Se il sole muore

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.0
(967)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback

Isbn-10: 881715444X | Isbn-13: 9788817154444 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"E' il resoconto, minuzioso e crudele, d'un viaggio, d'un periodo trascorsofra gli astronauti americani, assistendo al loro lavoro, ai loro esperimenti,all'insorgere delle speranze, al cadere delle illusioni. Un libro che narrafatti realmente accaduti, ma che appaiono incredibili." (Il Mondo)Un libro coraggiosamente autobiografico: il diario di una donna modernalanciata alla scoperta del nostro futuro, l'avventura del viaggio alla Luna eagli altri pianeti, il trionfo di una società tecnologica che con le cosmonavie i calcolatori elettronici cambia perfino la morale e i sentimenti.
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  • 5

    "«Cosa può esserci in comune tra un albero e una farfalla?» (Potrei spiegarglielo per un anno, dottore: non ci capiremmo. Forse lei non conosce gli alberi, non li ha mai sentiti respirare, non li ha m ...continua

    "«Cosa può esserci in comune tra un albero e una farfalla?» (Potrei spiegarglielo per un anno, dottore: non ci capiremmo. Forse lei non conosce gli alberi, non li ha mai sentiti respirare, non li ha mai visti fare l'amore: non sa che respirano e fanno l'amore come le farfalle. C'è un cipresso, nel giardino della mia casa di campagna, un altissimo stupendo cipresso: e costui ama, ricambiato, un'altissima stupenda cipressa al di là della strada. La notte si parlano, si gettano semi leggeri che poi cadono nel bosco, nel prato, e a primavera si trovano sempre due o tre cipressini che sono i loro figlioli: nati da quelle notti d'amore. Capita a volte che un cipressino muoia, calpestato dai malvagi ed i distratti, e allora il mio cipresso si scuote, chiama la sua cipressa e ricomincia con lei a far l'amore, a scambiarsi ostinato altri semi, e quando viene l'inverno... Potrei spiegarglielo per un anno, dottore: non ci capiremmo.)

    ha scritto il 

  • 5

    Ti devo credere?

    Lo Spirito della Letteratura questa volta mi mette davanti due raccolte di interviste che non potrebbero essere più diverse: Hard Times. An oral history of the great depression, di Studs Terkel e Se i ...continua

    Lo Spirito della Letteratura questa volta mi mette davanti due raccolte di interviste che non potrebbero essere più diverse: Hard Times. An oral history of the great depression, di Studs Terkel e Se il sole muore di Oriana Fallaci.
    Nel primo, Studs Terkel intervista persone poco note al pubblico, fa poche domande secche, lascia parlare l'intervistato a lungo e non commenta MAI. Nel secondo la Fallaci intervista delle star, le risposte non sono sbobinate, ma in qualche misura reinterpretate , e i commenti sono invasivi (durante l'intervista) e invadenti (nel montaggio posteriore dell'intervista).
    Leggendo la prima intervista mi sono chiesto: ma sarà vero che costui vorrebbe bombardare il Partenone e radere al suolo la Cappella Sistina per costruire strutture ultramoderne? Non mi fidavo. Proseguendo, in qualche modo mi sono ricreduto. La Fallaci si è conquistata la mia fiducia con il resoconto di ciò che vede al padiglione Futurama della GM. Su Youtube c'è un video e quello che racconta la Fallaci è là, parola per parola. Quello che a me sembrava incredibile, stupido, inverosimile, folle, è tutto là. Il padiglione è veramente il sogno di un bambino megalomane.
    La visita a Futurama è emblematica anche per altri motivi: l'umore della Fallaci, così come l'andamento del libro, seguono esattamente lo schema del padiglione. Le prime folli previsioni per il futuro sono accompagnate da una colonna sonora dissonante che rivela forse l'inconsapevole inquietudine degli stessi propositori di questo sogno folle. La Fallaci è impaurita, la Fallaci rifiuta, la Fallaci è bucolica, tradizionale, conservatrice. Nelle scene finali, la musica si trasforma in una marcia trionfale, e la Fallaci è conquistata dalla visionarietà del racconto, la Fallaci punta lo sguardo verso lo spazio infinito, la Fallaci non vede altre possibilità che quella: andremo nello spazio, prima che il Sole muoia.

    E io sono conquistato dalla Fallaci, dai suoi limiti che sono la sua forza nel momento in cui li dichiara onestamente per poi superarli di slancio.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti eccessiva e ridondante, in qualche punto presuntuosetta. Però nel complesso il libro è veramente ben scritto e molto interessante. Più di tutto ha apprezzato i ricordi di Oriana bambina duran ...continua

    A tratti eccessiva e ridondante, in qualche punto presuntuosetta. Però nel complesso il libro è veramente ben scritto e molto interessante. Più di tutto ha apprezzato i ricordi di Oriana bambina durante la guerra e gli incontri con gli astronauti (qualche lacrimuccia per Teodoro, l'astronauta poeta). Avrei voluto avere la cronaca dello sbarco sulla luna, così, giusto per vedere come ne avrebbe parlato lei.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto con un po' di fatica, forse perché l'argomento "viaggi nello spazio" non è tra quelli che più mi attirano, ma anche questo libro ha suscitato in me la solita ammirazione/invidia per la vita ...continua

    L'ho letto con un po' di fatica, forse perché l'argomento "viaggi nello spazio" non è tra quelli che più mi attirano, ma anche questo libro ha suscitato in me la solita ammirazione/invidia per la vita vissuta da Oriana e il suo saperla raccontare.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio rapporto con Oriana Fallaci è complicato, complicatissimo. Se da un lato provo una totale avversione per la donna che diventò negli ultimi anni della sua vita (la stessa che oggi tutti evocano ...continua

