Scacco alla regina

Di

Editore: Leone Editore

4.1
(69)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8863930341 | Isbn-13: 9788863930344 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Tre omicidi efferati. Un nuovo serial killer in città. Una giornalista senza scrupoli. A cui piace giocare con il fuoco. Claps, psichiatra forense in affiancamento alla polizia, dovrà dipanare il complesso intreccio che lega televisioni, finanza e crimine organizzato, per arrivare all’uomo che terrorizza le donne. Prima che sia troppo tardi. Prima dell’ultima mossa. Contro tutto e tutti, potrà avvalersi soltanto dell’aiuto di un hacker e della sua benefattrice, ma forse tutto questo non basta. Forse per fermare il mostro, dovrà dare in cambio la sua vita: sacrificare un alfiere per sal- vare la regina.Un thriller senza respiro in cui niente è come sembra e la verità affonda le radici nelle più cupe ambizioni umane.
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  • 5

    Concludo l'anno in bellezza con questo capolavoro del thriller. Da amante del genere è ormai difficile trovare qualcosa che si discosti dalla solita storia e mi stupisca. Quindi leggere questo libro è ...continua

    Concludo l'anno in bellezza con questo capolavoro del thriller. Da amante del genere è ormai difficile trovare qualcosa che si discosti dalla solita storia e mi stupisca. Quindi leggere questo libro è stata una rivelazione e una bellissima sorpresa.
    Scacco alla regina è stato in grado di tenermi con il fiato sospeso e l'ansia addosso. Un thriller come non ne leggevo da molto.
    Non voglio soffermarmi molto sulla trama, perché rischierei di farvi degli spoiler. A mio parere è una storia ben articolata e molto originale. Nulla è scontato, anzi è un susseguirsi di colpi di scena. Ogni volta che il lettore pensa di essere arrivato ad una conclusione, ecco che deve ricredersi e ricominciare da capo. Un po' come succede agli stessi investigatori. Ciò potrebbe sembrare ovvio per un thriller, ma devo dire che purtroppo la caratteristica del 'colpo di scena' si sta perdendo negli ultimi anni, a causa dello stampo simile che hanno molte storie. Quindi il lettore spesso sa già come andrà a finire il libro.

    Ho amato diversi personaggi, ma più di tutti Claps uno psichiatra che lavora per la Polizia. Mi è piaciuto molto scoprire il suo metodo di lavoro e, soprattutto, di analisi dei delitti.
    Claps è accompagnato da diversi personaggi, sia della polizia, sia civili. Al centro di tutto, forse anche più dell'omicida, c'è Greta Alfieri una giornalista che avrà un ruolo fondamentale ai fini della storia. Se inizialmente ho un po' odiato il suo modo di fare, con il proseguire della lettura devo ammettere di aver tifato per lei e aver apprezzato il suo coraggio.
    Come ho già detto Scacco alla regina è riuscito a mettermi paura, mi ha trasmesso continue emozioni ed è anche questo alla fine lo scopo di un buon thriller, stimolare gli stati d'animo dei lettori. Mario Mazzanti ha saputo portare a termine un ottimo lavoro, catturando l'attenzione del lettore pagina dopo pagina. Ha scritto un libro ricco di suspense e che secondo me, può rappresentare il perfetto esempio del genere thriller.
    Nonostante la mole del libro, si può leggere in un paio di giorni, grazie anche allo stile semplice e fluido. Chi legge non riuscirà a staccarsi dalle pagine fino alla fine, spinto dalla curiosità di conoscere la verità.
    Con un ritmo incalzante e una storia curata in ogni dettaglio Scacco alla regina si aggiudica un posto tra i miei libri preferiti. Un thriller, a mio parere, perfetto. Che aspettate a leggerlo?

    ha scritto il 

  • 3

    Nota positiva: intreccio perfetto, costruzione del giallo e sviluppo minuzioso della storia non rimane un filo sospeso.
    Nota negativa si dilunga troppo nella prima parta che risulta un po' noiosa per ...continua

