Rey, dama, valet

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Publisher: Noguer y Caralt Editores

4.1
(117)

Language: Español | Number of Pages: 255 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8421742388 | Isbn-13: 9788421742389 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/09/05/re-donna-fante-vladimir-nabokov/

    “Quando invece era solo con Martha, sentiva costantemente una languida pressione alla sommità della spina dorsale, gli s ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/09/05/re-donna-fante-vladimir-nabokov/

    “Quando invece era solo con Martha, sentiva costantemente una languida pressione alla sommità della spina dorsale, gli si stringeva il petto, gli si indebolivano le gambe e le sue dita conservavano a lungo la fresca forza della stretta di mano della donna. Riusciva a calcolare con approssimazione di un centimetro la misura esatta in cui lei mostrava le gambe passeggiando per la stanza o sedendosi con le gambe accavallate e percepiva, quasi senza guardare, la tesa lucentezza delle sue calze, il rigonfiamento del suo polpaccio sinistro sopra il ginocchio destro; e la piega della gonna, declive, morbida, leggera, nella quale sarebbe stato bello affondare il viso. A volte, quando si alzava e gli passava davanti per avvicinarsi alla radio, la luce la colpiva con un’angolazione tale da lasciar intravedere la linea delle sue cosce attraverso il leggero tessuto della gonna; e una volta che aveva una smagliatura a forma di scala in una calza, si era leccata un dito per tamponare rapidamente la seta. Ogni tanto, quella languida sensazione di peso diventava troppo opprimente e allora, approfittando magari di un momento in cui i suoi occhi erano rivolti altrove, perlustrava la sua bellezza cercandovi qualche piccolo difetto sui cui potesse far leva per calmare la sua fantasia, e per lenire quindi l’implacabile tumulto dei sensi.”
    (Vladimir Nabokov, “Re, donna, fante”, ed. Adelphi)

    In un’introduzione scritta nel 1967, Nabokov afferma che “Re, donna, fante” è il suo romanzo più allegro, oltre a spiegarci che fu pubblicato una prima volta nel 1928 a Berlino, con un diverso titolo, ad opera di una casa editrice specializzata nella pubblicazione di opere di emigranti russi, per poi essere tradotto in inglese dal figlio nel 1966, e infine ripubblicato dopo un ulteriore “abbellimento del cadavere” ad opera del grande romanziere, il quale è, a mio parere (e non solo) e sulla scorta di tutti i titoli letti finora, uno dei più grandi autori del Novecento. Bella scoperta, la mia! Con Nabokov anche quello che potrebbe essere catalogata come un classico triangolo passionale, diventa un esercizio affabulatorio, un’elegante immersione nel mondo delle parole, una trama che ammalia, avvince, fa restare con gli occhi incollati alle pagine.
    Nel risvolto di copertina dell’edizione Adelphi è scritto che “Nabokov ci descrive la bellezza vuota e rapace di una donna fredda, l’estasi labile e sgomenti di chi l’ammira, la felice astrazione di chi guarda e non vede”. In altre parole, Nabokov ci narra la storia di Kurt Dreyer, uomo d’affari di mezza età, ricco, sposato con Martha, arpia che lo sfrutta a dovere e riesce a celargli la relazione con Franz, giovane nipote dell’uomo, incontrato dai due “per caso” sul treno che portava tutti a Berlino, e destinato a lavorare presso l’azienda dello zio. In sostanza, senza svelare oltre, si può dire che sul piano della trama tutto è detto: lui, lei, l’altro. La grandezza, però, sta nel come l’autore ci trascina in questo vortice d’inganni, finzioni, ipocrisie, ma anche ardori. E il come di Nabokov è, al solito, grandioso, capace di rendere intrigante persino uno sbadiglio.

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  • 5

    L’argomento è tutto sommato convenzionale , cioè il classico triangolo amoroso, ma Nabokov ha saputo dare una impronta personale molto incisiva. I personaggi, e non solo i tre protagonisti , assumono ...continue

    L’argomento è tutto sommato convenzionale , cioè il classico triangolo amoroso, ma Nabokov ha saputo dare una impronta personale molto incisiva. I personaggi, e non solo i tre protagonisti , assumono un doppio ruolo nell’azione : ruolo esterno o mimetico, ruolo interno o autoreferenziale. Ma anche nella narrazione si possono individuare più livelli narrativi : uno naturalmente letterario, uno metaletterario e uno simbolico. Quello letterario è chiaro naturalmente, quello meta letterario si basa su più elementi che man mano che leggevo mi facevano sorridere di piacere. Esempio ne è l’omicidio tramato da Martha che, come un Nabokov in gonnella, elabora una trama da scrittore; l’apparizione della coppia dei Nabokov stessi, quasi come mediatori autoriali alla Hitchcock ; il titolo del romanzo che coincide con il titolo del testo teatrale rappresentato e via così. Interessante è anche la caratterizzazione dei personaggi : non si sa nulla del loro passato ma essi sono proiettati verso il presente e soprattutto il futuro; Franz non soffre solamente di una miopia fisica ma anche mentale tale da non vedere le insidie che gli si parano davanti. Martha è un essere freddo e tutto sommato volgare. Il solo forse che riscuote una qualche simpatia è Dreyer , di cui si apprezza l’istinto creativo che ne fa un artista mancato. L’amore descritto è ossessivo, conturbante, spesso sensuale come può essere un amore proibito.!! Stile perfetto, attenzione ai dettagli, descrizione di una realtà, resa chiara, dalla rifrazione e dal riverbero di mille particolari.

