Rimini

Di

Editore: Bompiani

3.6
(1020)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845202259 | Isbn-13: 9788845202254 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Un giornalista milanese scende in riviera per il suo primo incarico importante e viene travolto da una girandola ossessiva di fatti e personaggi. Nella infuocata estate riminese, dominata dal gusto frenetico del divertimento (e magari di perversi piaceri), le storie di un suonatore di sax, di uno scrittore in crisi, di un gruppo di travestiti giocosi e molte altre ancora si intrecciano con la vita quotidiana di chi popola i locali, i caffé, le spiagge, le discoteche.
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  • 3

    Rimini. Pier Vittorio Tondelli

    "Poiché se da un lato tutta la vita notturna rifulgeva nel pieno del fervore estivo, dall’altro esistevano solo il buio, il profondo, lo sconosciuto [...]"

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016 ...continua

    "Poiché se da un lato tutta la vita notturna rifulgeva nel pieno del fervore estivo, dall’altro esistevano solo il buio, il profondo, lo sconosciuto [...]"

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/08/17/rimini-pier-vittorio-tondelli/

    ha scritto il 

  • 3

    - Perché vivi, se non sei felice?
    - Voglio tornare a scrivere... Le sembra una risposta adatta?
    - E' così importante per te?
    - Per me lo è.
    - E' sufficiente?
    - Ogni persona è costretta a crearsi una f ...continua

    - Perché vivi, se non sei felice?
    - Voglio tornare a scrivere... Le sembra una risposta adatta?
    - E' così importante per te?
    - Per me lo è.
    - E' sufficiente?
    - Ogni persona è costretta a crearsi una finzione per poter continuare a vivere. C'è chi pensa alla famiglia, chi al lavoro, chi al danaro, chi al sesso. Ma sono tutte illusioni. Io ho la mia. Non posso fare a meno di crederci.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un tentativo non riuscito di “romanzo commerciale”

    Dopo la mia lettura di quello che io reputo il capolavoro di Tondelli, ovvero il romanzo “Camere separate” da me già recensito, e un ulteriore approfondimento dell’autore con la lettura della raccolta ...continua

