Robert des noms propres

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Editeur: LGF - Livre de Poche

3.6
(1146)

Language: Français | Number of pages: 189 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Spanish , Italian , German , Galego

Isbn-10: 2253109282 | Isbn-13: 9782253109280 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
« Pour un écrivain, il n’est pas de plus grande tentation que d’écrire la biographie de son assassin. Robert des noms propres : un titre de dictionnaire pour évoquer tous les noms qu’aura dits ma meurtrière avant de prononcer ma sentence. C’est la vie de celle qui me donne la mort. »
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  • 2

    RESPONSABILITA' E NOMENCLATURA

    Terminato un libro tanto intenso (revolutionary road), non volevo allontanarmi troppo dalle atmosfere amare e introspettive. Ma avevo anche necessità di un librino non troppo lungo, ché dopo aver lett ...continuer

    Terminato un libro tanto intenso (revolutionary road), non volevo allontanarmi troppo dalle atmosfere amare e introspettive. Ma avevo anche necessità di un librino non troppo lungo, ché dopo aver letto qualcosa che ci ha scombussolato tanto è sempre un rischio imbarcarsi in letture impegnative. E allora ho optato per le 90 paginine della Nothomb, finite in nemmeno 24 ore.

    E ci troviamo in compagnia di Plectrude, un esserino bizzarro con gli occhi grandi, lo sguardo drammatico e la bellezza irreale delle creature fuori dal mondo.
    Plectrude la ballerina che non vuole mangiare per continuare a danzare per sempre, cresciuta da una zia emotivamente instabile che la preferisce alle sue stesse figlie ma solo finché nel suo riflesso vede impigliarsi tutte le possibilità che ha lasciato sfumassero.
    E così, indossando la sua inquietante bellezza, la bimba procede a passo di danza di tragedia in tragedia.

    Il racconto è lineare, scorrevole, originale e superficialotto. Tocca moltissimi argomenti, spesso scottanti e pesanti (suicidio, anoressia, squilibrio affettivo) e - forse per scelta - ci saltella intorno senza sondare troppo il tema proposto.
    Saran pure scelte, ma non le apprezzo e non le condivido.

    Spoiler: compare la Nothomb che si racconta in maniera gratuita e "si fa morire". Più autocelebrazione di questa, è dura.
    Anche a causa di questa chicca finale, non convince e si limita alla sola sufficienza.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    astrusa come sempre

    storia strampalata di violenza e gioco... com sempre è come entrare nel suo mondo privato. Plectrude è una bambina che rimane orfana nei primi giorni di vita, la madre infatti dopo aver ucciso il mari ...continuer

    storia strampalata di violenza e gioco... com sempre è come entrare nel suo mondo privato. Plectrude è una bambina che rimane orfana nei primi giorni di vita, la madre infatti dopo aver ucciso il marito si suicida in carcere. Viene adottata dagli zii che ne fanno una disadattata, finche è 13 anni entra alla scuola dell'opera per diventare ballerina. Ma le privazioni del cibo ne fanno un'anoressica con le ossa in pezzi. Insomma fra alti e bassi riesce a trovare l'amore ma poi uccide l'autrice del libro!!! aiutoooo. Ci sono tanti spunti di riflessione ma sparsi e contorti. Bellissimo l'inizio e la scena onirica della statua di neve.

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  • 3

    L'inizio è intrigante, Amelie Nothomb ha uno stile accattivante e spiazzante al tempo stesso che trovo immediatamente riconoscibile e mi piace moltissimo. E tuttavia questa storia arrivata a metà si s ...continuer

    L'inizio è intrigante, Amelie Nothomb ha uno stile accattivante e spiazzante al tempo stesso che trovo immediatamente riconoscibile e mi piace moltissimo. E tuttavia questa storia arrivata a metà si sfalda, come se l'autrice avesse perso la verve iniziale e non vedesse l'ora di arrivare ad una fine e si sia arrabattata per cercarne una qualunque. "Su, via, svelta, finiamola con 'sta cazzata, che non so più cosa inventarmi per darle un senso". Ecco, la seconda parte è un po' così. Tre stelle per la simpatia (di Plectrude).

