Revolutionary Road

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Publisher: Vintage Classics

4.3
(3534)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Dutch , Chi traditional , French , Spanish , Swedish , Portuguese , Catalan , Russian

Isbn-10: 0099518627 | Isbn-13: 9780099518624 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Hailed as a masterpiece from the moment of its first publication, "Revolutionary Road" is the story of Frank and April Wheeler, a bright, beautiful, and talented couple whose empty suburban life is held together by the dream that greatness is only just round the corner. With heartbreaking compassion and clarity, Richard Yates shows how Frank and April mortgage their hopes and ideals, betraying in the end not only each other, but their own best selves.
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  • 5

    Quando i diversi fattori cominciano tutti assieme a far sentire la propria influenza, senza che esista una vera tradizione culturale capace di assorbirli

    Il libro è un capolavoro. Purtroppo, prima di leggere il libro, ho guardato il film. Cosa, secondo me assolutamente da non fare. Il film racconta la vicenda in modo abbastanza asciutto. La recitazione ...continue

    Il libro è un capolavoro. Purtroppo, prima di leggere il libro, ho guardato il film. Cosa, secondo me assolutamente da non fare. Il film racconta la vicenda in modo abbastanza asciutto. La recitazione dei due protagonisti, Leonardo DiCaprio e Kate Winslet tenta di far entrare lo spettatore nella psicologia dei due protagonisti del libro. La cosa riesce discretamente a Kate, ma in modo del tutto insufficiente a DiCaprio. Poi il film si dilunga sulla descrizione degli eventi, senza che le immagini suggerite dal film, siano in grado, di per sé, di far nascere nella fantasia del lettore tutto l'ambiente, i caratteri dei due coniugi, il senso delle loro discussioni, delle reciproche attrazioni, dei loro litigi. Il carattere di Jack si rivela esattamente quello che il carattere di April è portata a respingere: il comportamento banale contro la ricerca, vana, di un senso alla vita che vada oltre quello di vivere alla giornata. La casa, gli amici, i figli, tutti aspetti che possono essere il senso della vita (per Jack) finiscono per rivelarsi il vuoto “disperato” per April. Il film ci lascia sempre fuori da queste vicende interiori, mentre il romanzo ce le fa vivere dentro di noi, ci fa sentire, volta a volta, Jack, April e perfino John, il figlio schizofrenico della signora Givings, l'agente immobiliare che ha venduto la casa ai due protagonisti. Insomma, a me pare che la domanda chiave che, alla fin fine, pone il libro è quella che sta al centro dell'ennesima discussione fra i due coniugi: «“Morale” e “convenzionale” non significano forse la stessa cosa?»

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  • 5

    Citazione

    La capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione.
    "Sincronizzare gli orologi sulle sei zero zero", dice il capitano di fanteria, e ognuno dei tenent
    ...continue

    La capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione.
    "Sincronizzare gli orologi sulle sei zero zero", dice il capitano di fanteria, e ognuno dei tenenti che gli si affollano intorno dimentica per un istante la paura nell'atto di spostare due sottili lancette in funzione di un prezioso allineamento, mentre tonnellate di proiettili d'artiglieria pesante gli sibilano sopra la testa: il prosaico, borghese quadrante dell'orologio ha ricreato, seppure per un breve attimo, l'illusione del controllo personale. Calma, consiglia l'orologio, stagliandosi netto tra i peli e le vene di ogni polso terribilmente vulnerabile; bene: finora tutto accade in perfetto orario

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  • 4

    Leggete prima il libro, poi lasciatevi trascinare dal film.

