Resurrection

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(1177)

Language: English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Italian , German , French , Spanish

Isbn-10: 0140424636 | Isbn-13: 9780140424638 | Publish date: 

Translator: Anthony Briggs

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
"Resurrection" (1899) tells the story of a nobleman's attempt to redeem the suffering his youthful philandering inflicted on a peasant girl who ends up a prisoner in Siberia. Tolstoy's vision of redemption achieved through loving forgiveness, and his condemnation of violence, dominate the novel. An intimate, psychological tale of guilt, anger and forgiveness, "Resurrection" is at the same time a panoramic description of social life in Russia at the end of the nineteenth century, reflecting its author's outrage at the social injustices of the world in which he lived.
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  • 5

    Dire che Tolstoj è grande è una banalità, tutti lo dicono, e lo dico anch'io, quindi lo ripeto. Lev Tolstoj è veramente grande. Con Anna Karenina mi ero già accorta di quanto l'autore riesca a descriv ...continue

    Dire che Tolstoj è grande è una banalità, tutti lo dicono, e lo dico anch'io, quindi lo ripeto. Lev Tolstoj è veramente grande. Con Anna Karenina mi ero già accorta di quanto l'autore riesca a descrivere la personalità di ogni personaggio, ad andare nel profondo rivelandone ogni turbamento emotivo, rivelandone i conflitti interiori, la psiche, ma con questo romanzo, Resurrezione, sono andata oltre. Di Nechljudov l'autore ne descrive la coscienza, e la descrive così bene che ai nostri occhi questo protagonista diventa trasparente. Non può nasconderci più nulla. Non può nasconderci il turbamento, la conflittualità interiore di chi ormai ha squarciato il velo ed è in grado di vedere l'ipocrisia della società in cui vive, gli ingranaggi, il sistema, la trappola in cui ognuno di noi casca. Dice Lev ognuno di noi nasce puro, con le proprie idee sane pulite, ma, con il crescere si uniforma, si amalgama agli altri dimenticando i suoi valori, i suoi puri principi (perdonatemi, lo sto dicendo con parole mie, queste non sono le parole dell'autore). Lev Tolstoj è un illuminato, è una persona che ricerca nella sua vita la spiritualità e questa ricerca lo salva, lo salva dal suicidio, dalla catastrofe, in Resurrezione affiora questa spiritualità libera, personale, profonda, che, pur nascendo dagli insegnamenti cristiani, si discosta dai dogmi cattolici, e dalle religioni in genere. Ed affiora la denuncia verso una società che nutre i ricchi dimenticando chi non ha niente, verso un sistema corrotto, cieco ('come possono gli altri non vedere ciò che vedo io tanto chiaramente?'), verso l'insostenibile e disumano modo di trattare i detenuti nelle carceri.

    "- Come mai allora ci son tante religioni? - chiese Nechljudov.
    - Perché sono tutte la stessa cosa, e uno crede negli altri e non in se stesso. Anch'io credevo nella gente e mi ci sono smarrito come in una tajgà; mi sono tanto smarrito che non riuscivo a raccapezzarmi. E vecchi credenti e nuovi credenti, e flagellanti e subbotniki e popotvzi ecc... Tutti convinti di essere gli unici nel vero. E si trascinano da una parte all'altra come cuccioli ciechi. Le religioni sono molte, ma lo spirito uno solo. Dentro di me, di te, di lui. Allora se ciascuno crede nel suo spirito tutti saranno uniti. Se ciascuno sta con se stesso, tutti saranno come uno solo.
    - E' molto tempo che andate predicando in questo modo? - gli chiese Nechljudov.
    - Io? Certo, un bel pezzo. Sono ventitré anni che mi perseguitano.
    - Come vi perseguitano?
    - Mi perseguitano come hanno perseguitato Cristo. Mi sbattono davanti ai giudici, davanti ai preti, davanti agli scribi e ai farisei; mi hanno cacciato in manicomio. Ma non possono farmi niente perché io sono un uomo libero. "Come ti chiami?" mi chiedono. Credono che io mi attribuisca un nome. Ma io non ce l'ho. Ho rinunciato a tutto, non ho nome non ho una residenza non ho una patria. Non ho niente. Solo me stesso. "Come ti chiami?" Uomo. "E quanti anni hai?" Rispondo che non li conto e non posso contarli, perché ci sono sempre stato e sempre sarò. "Di chi sei figlio" mi chiedono. Non ho né padre né madre, tranne dio e la terra. E lo zar, mi chiedono, lo riconosci? E perché no? lui è l'imperatore di se stesso, e io di me".