    Dopo la mia lettura di quello che io reputo il capolavoro di Tondelli, ovvero il romanzo “Camere separate” da me già recensito, e un ulteriore approfondimento dell’autore con la lettura della raccolta di suoi saggi e racconti brevi nel volume “L’abbandono”, sono infine approdato a quello che, a detta di molti, è il suo “fallimento”, definizione che richiederebbe già di per sé un certo approfondimento.
    C’è in chi scrive il desiderio di farsi conoscere dal grande pubblico, forte tanto quanto quello del vergare fogli di carta con mille parole e in molti casi, uno scrittore non riesce ad uscire dal piccolo circolo di estimatori che gli ha permesso di muovere i primi passi mentre scrittori con molte più conoscenze nel campo dell’editoria e della pubblicità e magari con qualche grammo di talento in meno (se non una totale assenza di esso) invece riescono scalare le classifiche e a diventare best seller, salvo poi venire dimenticati dopo un paio d’anni.
    Per Pier Vittorio Tondelli, scrittore dal carattere riservato ma insofferente alle ristrettezze, uno degli ultimi grandi della nostra letteratura, acclamato dalla critica già dal suo esordio con la raccolta di racconti “Altri libertini”, quello del farsi conoscere dal grande pubblico fu una spina nel cuore per gli inizi della sua carriera. Il suo stile, il suo genere, tutto, non rispecchiavano quelli che erano, e sono anche oggi, i gusti della maggior parte dei lettori che nei libri cercavano evasione e non riflessione.
    Fu così, allora, che nel 1985 diede alle stampe “Rimini”, il suo primo e ultimo tentativo di “romanzo commerciale” e fu veramente un successo commerciale con 100.000 copie vendute in poco tempo. Ma la critica non gli perdonò questa caduta di stile.
    Quindi, sia da parte del pubblico che della critica, “Rimini” potrebbe ritenersi a tutti gli effetti un romanzo commerciale… ma allora perché quel “fallimento”. Semplicemente perché, sebbene i lettori abbiano visto solo il fine d’intrattenimento del romanzo, in esso sono presenti molti stralci che denotano quello che era il vero Tondelli. E in fase di lettura, al di là della trama superficiale, un lettore abituato ai soggetti e allo stile vero di Tondelli, troverebbe, seminati qua e là come tanti sassolini bianchi le tematiche che in seguito l’autore avrebbe ripreso nei suoi romanzi migliori e nei suoi saggi.
    Dotato di tutti gli ingredienti della tipica storia da vacanza estiva che ha fatto da cavallo di battaglia per molti film italiani dagli anni ’60 fino ai giorni nostri, “Rimini” è formato da varie storie intrecciate (ma poche volte collegate tra loro), tutte ambientate sulla riviera romagnola, a Rimini ovviamente. Gli argomenti sono quelli che più potrebbero cogliere l’interesse di chi cerca svago sotto l’ombrellone: storie d’amore di una notte, situazioni comiche al limite del grottesco, la ricerca di una persona scomparsa e una sotto trama gialla riguardante un misterioso suicidio che potrebbe anche essere un omicidio.
    La storia si apre con Marco Bauer, protagonista della storia principale del romanzo (ed unico a narrarla in prima persona) giovane giornalista ambizioso e arrogante che viene incaricato dal suo direttore di gestire una pagina estiva del loro giornale, proprio a Rimini. Disposto a fare le cose in grande, pur trattandosi di argomenti frivoli come l’apertura di una nuova attrazione turistica, la vita privata di un qualche campione di golf, Marco si getta a capofitto in questo suo compito, convinto di riuscire ad emergere nel campo giornalistico. E in questo si ritroverà affiancato da Susy, bella e procace giornalista in erba.
    La normale routine della rivista verrà, alla fine sconvolta, dalla sensazionale notizie della misteriosa morte dovuta ad annegamento, proprio sulla riviera romagnola, di un politico molto noto. Marco tenterà di risolvere quel giallo, ma non per spirito di giustizia, quanto piuttosto per raggiungere le vette giornalistiche che si è prefisso.
    C’è poi la storia di Beatrix, una donna tedesca alla disperata ricerca della sorella minore, Claudia, finita in un brutto giro a causa di un ragazzo. Seguendo indizi raccattati con foto o lettere, Beatrix si ritroverà a percorrere l’Italia in lungo e in largo prima di approdare anche lei a Rimini, dove tremende disavventure e perdite di speranza la faranno scendere a patti con se stessa e con la sua vita, arrivando quasi a mettere in dubbio il fatto che stia cercando sua sorella o non piuttosto se stessa.
    Abbiamo poi la parte comica del romanzo, quella costituita dalle disavventure di Roberto e Antonello (alias Roby e Tony) due registi spiantati che si mettono in testa di elemosinare produttori per un loro film lungo tutte le spiagge della riviera romagnola, molte volte finendo per ritrovarsi in situazioni grottesche e surreali ma sempre venati da un umorismo malinconico.
    Collegata nella sua prima parte alla storia di Marco, c’è poi la vicenda di Bruno May, giovane scrittore omosessuale, in perenne lotta con un blocco dello scrittore che trae la sua origine da un amore pieno e appassionato conclusosi con una rottura. A differenza degli altri racconti che si alternano in maniera casuale e molte volte cogliendo di sorpresa il lettore, la storia di Bruno, a parte il suo inizio, trova il suo svolgimento e la sua esposizione in due capitoli completi verso la fine dove Tondelli, facendo riferimento anche ad una sua esperienza personale, illustra la difficoltà che hanno due anime innamorate, destinate l’una all’altra, ma che finiscono per scontrarsi con i loro handicap e il loro essere “spostati” e troppo deboli per lottare l’uno per l’altro. Tema che Tondelli riprenderà, quattro anni dopo, con “Camere separate”.
    Una piccola perla preziosa incastonata in questo romanzo è la storia di Alberto, un suonatore di sax di un locale notturno, e di Milvia, moglie e madre in vacanza con i suoi figli in attesa del ritorno del marito. Una breve e intensa storia poetica di un amore consumato di notte, quando tutti dormono, che nasce senza aver nemmeno bisogno di conoscersi l’un l’altra, basta solo sapere di esserci in quel momento.
    Spezzano la narrazione due intermezzi in prima persona, in cui un uomo di nome Renato racconta l’ascesa e la caduta della sua famiglia, proprietaria di una pensione, poi diventata albergo. Così, oltre alle persone, anche gli edifici, e trattandosi di un luogo di vacanza, un albergo diventa uno dei protagonisti di questo romanzo.
    Sullo sfondo, poi, c’è la vera protagonista. Rimini, con la sua vita estiva e i suoi lati nascosti e, alla fine, la sua corruzione che è un po’ la stessa di ogni altra città di questo mondo.
    Ognuna delle storie ha una sua determinata conclusione, alcune hanno un lieto fine, altre invece un finale triste ma dopo aver voltato l’ultima pagina ci si rende conto che non poteva esserci un finale più adatto.
    E sebbene rimanga, di base, un romanzo di intrattenimento, da leggere sotto l’ombrellone, che ti fa venire in testa il motivetto di “Abbronzatissima”, determinate storie, molte pagine, ti ricordano continuamente che l’autore è colui che ha dato voce alla generazione del Settantasette, la “generazione contro”, che per prima mise in dubbio quelli che erano stati capisaldi della nostra nazione, come la famiglia, il lavoro e la moralità e che mise in piazza argomenti tabù come la sessualità, e richiedendo riconoscimenti sociali. Con la sua denuncia alla falsità della società degli anni ’80, la corruzione degli strati alti, l’insofferenza dell’animo umano nei suoi sentimenti più forti e distruttivi, “Rimini” rappresenta veramente il fallimento di Tondelli. Sperava di aver scritto un romanzo che fosse solo di intrattenimento, ma suo malgrado ci è riuscito solo a metà. E il pubblico e la critica non lo comprese, e questo fu il loro fallimento.
    Consiglio questo romanzo come lettura estiva principalmente per l’ambientazione che ti fa venir voglia di affondare i piedi nella sabbia e di buttarti in mare e di passare la notte in bianco a sbronzarti, ma con la consapevolezza che si continua a riflettere, che certe cose ti seguono anche quando pensi di voler spegnere il cervello.
    Non sarà un capolavoro di Tondelli, ma rimane comunque un lavoro interessante e degno di essere letto.

