Route des Indes

By ,

Editeur: Christian Bourgois

3.7
(1312)

Language: Français | Number of pages: 406 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Spanish , Italian , German , Polish

Isbn-10: 2267004100 | Isbn-13: 9782267004106 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Description du livre
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  • 4

    "Gli indiani capiscono se gli si vuol bene o no; in questo non si lasciano ingannare. La giustizia non basta a soddisfarli ed è per questo che l'Impero britannico è poggiato sulla sabbia."
    Questa fras ...continuer

    "Gli indiani capiscono se gli si vuol bene o no; in questo non si lasciano ingannare. La giustizia non basta a soddisfarli ed è per questo che l'Impero britannico è poggiato sulla sabbia."
    Questa frase mi ha colpito molto perché sottintende tutta l'ipocrisia inglese, il fatto che fingessero di volersi integrare con la cultura indiana, credendosi invece superiori.

    dit le 

  • 3

    "Oh Dio, l'Oriente e l'Occidente. Una gran fonte di malintesi."

    Questa frase di Aziz potrebbe essere un perfetto sottotitolo per il libro!
    Riconosco il valore di questa opera, e per certi versi si merita pure le 5 stelle, ma a tratti ho fatto davvero fatica ad and ...continuer

    Questa frase di Aziz potrebbe essere un perfetto sottotitolo per il libro!
    Riconosco il valore di questa opera, e per certi versi si merita pure le 5 stelle, ma a tratti ho fatto davvero fatica ad andare avanti.
    Ho avuto un solo grande problema con questo libro (a parte alcuni errori di stampa e lettere mancanti sui margini delle pagine nella mia copia, ma questo non è proprio una colpa dell'autore ecco..): quella prima parte di 120 e rotte pagine è un lunghissimo prologo dove non succede NIENTE, i protagonisti si incontrano. Basta. E questo inizio lentissimo ha dato il ritmo al resto della lettura (20 giorni per poco più di 300 pagine è una specie di record in negativo per me..)
    Le cose iniziano a smuoversi con la gita alle grotte, ma la quarta di copertina già racconta tutto l'essenziale.. Come mai non l'ho abbandonato allora?! Perchè lo stile di Forster mi ha stregato. Anche se non succede niente, quel "niente" mi ha trascinato nell'India degli anni venti (per questo un po' mi spiace dare solo 3 stelle).
    Forse era meglio approcciarmi a questo autore con Camera con vista, leggendo un po' in giro viene descritta come una lettura più leggera.

    dit le 

  • 3

    Dietro il velo

    No, non riesco a togliermelo, 'sto velo.

    O sono ancora troppo immatura io, o le intenzioni dell' autore sono troppo lontane dalla riuscita del libro.
    Tendo per la prima ipotesi, se dovessi scegliere. ...continuer

    No, non riesco a togliermelo, 'sto velo.

    O sono ancora troppo immatura io, o le intenzioni dell' autore sono troppo lontane dalla riuscita del libro.
    Tendo per la prima ipotesi, se dovessi scegliere.

    Perchè l' intento è abbastanza chiaro, s' intuisce, ma analizzando la trama da semplice lettrice, mi sento annaspare. Non mi torna, non mi torna.

    Forse è un po' alla Oscar Wilde: il modo in cui è realizzato il romanzo segue il messaggio intrinseco al romanzo stesso: confusione.

    Credo che lo riaffronterò in futuro, per capire meglio il libro, e forse anche un po' me stessa: siamo in eterna lotta contro le discriminazioni, le differenze culturali, il giusto a prescindere. E nel frattempo non ci rendiamo conto che siamo fatti tutti della stessa pasta.

    Mah, non è tempo.
    Non lo era nel 1962, e non lo è oggi.

    dit le 

  • 4

    Gruppo di Lettura Biblioteca civica di Sesto San Giovanni

    Passaggio in India è un libro di atmosfere di profumo proustiano.
    Più che i fatti, risaltano le immagini, evocative e simboliche, afose, lente.

