Shantaram

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Publisher: Forlaget Press

4.4
(4636)

Language: Norsk | Number of Pages: 909 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , Italian , Catalan , Chi traditional , German , Chi simplified , Danish , Swedish , Polish , Dutch , Russian , Portuguese

Isbn-10: 8275472873 | Isbn-13: 9788275472876 | Publish date: 

Translator: John Erik Frydenl

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
I 1978 var Gregory David Roberts heroinmisbruker og ble dømt til 19 års fengsel for en serie væpnede ran. Etter to år rømte han fra et høyrisikofengsel på høylys dag og ble Australias mest ettersøkte mann. Roberts søkte tilflukt i Bombay, der han slo seg ned i slummen: først med en improvisert praksis som doktor blant slumbeboerne, senere som Bombay-mafiaens våpenpusher, smugler og falskner. Shantaram er Roberts egen medrivende beretning om et liv helt i ytterkanten av det menneskelig mulige, om frihetens pris, om betingelsene for en ny begynnelse, om kampen mellom det gode og det onde, om kjærlighet - om de store valg i livet.
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  • 4

    Un grande romanzo di avventura, appassionante al punto da non accorgersi delle quasi 1.200 pagine. Roberts racconta con passione la sua incredibile esperienza tra i derelitti indiani, con un entusiasm ...continue

    Un grande romanzo di avventura, appassionante al punto da non accorgersi delle quasi 1.200 pagine. Roberts racconta con passione la sua incredibile esperienza tra i derelitti indiani, con un entusiasmo ed un amore per la vita commuoventi. Non eccelso dal punto di vista letterario, comunque coinvolgente e scorrevole.

    said on 

  • 3

    Il libro colpisce per la descrizione che l'autore fa dell'India e delle sue mille contraddizioni. Vengono descritte situazioni al limite e ciò crea diversi spunti di riflessione. Ad ogni modo colpisce ...continue

    Il libro colpisce per la descrizione che l'autore fa dell'India e delle sue mille contraddizioni. Vengono descritte situazioni al limite e ciò crea diversi spunti di riflessione. Ad ogni modo colpisce anche la storia del protagonista, non è un santo, ha commesso diversi crimini e non per questo cerca di redimersi, anzi è in fuga dalle sue responsabilità. Nonostante le pagine del libro la lettura è scorrevole

    said on 

  • 2

    Mah, io non capisco tutto l'entusiasmo per questo libro. È una storia impressionante solo se si pensa che è (forse) una storia vera, ma la scrittura non colpisce ed è a tratti noiosa o banalmente rice ...continue

    Mah, io non capisco tutto l'entusiasmo per questo libro. È una storia impressionante solo se si pensa che è (forse) una storia vera, ma la scrittura non colpisce ed è a tratti noiosa o banalmente ricercata.
    In ogni caso non mi sembra giustificato il numero di pagine, dopo la metà del libro si pensa solo a quando finirà.
    Insomma, non basta una bella storia per fare un bel libro!

    said on 

  • 5

    La forza del perdono.

    Libro potente!
    Una mia amica che lo aveva già letto apprezzandolo pure lei, mi disse che la storia poteva essere benissimo più corta, semplicemente tagliando qualche parte qua e là tra le tante non st ...continue

    Libro potente!
    Una mia amica che lo aveva già letto apprezzandolo pure lei, mi disse che la storia poteva essere benissimo più corta, semplicemente tagliando qualche parte qua e là tra le tante non strettamente necessarie alla trama. In questo modo il libro sarebbe passato da più di mille pagine ad un formato più invitante e anche più maneggevole per il lettore.
    Però non sarebbe più stato Shantaram. Per raccontare la sua vita così piena e tutti gli incontri e i posti dove l'ha vissuta, l'autore non poteva che scrivere un romanzo fiume. E lo ha fatto superbamente.

    said on 

  • 2

    insomma

    Per leggere 1200 pagine ci vorrebbe qualcosa di più....o probailmente di meno. L'ho finito senza problemi, ma andando avanti non vedevo l'ora che finisse e l'ultima pagina è stata una liberazione.
    Ci ...continue

    Per leggere 1200 pagine ci vorrebbe qualcosa di più....o probailmente di meno. L'ho finito senza problemi, ma andando avanti non vedevo l'ora che finisse e l'ultima pagina è stata una liberazione.
    Ci sono alcuni bei passaggi, come la vita nello slum o quella nel paese natale del suo amico Prabaker. Il resto si fa leggere, ma troppa filosofia, troppe donne troppo belle e troppe situazioni al limite del credibile con il protagonista pericolosamente in bilico tra santità e criminalità.
    L'hanno scorso è uscito il seguito, altre 1000 pagine... al buio dico no grazie.

    said on 

  • 4

    [Testo italiano in fondo]
    For years I felt like "I had" to read this book, but at the same time it gave me the sensation of a sickly sweet essay on western-interpreted eastern philosophy. Then one day ...continue

    [Testo italiano in fondo]
    For years I felt like "I had" to read this book, but at the same time it gave me the sensation of a sickly sweet essay on western-interpreted eastern philosophy. Then one day I stepped into the original English 'version' of the book, and bought and started it at once.
    In fact the story is not a sickly sweet philosophy treatise; there is on the contrary a great deal of fresh human blood flowing, towards which the main character and narrator seems inevitably attracted every time a chance occurs.
    The novel is basically the true narrative of Gregory David Roberts in India, despite some quite unlikely events (at least in the close succession in which they are presented): Lin's sudden coming out from an Indian prison then fresh and ready for an important meeting after only one hour or, again, he calmly sitting in a bar just after an almost deadly fight. But they seem to be only narrative devices, and the trueness of the story can be felt at every page. The book reminded me of India more than every other thing in many years since my first and (so far) last trip there. The flavour and the people of that unique country were all in the book, unchanged.

    Per anni ho saputo di "dover" leggere questo libro ma mi dava anche la sensazione di uno stucchevole trattato occidentale di filosofia orientale. Poi un giorno mi sono imbattuto nella 'versione' originale inglese, comprato e subito iniziato.
    In effetti la storia non è affatto un compendio filosofico, al contrario c'è molto fresco sangue umano che scorre, verso il quale il narratore e protagonista principale sembra fatalmente attratto ogni qualvolta si presenta l'occasione.
    La trama è praticamente la vera storia di Gregory David Roberts in India. Ci sono cose un po' improbabili, (almeno nella successione in cui vengono presentate) tipo il suo uscire all'improvviso da una prigione indiana e dopo un'ora essere freschissimo e pronto per un incontro importante o, ancora, essere tranquillamente seduto in un bar subito dopo un combattimento quasi mortale. Ma questi sono molto probabilmente espedienti narrativi; la storia in effetti trasuda 'verità' in ogni pagina e, in molti anni dal mio primo (e per ora ultimo) viaggio, mi ha ricordato l'India più di ogni altra cosa. Il sapore e i personaggi di quella terra unica sono tutti li, tali e quali.

    said on 

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