella. Anzi, per la verità non è esattamente la figa che gli interessa, i suoi gusti sono ancora più retrò, se possibile, anzi retro e basta. Mah.

    La scrittura non mi dispiace. Del resto ho letto per anni praticamente solo romance, vuoi che non mi piaccia sta prosa eccessiva, sentimentale, fastidiosa? A volte, ma solo a volte, ricorda il Busi di L'especialista di Barcelona, altro vuoto esercizio di stile, ma Busi della lingua italiana è menestrello e poeta anche - o forse soprattutto - quando scrive di nulla.

    Qui c'è volgarità, reale e morale. Infantilmente l'autore alla volgarità reale, di situazione, di nascita, attribuisce preziosità e etica: l'amico d'infanzia è borgataro, non ha soldi, ma ha valori, non tradisce la moglie che ama, riamato. Ha figli e famiglia, dove Tommaso non ha nulla se non apparenza e insicurezze. Un poco tipo il buon selvaggio o il villico saggio, che non sa contare ma capisce quello che davvero vale.

    Alla fine è la storia di un Ricucci qualunque, con un poco più di talento, e le stesse miserie. Solita collusione mafia affari, solita storia di affari puliti pubblici, sporchi riciclaggi privati. Insomma, una puntata di Report ma senza interviste. Probabilmente è un ritratto fedele dei posti e della gente che conta. Io sono sempre più contenta di non conoscere né questi né quelli.

    A fine lettura (un poco cangurata, la parte in cui il nostro "eroe" si ossessiona per la giovanissima Isabella mi ha rivoltato e l'ho saltata a piè pari) non mi resta molto: forse la capacità di raccontare un paio di personaggi, e un finale squallidamente consolatorio. No, sig. Autore, il finale finto consolatorio con la figa che ricontatta il nostro Ricucci no, per favore.

    ha scritto il 

  • 4

    credo che questo sia l'unico libro che ho in casa con sulla copertina la fascetta "vincitore del premio strega": non che non ne abbia letti altri, ma questo è il primo con la classica fascetta da rist ...continua

    credo che questo sia l'unico libro che ho in casa con sulla copertina la fascetta "vincitore del premio strega": non che non ne abbia letti altri, ma questo è il primo con la classica fascetta da ristampa, bella per chi lo comprò e lo portò poco tempo fa ad una bancarella dell'usato praticamente intonso.
    ed è anche il primo libro di siti che leggo, e che stile: conquista il lettore sornione, con ironia, e intanto butta sul piatto una visione spietata della vita, e un protagonista -tommaso- costruito perfettamente, sia in se sia attraverso i personaggi che lo circondano (specie quelli femminili).
    il plot twist de "il patto cambia" porta a riconsiderare tommaso e la sua scalata al successo, e lo rende forse ancora più umano, più reale, più vivo.
    epperò poi c'è il finale, e non so, mi è sembrato quasi troncato, mi ha lasciato insoddisfatto: io odio i seguiti, e quindi non voglio un seguito, ma avrei voluto seguirlo ancora tommaso...

    ha scritto il 

  • 4

    Resistere non serve a niente

    Crudo, desolato, disincantato romanzo su un perdente predestinato alla sconfitta che decide di vincere la sua partita giocando sporco. Quadro allucinato e allucinante dei protagonisti della finanza in ...continua

    Crudo, desolato, disincantato romanzo su un perdente predestinato alla sconfitta che decide di vincere la sua partita giocando sporco. Quadro allucinato e allucinante dei protagonisti della finanza internazionale e dello strapotere mafioso, scritto con una prosa secca, essenziale, personaggi che si odiano e amano a un tempo, per il loro vuoto e la loro disperata voglia di vita.

    ha scritto il 

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