Scritti corsari

Di

Editore: Garzanti libri (Garzanti Novecento)

4.4
(1547)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Galego , Spagnolo

Isbn-10: 8811697050 | Isbn-13: 9788811697053 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Alfonso Berardinelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Non-narrativa , Politica , Scienze Sociali

Ti piace Scritti corsari?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975 non era affatto un fenomeno invisibile. Chi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi "Scritti corsari" può restare sbalordito. II fatto è che per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così Pasolini trova il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di Alfonso Berardinelli)
Ordina per
  • 4

    Con il testo "Scritti corsari", Pasolini ha voluto raccogliere un insieme di suoi articoli giornalistici pubblicati su varie testate. Attraverso essi è possibile conoscere direttamente, quindi senza l ...continua

    Con il testo "Scritti corsari", Pasolini ha voluto raccogliere un insieme di suoi articoli giornalistici pubblicati su varie testate. Attraverso essi è possibile conoscere direttamente, quindi senza l’ausilio della mediazione artistica, il Pasolini “intellettuale del suo tempo”, la sua visione del mutamento antropologico che interessò l’Italia dal dopoguerra fino agli anni 70. Diversi sono i temi che affrontano i tanti mini-saggi che compongono l’opera, ma tutti incentrati su una feroce critica alla società dei consumi, espressione di un nuovo potere che ha sostituito il vecchio penetrando nel cuore degli uomini e ribaltando valori umani universali. Pasolini non usa mezzi termini per descrivere tale nuova situazione politico-sociologica, utilizzando, spesso, parole quali, “nuovo fascismo”, “genocidio”, “disumanizzazione”. E’ importante osservare, inoltre, che l’impostazione critica è basata su una visione della società politica in senso marxista e gramsciano, dove vi è l’ascesa di una nuova borghesia che tende, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, a dettare una propria cultura. Il nuovo potere consumistico promuove, apparentemente, valori di libertà ma, secondo Pasolini, risulta ancora più repressivo del vecchio fascismo perché artefice di un conformismo che elimina ogni differenza tra le classi sociali e gli individui, ponendo fine al pluralismo della cultura storica italiana, e annientando valori profondamente radicati nell’animo umano. 
La protesta di Pasolini assume la forma di un cristianesimo laico, esprimendo anche il suo disprezzo per una Chiesa da sempre asservita al potere e divenuta, con il tempo, un’ istituzione votata al più scandaloso pragmatismo. 
Chiaro è che non risulta necessario, per il lettore, condividere totalmente le idee espresse negli articoli, direi, anzi, che potrebbero anche non essere condivise per nulla. Tutto ciò, però, non limita, a mio avviso, il profondo valore culturale di tali scritti; si può restare incantati dalla passione umana e civile di Pasolini, dal suo modo di scrivere e di analizzare fatti e situazioni facendo tesoro di uno sconfinato bagaglio culturale che, più volte, affiora nel testo. Dagli articoli pubblicati in risposta alle critiche esposte da intellettuali e politici del tempo nei suoi confronti, traspare, inoltre, tutta la solitudine vissuta da un pensatore trasversale e fuori dal suo tempo, incompreso in buona e\o mala fede. 
Chi, come me, non ha vissuto quegli anni, proverà anche un po’ di stupore per la qualità e lo spessore delle dispute che avvenivano su importanti giornali come “Il Corriere della sera” , “Paese Sera”, “Il Tempo”, soprattutto in rapporto alla povertà intellettuale che regna oggi.

    ha scritto il 

  • 0

    CorSera e altre testate (nel muro)

    Allora: la prima riflessione è questa: una volta, tipo negli anni Settanta, potevi prenderti il lusso di andare in edicola, comprare, ad esempio, il Corriere Della Sera, e trovarci articoli firmati da ...continua

    Allora: la prima riflessione è questa: una volta, tipo negli anni Settanta, potevi prenderti il lusso di andare in edicola, comprare, ad esempio, il Corriere Della Sera, e trovarci articoli firmati da Pier Paolo Pasolini.
    Non mi piacciono troppo le tiritere su quanto fosse bella l'Italia di un tempo, l'Italia del valzer e l'Italia del caffè, poiché inevitabilmente quell'Italia ci ha trasformati nel Paese ancor più alla deriva che oggi rappresentiamo, dunque c'è ben poco da fare i nostalgici.

    Diciamo solo che erano i tempi ad essere diversi; o meglio: erano gli uomini, o alcuni di questi, ad esserlo. E insomma, sui giornali uscivano grandi cose, come gli elzeviri di Berto sul Resto del Carlino, tanto per citarne uno che verrebbe in mente a me e ad altre due dozzine (oddio, anche troppe) di persone in Italia; oppure, gli articoli di Pasolini sul quotidiano di via Solferino, dove oggi D'Orrico ha il coraggio di scrivere che Luciano Ligabue (proprio lui) è il Raymond Carver (proprio Lui) italiano.