    Nota positiva: intreccio perfetto, costruzione del giallo e sviluppo minuzioso della storia non rimane un filo sospeso.
    Nota negativa si dilunga troppo nella prima parta che risulta un po' noiosa per questo non rieco a dare piú di tre stelline

    ha scritto il 

  • 3

    Un thriller incalzante, la caratterizzazione dei personaggi è ottima. Ho adorato il personaggio di Greta e la sua evoluzione nel corso della storia. Ma tutti i personaggi - protagonisti e non - hanno ...continua

    Un thriller incalzante, la caratterizzazione dei personaggi è ottima. Ho adorato il personaggio di Greta e la sua evoluzione nel corso della storia. Ma tutti i personaggi - protagonisti e non - hanno un ottimo grado di caratterizzazione.
    Lo stile è scorrevole e lineare, con punti di vista continuamente alternati. Personalmente, adoro i libri con capitoli corti e frammentati da piccoli paragrafi, ma questo è un gusto personale.
    Anche se ho indovinato a pagina 100 chi fosse l'assassino, la storia rimane ugualmente piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Oltre al buon ritmo e al continuo susseguirsi di rivelazioni incalzanti, ho apprezzato la combinazione tra indagini poliziesche, mondo del giornalismo e mondo della Rete.
    A volte però ci sono pezzi ri ...continua

    Oltre al buon ritmo e al continuo susseguirsi di rivelazioni incalzanti, ho apprezzato la combinazione tra indagini poliziesche, mondo del giornalismo e mondo della Rete.
    A volte però ci sono pezzi ripetitivi, ricapitolazioni estenuanti degli indizi e delle ipotesi investigative; inoltre alcuni colpi di scena sono un po' troppo forzati per i miei gusti.
    Nel complesso risulta un buon thriller.

    ha scritto il 

  • 5

    E se vi dicessi che ho dovuto accendere la luce?

    Mi ha messo addosso una paura terribile, forse è dai tempi dei migliori romanzi di Chattam, letti di sera alla luce di un’abat-jour, che non provavo una paura simile leggendo un libro. E questo, indip ...continua

    Mi ha messo addosso una paura terribile, forse è dai tempi dei migliori romanzi di Chattam, letti di sera alla luce di un’abat-jour, che non provavo una paura simile leggendo un libro. E questo, indipendentemente dallo stile e dalla fama dell’autore, è già di per sé un motivo sufficiente a premiare una lettura.
    Oltre ai nomi già noti, quali Scerbanenco, Carlotto, Baldini, Carofiglio, Faletti, Perissinotto, Costantini e Morozzi, Mario Mazzanti è l’ennesima prova che il panorama noir nostrano è ricco di penne abilissime, capaci di regalarci grandi lavori nel genere, lavori che si sanno apprezzare dal momento in cui li si affronta senza pregiudizio, così come si fa coi tanti thriller d’Oltremare che il mercato letterario sforna a una velocità impressionante. Mazzanti (insieme a Sorrenti, ma qui secondo me siamo a un piano ancora più alto) fa parte di quei nomi inspiegabilmente ancora nell’ombra e che invece si meriterebbero di “scoppiare”, di essere conosciuti dal grande pubblico in maniera immediata e trasversale, grazie alle sue impeccabili abilità narrative e alla sua capacità di creare, fondere e manipolare suspense e paura ad ogni singola pagina. Questo è forse il primo thriller che leggo in cui tutte (ma proprio tutte!) le pagine, dalla prima all’ultima, sono incentrate sul mistero, sul delitto, sul cuore nero della storia, senza descrizioni secondarie riguardanti vite di personaggi, luoghi e ambienti, senza amenità e divagazioni, senza parole “a vuoto”, che disperdono l’attenzione del lettore: si legge di sangue e si trema, dalla prima all’ultima pagina e la noia, la disattenzione, lo sbadiglio, restano molto molto lontani, anche se è l’una di notte e quando avevate la tv accesa, cinque minuti prima, vi calava un po’ la palpebra. Questo è un pregio sempre più raro in romanzi di questo genere, che spesso, per voler fare i grandi sapientoni, si perdono in tutto e si disperdono.
    “Scacco alla regina” è ambientato in una non precisata città nostrana, dove un assassino sventra giovani donne dalla vagina alla gola, turbando il sonno degli abitanti. Dopo ogni delitto l’assassino contatta la giovane giornalista televisiva Greta Alfieri tramite delle e-mails in cui si firma “Morphy”, come il celebre e abile campione di scacchi americano passato alla storia, affinchè lei parli di lui nelle sue dirette televisive. Un folle maligno ed esibizionista, che uccide per sentirsi potente e al centro del mondo: aspetto che, insieme alla tensioni vissute da Greta nel suo ambiente, rivela la chiara volontà dell’autore di denunciare il cinismo del mondo giornalistico, pronto a qualsiasi cosa per un po’ di audience. Comunque, per stanare il mostro, la polizia si serve dell’aiuto di Claps, abile psichiatra abituato a “sentire”, a filtrare sensazioni, atmosfere e dettagli percettivi, più che a lavorare tramite indizi classici. E alla fine, dopo una corsa a perdifiato in cui non mancano trappole, abbagli e continui colpi di scena, la verità viene a galla. Chi è realmente Morphy?
    Non c’è capitolo, paragrafo, passaggio o riga in cui la penna di Mazzanti dia segno di cedimento. Il suo è il classico thrillerone che si divora, che non concede pause al respiro, che turba. Il turbamento, quello stato d’animo tra il nero e il grigio condensato di agitazione, paurosa suggestione, pura angoscia, è esattamente quello che ti resta dentro leggendo “Scacco alla regina”. Non so come siano gli altri romanzi di Mazzanti, e se questo è stato un unico colpo di genio oppure no, ma posso affermare che qui, per intreccio, costruzione e scrittura, siamo su un livello molto alto.
    Concludo con una confessione, che spero possa rendere maggiormente idea della mia opinione: una sera, sola in casa, dopo aver silurato un centinaio di pagine sdraiata sul divano al semi-buio (solo con la luce dell’abat-jour), mi sono rialzata ed ero talmente suggestionata che ho dovuto accendere la luce della sala in cui ero e quella dell’anticamera. Io. Proprio io, che a sette anni guardavo “Profondo Rosso” di Dario Argento e che da anni mangio thriller di tutti i generi.
    Insomma, ho reso l’idea?