    Il mio rapporto con Oriana Fallaci è complicato, complicatissimo. Se da un lato provo una totale avversione per la donna che diventò negli ultimi anni della sua vita (la stessa che oggi tutti evocano quando un terrorista sparge del sangue occidentale), dall'altro non posso fare a meno di amare la donna (e la giornalista) che fu da giovane. La dicotomia è davvero così netta? Non lo so, ma questo libro non ha contribuito a rendere le cose più semplici...
    Se il Sole muore è più un racconto autobiografico che una cronaca degli eventi, la narrazione di un conflitto interiore ed esteriore: tra passato e futuro, tra tradizione e progresso, tra natura e scienza. Se in un primo momento l'ambivalenza della tecnologia e degli scienziati che vogliono portare il primo uomo sulla Luna (ma che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno portato morte e distruzione su Londra e che a Los Angeles ricoprono i prati di erba sintetica e di fiori di plastica) sembrano respingere la Fallaci, in seguito il sogno di raggiungere altri mondi la conquista completamente, qualunque sia il prezzo che l'impresa richieda. "Per un minuto, uno stupendo minuto, m'è sembrato di vedere gli uomini che giocavano a carte con Dio" scrive dopo aver assistito al lancio di un missile a White Sands. Eppure, nell'abbracciare questo sogno meraviglioso e terribile, fatto di fuoco e di metallo lucente e che rischia di far dimenticare il mondo che era stato prima, Oriana continua a cercare la compagnia dei poeti, di chi, nel viaggio dalla Terra alla Luna e agli altri mondi, saprà conservare uno spazio per ciò che ci rende umani.

    ha scritto il 

  • 5

    "Gli uomini sono davvero grandi"

    Non solo per gli appassionati di scienza, per i curiosi delle imprese spaziali. Questo libro è per tutti. Già i dialoghi iniziali con Ray Bradbury (secondo e terzo capitolo) valgono il suo acquisto. ...continua

    Non solo per gli appassionati di scienza, per i curiosi delle imprese spaziali. Questo libro è per tutti. Già i dialoghi iniziali con Ray Bradbury (secondo e terzo capitolo) valgono il suo acquisto.

    Non manca proprio nulla: personaggi interessanti (che acquistano punti in più pensando che non sono di fantasia), riflessioni e denunce sull'alienazione tecnologica, su Dio, su una possibile vita futura per l'umanità.
    A volte si ha l'impressione di confluire nella fantascienza, con il pensiero delle macchine che si guidano da sole, o con l'idea che l'uomo sarebbe presto sbarcato su Marte: tutte conseguenze della febbre di progresso e speranza che aveva colpito l’America degli anni ’60. La California di allora amava il cibo precotto, l’erba sintetica, i distributori automatici, l’utilizzo dell’auto anche per piccoli spostamenti.
    Di fronte a tutto ciò, l’atteggiamento di Oriana resta equilibrato: polemico se necessario, fiducioso se opportuno. Nelle sue riflessioni ritroviamo i dubbi e le domande che ci poniamo ancora oggi, rendendo il libro, per molti aspetti, estremamente attuale.

    Non mancano scene emozionanti, in cui la validità delle capacità umane non può che essere riconosciuta, apprezzata ed essere motivo d’orgoglio, tanto da portare Oriana ad affermare che “per un minuto, uno stupendo minuto, avevo fatto la pace con gli uomini: m’ero accorta che gli uomini sono davvero grandi.”

    ha scritto il 

  • 5

    Il contrasto tra vecchia Europa e nuovo mondo rappresentato dall'entusiasmo industriale per il viaggio verso la luna. Il disprezzo dell'Europa per la plastica si trasforma in resa incondizionata e acr ...continua

    Il contrasto tra vecchia Europa e nuovo mondo rappresentato dall'entusiasmo industriale per il viaggio verso la luna. Il disprezzo dell'Europa per la plastica si trasforma in resa incondizionata e acritica. Il racconto è affascinante e appassionante. È un'altra epoca, sembra assurdo pensare ad un periodo in cui l'entusiasmo per il futuro era cosi totalizzante.

    ha scritto il 

  • 5

    Un diario (più che cronaca giornalistica) di vita, emozioni e sentimenti, solitudine, inquietudine e, perché no, anche un po' di curiosità per ciò che non conosciamo-comprendiamo.
    Il viaggio nello spa ...continua

    Un diario (più che cronaca giornalistica) di vita, emozioni e sentimenti, solitudine, inquietudine e, perché no, anche un po' di curiosità per ciò che non conosciamo-comprendiamo.
    Il viaggio nello spazio, l'arrivo sulla luna, è una grande metafora della vita.
    Un libro splendido.
    Dedicato al padre di Oriana.
    E a tutti noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono voluto completamente slegare dal personaggio Fallaci e allontanato da ogni tipo di polemica o considerazione sia stata essa positiva o negativa sul personaggio Fallaci. Ho vissuto la lettura d ...continua

    Mi sono voluto completamente slegare dal personaggio Fallaci e allontanato da ogni tipo di polemica o considerazione sia stata essa positiva o negativa sul personaggio Fallaci. Ho vissuto la lettura di questo libro come un testo scritto da un autore qualsiasi ed é stato subito coinvolgente. Una lettura bellissima.

    ha scritto il 

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