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  • 3

    Illogicamente surreale

    Amélie non si smentisce mai....nelle sue storie trionfano l'assurdo, il paradosso, lo psicopatologico, il caustico. Questa volta, però, risulta meno convincente rispetto ad altre sue opere.

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  • 2

    No, no e no... poi se altre persone ci vedono tante belle cose, amore materno, devozione dei figli verso i genitori, etc.. mi sta' bene però io proprio ci vedo tante assurdità, tutte concentrate, tutt ...continuer

    No, no e no... poi se altre persone ci vedono tante belle cose, amore materno, devozione dei figli verso i genitori, etc.. mi sta' bene però io proprio ci vedo tante assurdità, tutte concentrate, tutte che iniziano e poi si perdono.
    Una non sa' leggere e poi dopo una settimana è la prima della classe, una è anoressica e poi boh inizia a mangiare e tutto torna normale.
    Ripeto, no, no e no...

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  • 4

    Se il nome di una persona ne influenza il destino, allora quello della piccola Plectrude non potrà che essere straordinario. Nata in prigione da un'uxoricida, allevata dopo il suicidio della madre da ...continuer

    Se il nome di una persona ne influenza il destino, allora quello della piccola Plectrude non potrà che essere straordinario. Nata in prigione da un'uxoricida, allevata dopo il suicidio della madre da una zia che la preferisce alle sue stesse figlie, sembra destinata a un futuro prodigioso. Misteriosa ed enigmatica come una dea, bella come una principessa delle fiabe, sicura come una creatura di intelligenza superiore, inizia la sua vita a passo di danza, inconsapevolmente avvolta dall'ombra del suo passato tragico e violento. Armata di una volontà di ferro, diventa una promettente ballerina. Poi, la caduta. Un rovinoso incidente le impedisce per sempre di danzare. Ma la vita ha in serbo altre sorprese per lei.
    Come in altri libri dell’autrice si tocca un tema a lei caro, quello del passaggio di transizione dall’infanzia all’adolescenza: “D'altro canto, avere dieci anni è quanto di meglio può capitare a un essere umano. [...] Dieci anni é il momento più solare dell'infanzia. Nessun segno dell'adolescenza é ancora visibile all'orizzonte: solo un'infanzia matura, ricca di una già lunga esperienza, senza quel sentimento di perdita che ti assale ai primi annunci della pubertà. A dieci anni non si è per forza felici, ma per forza si è pieni di vita, più vivi di chiunque altro”.
    Una storia degna di essere letta e vissuta, a partire dal nome Plectruce (preso dal dizionario che dà il titolo simbolico al romanzo), dalle sue evoluzioni, dalla sua consapevolezza di bellezza che si fa calamita attraverso gli occhi, e quella devozione cieca verso la danza, a dispetto di tutto il resto, a dispetto dei suoi genitori Lucette e Fabien, a dispetto di compagni ermetici, a dispetto di Ana, credendo che forse nella coreografia della sua vita la musica poteva essere scandita solo da lei, – ormai figliastra prediletta di una zia premurosa –, e non da linee di tendenza e schemi di conformazione, perché il proprio passo anche se incerto conta di più di un passo che è imitazione dell’altro, degli altri.

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  • 3

    Mi piace molto la Nothomb, ma questo libro-racconto non è sicuramente uno dei più belli.
    Quando ho finito la lettura sono rimasta un po' perplessa dal finale: spettacolare ed inatteso sì, ma anche tr ...continuer

    Mi piace molto la Nothomb, ma questo libro-racconto non è sicuramente uno dei più belli.
    Quando ho finito la lettura sono rimasta un po' perplessa dal finale: spettacolare ed inatteso sì, ma anche troppo affrettato e poco approfondito.
    Anche in questo libro, come in Una forma di vita e in Igiene dell'assassino, si parla del rapporto conflittuale dei protagonisti con il cibo; ma al contrario di questi, non ci vengono fornite minuziose descrizioni sugli ingozzamenti dei protagonisti: in Dizionario dei nomi propri si affronta, infatti, la tematica dell'anoressia.
    Le particolari circostanze che incorniciano la storia sono, come sempre, originali, inquietanti e trepidanti.

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