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  • 5

    Like a rolling stone

    Ho iniziato la lettura di questo romanzo ignorando il cinico che è in me. Ed ho scoperto un racconto moralista si, ma anche una delle più belle storie che io abbia letto. Si tratta di una critica alle ...continue

    Ho iniziato la lettura di questo romanzo ignorando il cinico che è in me. Ed ho scoperto un racconto moralista si, ma anche una delle più belle storie che io abbia letto. Si tratta di una critica alle religioni organizzate ed alle ingiustizie del diritto penale. Vi si narra di un giovane nobile che, mentre fa parte di una giuria, riconosce in una donna imputata di omicidio la cameriera che egli ha rovinato in gioventù. Per colpa di errori di distrazione, mancanza di flessibilità istituzionale ed apatia la donna viene condannata ai lavori forzati in Siberia. Ed il romanzo diviene la storia di un viaggio, quello che compie Nechljudov ( il giovane principe) per abbandonare la sua vecchia vita fatta di superficialità, ricchezza, proprietà e classe per seguire la sfortunata donna in Siberia. E del riscatto dal suo passato ed il risveglio alla realtà. Di come lo stato schiaccia con la burocrazia gli innocenti ed i poveri, di come le religioni organizzate trascurano gli anni iniziali e fondamentali del cristianesimo, ed hanno perso di vista l’idea di base di amare le altre persone, indistintamente. Poteva essere un insopportabile racconto moralista e predicatorio. Invece l’ho trovato un libro sapienziale.

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  • 5

    E' la storia che narra le vicende di un giovane aristocratico che chiamato giurato in un processo riconosce nell'imputata la donna che un tempo aveva sedotto ed abbandonato causando la sua rovina. Pen ...continue

    E' la storia che narra le vicende di un giovane aristocratico che chiamato giurato in un processo riconosce nell'imputata la donna che un tempo aveva sedotto ed abbandonato causando la sua rovina. Pentito decide di fare di tutto per aiutarla, rendendosi disponibile a sposarla e seguirla in Siberia, rifiutato si rifugierà nel Vangelo e incominciare una nuova vita. Forte della sua posizione e del suo capitale, Nechljudov si propone come salvatore degli oppressi, o almeno ci prova. Ma le sue soluzioni – prendere in sposa la Maslova, cedere i terreni ai contadini – non vengono accolte con l’entusiasmo che si aspettava. Questo perché Nechljudov sa cos’è il bene e cos’è il male, ma non tiene conto della libertà degli uomini. Anche quella di rifiutare la felicità. Quindi: nessuno può diventare strumento di salvazione per qualcun altro, ognuno è responsabile per sé (e se la vede con le proprie colpe), e bisogna salvarsi da soli, in questo mondo e, se c’è, anche nell’altro. Se con questa intuizione Tolstoj è davvero grande, il rammarico che il resto non sia all’altezza lo è ancora di più. Anche se il romanzo mi è piaciuto mi ha lasciato l'impressione d'incompiutezza e frettolosità che si riscontra soprattutto nel personaggio di Nehljudov in cui il pentimento e soprattutto la voglia di riscatto è troppo repentina. Resurrezione è quindi un romanzo che, se anche ha dei suoi punti deboli e un protagonista non molto convincente, è comunque un grande romanzo proprio per le figure di Katjusa e dei personaggi minori, nonchè per alcune pagine di grande poesia.

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  • 5

    rifiuto di risorgere

    hanno fatto una legge che non si può più fumare e poi un'altra che non si possono buttare le cicche in mezzo la via. si pentano i lettori dei romanzi dell'ottocento che al futuro cercavano di spianare ...continue

    hanno fatto una legge che non si può più fumare e poi un'altra che non si possono buttare le cicche in mezzo la via. si pentano i lettori dei romanzi dell'ottocento che al futuro cercavano di spianare l'animo e il cervelletto. nel 2015 il bel romanzo sul pentimento che il dire mi ha fatto entrare nell'espiazione. butterò cicche'ncielo dove non c'è legge.

    in letteratura non ci (o)è regola, continuerò a respirare, a cantare, a dire, continuerò a sentire come l'arancio spremuto, come l'anima di leone, come i suoi personaggi che danno succo e voce su me di me quando sputo n'terra.

    voglio continuare e mai smettere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Da inguaribile romantica non nascondo la mia delusione nell’apprendere che tra Nechljudov e la Maslova non finirà con un bel matrimonio. Non poteva essere così semplice. Tolstoj fa compiere ai due pro ...continue