    E' innanzitutto uno spaccato dell'India coloniale, dove ...continuer

    Passaggio in India è un libro di atmosfere di profumo proustiano.
    Più che i fatti, risaltano le immagini, evocative e simboliche, afose, lente.

    E' innanzitutto uno spaccato dell'India coloniale, dove si intrecciano, in un fragilissimo equilibrio, la burocrazia britannica, gli indiani musulmani e la millenaria tradizione induista. Ed è proprio in questa Guerra Fredda latente che si inserisce l'arrivo a Chandrapore di Adela Quested, giovane inglese fidanzata con Ronny, un Ufficiale britannico dell'occupazione.
    Ad Adela sta stretto il mondo patinato d'oro dei circoli e delle visite ufficiali organizzate, intimamente disprezza quel mondo, non sente di appartenervi e non si sente assolutamente a proprio agio in quel clima di cameratesco di superiorità di cui l'Impero Britannico si ammanta, vorrebbe invece conoscere la "vera India".
    Accompagnata da Mrs. Moore, madre di Ronny e personaggio di grande profondità, stringe amicizia con il mite e ospitale Aziz, giovane dottore di Chandrapore, trovando in lui la guida autoctona perfetta che più la mette in contatto con il popolo indiano, più la allontana da quello britannico e, con esso, da Ronny.
    Ma durante una gita alle grotte di Marabar la situazione precipita e si consuma un dramma sconvolgente, quantomeno per Adela, che arriva fino alle aule del tribunale. Qui esploderanno prorompenti tutti i pregiudizi, il razzismo e le mille contraddizioni di una terra talmente eterogenea da non poter essere tenuta a bada nemmeno da un esercito.

    Lo consiglio, ma vi deve piacere lo stile didascalico, con molte descrizioni e la lentezza narrativa, con pochi avvenimenti e molte riflessioni.

    dit le 

  • 5

    Il miglior romanzo di Forster, a mio parere. I personaggi e gli avvenimenti, e le impressioni e i dilemmi che producono, rimangono impressi ancora molto tempo dopo che si è terminata la lettura. ...continuer

    Il miglior romanzo di Forster, a mio parere. I personaggi e gli avvenimenti, e le impressioni e i dilemmi che producono, rimangono impressi ancora molto tempo dopo che si è terminata la lettura.

    dit le 

  • 5

    ... perse la sua consueta e sana concezione dei rapporti umani, e senti che gli uomini non esistono in se stessi, ma nei termini in cui si pensano vicendevolmente, idea alla quale la logica non offre ...continuer

    ... perse la sua consueta e sana concezione dei rapporti umani, e senti che gli uomini non esistono in se stessi, ma nei termini in cui si pensano vicendevolmente, idea alla quale la logica non offre alcun sostegno.

    dit le 

  • 3

    “No, non ancora” e il cielo disse: “No, non qui”.

    Mrs. Moore è un’anziana signora inglese che decide di compiere un viaggio in India insieme alla giovane Adela Quested. Sono dirette a Chandrapore dove lavora come magistrato della città Ronny, il figl ...continuer

    Mrs. Moore è un’anziana signora inglese che decide di compiere un viaggio in India insieme alla giovane Adela Quested. Sono dirette a Chandrapore dove lavora come magistrato della città Ronny, il figlio della signora Moore.
    Arrivate a Chandrapore, le due donne rimangono subite colpite(e coinvolte) nella netta suddivisione tra gli indiani, che popolano la parte bassa e più povera della città e gli inglesi, che popolano la parte alta e ricca della città.
    Un romanzo ambientato in India nei primi anni ’20 ma che tratta un tema ancora oggi molto attuale: la difficile convivenza tra differenti civiltà.
    Foster grazie a vivide descrizioni ci disegna una suggestiva cartolina dell’India, caratterizzando le due “fazioni” in modo nettamente opposto: gli indiani profondamente ingenui, gli inglesi superficiali e a volte pieni di pregiudizi.
    Ci descrive l’India coloniale con tutte le sue contraddizioni e le sue ambiguità, nella quale si muovono personaggi che rappresentano appieno i due opposti mondi come il medico indiano Aziz e la giovane Adela e allo stesso tempo catalizza quello che è il vero male della società: la cultura del sospetto e del pregiudizio nei confronti dello straniero(tema che l’accomuna alla nostra società attuale).
    Una scrittura bellissima quella di Foster, capace di coinvolgere ogni senso, così come bellissimo è il finale.
    Dopo “Camera con vista” un altro ottimo romanzo di Foster, anche se non è lettura adatta a tutti.

