Rosso Floyd

Di

Editore: Einaudi

4.1
(545)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858401301 | Isbn-13: 9788858401309 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Musica

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Descrizione del libro
«Syd è impazzito perché era sempre un passo più avanti, e non essere mai in sintonia con gli altri fa di te un naufrago su uno scoglio, o un astronauta perso nello spazio. Qualsiasi cosa facesse o pensasse era sempre all'avanguardia, sempre: a un certo punto si trovò così in là che intorno a lui non c'era più nulla, e in quel vuoto precipitò».
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  • 3

    Da non esperta in Pink Floyd credo di non aver potuto apprezzare completamente questo libro a metà tra biografia della band e fantasia dell'autore. E' comunque ben scritto ed è interessante la scelta ...continua

    Da non esperta in Pink Floyd credo di non aver potuto apprezzare completamente questo libro a metà tra biografia della band e fantasia dell'autore. E' comunque ben scritto ed è interessante la scelta di raccontare la storia e le vicissitudini di uno dei gruppi musicali più importanti del '900 attraverso le voci di vari testimoni.
    Nella parte centrale del libro, c'è un momento di stallo, ma poi si riprende. Il finale è simbolico. Credo che ognuno ci possa leggere un significato diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Oltre la passione per la letteratura e connessi, dalla filosofia agli eroi dell’adolescenza, Mari ha anche quella per la musica. Non so se per tutta o per il rock in particolare, ma i Pink Floyd sono ...continua

    Oltre la passione per la letteratura e connessi, dalla filosofia agli eroi dell’adolescenza, Mari ha anche quella per la musica. Non so se per tutta o per il rock in particolare, ma i Pink Floyd sono i suoi preferiti. Credo.

    Nel Medioevo i personaggi mitici erano cavalieri senza macchia e senza paura, predestinati ad imprese gloriose, morti giovanili o vecchiaie eremitiche: Lancillotto, Parsifal, Galahad etc
    Nell’Ottocento furono soprattutto i poeti (spesso pallidi giovani consumati dalla tisi).

    Il Novecento, soprattutto la seconda parte, trovò i suoi miti nelle rock star. Quelli che erano miti di una classe sociale letterata diventarono miti popolari alla portata di tutti.
    Giovani, a volte geniali, destinati sovente a morti precoci di tutti i tipi: incidenti di ogni genere, overdose di farmaci o droghe, suicidi o sospetti e fantasiosi omicidi.

    In quel grande cimitero di giovani musicisti, qualcuno non morì, ma scomparve. Il più famoso fu Syd Barrett anche perché invece di lasciare il vuoto dietro di sé, lasciò la sua band che diventò sempre più grande.

    Basta far scorrere le pagine per capire che si tratta di un corale omaggio a qualcuno che ha taciuto per molto tempo, prima del silenzio finale. La presenza di tutti rende ancora più rumorosa l’assenza di uno.

    Nel mondo degli appassionati, che va dal collazionatore di reperti a quello che ha pareti ricoperte di LP e CD, io sto nella mediocritas (definita aurea per consolare chi sta in quel “mezzo” che dovrebbe evitare gli eccessi).

    In ogni caso, mi è piaciuto. Ho apprezzato il gioco di questa specie di istruttoria popolata di testimoni di ogni genere. Vero, falso, che cosa importa se la leggenda è sempre lì, immutata e inspiegabile?

    “”qui siamo nel rock, dove se la leggenda incontra la realtà, vince la leggenda””

    20.01.2016

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto bene e costruito bene, mi ha affascinato anche se a volte ne spara davvero grosse! Conosco abbastanza bene i Pink Floyd, ma tante informazioni non le avevo. È stata quindi una lettura allo ste ...continua

    Scritto bene e costruito bene, mi ha affascinato anche se a volte ne spara davvero grosse! Conosco abbastanza bene i Pink Floyd, ma tante informazioni non le avevo. È stata quindi una lettura allo stesso tempo divertente ed istruttiva. Sono davvero felice di aver letto qualcosa incentrato su un gruppo rock scritto da un italiano, speriamo sia una nuova apertura verso il mondo esterno!

    ha scritto il 

  • 5

    n due giorni ho divorato Rosso Floyd...l'autore Michele Mari è un fuoriclasse...che scrittura, che capacità di narrare, intrecciare e tenere le fila del vero e dell'inventato. Io non li conosco bene i ...continua

    n due giorni ho divorato Rosso Floyd...l'autore Michele Mari è un fuoriclasse...che scrittura, che capacità di narrare, intrecciare e tenere le fila del vero e dell'inventato. Io non li conosco bene i Pink Floyd, cioè escluse le canzoni ed i video più celebri, non vi avrei saputo dire molto altro. Ora ho letto 'sto libro e che mi venga un colpo ma mi leggerò i testi delle canzoni con la traduzione e cercherò di approfondire certe cosine che Mari mi ha messo nella testa. Io lo consiglio sicuramente a tutti i fan sfegatati del gruppo, che conoscendo meglio i fatti, possono sicuramente distinguere i fatti reali da quelli inventati (io appunto non ci sono riuscita). In ogni caso è un libro che fan o meno possono leggere tutti, caspita se non lo fate anche voi un bad trip alla Barrettiana maniera in queste pagine!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letteralmente divorato questo libro che attraverso confessioni, testimonianze, lamentazioni, interrogazioni, esortazioni ed una contemplazione narra (a volte romanzandola) la storia dei Pink Floyd. ...continua