    Quando qualche anno fa ho visto "Revolutionary Road" e ne sono rimasta estasiata, ancora non sapevo che fosse stato tratto da un romanzo. Mi sono andata ad informare e subito è nata l'ossessione per i ...continue

    Quando qualche anno fa ho visto "Revolutionary Road" e ne sono rimasta estasiata, ancora non sapevo che fosse stato tratto da un romanzo. Mi sono andata ad informare e subito è nata l'ossessione per il libro. Perchè il film, sì, mi era piaciuto davvero tanto: tragico, sentimentale, un bel pugno in faccia.
    Ho iniziato così il mio primo Yates con quello che è forse il suo lavoro più famoso e non dico che io ne sia rimasta delusa, ma insomma. Aver visto la trasposizione cinematografica prima ha rovinato un po' la mia lettura: sapevo già il finale, tutto mi sembrava "già visto" -perchè effettivamente così è stato.
    Io penso che dietro ai Wheeler si nascondano molti di noi, coppie insoddisfatte, che inseguono un sogno che in realtà è soltanto un miraggio, ed un giorno si svegliano con la consapevolezza di aver sbagliato tutto. Non so chi abbia ragione, tra April e Frank, a me son stati un po' antipatici tutti e due, forse perchè mi rivedevo sia nelle alte (ed impossibili) aspirazioni sia nella cruda e nuda realtà.
    E quando i protagonisti non fanno breccia nel mio cuore, è difficile che rimanga estasiata del tutto da un libro. In ogni caso, è da leggere, anche solo per capire come non condurre la propria vita - un po' come "Stoner" di Williams.

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  • 4

    RIVOLUZIONI E INTROSPEZIONI

    Finalmnte mi son decisa a leggere un libro di cui conoscevo già i contorni e il retrogusto che lascia in bocca: bello ma pesante. 456 pagine di drammi esistenziali e rapporti difficili. "REVOLUTIONARY ...continue

    Finalmnte mi son decisa a leggere un libro di cui conoscevo già i contorni e il retrogusto che lascia in bocca: bello ma pesante. 456 pagine di drammi esistenziali e rapporti difficili. "REVOLUTIONARY ROAD".

    Un sobborgo da classe media nell'America degli Anni '50 fa da sfondo a una "storia normale": Frank ed April sono giovani, sereni di quella serenità che solo gli States in quegli anni di dopoguerra ti potevano dare. Hanno sogni forti, ambizioni radicate. Vogliono essere felici in maniera gioiosa e anticonformista. Lui è un impiegato che vuole cominciare a chiedersi cosa gli piace fare e cosa gli va di fare, ed è estasiato dalla possibilità di farlo. Lei è un'attrice che vuole viaggiare, amare e vivere a pieni polmoni.

    Si parlano, si innamorano, si raccontano, si sposano.

    E qui devono fare i conti con la rassicurante routine quotidiana della casa carina coi figli carini e i vicini carini che li invidiano un sacco. E la scelta di mettere tutto sul tavolo verde e viaggiare e divorare la vita a morsi diventa un gioco troppo rischioso da giocare.
    E allora l'insoddisfazione balza agli occhi e il castello di carte degli "anticonformisti" crolla mostrando al mondo che anche loro, come gli altri, sono fatti di vuoti colmabili con un doppio martini, una gravidanza al momento giusto per riempire i silenzi e una serie di piccoli interludi di infedeltà coniugale, un po' per ripicca e un po' per sentire ancora di essere vivi.

    Un libro incantevole e devastante allo stesso tempo. Da leggere per forza, magari in periodi di serenità.

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  • 5

    Tremendamente attuale

    Credo che Revolutionary Road, nonostante sia stato pubblicato nel 1961, e nonostante sia ambientato negli anni '50, che sono di quanto più lontano si possa mai immaginare in questo momento, viva ancor ...continue

    Credo che Revolutionary Road, nonostante sia stato pubblicato nel 1961, e nonostante sia ambientato negli anni '50, che sono di quanto più lontano si possa mai immaginare in questo momento, viva ancora di una brillante attualità.
    Quasi a volermi ricordare che certe dinamiche sociali ci mettono del tempo a cambiare, un tempo così lungo che sembra non cambino mai.

