Revolutionary Road

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4.3
(3513)

Language: Nederlands | Number of Pages: 323 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Chi traditional , French , Spanish , Swedish , Portuguese , Catalan , Russian

Isbn-10: 9029556579 | Isbn-13: 9789029556576 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    la rivoluzione non è un cocktail martini (tutt'al più è l'oliva)

    tre quarti di fantasia e un quarto di realtà. era la ricetta di michail bakunin per fare la rivoluzione. ma sono anche le proporzioni di gin e vermut dry in un perfetto cockatil martini. che con quest ...doorgaan

    tre quarti di fantasia e un quarto di realtà. era la ricetta di michail bakunin per fare la rivoluzione. ma sono anche le proporzioni di gin e vermut dry in un perfetto cockatil martini. che con questo tipo di rivoluzione qui c'entra forse di più. primo perché, tanto nel libro di yates quanto nella vita di tutti i frank e le april del mondo, di drink secco e robusto ne scorre frequentemente a fiumi. e secondo perché se un romanzo ha in mente di dire storicamente qualcosa - e non ne son del tutto certa, benedetto croce mi perdonerà - questo che in italia uscì inizialmente col titolo i non conformisti sembra proprio suggerire: ecco cosa succede se mischi in dosi troppo massicce la fantasia con la realtà. se (rivolto a lei) convoli con un tipo d'uomo «impegnato, nicotinizzato, alla jean paul sartre», illudendovi di essere diversi e intellettualmente disinvolti, per scoprire solo dopo (e voler vedere solo tu) che si sogna in grande ma si finisce a vivere molto spesso in piccolo. e che si aggiustano le misure e la propria libertà su talenti, nostri e altrui, che non sono sempre quelli con cui ci si era immaginati di distinguersi nel mazzo.
    succedeva a metà degli anni '50 in un pettinato sobborgo con vialetti e barbecue sul retro - e dai tempi di questo romanzo ce l'hanno raccontato, tra cinema e letteratura, in tanti e tali modi che ormai l'effetto dirompente si è inevitabilmente esaurito, e avrebbe un peso specifico di non conformità maggiore, paradossalmente, raccontare il contrario - ma succede credo pari pari oggi. e magari fosse solo questione di quartieri residenziali [do you know gentrification?].
    c'è sempre insomma, come ai tempi dei coniugi wheeler, da disquisire della condizione spaventosa in cui versano gli stati uniti ma anche la roma pentastellata. della persuasione occulta, del fertility day&fake, della stampa asservita, dello sfascio della sinistra o del conformismo ambidestro. e c'è sempre da atteggiarsi, da questa parte e dall'altra dell'oceano, a intellettuale barricadero. ma alla fin della fiera resta il problema che è dannatamente difficile far crescere un prato come si deve a revolutionary hill.

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  • 0

    Mannaggia al film

    Scrivere, sa scrivere.
    Ma mannaggia a me a quando ho visto il film. Non c'è stato un istante del libro in cui già solo leggendo il nome dei protagonisti non vedessi apparire la faccia degli attori che ...doorgaan

    Scrivere, sa scrivere.
    Ma mannaggia a me a quando ho visto il film. Non c'è stato un istante del libro in cui già solo leggendo il nome dei protagonisti non vedessi apparire la faccia degli attori che li impersonavano nel film di qualche anno fa. Non so ancora dire se perché quella di Yates non è una scrittura particolarmente evocativa (ma è chiaro che lo è, e pure in maniera potente) o perché gli attori erano azzeccatissimi, nei tratti somatici e nella bravura recitativa.
    Per me rimarrà un mistero il perché si producano film tratti da libri. Lasciate leggere le storie a chi ama leggere e fate lavorare gli sceneggiatori su testi originali, mi pare che non si aumentino certo le tirature di un libro grazie ad un film, semmai il contrario. Rimane un esercizio velleitario che ammazza i libri. Io volevo immaginarmi il mio Frank e la mia Kate e quel maledetto film non me l'ha consentito!

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  • 5

    E' un libro che mi ha fatto a pezzi come un perfetto gancio destro.... Difficile non immedesimarsi in Franck o nella moglie April. La tensione sale pagina dopo pagina, inesorabile, attraversando ipocr ...doorgaan

    E' un libro che mi ha fatto a pezzi come un perfetto gancio destro.... Difficile non immedesimarsi in Franck o nella moglie April. La tensione sale pagina dopo pagina, inesorabile, attraversando ipocrisie e fallimenti, anticonformismo e cattiveria. Nulla è cambiato oggi, quarant'anni dopo. Nulla è cambiato nella nostra incapacità di amare, nelle nostre sconfitte professionali, nella nostra amara, catastrofica e rassicurante banalità.

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  • 5

    Meraviglioso, amarissimo romanzo sull’infelicità e sui rimpianti, sulle spiegazioni che cerchiamo e finiamo per darci quando ci pare di aver preso coscienza di questa infelicità e di questi rimpianti, ...doorgaan

    Meraviglioso, amarissimo romanzo sull’infelicità e sui rimpianti, sulle spiegazioni che cerchiamo e finiamo per darci quando ci pare di aver preso coscienza di questa infelicità e di questi rimpianti, sul coraggio e sull’energia necessari ad affrontarne le vere cause, sul comodo, mediocre tran-tran che scandisce un’esistenza tranquilla, quando infine accettiamo la sconfitta. Yates aveva trentacinque anni quando finì questo romanzo. Lo organizzò come una successione di scene: lo spettacolo teatrale, la litigata che ne segue, la triste serata con i Campbell, il corteggiamento risarcitorio di Maureen, April che arriva alla decisione dell’Europa, Frank che per un’intera giornata affronta il lavoro con determinazione, la cena dai Campbell, l’aperitivo con John Givings, eccetera.
    Frank e April Wheeler costituiscono una delle coppie di trentenni più vere mai uscite dalle pagine di un romanzo.