    Ho letteralmente divorato questo libro che attraverso confessioni, testimonianze, lamentazioni, interrogazioni, esortazioni ed una contemplazione narra (a volte romanzandola) la storia dei Pink Floyd.
    Sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo stile dell'autore (di cui non avevo letto altro) e dalla struttura originalissima del racconto.
    Ovviamente terminata la lettura ho fatto un"salto nel passato" e sono andata a ricercare le canzoni più famose del gruppo (che ascoltavo quando ero adolescente)...ed anche a cercare qualche altra notizia per saperne di più!

    ha scritto il 

  • 3

    Non il mio genere. In primo luogo perché io prendo la musica dei Pink Floyd seriamente, la ascolto troppo seriamente per riuscire a farci su dell'umorismo o qualcosa di spassoso, preferisco nutrirmi d ...continua

    Non il mio genere. In primo luogo perché io prendo la musica dei Pink Floyd seriamente, la ascolto troppo seriamente per riuscire a farci su dell'umorismo o qualcosa di spassoso, preferisco nutrirmi della sua vena malinconica. In secondo luogo perché se si parla di personaggi, dei musicisti in quanto persone, non ho la tendenza a farne un culto, anzi preferisco separare la musica dal musicista con la sua vita, le sua abitudini, i suoi pregi e difetti ( Mozart docet…).

    La storia dei Pink Floyd è raccontata come vicenda che ruota tutta attorno a un fulcro, ovviamente Syd Barrett. Non è un vero racconto, si tratta di un mosaico di aneddoti - veri o immaginari che siano - messo giù in modo da risultare volutamente ironico e spassoso, assolutamente mai noioso. E' una sorta di istruttoria in cui ogni personaggio coinvolto direttamente o indirettamente nella storia dei Pink Floyd rilascia un'intervista o dichiarazione spontanea. In questo modo i fatti reali e i fatti di fantasia si mescolano, e come sempre non è detto che gli eventi più improbabili rientrino tra i secondi. Tutto questo gioco tra testimonianze reali e inventate si basa sul fatto che ci sono due storie, anzi due in una, che anche se raccontate in maniera perfettamente aderente alla realtà sarebbero già sufficientemente singolari: una è la storia di Barrett, leggenda del pop pur avendo avuto una carriera di soli pochi anni e pur non essendo morto all'età di ventisette come invece è stato per tanti altri famosissimi; e i Pink Floyd, storia di una trentennale presenza di successi tutti basati sul racconto di un'assenza. L'elemento fantasioso di questa istruttoria non consiste soltanto nel far parlare personaggi deceduti, inventare interviste mai rilasciate o episodi mai accaduti. Il principale elemento fantasioso intorno al quale ruota tutta l'istruttoria è il soprannaturale, le presunte caratteristiche magiche e/o ultraterrene di un personaggio singolare come Syd Barrett. Mari sembra voler suggerire tra le righe che Barrett, oltre ad essere la leggendaria pop star che tutti conoscono, si presenta bene anche come protagonista di un racconto di Poe o di un film di Argento.

    Quindi finisco per trovarmi d'accordo con la citazione attribuita a Frank Zappa, che scrivere di musica è come ballare di architettura…

    ha scritto il 

  • 4

    Cioè, in Italia avevamo uno scrittore simile e nessuno mi aveva detto niente? Abbiamo uno scrittore simile e nessuno ne impone la presenza fissa in qualsiasi evento pubblico tipo ad ogni ora del giorn ...continua

    Cioè, in Italia avevamo uno scrittore simile e nessuno mi aveva detto niente? Abbiamo uno scrittore simile e nessuno ne impone la presenza fissa in qualsiasi evento pubblico tipo ad ogni ora del giorno e della notte? Ma voi siete pazzi. “Rosso Floyd” è originalissimo, completamente pazzo, scritto da di0 in un modo tale che veramente si dubita che lo scrittore possa essere italiano. Insomma, io di tanto in tanto scrutavo la copertina aspettando di vederci scritto Michael Seas, o che so io. Insomma leggetelo con avidità e fatelo in fretta, soprattutto se siete amanti dei Pink Floyd. Se non lo siete lo diventerete.

    ha scritto il 

  • 3

    2012:
    Questo bel libro di Michele Mari ha chiarito alcuni lati “oscuri” su questo mitico gruppo. Li amo tutti perché hanno accompagnato la mia giovinezza, sono cresciuta con loro, e ancora oggi conti ...continua

    2012:
    Questo bel libro di Michele Mari ha chiarito alcuni lati “oscuri” su questo mitico gruppo. Li amo tutti perché hanno accompagnato la mia giovinezza, sono cresciuta con loro, e ancora oggi continuano a tenermi compagnia. Non tutto è reale, ma va bene così, la fantasia è utile a sdrammatizzare e a dare un tocco di magia.
    L'ombra lunga di Syd :
    http://youtu.be/q5mqipf1GCs

    ha scritto il 

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