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  • 5

    Mi chiedo sbalordito come è possibile, maledizione, che Nabokov al suo secondo (secondo) romanzo russo, citato poco come gran parte della sua produzione giovanile e in generale pre-Lolita, componga un ...continue

    Mi chiedo sbalordito come è possibile, maledizione, che Nabokov al suo secondo (secondo) romanzo russo, citato poco come gran parte della sua produzione giovanile e in generale pre-Lolita, componga un romanzo strabiliante, passionale, pieno di situazioni grottesche e divertenti oltre che di una dose di suspance considerevole specie dalla metà in poi. Il resto lo si può immaginare: diabolico l'autore, diabolici i personaggi, colori e psicologie esuberanti, doppelganger, coup de theatre, il sesso per una volta esplicito (ma mai volgare), i capricci del Caso. Siamo di fronte a un romanzo gustoso, tutt'altro che minore.

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  • 4

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore.
    Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratt ...continue

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore.
    Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratteri principali in un vagone di treno?

    Il libro è un raffinato manierismo, il ragazzo ha talento e lo sa.
    Il rimaneggiamento degli anni successivi potrebbe aver limato eventuali grossolanità e aggiunto un poco di autocompiacimento, io ho letto una versione tradotta dall'inglese, non la traduzione dell'originale russo.

    I ritratti dei personaggi marginali sono fenomenali: mi ricordo il ritratto “impressionista” di un ragazzo e del suo bagaglio spigoloso sul treno.

    Già a ventotto anni Nabokov è un maestro nell'usarle gli aggettivi. Purtroppo lo sa benissimo e talvolta ne abusa (sto pensando al primo incontro tra Kurt Dreyer e l'inventore, appesantito dagli aggettivi)

    Si ha (o forse solo io ho avuto) la chiara impressione di qualcuno che stia esercitandosi, in attesa di trovare una storia sua da raccontare. Mi piacerebbe potregli dare “4-” stelline.

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  • 5

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma gi ...continue

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la loro strampalata robaccia e che anche adesso non so molto bene di che cosa stiano parlando sotto i loro cipressi. In fondo nemmeno il marito di Charlotte Humbert era del tutto innocente.[...]

    Vladimir Nabokov, Montreux, 28 marzo 1967

    Come detto dall'autore nell'introduzione a "Re, Donna, Fante", la trama non è originale, si tratta del classico triangolo amoroso tra lei, lui, l'altro.
    Ma la scrittura, quella sì che rende il libro unico: lo stile elevatissimo dell'autore, le descrizioni magistrali e la delicata psicologia dei personaggi rendono quest'opera magnetica, è il trionfo della lettura per il puro piacere (anche un po' narcisista) di leggere.
    Una tappa obbligatoria per chi fosse intenzionato a conoscere l'autore, e, forse, più consigliata (e bella) per un esordio con Nabokov di altri suoi romanzi più famosi.

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  • 3

    "Don't you draw the queen of diamonds, boy / She'll beat you if she's able / You know the queen of hearts is always your best bet" *

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse ne ...continue

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze di Martha e di Franz, diverse seppur gemelle, non lasciano spazio ad alcuna generosità, ad alcuna grandezza. Ma allora, se tutto risulta futile e meschino, perché prendersela?
    In fondo, mi dico, ho sempre saputo che sarebbe andata a finire così e non c'è alcuna amarezza (in più tuoi personaggi, Vladimir, non mendicano né comprensione né pietà): il re vale sempre più della donna e del fante, ed è condannato a vincere, almeno nel fragile mondo delle carte (nel quale anche tu, Vladimir, sei entrato, anche se solo per poco, bello e danzante, con uno smoking fuori moda, un retino per farfalle, affiancato da un'affascinante compagna, proferendo parole in una lingua esotica e sconosciuta).

    * Eagles - "Desperado"
    https://www.youtube.com/watch?v=rE-U5e78WHc

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  • 4

    "Maghi di questa sorta dovrebbero essere eletti imperatori"

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, ...continue

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, come da titolo). Ma è un lampo. Subito le ricopre.
    Le manipola, le fa passare da una mano all'altra, e intanto ci guarda negli occhi. È un raffinato gioco psicologico il suo. Perché noi conosciamo le carte, sono tre e sappiamo anche quali. Ce le aveva mostrate all'inizio dello spettacolino di cartomagia. E allora dove sta la magia? Non sembra esserci magia in questo gioco, seppur condotto con tanta eleganza. Eppure...
    Eppure ad un tratto ci coglie un vago timore (o è speranza?)
    Perché una delle tre carte è destinata a sparire fra le mani del mago, a sparire per sempre, e sotto i nostri occhi. Ma quale delle tre?

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  • 5

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella ...continue

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella finanziaria, e comunque infantile -
    La donna - eburnea, corvina, elegantissima, buona teatrante, ha imparato bene la parte di abbiente ma la classe non si compra: a volte il suo parlato perde il giusto accento, l’impostazione della voce per qualche secondo diventa dozzinale come il pensiero del soldino che sempre l’assilla, il costo dei mezzi pubblici, della stanza in affitto e il contrattare del suo prezzo, dell’hotel al mare. Capricciosa, opprimente e manipolatrice, fredda ma assolutamente non frigida, avida, di intelletto limitato – l’elaborazione del piano per raggiungere la libertà è veramente ridicola - anche se a modo suo brillante, comunque infantile –
    Il fante – di diritto infantile, giovane uomo in formazione, prende la via sbagliata inseguendo il luccichio della bella vita e facendosi plagiare da una donna anagraficamente più matura, in una sola stagione salta dieci anni di vita, esaltato all’inizio, abbattuto e svuotato alla fine, incapace di reagire, goffo, inetto, rinuncia a migliorarsi, anche se progressivamente si rende conto della vacuità del mondo che si è scelto ripensando con nostalgia a certi episodi della sua vita passata, che prima disprezzava.
    A due delle carte di cui sopra, tutto sommato, va bene, una viene scartata.

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