    Io, che preferisco essere l'Anna Magnani svizzera, come rispose a un giornalista un grande (ex) comico pratese all'affermazione "lei è il Woody Allen italiano", mi limito dunque a constatare questo semplice fatto: in un tempo non troppo lontano, ma che ormai sembra corrispondere a un'era geologica, questi Scritti di PPP si potevano leggere su (quelli che un tempo erano) prestigiosi fogli nazionali, mentre ora Andrea Scanzi parla di MoVimento 5 Stelle, di musica, di tennis, di vino, inframezzando il tutto con l'onnipresenza televisiva e la scrittura (!) di romanzi (?!%&ç@), senza riuscire, in tutto ciò, a sbrogliare la matassa cum magna diligentia.

    Insomma: chi legge si faccia i suoi conti, tiri le sue conclusioni e soprattutto faccia le sue riflessioni. Ché qui, le riflessioni fioccano e continueranno a fioccare, poiché gli Scritti Corsari sono un'apologia della libertà di stampa e di pensiero, un grimaldello capace d'aprire ogni mente offuscata dal fascismo della contemporaneità, de-evoluta nella propria inconsapevole ignoranza travestita da sapere, un sapere fatto di pochi click e di poche parole senza autore, specchio di un popolo bue poco incline al ragionamento e al pensiero di testa; ma soprattutto poco propenso a pensare con la propria, di testa; e impossibilitato a intraprendere la propria strada - politica, artistica, filosofica, il cazzo che vi pare - senza la guida di un burattinaio, di un ducetto urlante che sbraita tutto il contrario di tutto, ché tanto l'importante è urlare ed essere "contro", senza sapere con esattezza cosa significhi essere davvero contro, davvero liberi.

    Libero lo era senza dubbio Pasolini. E non è vero che a suo tempo non imperassero i ducetti di cui sopra: di certo erano capi migliori, nei quali si poteva quanto meno fare affidamento per certe cose; ma è anche vero che molte persone vi si accodavano per ignoranza consapevole, senza dimostrare, salvo eccezioni, la tracotanza e la violenza attuali, quella di capre vestite da sapienti, pronte a dar voce alla prima falsa verità trovata in Rete, pronte a far fuoco sul primo capro (che non è il maschio della capra) espiatorio girardianamente disponibile, nel nostro caso immigrati e disgraziati assortiti.

    Dunque: se qualcuno faceva scrivere Pasolini, vuol dire che aveva i suoi lettori, la sua autorevolezza. E mi vien da dire che qualche cervello l'avrà di sicuro aperto, anche se ad oggi tante parole, frasi e periodi sembrano esser stati scritti in vano; ma non è certo colpa di PPP, né di quei pochi che lo leggevano e che magari lo capivano.

    La questione, poi, è la seguente: siamo d'accordo sul fatto che oggi non esista un Pasolini; e se esiste ha più o meno l'età che avrebbe oggi il poeta friulano se non fosse stato ucciso a bastonate quarantuno anni fa. Ma facciamo finta per un attimo che ci sia: chi lo farebbe scrivere? chi lo leggerebbe? chi gli darebbe ascolto? Già all'epoca la sua voce era scomoda e faceva storcere il naso e girare i coglioni a destra e a sinistra; ecco: oggi avrebbe modo di far incazzare qualcuno? E ci sarebbe qualcuno pronto a cogliere e carpire certi Scritti?
    Non lo so, non riesco a dare risposta. Il dubbio permane, come - per fortuna - rimangono gli Scritti Corsari, uguali a come PPP li aveva concepiti; uguali a se stessi e al loro tempo, perché tanto ogni tempo si somiglia. L'importante è sempre leggere (le cose giuste) e capire.

    Leggere e capire, leggere e capire, leggere e capire, ecc.
    E a culo tutto il resto.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura fondamentale per capire il pensiero pasoliniano, utile per comprendere un'epoca (gli anni fra il '68 e il '74) e parte del dibattito culturale del tempo, ma sfiancante per la ripetitività del ...continua

    Lettura fondamentale per capire il pensiero pasoliniano, utile per comprendere un'epoca (gli anni fra il '68 e il '74) e parte del dibattito culturale del tempo, ma sfiancante per la ripetitività del discorso, che in ogni articolo si enuclea sempre intorno agli stessi concetti ripetuti ossessivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Praticamente un ...