    La storia di April e Frank Wheeler è una matrimonio dalla facciata solida, spensierata e innamorata. Nascondono invece un rancore reciproco e la sensazione di aver sciupato la loro vita.
    April: aspirante attrice, rimasta incinta troppo presto. Frank: un uomo [a trentanni oggi li definiamo ancora ragazzi] con velleità intellettuali, mai davvero coltivate. I loro due bambini: figure marginali, se non di intralcio, nella inquieta vita dei loro genitori.
    I coniugi Wheeler vivono immersi in un contesto sociale che criticano, considerandolo borghese e dagli orizzonti limitati. L'unica persona che incontrano che sembra avere i loro stessi desideri e la loro stessa visione della vita, è relegata in un manicomio.
    Si sentono diversi, intrappolati, destinati ad un futuro migliore, pur vivendo nello stesso identico modo dei loro vicini, nascondendo la loro ipocrisia fra fiumi di alcool e decine di sigarette fumate. Il sogno di cambiare vita, approdando in Europa, coltivato con entusiasmo quasi infantile, si infrange nella scoperta di una nuova, non cercata, gravidanza.
    Ma al di là della trama, quello che Richard Yates riesce a raccontare sono le ambizioni frustrate, le illusioni, i sogni infranti che spesso, inevitabilmente, l'età adulta porta con sé.

    Il lieto fine non è contemplato. Ho letto le ultime pagine che era quasi l'una di notte, coinvolta e trascinata dalla necessità di sopprimere una sensazione scomoda, che mi si è appiccicata al cuore e all'anima, e che ho fatto fatica a togliermi di dosso. Ho appoggiato il libro sul comodino, ho spento la luce, ho appoggiato la testa sul cuscino e una lacrima mi è scesa dagli occhi, e poi un'altra e un'altra ancora.
    Assomiglia tanto alla vita, questo Revolutionary Road.
    Un libro che consiglierei di leggere a tutte le adolescenti, come consigli su tutto quello che non si deve fare se si vuole diventare degli adulti sereni [perché la felicità è solo un attimo, la serenità può essere per sempre].

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  • 4

    la rivoluzione non è un cocktail martini (tutt'al più è l'oliva)

    tre quarti di fantasia e un quarto di realtà. era la ricetta di michail bakunin per fare la rivoluzione. ma sono anche le proporzioni di gin e vermut dry in un perfetto cockatil martini. che con quest ...continue

    tre quarti di fantasia e un quarto di realtà. era la ricetta di michail bakunin per fare la rivoluzione. ma sono anche le proporzioni di gin e vermut dry in un perfetto cockatil martini. che con questo tipo di rivoluzione qui c'entra forse di più. primo perché, tanto nel libro di yates quanto nella vita di tutti i frank e le april del mondo, di drink secco e robusto ne scorre frequentemente a fiumi. e secondo perché se un romanzo ha in mente di dire storicamente qualcosa - e non ne son del tutto certa, benedetto croce mi perdonerà - questo che in italia uscì inizialmente col titolo i non conformisti sembra proprio suggerire: ecco cosa succede se mischi in dosi troppo massicce la fantasia con la realtà. se (rivolto a lei) convoli con un tipo d'uomo «impegnato, nicotinizzato, alla jean paul sartre», illudendovi di essere diversi e intellettualmente disinvolti, per scoprire solo dopo (e voler vedere solo tu) che si sogna in grande ma si finisce a vivere molto spesso in piccolo. e che si aggiustano le misure e la propria libertà su talenti, nostri e altrui, che non sono sempre quelli con cui ci si era immaginati di distinguersi nel mazzo.
    succedeva a metà degli anni '50 in un pettinato sobborgo con vialetti e barbecue sul retro - e dai tempi di questo romanzo ce l'hanno raccontato, tra cinema e letteratura, in tanti e tali modi che ormai l'effetto dirompente si è inevitabilmente esaurito, e avrebbe un peso specifico di non conformità maggiore, paradossalmente, raccontare il contrario - ma succede credo pari pari oggi. e magari fosse solo questione di quartieri residenziali [do you know gentrification?].
    c'è sempre insomma, come ai tempi dei coniugi wheeler, da disquisire della condizione spaventosa in cui versano gli stati uniti ma anche la roma pentastellata. della persuasione occulta, del fertility day&fake, della stampa asservita, dello sfascio della sinistra o del conformismo ambidestro. e c'è sempre da atteggiarsi, da questa parte e dall'altra dell'oceano, a intellettuale barricadero. ma alla fin della fiera resta il problema che è dannatamente difficile far crescere un prato come si deve a revolutionary hill.