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  • 5

    Rivoluzionario a dir poco

    Il vuoto disperato della media borghesia nel sobborgo metropolitano fatto di prati e aiuole curate raccontato con lucidità nel 1961...grande Yates.

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  • 4

    La trama di Revolutionary Road è apparentemente semplice, senza garbugli, vi si affacciano pochi personaggi (ma buoni) con una interessante stratificazione delle loro personalità.
    Spicca il coraggio ...doorgaan

    La trama di Revolutionary Road è apparentemente semplice, senza garbugli, vi si affacciano pochi personaggi (ma buoni) con una interessante stratificazione delle loro personalità.
    Spicca il coraggio di April di pensare fuori dagli schemi; coraggio che viene interpretato dal marito Frank come il pensiero di una donna contro-natura che non desidera avere altri figli, poiché ciò rappresenterebbe la negazione dei propri desideri. Gli uomini di Yates, infatti, appaiono come un esercito alticcio di lobotomizzati, spesso reduci da aperitivi e contornati da nuvole di fumo.

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  • 5

    Il romanzo esplora le esistenze di giovani coppie scavando nelle loro debolezze, fragilità, ansie, insicurezze e mettendo a nudo il fragile confine tra patologia e normalità. Là dove le esistenze hann ...doorgaan

    Il romanzo esplora le esistenze di giovani coppie scavando nelle loro debolezze, fragilità, ansie, insicurezze e mettendo a nudo il fragile confine tra patologia e normalità. Là dove le esistenze hanno subito ferite profonde, il marcio viene fuori, il riscatto è un'illusione provvisoria, nata dal desiderio di simulare una tranquillità, una serenità impossibile. Il romanzo inizia con lo spettacolo teatrale mal riuscito e finisce con lo spettacolo malriuscito di quelle esistenze apparentemente perfette che altro non sono che esibizione e recita. L'esistenza di qualsiasi persona che nella sua vita ha accumulato profonde e incolmabili carenze affettive riflette la stessa incapacità d'amare di cui è stata vittima. Un romanzo impietoso scritto da una persona con evidenti difficoltà nei rapporti umani, che immagino facilmente nei panni di John, il matto- saggio, una specie di Cassandra moderna, una voce impietosamente sincera. La voce di un pazzo, persona dunque incapace d'amore, che non ha problemi a ferire il prossimo. Purtroppo l'incapacità d'amore sembra un male sociale.

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    4

    Un romanzo potente, straziante, reale. Gli scrittori americani continuano a rapirmi per come raccontano quello che non dicono: le piccole nevrosi, il conformismo di coppia, i sogni sperati, tutto nasc ...doorgaan

    Un romanzo potente, straziante, reale. Gli scrittori americani continuano a rapirmi per come raccontano quello che non dicono: le piccole nevrosi, il conformismo di coppia, i sogni sperati, tutto nascosto tra le righe eppure evidente. C'è tanto del Grande Gatsby in queste pagine, ma con una vena ancora più tragica e silenziosa. I personaggi caratterizzati stupendamente, una critica alla società di quel periodo che si legge tra le righe, il tema dell'aborto in ogni sua forma: quello vero, ma anche l'aborto delle speranze, delle carriere, delle famiglie. Sicuramente una lettura affatto leggera che lascia tanto amaro in bocca, ma un grande romanzo americano senza ma e senza se.

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  • 3

    Il disgusto per la mediocrità, e il panico nel cervello nello scoprirsi più mediocri che mai.
    (Con tutto il rispetto che ho per la mediocrità: a me non disturba per nulla essere una persona ordinaria! ...doorgaan

    Il disgusto per la mediocrità, e il panico nel cervello nello scoprirsi più mediocri che mai.
    (Con tutto il rispetto che ho per la mediocrità: a me non disturba per nulla essere una persona ordinaria!)
    Come primo approccio a Yates, devo dire di averlo trovato assai diverso alle aspettative.
    L'incisività non manca, e ci sono passaggi assolutamente graffianti... Interessante, dal mio punto di vista, la presa di coscienza dei protagonisti di quel gran cumulo di bugie che si raccontano l'un l'altro fingendosi felici, soddisfatti, così originali eppure così ipocriti e borghesucci. Interessanti, e molto, la parabola discendente di April e il coro delle donne del romanzo, strette nei ruoli precostituiti di mamme, casalinghe, vestito da coctail (si scrive così?) e Martini da far trovar pronto al maritino; c'è da dire che, a questo proposito, Yates è stato di un'acutezza assai inusuale (certi passaggi sembrano scritti da una mano femminile).
    Graffiante, dicevo, però anche altalenante, discontinuo, e tra un graffio e l'altro mi sono ritrovata a pensare "Cielo, che presuntuoso."

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