Settanta acrilico trenta lana

Di

3.0
(818)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8866320919 | Isbn-13: 9788866320913 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Su cui meditare...

    Un libro certo non felice. Traumi, psicologia malata e contorta dei personaggi, finale drammatico, ma in complesso lo definirei proprio un libro bellino. Ti rendi conto di come i traumi della vita qu ...continua

    Un libro certo non felice. Traumi, psicologia malata e contorta dei personaggi, finale drammatico, ma in complesso lo definirei proprio un libro bellino. Ti rendi conto di come i traumi della vita quotidiana (anche i più banali a volte) possano attaccare, infierire e stravolgere la nostra mente. Bello e da da pensare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Mi risulta difficile recensire questo libro, letto così a fatica.
    La storia ha una scrittura particolare a tratti ironica ma dei personaggi noiosi e strambi, soprattutto la protagonista Camelia.
    Tanta ...continua

    Mi risulta difficile recensire questo libro, letto così a fatica.
    La storia ha una scrittura particolare a tratti ironica ma dei personaggi noiosi e strambi, soprattutto la protagonista Camelia.
    Tanta perplessità per il finale: nel giro di poche pagine tutto precipita, tutto cambia in maniera inaspettata.

    ha scritto il 

  • 3

    A distanza di anni lo ricordo ancora!!! Che strano libro, che trama assurda. Io lo consiglierei: è particolare, di sicuro rimane nella mente a dispetto del tempo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    settanta si trenta mah

    Di questo libro mi è piaciuta l'ironia. Quel calcare anche visivamente su un'instabilità interiore (la cittadina grigia, la nebbia, l'inverno infinito, i bambini ladri quasi come uniche forme di vita ...continua

    Di questo libro mi è piaciuta l'ironia. Quel calcare anche visivamente su un'instabilità interiore (la cittadina grigia, la nebbia, l'inverno infinito, i bambini ladri quasi come uniche forme di vita del quartiere, le disgrazie grandi e piccole) quel rigirarsi fino alla fine in situazioni vischiose e appicicaticce che anche la scarsa igiene della casa e personale stanno facilmente a sottolineare. Affascinanti, per me che non ne so niente, i significati e le chiavi delle parole in cinese. Però a un certo punto del romanzo, che è piuttosto breve, ho avvertito la sensazione di forzatura in questa situazione di ricerca di stallo anche se ironico e per questo me ne sono un po’ stancata.

    ha scritto il 

  • 2

    Scritto indubbiamente in un modo particolare, ho apprezzato la bellezza di alcune frasi. Ma di un angosciante.... Questa scrittrice che all'epoca della pubblicazione del libro aveva solo 23 anni, che ...continua

    Scritto indubbiamente in un modo particolare, ho apprezzato la bellezza di alcune frasi. Ma di un angosciante.... Questa scrittrice che all'epoca della pubblicazione del libro aveva solo 23 anni, che visione ha della vita? O le sue sono solo parole per colpire e affondare? Più leggevo e più prevedevo il peggio, come da copione.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante. Parole usate in modo mai casuale ma che da' questa impressione, la storia non e'importante quanto le parole e gli ideogrammi, come un forte vento. Brava viola. Lo consiglio a chi ama la ...continua

    Interessante. Parole usate in modo mai casuale ma che da' questa impressione, la storia non e'importante quanto le parole e gli ideogrammi, come un forte vento. Brava viola. Lo consiglio a chi ama la musica del linguaggio.

    ha scritto il 

  • 1

    perplessità

    ho letto molte recensioni positive in merito a questo romanzo, per questo ero molto curiosa di leggerlo. ma ciò che mi ha lasciato, a parte un ricordo vivido delle belle descrizioni dell'atmosfera di ...continua

    ho letto molte recensioni positive in merito a questo romanzo, per questo ero molto curiosa di leggerlo. ma ciò che mi ha lasciato, a parte un ricordo vivido delle belle descrizioni dell'atmosfera di leeds, che mi pare ancora di immaginare, è la perplessità di come si è conclusa la storia. senza alcun senso la scelta di quell'inutile crudeltà. mah. non penso lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Camelia vive con la madre a Leeds, città in cui “l'inverno è cominciato da tanto tempo che nessuno è abbastanza vecchio da aver visto cosa c'era prima”. La loro vita è stravolta da un incidente strada ...continua

    Camelia vive con la madre a Leeds, città in cui “l'inverno è cominciato da tanto tempo che nessuno è abbastanza vecchio da aver visto cosa c'era prima”. La loro vita è stravolta da un incidente stradale in cui muore il padre e marito e perde la vita anche Liz Turpey, l’amante. La perdita e la scoperta del tradimento sono la causa della disfatta familiare, dell’arrendersi delle due donne alla vita. Camelia recide ogni fiore che incontra nel suo cammino, o lo schiaccia sotto gli anfibi. Ogni fiore le ricorda il funerale del padre, quel padre che l’ha abbandonata per andare a morire con un’altra donna. È morto cadendo in un fossato e ha lasciato così nascere l’ossessione di Livia, la moglie, per i buchi che fotografa incessantemente. Camelia vive traducendo libretti d’istruzioni per lavatrici e si occupa senza sosta della madre. L’unica sua altra occupazione è tagliare vestiti che trova in un cassonetto e ricucirli senza un criterio, per poi vestirsi con squarci a forma di banana sull’ombelico e maniche attaccate al petto.
    Madre e figlia comunicano solo tramite sguardi: la casa cade a pezzi, tutta la vita cade a pezzi, e le parole perdono qualunque significato. Fin quando Camelia incontra Wen, un ragazzo cinese di cui s’innamora e che l’aiuta a imparare la sua lingua, gli ideogrammi che diventeranno la sua nuova mania. Ma questa non è una storia d’amore. La scrittura è decisa e mai banale, riesce a comunicare profondamente il dolore e l’assurdità dell’esistenza. Il lettore rimane senza fiato, viene catturato dal linguaggio di Viola Di Grado e catapultato in quella strada fatiscente di Leeds in cui si consuma la vita della protagonista.

    ha scritto il 

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