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  • 0

    Mannaggia al film

    Scrivere, sa scrivere.
    Ma mannaggia a me a quando ho visto il film. Non c'è stato un istante del libro in cui già solo leggendo il nome dei protagonisti non vedessi apparire la faccia degli attori che ...continue

    Scrivere, sa scrivere.
    Ma mannaggia a me a quando ho visto il film. Non c'è stato un istante del libro in cui già solo leggendo il nome dei protagonisti non vedessi apparire la faccia degli attori che li impersonavano nel film di qualche anno fa. Non so ancora dire se perché quella di Yates non è una scrittura particolarmente evocativa (ma è chiaro che lo è, e pure in maniera potente) o perché gli attori erano azzeccatissimi, nei tratti somatici e nella bravura recitativa.
    Per me rimarrà un mistero il perché si producano film tratti da libri. Lasciate leggere le storie a chi ama leggere e fate lavorare gli sceneggiatori su testi originali, mi pare che non si aumentino certo le tirature di un libro grazie ad un film, semmai il contrario. Rimane un esercizio velleitario che ammazza i libri. Io volevo immaginarmi il mio Frank e la mia Kate e quel maledetto film non me l'ha consentito!

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  • 5

    E' un libro che mi ha fatto a pezzi come un perfetto gancio destro.... Difficile non immedesimarsi in Franck o nella moglie April. La tensione sale pagina dopo pagina, inesorabile, attraversando ipocr ...continue

    E' un libro che mi ha fatto a pezzi come un perfetto gancio destro.... Difficile non immedesimarsi in Franck o nella moglie April. La tensione sale pagina dopo pagina, inesorabile, attraversando ipocrisie e fallimenti, anticonformismo e cattiveria. Nulla è cambiato oggi, quarant'anni dopo. Nulla è cambiato nella nostra incapacità di amare, nelle nostre sconfitte professionali, nella nostra amara, catastrofica e rassicurante banalità.

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  • 5

    Meraviglioso, amarissimo romanzo sull’infelicità e sui rimpianti, sulle spiegazioni che cerchiamo e finiamo per darci quando ci pare di aver preso coscienza di questa infelicità e di questi rimpianti, ...continue

    Meraviglioso, amarissimo romanzo sull’infelicità e sui rimpianti, sulle spiegazioni che cerchiamo e finiamo per darci quando ci pare di aver preso coscienza di questa infelicità e di questi rimpianti, sul coraggio e sull’energia necessari ad affrontarne le vere cause, sul comodo, mediocre tran-tran che scandisce un’esistenza tranquilla, quando infine accettiamo la sconfitta. Yates aveva trentacinque anni quando finì questo romanzo. Lo organizzò come una successione di scene: lo spettacolo teatrale, la litigata che ne segue, la triste serata con i Campbell, il corteggiamento risarcitorio di Maureen, April che arriva alla decisione dell’Europa, Frank che per un’intera giornata affronta il lavoro con determinazione, la cena dai Campbell, l’aperitivo con John Givings, eccetera.
    Frank e April Wheeler costituiscono una delle coppie di trentenni più vere mai uscite dalle pagine di un romanzo.

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