    Da inguaribile romantica non nascondo la mia delusione nell’apprendere che tra Nechljudov e la Maslova non finirà con un bel matrimonio. Non poteva essere così semplice. Tolstoj fa compiere ai due protagonisti un cammino difficile, pieno di dubbi, ricadute e alla fine, giustamente, i due si separano. Ma tutti e due non sono più gli stessi: finalmente lei si libera dal suo passato, riacquista la fiducia in se stessa e perdona Nechljudov; scegliendo di sposare un altro chiede perdono al suo antico amore, forse consapevole che, pur amandolo ancora, non avrebbe mai potuto essere felice con lui. Sceglie la via più scomoda, forse anche per liberarlo da obblighi morali da un lato e dall’altro per giungere a scontare lei stessa gli errori passati.
    Per Nechljudov il discorso è diverso: attraverso il suo cammino Tolstoj mette tutto se stesso, ci racconta la sua lunga vita, a partire dalle sue nobili ed agiate origini, dalla scoperta del mondo degli oppressi, delle ingiustizie, dei soprusi, della terribile condizione dei condannati. Il Principe vuole assolutamente salvare più gente possibile, cerca di migliorarne le condizioni, rischia in prima persona, si espone, si libera dei propri beni e alla fine è sereno; la Resurrezione, credo, sia proprio la sua. Scopre che seguendo le semplici regole dettate dal Vangelo si può costruire una società giusta, dove non c’è bisogno di prigioni. Basta avere Fede e perdonare sempre tutti; molto semplice, ma quanto mai utopistico.
    Ho apprezzato molto questo libro per il coraggio e la fiducia che ripone nell’Uomo.

    “ E tutto ciò che leggeva gli pareva noto, pareva confermare, riportare alla coscienza quanto sapeva già da molto tempo, ma senz’esserne del tutto consapevole e senza crederci. Adesso invece ne era del tutto consapevole e credeva.”

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  • 4

    “Vattene da me. Io sono una forzata e tu un principe, e questo non è posto per te”

    Katiusha è una donna molto bella e affascinante. Lavora come serva presso una famiglia aristocratica e viene sedotta e abbandonata dal giovane Nehjiudov, dal quale ha anche un bimbo che nasce morto.
    T ...continue

    Katiusha è una donna molto bella e affascinante. Lavora come serva presso una famiglia aristocratica e viene sedotta e abbandonata dal giovane Nehjiudov, dal quale ha anche un bimbo che nasce morto.
    Trascorrono alcuni anni. Nehjiudov viene chiamato come giurato a un processo e si trova davanti proprio la Katiusha, accusata ingiustamente di aver avvelenato l’anziano marito.
    Divorato dal rimorso per ciò che ha fatto anni prima, abbandona la propria vita agiata, donando tutti i possedimenti terrieri ai poveri contadini, per seguirla durante la deportazione(viene condannata per quindici anni ai lavori forzati in Siberia).
    Una volta trovata le propone di sposarlo, ma lei, ancora ferita per ciò che le aveva fatto in passato, lo respinge. Disperato, l’uomo trova conforto nelle parole del Vangelo.
    Un romanzo molto complesso, scritto nel 1898 e frutto di una profonda crisi esistenziale e religiosa dello scrittore che, ormai giunto alla soglia dei settant’anni, arriva addirittura a rinnegare i suoi grandi capolavori.
    Un romanzo di redenzione, ma anche di amore, un amore che risveglia l’indolente principe Nehijudov che davanti al dolore della sua ex amante subisce una metamorfosi interiore, si trasforma da uomo ingordo ed egoista in uomo illuminato, profondo e libero dai vincoli che fin dalla nascita la sua famiglia borghese gli ha imposto.
    Si ritroverà a scontrarsi contro un mondo ancora non pronto alle sue idee rivoluzionarie come quello della Pietroburgo di fine Ottocento, comincerà a interessarsi alle sorte dei condannati, facendosi carico dei casi più difficili, quelli dove l’ingiustizia è palese, diventando così una sorta di paladino degli oppressi, alienandosi pian piano dal suo mondo, ma tutto ciò non gli porterà ciò che desidera, non riuscirà mai a fare breccia nel cuore della sua donna e questo rappresenterà per lui un grande dolore.
    Nonostante sia meno conosciuto di “Anna Karenina” e “Guerra e pace” è un romanzo che merita, soprattutto per la bellissima chiosa finale. Certo non è una lettura da affrontare superficialmente, ci vuole un po’ di pazienza e di una buona dose di convinzione, come per tutti gli scrittori russi.