    ha scritto il 

  • 2

    Italiano

    Non mi è piaciuto. Personaggi banali e stereotipati, tipicamente italiani (ma descritti come se fossero americani). Tra l'altro i nomi propri e cognomi sono tutti (o quasi) stranieri. L'intreccio è mo ...continua

    Non mi è piaciuto. Personaggi banali e stereotipati, tipicamente italiani (ma descritti come se fossero americani). Tra l'altro i nomi propri e cognomi sono tutti (o quasi) stranieri. L'intreccio è molto basico e la trama portante debole. Si legge comunque facilmente quindi - almeno - è scritto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è un vortice, una narrazione liquida che porta da un punto all'altro, nel tempo e nello spazio, apparentemente senza controllo. In realtà, come dice Tondelli stesso in postfazione, ci son ...continua

    Questo libro è un vortice, una narrazione liquida che porta da un punto all'altro, nel tempo e nello spazio, apparentemente senza controllo. In realtà, come dice Tondelli stesso in postfazione, ci sono diverse cornici concentriche in cui i personaggi si presentano e spiegano da soli a chi li "guarda" leggendo delle loro peripezie.
    Il filo conduttore di tutto quanto sembra essere a primo impatto solo la località balneare, Rimini, e quella sorta di sospensione del giudizio che si opera in vacanza: si osservano le vite dei personaggi dissolversi o cambiare bruscamente rotta sotto la cappa soffocante del caldo estivo, che rende tutto indistinto e difficile da vedere senza sudare.
    Guardando più a fondo, però, praticamente tutti i personaggi che si muovono sullo sfondo di Rimini hanno in comune anche l'essere persone sperdute alla ricerca di qualcosa che credono essere fondamentale per la loro vita (la carriera di Bauer, la scrittura di May, la sorella di Beatrix...), e che finiscono per trovare qualcos'altro sul loro cammino, che cambierà radicalmente le loro prospettive.

    ha scritto il 

  • 4

    Rimini ci racconta la storia di Marco Bauer, giornalista rampante di Milano che riceve un incarico di prestigio o presunto tale: andare in periferia, in riviera romagnola, per gestire l’inserto dell’ ...continua

    Rimini ci racconta la storia di Marco Bauer, giornalista rampante di Milano che riceve un incarico di prestigio o presunto tale: andare in periferia, in riviera romagnola, per gestire l’inserto dell’Adriatico nel periodo estivo e garantirne un’adeguata tiratura. Insieme a una redazione che all’inizio gli appare mal assortita, Marco si barcamena tra misteri e gli scoop che riuscirà a rastrellare nella costa e nella stessa città che, per quei pochi mesi dell’anno, si trasformerà in una piccola metropoli ricca di macchiette caratteriali e personaggi di ogni tipo.

    La prima caratteristica che infatti si sviluppa all’interno del romanzo composito di una delle voci più intense del panorama letterario nostrano è proprio la vivacità, quasi ostentata, dell’ambientazione vivida di Rimini e dei suoi dintorni, con i luoghi di ritrovo, le spiagge e soprattutto le strade che costeggiano la riviera in tutta la sua lunghezza, divenendo non solo un percorso a tappe da fare di continuo in avanti e a ritroso, ma diviene anche un iter dai tratti mistici, che porta l’uomo a riflettere sulle realtà recondite che gli si sviluppano attorno.
    In questo sprint il protagonista si muove, conoscendo un mondo nuovo, dove si collocano segreti impronunciabili della politica, tormentati artisti omosessuali e luoghi religiosi quasi settari che nascondono e aiutano persone insospettabili nel momento del bisogno e dove egli stesso si concede alla carnalità in maniera istintiva e nel contempo con ritrosia, attraverso gli incontri amorosi la sua collega Susy.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2016/01/rimini-pier-vittorio-tondelli.html

    ha scritto il 

  • 4

    la scrittura di Tondelli, maestosa, importante, ti incolla alle pagine nonostante la storia (anzi, le storie) in se, risultino a volte un pò slegate e impegnative da portare a termine. ma un'opera sc ...continua

    la scrittura di Tondelli, maestosa, importante, ti incolla alle pagine nonostante la storia (anzi, le storie) in se, risultino a volte un pò slegate e impegnative da portare a termine. ma un'opera scritta così bene, non merita meno di quattro stelle.

    ha scritto il 

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