Sbucciando la cipolla

Di

Editore: Einaudi

3.8
(146)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 388 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Francese

Isbn-10: 8806196332 | Isbn-13: 9788806196332 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudio Groff

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La testimonianza vivida di un grande scrittore. Gli anni della guerra, l'appartenenza alle Waffen-SS, il campo di prigionia, le prime prove letterarie e l'affermazione. Un libro che espone una ferita esistenziale, e racconta, dal 1939 alla fine degli anni Cinquanta, la Germania vista dall'interno.

Si apre nel settembre del 1939 l'autobiografia di Gunter Grass, quando l'esercito tedesco invade la Polonia e il conflitto coinvolge sin dai primi giorni Danzica, la città in cui è nato nel 1927. Come la quasi totalità dei ragazzi dell'epoca, il dodicenne è un fervente sostenitore di Hitler; nella sua fervida immaginazione le gesta dei cavalieri medievali descritte nei romanzi d'avventura si fondono con gli audaci successi dei soldati della Wehrmacht proposti dalla propaganda nazista. Anche per questo, a quindici anni decide di presentarsi volontario in Marina, come sommergibilista. Ma quando, negli ultimi mesi del 1944, arriva la chiamata alle armi, si trova assegnato a un battaglione delle Waffen-SS.Un'esperienza condivisa con molti, non cercata e di breve durata, della quale tuttavia il futuro scrittore, il censore intellettuale e morale della vita pubblica tedesca, non aveva sinora mai parlato pubblicamente. In un campo di prigionia americano ha inizio il lento processo di maturazione politica e personale di un giovane nella cui mente è ben saldo il desiderio di fare l'artista. Sarà tutt'altro che facile e lineare il suo percorso in una Germania uscita annichilita dalla guerra. Un paese che nell'arco di poco pi� di un decennio riuscir� a ritrovare se stesso e a riconquistare anche voce letteraria. Grazie in particolare proprio a Grass che, con Sbucciando la cipolla, da grande scrittore, una volta di più rende vivi gli eventi della propria esperienza nella Storia.

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    Autobiografia dell'Autore: dai tempi dell'infanzia a Danzica, fino all'adolescenza, la "fede" militare, i primi amori, la lontananza da casa, il viaggio in fuga attraverso la Germania in guerra, poi l ...continua

    Autobiografia dell'Autore: dai tempi dell'infanzia a Danzica, fino all'adolescenza, la "fede" militare, i primi amori, la lontananza da casa, il viaggio in fuga attraverso la Germania in guerra, poi la scelta di seguire la strada dell'arte, gli studi, il lavoro. Tutto è raccontato con spirito inquisitore, un interrogatorio a se stesso, per scoprire (più che ricordare) le cause, i motivi, nel tentativo (poco riuscito parrebbe) di placare il rimorso della guerra. E il passato assume così le sembianze di una cipolla, la memoria deve essere aperta, strato dopo strato, per arrivare al cuore della verità.
    Un racconto di formazione e crescita, con la scrittura magistrale e sperimentale dell'Autore. Un libro a cui sono rimasta molto affezionata, perché, attraverso la ricerca del protagonista/Autore, ho intravisto anche la mia strada.
    Consiglio il libro soprattutto a chi ha potuto apprezzare gli altri libri dell'Autore, perché viene spiegata spesso la genesi dei personaggi e della trama, in relazione agli episodi autobiografici che via via vengono descritti.

    ha scritto il 

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    Il premio nobel Gunter Grass, ormai giunto alla terza età decide di svuotare il sacco: da ragazzino era un fottuto nazista!
    Questo "Sbucciando la cipolla" oltre a spiegare come l’ideologia totalit ...continua

    Il premio nobel Gunter Grass, ormai giunto alla terza età decide di svuotare il sacco: da ragazzino era un fottuto nazista!
    Questo "Sbucciando la cipolla" oltre a spiegare come l’ideologia totalitaria lusingasse i giovani tedeschi è un grande romanzo di formazione.
    Purtroppo lo stile del libro mi è risultato indigesto e flemmatico "alla nonno di Bart Simpson". Ho dunque smesso di sbucciare la cipolla arenandomi a metà libro: come un panzer ingolfato nelle ostili steppe russe.

