Signor Malaussène

Di

Editore: CDE

4.2
(7548)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 444 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Inglese , Catalano , Portoghese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Frasi dal libro

    “Che ne dici, tu che sei il prodotto di un lungo interrogativo procreatorio: “E’ giusto fare dei figli in un mondo come questo? Il Divino Paranoico merita che si accresca la sua opera? Ho io il diritt ...continua

    “Che ne dici, tu che sei il prodotto di un lungo interrogativo procreatorio: “E’ giusto fare dei figli in un mondo come questo? Il Divino Paranoico merita che si accresca la sua opera? Ho io il diritto di mettere in moto un destino? Non so forse che avviare una vita significa metterle la morte alle calcagna? Cosa valgo io come padre e cosa varrà Julie come madre? Possiamo correre il rischio di assomigliarci?”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2016/09/20/signor-malaussene-daniel-pennac/

    ha scritto il 

  • 4

    Il ritorno di tutti i Malausséne

    Vedasi il precedente "La Prosivendola" con qualche differenza.

    Pennac è invaso da due problemi, quadrare un giallo sui generis e non sopportare nemmeno la morte romanzesca. Gli spiace d'aver fatto m ...continua

    Vedasi il precedente "La Prosivendola" con qualche differenza.

    Pennac è invaso da due problemi, quadrare un giallo sui generis e non sopportare nemmeno la morte romanzesca. Gli spiace d'aver fatto morire dei personaggi e deve far di tutto per poterne riparlare, parte del romanzo infatti è un ripercorrere vivi e morti della Tribù Malausséne onde acclimatare il figlio venturo di Benjamin e Julie.

    Eppoi cinefili e cinemaniaci, nuovi ossi per vecchi cani, Edipi al quadrato, gelosie retrospettive, puttane redente coi tatuaggi, Maigret va in pensione, Il Ritorno di Maigret, La tritorchiatura del Menaggér e del Funzionario, figli folli, illusionisti illuminati, suore d'assalto, bimbe e bombe e tutto l'armamentario per fare arrivare una gestazione a termine. Serenamente: tant'è che torna pure la Mamma a fare la Nonna.

    Ora capite in che senso la possibilità di quadrare un giallo sui generis sia sempre più ardua?

    Poi ci sono cose come questa:

    La retorica del male. "Cercano sempre di tirarci in mezzo," diceva Thian parlando dei veri criminali. "Adattano i loro delitti alla nostra logica," spiegava il commissario di divisione Rabdomant."Non hanno altra soluzione," conveniva Thian, "o fanno così o sono costretti ad ammettere di essere pazzi." "E' incredibile a che punto i veri assassini si assomiglino nel loro desiderio di sembrare unici," rifletteva il commissario Rabdomant. "Per questo ci si rompe così tanto in prigione," concludeva Thian.
    […]
    "Ho ereditato una prigione culturale, Malaussène, ne ho fatto una prigione educativa. Una cultura che non educa è un pericoloso fattore criminogeno! Guardi Julien Sorel, Raskolnikov... Il mio predecessore, il signor Sant'Inverno, che lei ben conosceva, aveva trascurato questo aspetto della questione. Un idealista..."

    Che rappresentano un'illuminazione fenomenale per intendere alcune oscurità de "La Scuola Cattolica" la cui lettura inframmezzavo coi Malausséne e altro. Non ricordavo che Pennac offrisse così tanti paragrafetti radiosamente fotonici, invece è un suscitatore notevolissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    grazie prof!

    Ringrazierò sempre la prof di lettere del triennio superiori per aver inserito Pennac nell'elenco dei libri facoltativi per l'estate. Questo è il primo Malausséne che ho letto, ed è quello che mi ha f ...continua

    Ringrazierò sempre la prof di lettere del triennio superiori per aver inserito Pennac nell'elenco dei libri facoltativi per l'estate. Questo è il primo Malausséne che ho letto, ed è quello che mi ha folgorato lanciandomi nel mondo dei capri espiatori.

    ha scritto il 

  • 4

    Ce a été un vrai plaisir la connaître, Monsieur Malaussène! *

    Perché iniziare il Ciclo Malaussène partendo da metà [dal quarto di sette libri (anche se in Francia ne sono stati pubblicati otto; da noi - per motivi che mi sfuggono ma che potrebbero essere legati ...continua

    Perché iniziare il Ciclo Malaussène partendo da metà [dal quarto di sette libri (anche se in Francia ne sono stati pubblicati otto; da noi - per motivi che mi sfuggono ma che potrebbero essere legati a un utopico tentativo di favorire una qualche specie di spending review - si è deciso di accorpare il quinto e il sesto in un unico volume)]? Perché, non so perché! O meglio, lo saprei pure ma è una scusa che regge fino a un certo punto. Insomma, era l’unico che avevo in e-libreria, e siccome mi è venuta voglia di “incontrare” questa masnada di pazzi, l’ho e-letto… e adesso, per vostra sfiga maxima sfiga, lo e-recensirò!

    Bene. Oh. Dunque. Se come me non avete mai letto nulla della saga Malaussène, all’inizio di “Signor Malaussène” vi ritroverete letteralmente sommersi di personaggi, uno più strano dell’altro, ed avrete un bel daffare prima di riuscire a collocarli all’interno della struttura del clan Malaussène e, più in generale, della Belleville Pennacchiana.