    “Vattene da me. Io sono una forzata e tu un principe, e questo non è posto per te”, gridò trasfigurata dall’ira, strappando via la mano. “Vuoi salvarti per mezzo mio”, proseguì, affrettandosi a dire tutto quello che le si era levato nell’anima. “A mie spese te la sei spassata in questa vita, e adesso a mie spese vuoi salvarti all’altro mondo!”.

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  • 4

    Libro

    scritto da Tolstoj. Libro scritto da Tolstoj dopo i due dei capolavori assoluti della letteratura di tutti i tempi.
    Libro scritto da Tolstoj a 70 anni; libro della redenzione, della catarsi. Non è un ...continue

    scritto da Tolstoj. Libro scritto da Tolstoj dopo i due dei capolavori assoluti della letteratura di tutti i tempi.
    Libro scritto da Tolstoj a 70 anni; libro della redenzione, della catarsi. Non è un libro minore, è un bellissimo libro intenso e popolare. ancora più popolare ( con la P grande ) degli altri.

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  • 0

    un racconto che entra nel cuore e ti porta a pensare in profondità ...un racconto sulla realtà di allora ,sulle ingiustizie ,sul abusare del potere ma che è sempre attuale ...chi ha il potere lo usa p ...continue

    un racconto che entra nel cuore e ti porta a pensare in profondità ...un racconto sulla realtà di allora ,sulle ingiustizie ,sul abusare del potere ma che è sempre attuale ...chi ha il potere lo usa per sottomettere i altri e per vivere bene ,mai per il benessere del popolo ...libro che si applica benissimo al presente .

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  • 4

    Tra il dire e il fare...

    "Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini ...continue

    "Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l'acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso."

    Questo libro è pieno di riflessioni ed insegnamenti con i quali tutti più o meno concordiamo in teoria ma che nessuno di noi, tranne qualche rara eccezione, in realtà mette nè metterà mai in pratica a dovere. Soprattutto il cosiddetto perdono : ma chi è che,oggi, perdona "sempre e comunque"? O che si fa in quattro per espiare le proprie colpe? Trasportato nella realtà attuale il personaggio di Nechljudov (sempre nomi semplici,questi russi) mi sa quasi di utopia. Ad ogni modo, continuando a preferire comunque Anna Karenina, è sicuramente un libro che vale la pena leggere; parliamo sempre di autori russi, oh.

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  • 5

    Il fattore dominante del romanzo è il forte realismo, un’oggettività impressionante nelle descrizioni, che ricorda a tratti il naturalismo francese. I risultati infatti sono quasi eguali. Lo sfondo è ...continue

    Il fattore dominante del romanzo è il forte realismo, un’oggettività impressionante nelle descrizioni, che ricorda a tratti il naturalismo francese. I risultati infatti sono quasi eguali. Lo sfondo è quella di una società spezzata da una forte divisione di classe, affogata dalla ferrea burocrazia, dissoluta a causa di una giustizia che giudica troppo e poco, fatta di ridicoli frettolosi magistrati e opportunisti avvocati e giuristi mondani, chiacchieroni. Una società che in effetti è inerte di fronte alle proprie contraddizioni e Tolstoj non esita a denunciarlo.
    Per cui Resurrezione è uno di quei libri che fanno riflettere, ancora oggi riesce a portare il lettore a confrontarsi dinnanzi al mondo che, analizzandolo attentamente, sta perdendo la propria “ragione di esistere” e sembra aver smesso di seguire certi valori.

    Resurrezione ovvero ascesa etica, forza e filosofia morale. Dunque questo romanzo non è la storia di una morte e rinascita fisica ma unicamente spirituale.
    E la storia gira attorno alla salvezza spirituale di un giovane borghese contro il suo passato viziato, macchiato specialmente per aver sedotto e abbandonato una ragazza, ingravidandola. Da questo spasmo d’animo comincia per lui una sorta di scalata, un viaggio d’intossicazione, verso una nuova consapevolezza della vita che lo sorprenderà insieme al lettore.

    Scena memorabile: il tema della giustizia argomentato in un acceso dibattito fra il protagonista, Nekliudoff, e suo cognato.

    (Ho letto la prima edizione italiana del 1899 e forse avrebbe meritato un 4 stelle dato che il romanzo non è tradotto nella sua versione integrale, tuttavia avere un libro "antico" fra le mani fa sempre un certo effetto, è magico!)

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