Sentieri nel ghiaccio

Di

Editore: Guanda

3.9
(191)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877462086 | Isbn-13: 9788877462084 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: A. M. Carpi

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Questo libro è la cronaca sinestetica di un viaggio folle sotto tutti i punti di vista, un'opera nata senza volerlo essere. Ho apprezzato come un passero nella neve che trova una briciola. Grazie a ch ...continua

    Questo libro è la cronaca sinestetica di un viaggio folle sotto tutti i punti di vista, un'opera nata senza volerlo essere. Ho apprezzato come un passero nella neve che trova una briciola. Grazie a chi l'ha persa.

    ha scritto il 

  • 1

    Illeggibile

    Non ho ceduto alla tentazione di abbandonarlo vista la brevità, ma ho trovato solo un insieme di frasi per lo più sconnesse e prive di significato. Libercolo irritante che non mi ha trasmesso alcunchè ...continua

    Non ho ceduto alla tentazione di abbandonarlo vista la brevità, ma ho trovato solo un insieme di frasi per lo più sconnesse e prive di significato. Libercolo irritante che non mi ha trasmesso alcunchè

    ha scritto il 

  • 4

    Quando andavo alle superiori, in classe studiavamo 3 prime lingue diverse: inglese, francese e tedesco. Tutti gli anni avevamo dei cicli di film da vedere al pomeriggio nella nostra prima lingua e per ...continua

    Quando andavo alle superiori, in classe studiavamo 3 prime lingue diverse: inglese, francese e tedesco. Tutti gli anni avevamo dei cicli di film da vedere al pomeriggio nella nostra prima lingua e per tutti gli anni del liceo ho invidiato i compagni di inglese che andavano a vedersi tutti i blockbuster (da Schindler’s List in giù), mentre noi andavamo a vedere L’ami de mon amie, Renette et Mirabelle, Melò, La vie et rien d’autre… insomma ci ho messo secoli a risanare il mio odio verso i film francesi (per i quali adesso stravedo). Ma c’era qualcuno che stava peggio di me! Eh sì! I compagni di tedesco, che vedevano cose che voi umani...e con titoli impossibili! L’unico che ricordo chiaramente è Dove sognano le formiche verdi. Già, dove sognano? E me la ridevo alle loro spalle...Il regista altri non era che Werner Herzog, un nome che mi vagheggiava l’idea di follia e che sapevo legato a Klaus Kinski, un attore che mi ha sempre destato un po’ di terrore. Non avrei mai pensato di trovarmi a leggere un libro di Herzog e non un libro qualunque, il racconto di un viaggio, un viaggio fatto per un voto. Non voglio svelare sul perché decise di fare quel viaggio e se l’impresa riuscì (sono talmente poche le pagine che non voglio togliere la sorpresa), ma solo dire che si tratta di una serie di immagini, spezzoni, brani che fanno venire la pelle d’oca. Non so quale sia la percentuale di follia in questo libro, ma rimane un’opera di un fascino incredibile. E ora devo assolutamente vedere Dove sognano le formiche verdi.

    ha scritto il 

  • 3

    È... Herzog!

    Pazzesco, a tratti incomprensibile, spesso geniale, talmente imperturbabile nella spontaneità dell'assurdo da non essere mai veramente grottesco né bizzarro. Un bambino, un alieno, un creativo... Herz ...continua

    Pazzesco, a tratti incomprensibile, spesso geniale, talmente imperturbabile nella spontaneità dell'assurdo da non essere mai veramente grottesco né bizzarro. Un bambino, un alieno, un creativo... Herzog è Herzog. Punto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un airone grigio si posa davanti a me. Lo seguirò, ovunque vada.
    Herzog, Herzog, Herzog.
    Come un uragano immobile, la forza più elevata dell'uomo, la forza che si annulla.

    Non c'è commento possibile a ...continua

    Un airone grigio si posa davanti a me. Lo seguirò, ovunque vada.
    Herzog, Herzog, Herzog.
    Come un uragano immobile, la forza più elevata dell'uomo, la forza che si annulla.

    Non c'è commento possibile al silenzio, non c'è luce che possa illuminare un'immagine.

    ha scritto il 

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