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo è ottimo. In più c'è il piacere di leggere un autore italiano capace di costruire un giallo con un intreccio sorprendente, senza dietrologia spicciola, servizi deviati e altre amenità.
    Cons ...continua

    Il romanzo è ottimo. In più c'è il piacere di leggere un autore italiano capace di costruire un giallo con un intreccio sorprendente, senza dietrologia spicciola, servizi deviati e altre amenità.
    Consigliabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Un signor thriller

    Molto cinematografico, quasi una sceneggiatura per un bel film americano. Alcuni passaggi sono un pochino sfruttati (anche in alcuni film) ma non voglio scendere nei dettagli per non rovinare la lettu ...continua

    Molto cinematografico, quasi una sceneggiatura per un bel film americano. Alcuni passaggi sono un pochino sfruttati (anche in alcuni film) ma non voglio scendere nei dettagli per non rovinare la lettura. Il protagonista (o meglio i due protagonisti) sembrano scontati e già visti invece hanno delle loro sfaccettature molto originali.
    Insomma consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore di thriller di buon livello Mario Mazzanti, che ci offre una storia solida e avvincente al punto giusto, complessivamente molto ben scritta. Non ci sono cedimenti, la tensione e l'attenzione re ...continua

    Autore di thriller di buon livello Mario Mazzanti, che ci offre una storia solida e avvincente al punto giusto, complessivamente molto ben scritta. Non ci sono cedimenti, la tensione e l'attenzione restano alte durante tutto il romanzo. I colpi di scena sono ben dosati e le sorprese non mancano. Ottima lettura per rilassare i nervi dopo una rognosa giornata di lavoro ;-)

    ha scritto il 

  • 3

    LEZIONI DI SCACCHI ROSSO...SANGUE!

    Un testo che non mi ha particolarmente coinvolto, non sono rimasta incollata alle pagine col fiato sospeso. Un fastidio mi attraversava mentre leggevo: forse non son fatta per i libri thriller! Il fin ...continua

    Un testo che non mi ha particolarmente coinvolto, non sono rimasta incollata alle pagine col fiato sospeso. Un fastidio mi attraversava mentre leggevo: forse non son fatta per i libri thriller! Il finale è inaspettato e veramente nulla centra con tutto quanto lo precede.

    ha scritto il