Roadside Picnic

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Publisher: Chicago Review Press

4.0
(461)

Language: English | Number of Pages: 209 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Russian , Japanese , Dutch , French , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 1613743416 | Isbn-13: 9781613743416 | Publish date: 

Translator: Olena Bormashenko ; Corporate Author: Ursula K. Le Guin

Also available as: Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Una delle cose più interessanti del racconto, è il rapporto fra le persone e la Zona: un luogo talmente al di fuori delle leggi fisiche conosciute, da risultare incomprensibile, spaventoso e terribilm ...continue

    Una delle cose più interessanti del racconto, è il rapporto fra le persone e la Zona: un luogo talmente al di fuori delle leggi fisiche conosciute, da risultare incomprensibile, spaventoso e terribilmente letale, di una pericolosità accresciuta dal non poterne percepire i pericoli. È emblematico anche il modo in cui la gente rappresenta a sé stessa lo scopo della visita degli alieni ed il motivo per cui hanno lasciato tutti quegli oggetti prodigiosi.

    Si tende a preferire spiegazioni “dignitose” per l’uomo, attribuendo a questa visita una intenzionalità, immaginando che gli alieni abbiano effettivamente desiderato un contatto con l’uomo, mentre forse l’ipotesi più probabile è che la visita sia stata solo una sorta di picnic alieno su di un pianeta a casaccio, sul quale poi è stata dimenticata la propria immondizia. In un brillante discorso fra due dei personaggi, vengono vagliate varie ipotesi e si passa da quella appena descritta, al come giudicare la presenza o meno della ragione in esseri radicalmente diversi da noi. È così difficile definire cosa sia la ragione, anche solo prendendo in considerazione noi stessi, che applicare le stesse regole che utilizziamo per noi a creature dalla natura completamente ignota, risulta un impresa impossibile ed un sintomo di radicato antropocentrismo. Tuttavia ci è impossibile non provarci. Come studiare gli oggetti lasciati dagli alieni? Siamo riusciti a classificarli, ad utilizzarli, ma non ancora a capire come funzionano e a riprodurli. Ed anche riuscendo ad utilizzarli, non è escluso che non stiamo semplicemente “usando dei microscopi per piantare dei chiodi”.

    Il racconto tocca anche uno dei temi tipici della filosofia della scienza, quando critica la nostra “potente scienza positivista” per essere impotente di fronte al mistero delle Zone e degli oggetti ivi contenuti.

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  • 5

    che dire di un classico, che a sua volta ha generato un film altrettanto classico?
    chi cerca azione e effetti speciali stia alla larga, qui c'è grande introspezione (il cinico e disperato red sarà sic ...continue

    che dire di un classico, che a sua volta ha generato un film altrettanto classico?
    chi cerca azione e effetti speciali stia alla larga, qui c'è grande introspezione (il cinico e disperato red sarà sicuramente piaciuto a james ballard), c'è una minaccia che resta inspiegata fino all'ultimo (i protagonisti non sono capaci a capire cosa ci ha lasciato la visitazione: è giusto che il narratore ci lasci con dubbi e misteri), e c'è un retrogusto amaro forte...

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  • 3

    Fantascienza russa

    La teoria di base da cui prende il via il libro è affascinante. Intrigante, anche. I personaggi non sono male, molto umani per certi aspetti...si riesce a capirli e persino a parteggiare per loro. L'a ...continue

    La teoria di base da cui prende il via il libro è affascinante. Intrigante, anche. I personaggi non sono male, molto umani per certi aspetti...si riesce a capirli e persino a parteggiare per loro. L'andamento per racconti dal mio punto di vista è un po' penalizzante, ma l'avevo già sperimentato con la quadrilogia fantasy di Luk'janenko e lì il risultato non era male...certo, forse i 4 libri conto 1 aiutano ad entrare in un'ottica che qui mi è risultata difficile da afferrare. E il problema è proprio questo: il senso generale di incompiutezza. Che ci sta, potrei anche dire che è in linea con la storia...però, sarà perché qualcosa mi sfugge, sarò io a non aver capito al 100%, sarà tutto quello che vi pare, ma la lettura non mi ha lasciata pienamente soddisfatta.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Le teorie sulla "visitazione" sono diverse, ma si muovono sostanzialmente tra due estremi: alcuni pensano che gli alieni abbiano lasciato oggetti tecnologicamente avanzati per far progredire l'uomo pi ...continue

