Rumore bianco

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2751)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 394 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Sloveno , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806147277 | Isbn-13: 9788806147273 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mario Biondi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

Ti piace Rumore bianco?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Il "rumore bianco" del titolo è il suono che ossessiona il protagonista delromanzo: forse è una semplice emissione della "partitura panasonica" in cuisiamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. JackGladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studihitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnoticoesercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del TerzoReich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto diricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire. Il romanzo èappunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvoladi gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio...
Ordina per
  • 4

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararl ...continua

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararlo in fretta e in età matura, tanto per non fare grama figura), in grado di trovare notevoli somiglianze nel rapporto madre/figlio con Elvis, quattro matrimoni (due con la stessa moglie, che però non è la quarta), una serie di figli che per scoprire di chi sono (geneticamente parlando) occorre prendere appunti.
    Ci mettiamo una casa equivalente ad una stazione di transito, salvo che per le camere e la cucina, solo luogo di affettiva aggregazione anche se si mangia in ogni posizione, cosa e come capita.

    Soli punti fermi
    lavatrice a asciugatrice sempre in funzione, mai una volta che si veda qualcuno caricarle o scaricarle;
    le visite al supermercato con carrelli carichi dell’ultimo infante e di quantità corpose di generi vari;
    gli yoghurt ai cereali di Babette destinati al compattatore;.
    il felice rapporto tra il professore e Babette;
    i figli, ognuno dei quali ha la sua peculiarità (il più piccolo che ha un effetto rassicurante per entrambi, il maschio adolescente dalla dialettica spiazzante, la figlia salutista e apprensiva, quella che viaggia in aereo da sola dall’età di nove anni, smagata come una turista abituale. E sicuramente me ne sono dimenticata una o due).

    In questo mondo (se lo avesse letto mia nonna l’avrebbe definito un’americanata) irrompono due fatti: una cisterna da cui fuoriesce una nube tossica con relativa evacuazione della piccola città e un misterioso flacone di medicine sconosciute che usa Babette.

    Il risultato è che i fatti di cui sopra fanno emergere, sotto al frastuono di quella vita caotica, un’antica paura, paura quasi universale, sicuramente molto postmoderna e u.s.a. che è la paura della morte.

    Anche se il supermercato cambiasse disposizione alle corsie, agli scaffali e ai prodotti rendendoci vagolanti e perduti, le casse fotoelettroniche riconoscerebbero tutto e soprattutto i tabloid in vendita ci rassicurerebbero con fatti soprannaturali, vitamine e integratori miracolosi, cure per il cancro, rimedi per l’obesità. Il culto delle star e dei morti.

    Mi è venuto in mente…tutti i rapporti interpersonali raccontati così brillantemente esisterebbero oggi? In fondo il romanzo si svolge in un’epoca senza smartphone, tablet, notebook, p.c. In pochi anni un mondo di ieri postmoderno?

    15.11.2016

    ha scritto il 

  • 0

    "muori" e "ridi"

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ...continua

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ho faticato davvero tantissimo a terminare questo romanzo inquietante.
    Non riesco a scrivere altro, non riesco ad assegnare stelline…

    ha scritto il 

  • 5

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà n ...continua

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà non ho problemi a definirla divertente. L'ambiente universitario si presta al sorriso. La seconda è terribile: cupa e deprimente.
    Finale stratosferico nella sua semplicità.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. ...continua

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. Gli ingredienti ci sono tutti, forse mancano le spezie.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro forte. Ha infatti in sé, come premessa, una ottima e soprattutto precisissima idea di base, e come un albero, con varie diramazioni, si sviluppa in forte coerenza con queste basi. Ne deriva u ...continua

    Un libro forte. Ha infatti in sé, come premessa, una ottima e soprattutto precisissima idea di base, e come un albero, con varie diramazioni, si sviluppa in forte coerenza con queste basi. Ne deriva un libro dall'impianto molto solido e dal messaggio chiaro. La storia è molto ben scritta e logicamente sviluppata, in piena coerenza con il carattere dei personaggi, i quali come nei migliori esempi narrativi danno la sensazione di non poter agire diversamente da come fanno. L'unico dispiacere nella lettura mi è stato dato dal ritmo forse eccessivamente compassato, difetto causato in maniera non irrilevante dal ripetersi di alcune situazioni narrate per più volte. Da ciò, la sgradevole aura di ridondanza che a tratti pervade la lettura, e una narrazione forse eccessivamente specchiata su sé stessa, con più elementi pleonastici: una particolarità non nuova, per me, quando affronto letture partorite da menti di autori nordamericani, quindi che mi sento di attribuire più all'ambiente letterario che alla penna, sotto tutti gli altri aspetti assolutamente ottima, di Delillo.

    ha scritto il 

  • 3

    DELILLO E GLI STILEMI DEL POSTMODERNISMO

    [...] Rumore Bianco (1985, premiato con il National Book Award) è un'opera ambiziosa incentrata sulla pericolosità dei tempi moderni: la minaccia invisibile della guerra atomica, del consumismo e del ...continua

    [...] Rumore Bianco (1985, premiato con il National Book Award) è un'opera ambiziosa incentrata sulla pericolosità dei tempi moderni: la minaccia invisibile della guerra atomica, del consumismo e del lavaggio del cervello causato dai media, le ossessioni e le vere e proprie patologie attorno alle quali ruota la vita degli effimeri "protagonisti" del romanzo. [...]
    Leggi tutta la rece: beatblog2.blogspot.it/2016/04/delillo-e-gli-stilemi-del-postmodernismo.html

    ha scritto il 

  • 4

    La prima metà del romanzo scorre decisamente liscia, grazie al tono ironico e all'ambientazione da cittadina americana contemporanea. Nella seconda metà, invece, il tema della paura e della morte si i ...continua

    La prima metà del romanzo scorre decisamente liscia, grazie al tono ironico e all'ambientazione da cittadina americana contemporanea. Nella seconda metà, invece, il tema della paura e della morte si insinua piano, quasi di soppiatto, fino a prendere il sopravvento. Di conseguenza, anche la lettura si fa meno scorrevole, più ostica. Nel complesso penso che si tratti di un romanzo notevole, anche se forse non di un capolavoro indimenticabile.

    ha scritto il 

Ordina per