    dit le 

  • 5

    Testo molto suggestivo. Come ho già scritto l'attenzione dell'autore si sposta di volta in volta su tutti i personaggi, ora inglesi, ora indiani, raccontandone i pensieri più reconditi delle rispettiv ...continuer

    Testo molto suggestivo. Come ho già scritto l'attenzione dell'autore si sposta di volta in volta su tutti i personaggi, ora inglesi, ora indiani, raccontandone i pensieri più reconditi delle rispettive coscienze. In effetti il romanzo è scritto con la tecnica letteraria del “flusso di coscienza”, influenzata dalla corrente in voga in quel periodo del “modernismo”. L'opera non è quindi espressione dell'interiorità dell'artista, che racconta i fatti in maniera distaccata e oggettiva.
    Mi è piaciuto di questo fatto di non esprimere giudizi personali sulle due culture a confronto. Tutto quello che di buono o di cattivo che può esserci negli inglesi e negli indiani viene espresso dai protagonisti. Forster non cade nelle manicheismo di identificare gli inglesi nei cattivi e gli indiani nei buoni, ma mette a confronto proprio le diversità delle due culture contrapposte.
    L'autore è bravo a caratterizzare ogni personaggio, quasi che esistessero veramente, e ci mostra il loro punto di vista.

    Aziz inizialmente è eccessivamente ossequioso. Considera un onore essere avvicinato da degli occidentali e sente anche la responsabilità di rappresentare al meglio il proprio popolo.
    Un complesso di inferiorità ed una voglia di essere accettato dovuto forse al fatto di aver studiato in Inghilterra. Si sa come gli indiani venivano visti dagli inglesi della madrepatria.
    I fatti dei monti Marabar cambieranno questo suo atteggiamento, come spesso succede dopo una profonda delusione, in uno diametralmente opposto. Degli inglesi non vuole più sapere niente e si trasferisce in un luogo dove essi non sono ancora arrivati, il Kashmir.
    Quello che mi è piaciuto di questo autore è il fatto di non esprimere giudizi personali sulle due culture a confronto. Tutto quello che di buono o di cattivo che può esserci negli inglesi e negli indiani viene espresso dai protagonisti. Oltretutto Forster non cade nelle manicheismo di identificare gli inglesi nei cattivi e gli indiani nei buoni, ma mette a confronto proprio le diversità delle due culture contrapposte.

    Aziz inizialmente è eccessivamente ossequioso. Considera un onore essere avvicinato da degli occidentali e sente anche la responsabilità di rappresentare al meglio il proprio popolo.
    Un complesso di inferiorità ed una voglia di essere accettato dovuto forse al fatto di aver studiato in Inghilterra. Si sa come gli indiani venivano visti dagli inglesi della madrepatria.
    I fatti dei monti Marabar cambieranno questo suo atteggiamento, come spesso succede dopo una profonda delusione, in uno diametralmente opposto. Degli inglesi non vuole più sapere niente e si trasferisce in un luogo dove essi non sono ancora arrivati, il Kashmir.

    dit le 

  • 4

    Ambientato ai tempi in cui l'India era una colonia inglese, è uno spaccato dell'epoca, con il suo razzismo degli inglesi nei confronti degli indiani, i primi abbozzi di senso nazionalistico da parte d ...continuer

    Ambientato ai tempi in cui l'India era una colonia inglese, è uno spaccato dell'epoca, con il suo razzismo degli inglesi nei confronti degli indiani, i primi abbozzi di senso nazionalistico da parte degli indiani e il generale "non capirsi" fra persone anche amiche ma di cultura diversa.

    dit le 

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