    Le teorie sulla "visitazione" sono diverse, ma si muovono sostanzialmente tra due estremi: alcuni pensano che gli alieni abbiano lasciato oggetti tecnologicamente avanzati per far progredire l'uomo più velocemente; altri credono che sia il risultato di un loro pic-nic, e che gli oggetti non siano altro che i loro rifiuti. Quale sia la verità non è dato saperlo, ciò che è rilevante è che il mestiere di stalker è uno dei più duri al mondo.

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  • 5

    Daje Paolo!

    "Ma cos’è questa Zona?, verrebbe da chiedersi, e verrebbe da rispondere che non si sa bene, o meglio, che io non lo so bene, che posso dire soltanto che, dopo che ho letto il romanzo dei fratelli Stug ...continue

    "Ma cos’è questa Zona?, verrebbe da chiedersi, e verrebbe da rispondere che non si sa bene, o meglio, che io non lo so bene, che posso dire soltanto che, dopo che ho letto il romanzo dei fratelli Stugackij, la Zona per me sono stati i campi di lavoro sovietici descritti da Sergej Dovlatov nel suo romanzo Regime speciale (titolo originale: Zona, così ci chiamavano in gergo i lager controllati dall’esercito); dopo che ho letto questo romanzo la Zona per me è stata il campo di contramento di Birkenau quando mi han raccontato che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dei civili entravano abusivamente nel campo e scavavan delle buche per cercare i tesori sepolti dagli ebrei, e trovavano invece delle bottiglie con dentro delle testimonianze di quelli che erano morti (i cosiddetti rotoli di Auschwitz); dopo che ho letto questo romanzo la Zone sono, nella mia testa, i cosiddetti Centri di permanenza temporanea, che adesso credo abbiano cambiato anche nome, ma qual è il nuovo io non lo so, i quali Centri di permanenza temporanei sono dei posti che, quando ci penso, mi vien sempre in mente una targa che c’è in stazione a Pistoia, targa che ricorda la seconda guerra mondiale e i cui estensori auspicano che il mondo, dopo il sacrificio della seconda guerra mondiale, sia un mondo senza fili spinati." (dalla prefazione di Paolo Nori )

    Ignorate questa assurda prefazione se avete in proposito di leggere questo capolavoro della letteratura russa.
    (daje Paolo son solo 200 pagine ed è scritto pure bello grosso)

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  • 4

    Bello. Inizio folgorante, prosieguo affascinante ed enigmatico. L'ho bevuto fin verso pagina duecento, poi ho cominciato ad avere un po' il fiato corto. Credo che i problema sostanzale sia che la stor ...continue

    Bello. Inizio folgorante, prosieguo affascinante ed enigmatico. L'ho bevuto fin verso pagina duecento, poi ho cominciato ad avere un po' il fiato corto. Credo che i problema sostanzale sia che la storia nel complesso non si sviluppa. Ossia, si dipanano le vicende della città e dei protagonisti, ma il nucleo centrale resta monolitico, privo di reali sviluppi. Il finale poi è un grosso "mah!". Detto questo, molto originale e ben scritto, per cui quattro stelle sono comunque meritatissime. Nota a margine: sono l'unico che ci ha visto una delle principali fonti di ispirazione della Guida galattica per autostoppisti?

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  • 3

    Non sono un appassionato di fantascienza e, sicuramente, non ho tutti gli strumenti per giudicare ed apprezzare questo libro. Posso solo dire che giunto alla fine ero perplesso .... molto perplesso. L ...continue

    Non sono un appassionato di fantascienza e, sicuramente, non ho tutti gli strumenti per giudicare ed apprezzare questo libro. Posso solo dire che giunto alla fine ero perplesso .... molto perplesso. L'unica cosa che mi è piaciuta è l'idea che c'è dietro il titolo.