    Ben Malaussène e la compagna Julie aspettano un bambino. Ben, all’un tempo eccitato e impaurito come ogni pre-papàn che si rispetti, non trova di meglio che parlare con il figliolo in divenire. In effetti, il romanzo non è altro che la narrazione che Ben fa al bebè delle vicende che occorrono a lui e a chi gli sta intorno. Senza aggiungere altro (aggiungere, perché fin’adesso hai detto qualcosa?) sulla trama, mi limiterò a dire che in “Signor Malaussène”, Pennac, con colori grotteschi e folli pennellate, dipinge il quadro di una realtà dove i peggiori istinti umani sembrano essere sul punto di sopraffare per sempre tutto il resto; resto che, semplificando, potremmo chiamare bontà. Bontà che, molto spesso (sempre più spesso), viene confusa per stupidità, tonteria, fesseria…

    Con questo romanzo, secondo me Pennac vuole ribadirci fondamentalmente due cose: una, che non dobbiamo fermarci alle apparenze; e due, che non dobbiamo avere paura di sembrare fessi quando siamo sicuri di ciò che siamo, proviamo, pensiamo, … siamo. Insomma, ci esorta a non nascondere troppo il Malaussène che è in ognuno noi!

    * J’esper vivamont d’aver escrit bien; vous sapet, je ne parl pas bien la langue d’oltralp…

    ha scritto il 

  • 5

    “Si è sempre abbastanza forti per sopportare i mali altrui. “

    Al di là delle trame , peraltro sempre fantasiosissime, originali , intriganti e ricche di colpi di scena , dei personaggi (in quest'ultimo romanzo ho gradito molto fra gli altri quello del medico leg ...continua

    Al di là delle trame , peraltro sempre fantasiosissime, originali , intriganti e ricche di colpi di scena , dei personaggi (in quest'ultimo romanzo ho gradito molto fra gli altri quello del medico legale Postel-Wagner) che fanno via via da contorno alle gesta degli esilaranti protagonisti della famiglia Malaussène , credo che a rendermi così piacevole la lettura delle opere di Pennac sia l'uso straordinario che egli fa delle parole (e al riguardo sia sempre benedetta la sua grande traduttrice Yasmina Melouah) sempre così calibrate , armoniche , scelte su misura per impreziosire con grande sapidità il concetto espresso .
    E la stessa grande capacità la ritrovo nei “dialoghi muti” , caratteristica costante nei suoi libri letti fin'ora , dove i silenzi raffigurati da puntini valgono più delle parole e sono talmente efficaci che permettono quasi di “vedere” su uno schermo ideale le espressioni dei personaggi.
    Un autore che sta scalando rapidamente la classifica dei miei primi dieci in ordine di gradimento , sul quale non mi stancherò mai di tessere lodi (sicuramente il miglior suggerimento Anobiiano ricevuto sino ad oggi) , e per il quale non riesco a scendere sotto le cinque stelline.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/index.php?bookid=434

    n una Belleville straziata dall'inarrestabile armata composta dagli ufficiali giudiziari, la tribù dei Malaussène e gli amici di famiglia oppongono una strenua ma spesso infruttuosa resistenza. Il vec ...continua

    n una Belleville straziata dall'inarrestabile armata composta dagli ufficiali giudiziari, la tribù dei Malaussène e gli amici di famiglia oppongono una strenua ma spesso infruttuosa resistenza. Il vecchio cede al nuovo che avanza, senza sosta. Il tema centrale è rappresentato dai ritrovamenti di cadaveri, persone uccise brutalmente, cui sono stati asportati tatuaggi di rara bellezza, rappresentanti opere artistiche di molti secoli fa. La propensione naturale di Benjamin a fare da capro espiatorio non fa eccezione nemmeno questa volta, finendo addirittura in cella per un tempo che lui non riesce a definire. Il contorno è rappresentato da una particolare eredità, composta da un archivio cinematografico e, soprattutto, un "Film Unico" da trasmettere una sola volta ad un pubblico selezionatissimo. Attorno alla pellicola si scatena una vera e propria caccia senza esclusione di colpi di scena. Colpi di scena che si susseguono fino all'ultima pagina dando vita a un bellissimo finale, capace di appassionare nonostante il lento avvio del libro. Poteva essere più breve, velocizzando un po' le prime pagine, ma tutto sommato resta un bel giallo, a tratti esilarante.

    ha scritto il 

  • 3

    Adesso capisco perché quando lo lessi la prima volta, digiuna di Pennac, pensai: "che è 'sta robaccia, come fa a piacere?".
    La saga Malaussen va assolutamente letta in ordine, quindi questo dopo gli a ...continua

    Adesso capisco perché quando lo lessi la prima volta, digiuna di Pennac, pensai: "che è 'sta robaccia, come fa a piacere?".
    La saga Malaussen va assolutamente letta in ordine, quindi questo dopo gli altri tre, sennò non ci si capisce nulla.
    La fantasia di quest'autore è infinita.
    Ed ora mi aspetta Therese ;-)

    ha scritto il 

  • 0

    Una scrittura che dà il piacere di leggere

    Per spiegarlo, mi sembra meglio citarlo:
    "Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se ...continua

    Per spiegarlo, mi sembra meglio citarlo:
    "Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se stessi..." (194)
    "La trasparenza è un concetto imbecille, figliolo. O quanto meno inefficace, se applicato alla verità. Se lo immagina un mondo trasparente? Contro cosa si staglierebbe, la sua trasparente verità? [...] La trasparenza è un concetto da illusionista!" (378)

    ha scritto il 

  • 3

    La famiglia Malaussene è sempre strepitosa ma, per me, questa volta Pennac ha inserito in un unico libro davvero troppi personaggi e troppi avvenimenti, mi ha confuso un po' le idee

    ha scritto il 

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