    ha scritto il 

  • 5

    ...con gli occhi asciutti

    Questo libro di Grass, quasi un’autobiografia, suscitò non poche polemiche all’atto della sua uscita nelle librerie. Lo scrittore tedesco, infatti, una delle voci più autorevoli della socialdemocrazi ...continua

    Questo libro di Grass, quasi un’autobiografia, suscitò non poche polemiche all’atto della sua uscita nelle librerie. Lo scrittore tedesco, infatti, una delle voci più autorevoli della socialdemocrazia germanica, sostenitore fin dagli inizi del cancelliere Willy Brandt, vi faceva una importante confessione. Non soltanto, da ragazzo, era stato un membro entusiasta della gioventù hitleriana ma, una volta iniziato il conflitto mondiale, poco più che diciassettenne, si era arruolato volontario nell’esercito finendo, pensate un po’, nelle famigerate Waffen SS. A questa rivelazione, per molti versi scioccante, ci fu chi reagì con durezza, proponendo addirittura che gli venisse revocato il premio Nobel per la letteratura, che gli era stato conferito nel 1999.
    Il clamore della vicenda, probabilmente, riuscì a far passare in secondo piano l’effettiva importanza del libro che costituisce, a mio giudizio, non solo la biografia di uno degli intellettuali più engagé della Germania e dell’Europa nel ‘900 (e anche nell’attuale secolo) ma, soprattutto, uno spaccato acuto e doloroso di un periodo cruciale della nostra storia comune: l’ascesa dei totalitarismi, la guerra, il dopoguerra, la ricostruzione, fino alla riunificazione delle due Germanie.
    Non è una lettura agevole. Grass, si sa, non ha mai concesso nulla ai facili gusti del pubblico e la sua scrittura si colloca indubbiamente nei settori “alti” della letteratura europea e mondiale. La sua biografia non poteva essere da meno: piena di rimandi, spesso involuta, a tratti allusiva e per nulla piana come, qualche animo semplice, forse, immagina un libro che raccoglie (dovrebbe raccogliere) le salienti fasi di una vita, dalla fanciullezza all’età matura.
    Ma la cipolla che Grass sfoglia, strato dopo strato, non e come le pagine di un diario che rilascia fedelmente tutto ciò che vi è stato deposto. La cipolla dice e non dice, spesso tace o, peggio, dichiara cose che potrebbero anche non essere vere o, almeno, non proprio identiche a come si vuole farle apparire.
    Non mancano i momenti dolorosi, solo dignitosamente accennati, come quando Grass affronta le sorti della sua famiglia, nella Danzica invasa dai sovietici, sicuramente vittima di non poche violenze che, tuttavia, vengono accennate con secco pudore.
    Entusiasmanti gli anni della ricostruzione: che riguarda un paese ma, soprattutto, riguarda le persone, uscite piuttosto malconce dal conflitto, dalla sconfitta ma, principalmente, da tanti anni di nazionalsocialismo. Senza enfasi Grass lascia intravvedere le città ormai ridotte in cumuli di macerie dove, tuttavia, la gente ha ancora voglia di vivere e di risorgere e dove persino un’Accademia di Belle Arti riapre i battenti in mezzo alla desolazione, perché tutto è importante, tutto deve ricominciare a funzionare.
    Leggendo queste pagine credo si intuisca come sia poi accaduto che un paese sconfitto, umiliato, diviso, sia rapidamente diventato il colosso economico che ancor oggi è.
    Grass studia, lavora, viaggia, recupera il tempo perduto, si innamora, fa figli, trasferisce i suoi interessi dalla scultura alla letteratura, prima la poesia poi la narrativa. Nel 1999 arriva il Nobel. Ma quella è un’altra storia.

    ha scritto il 

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