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  • 5

    Illuminante!

    Mentre leggevo questo libro volevo ardentemente capire perchè fosse stato chiamato "Pic nic sul ciglio della strada"; dove fossero questi pic nic e che cosa c'entrassero con gli alieni. Quando l'ho ca ...continue

    Mentre leggevo questo libro volevo ardentemente capire perchè fosse stato chiamato "Pic nic sul ciglio della strada"; dove fossero questi pic nic e che cosa c'entrassero con gli alieni. Quando l'ho capito ho vissuto una specie di epifania, perchè comprendere il titolo di questo libro significa comprendere - ancora una volta - quanto sia piccolo e storto il nostro punto di vista umano.
    Bellissimo! Da leggere assolutamente.

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  • 0

    Io a questo libro un voto non lo voglio dare. Perché è un bellissimo libro, ma io cercavo fantascienza e qui la fantascienza è completamente collaterale e funzionale a un altro discorso. Che però non ...continue

    Io a questo libro un voto non lo voglio dare. Perché è un bellissimo libro, ma io cercavo fantascienza e qui la fantascienza è completamente collaterale e funzionale a un altro discorso. Che però non avevo voglia di leggere e, detto banalmente, non mi interessava.

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  • 4

    Picnic sul ciglio della strada. Stalker di Arkadi e Boris Strugatzki

    Il "Picnic sul ciglio della strada" è un libro pubblicato nel lontano 1972, scritto a quattro mani dai fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, da sempre considerato uno dei grandi libri della fantascienza ...continue

    Il "Picnic sul ciglio della strada" è un libro pubblicato nel lontano 1972, scritto a quattro mani dai fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, da sempre considerato uno dei grandi libri della fantascienza del Novecento.
    La sua fama è cresciuta in maniera esponenziale grazie al film "Stalker" di Andrej Tarkovskij (1979) che ha consolidato definitivamente la produzione di matrice russa legata al genere fantascientifico.
    Dopo la ripubblicazione del titolo da parte di Marco Y Marcos, nella collana economica miniMARCOS, ho deciso di andare oltre la classica formazione asimoviana e capire cosa centrasse un picnic così atipico con gli alieni.

    Gli stessi alieni che dopo una breve sosta sulla terra creeranno sei diverse Zone, nelle quali ogni forma di vita scomparirà e muterà, in seguito al loro rovinoso passaggio.
    Queste Zone saranno la meta degli Stalker, abili cercatori di materiale contaminato (e pericoloso), da immettere nel mercato nero di collezionisti e scienziati. Red Schouart è forse il più abile di tutti, per denaro è disposto a rischiare la vita e attraversare ogni tipo di pericolo. Al tutto ci aggiungiamo una difficile condizione familiare, una nebbiosa (e alienante) ricerca scientifica e intrighi politici non trascurabili. Le carte per tenere il lettore incollato ci sono tutte.
    Lo Stalker è il Sommo Sacerdote, colui che può aggirarsi –senza incorrere nell'ira divina– nella zona più sacra del Tempio: quella del banchetto.

    Ci troviamo di fronte a un capolavoro? Credo di no. Qualche difetto durante la lettura si percepisce. Ci troviamo però, di fronte a un libro che riesce a usare con intelligenza il genere, mandando un messaggio forte con semplicità e potenza.
    Andiamo quindi con ordine.
    La prefazione di Paolo Nori, ci viene in aiuto, approfondendo il concetto di Zona. Cosa mai saranno questi spazi? Forse i campi di lavoro sovietico, i campi di concentramento di Birkenau o i più recenti centri di permanenza temporanea, prova a ipotizzare Nori. Il lavoro simbolico, quasi nascosto dalle idee originali degli Arkadi è più complesso di quanto possa sembrare.

    Continua qui: http://unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it/2015/09/picnic-sul-ciglio-della-strada-stalker.html

    said on