    ...oracolo.
    Leggere questi articoli degli inizi anni '70, e trovarli così scandalosamente attuali è una sensazione da far rabbrividire. Una testa pensante a tutto tondo, una visione ed una conoscenza ...continua

    ...oracolo.
    Leggere questi articoli degli inizi anni '70, e trovarli così scandalosamente attuali è una sensazione da far rabbrividire. Una testa pensante a tutto tondo, una visione ed una conoscenza della Societa' che non ha visto intellettuali che possano eguagliare e neanche mai avvicirarglisi minimamente.
    Anche a me a volte sembra contorto, ma credo sia semplicemente " difficile "... e se a volte qualcosa appare incomprensibile o tortuoso o contraddittorio sono certo che sia colpa dell'interpretazione ed una rilettura con piu' attenzione spesso ne dirada le nebbie.
    Una ricchezza tutto cio'che ci ha lasciato, ed un peccato che una simile persona non abbia avuto eredi.

    ha scritto il 

  • 4

    precursore dei tempi

    Inutile dirlo, aveva già compreso tutto.
    Scritti Corsari, non sono un romanzo ma una raccolta di articoli e di pensieri di Pasolini pubblicati nei primi anni 70. La prima parte del libro si legge ver ...continua

    Inutile dirlo, aveva già compreso tutto.
    Scritti Corsari, non sono un romanzo ma una raccolta di articoli e di pensieri di Pasolini pubblicati nei primi anni 70. La prima parte del libro si legge veramente con il cervello predisposto ad assimilare i suoi concetti espressi con violenta chiarezza e lucida determinazione.
    Resta infatti immediatamente impresso nella mente il suo giudizio sul cambiamento della società, o meglio sull'affacciarsi del " nuovo consumismo" che con la sua tendenza alla conformazione degli individui per la quale tutti diventano inevitabilmente simili, senza più distinzione di classe né di pensiero, rappresenta la più feroce forma di totalitarismo.
    In questo nuova tipologia di "fascismo consumistico, "La tv, con i suoi messaggi pubblicitari attraverso la rubrica "Carorosello" viene apostrofata come un potentissimo mezzo per la diffusione del nuovo totalitarismo, che porterà all'omologazione delle classi prima, e del pensiero poi, fino a condurre alla morte di ogni distinzione individuale e di ogni sogno rivoluzionario.
    Notevole anche la sensibilità intellettuale e la profondità con cui addebita alla società la colpa di non aver riconosciuto il pericolo e non aver tentato di redimere per tempo i nuovi "giovani fascisti", anch'essi irriconoscibili perché oramai uniformati alla massa.
    La seconda parte del libro è ricca di sfoghi d'ira e di attacchi a personaggi del suo tempo quando non si ripetono ridondanti i concetti di cui sopra.
    Ma la paziente lettura vale sicuramente il tempo dedicatole, non fosse soltanto per stupirsi di come, sin da allora, aveva previsto la direzione che avrebbe preso il mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    " La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza" - La lucida profezia di un poeta solo

    Pasolini era scandalo, era denunzia, era rivelazione quasi profetica della più' grande mutazione antropologica subita dagli italiani nella società dei consumi e del cosiddetto "benessere", un cambiame ...continua

    Pasolini era scandalo, era denunzia, era rivelazione quasi profetica della più' grande mutazione antropologica subita dagli italiani nella società dei consumi e del cosiddetto "benessere", un cambiamento che avrebbe ben presto trasformato la nostra società e i suoi abitanti. Prima di Bauman, dopo, ma oltre (per ampiezza di pensiero) la scuola di Francoforte, Pier Paolo Pasolini ci parla dell'orrore del consumismo e dell'omologazione, di quel pensiero Unico e totalizzante piu' efficace di ogni dittatura precedente.
    Non da leggere ma da ripassare periodicamente come un breviario laico, una preghiera inascoltata e dolente.

    ha scritto il 

  • 4

    Senza Pasolini

    Come scrive David Grieco nel suo bel libro-inchiesta/memoriale su Pasolini, il suo sordido delitto ne ha oscurato l'opera. I suoi assassini hanno approfittato del suo orientamento sessuale per infanga ...continua

    Come scrive David Grieco nel suo bel libro-inchiesta/memoriale su Pasolini, il suo sordido delitto ne ha oscurato l'opera. I suoi assassini hanno approfittato del suo orientamento sessuale per infangarlo e gli stessi omosessuali militanti si appropriarono di Pasolini per farne un martire "pro domo" loro. Con il risultato che generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli e i suoi film. E condannare un poeta all'oblio è molto peggio che ammazzarlo. Pasolini non lo merita. E' stato insieme a Calvino e a Sciascia l'unico intellettuale italiano vero e onesto capace di coniugare il suo pensiero con l'arte. Lontano anni luce da quei critici ottusi e conformisti che definivano i suoi lavori come "sintomi, reperti, documenti, cronache, confessioni" anziché come "opere". La verità è che la confessione era la sua opera.

    Dopo aver letto La macchinazione sono andato a ripescare questi suoi "Scritti corsari", una raccolta di interviste e articoli apparsi tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta. In un articolo predisse la strage alla stazione di Bologna sei anni prima che avvenisse. E in generale tutto il sistema consumistico e la "scientificità" nell'uso mirato della violenza per condizionare l'opinione pubblica e squalificare e scoraggiare il dissenso. Se vi capiterà di leggerlo, troverete parole talmente attuali che vi sembrerà che Pasolini le abbia scritte cinque minuti fa.

    ha scritto il 

Ordina per